nonsolograndi

[nonsolograndi] Crazy Ducks

scritto da
Simarillon (Davide)

Ancora Djeco, ancora un gioco di carte (prima o poi mi staccherò dai giochi di carte Djeco… è che sono sempre belli!); di nuovo però la scatola raddoppia le sue dimensioni rispetto alle primissime recensioni e nell’armadio dei giochi si fa notare… un po’ di più. Ideatore Jean Jacques Derghazarian, illustratore Philip Giordano. Possono giocare da 2 a 4 persone in partite di una quindicina di minuti circa.
Volete provare a far sedere i nongrandi di tutte le età attorno a un tavolo insieme ai grandi e farli ragionare divertendosi? Continuate e leggere...


I MATERIALI
La scatola contiene settanta carte così suddivise:
  • sessanta carta anatra in cinque colori differenti (giallo, verde, rosso, viola, blu);
  • cinque carte tartaruga;
  • cinque carte fenicottero.
Le illustrazioni sono nella norma, con il formato delle carte, quadrato e di piccole dimensioni (6,5 cm con angoli smussati) un po’ particolare; mi piace molto il formato a scatola di fiammifero tipico dell’editore; nel complesso, comunque, materiali adeguati allo scopo e la carta quadrata aiuta a costruire la griglia al meglio; quindi promozione, ma senza infamia e senza lode. D’altronde è sempre difficile giudicare un mazzo di carte!

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE 
Scopo del gioco: conquistare il maggior numero di carte stabilendo quale sia il colore dell’anatra tenuta segreta dagli altri giocatori.
Numero di zampe per ogni animale:
  • anatra: due zampe;
  • le anatre dello stesso colore di quella che è tenuta nascosta: tre zampe;
  • tartaruga: quattro zampe;
  • fenicottero: una zampa.
Ogni giocatore al proprio turno colloca due o tre (a scelta) delle proprie carte a contatto con una già collocata, chiedendo al giocatore successivo quante zampe ci sono sulla riga/colonna in cui ha collocato le carte. Questi risponderà in base agli animali presenti secondo quanto indicato sopra e i giocatori (tutti) potranno provare a indovinare il colore della papera nascosta.
Se un giocatore dice il colore corretto, smascherando l’anatra a tre zampe, prenderà tutte le carte posizionate sul tavolo, in caso sbagli sarà il giocatore che ha l’anatra da indovinare a prendere tutte le carte. La partita termina quando il mazzo viene esaurito e il giocatore che possiede il maggior numero ci carte sarà il vincitore.  

Variazioni sul tema
L’idea interessante è quella di lasciare sempre tutta la griglia, che andrà estendendosi man mano, e prendere solo la tessera della papera di cui si è indovinato il colore. In questa modalità il gioco termina, similmente, quando i giocatori non hanno carte da posizionare e chi ha indovinato il maggior numero di papere è il vincitore. In questo modo possono giocare, facilmente, anche più di quattro giocatori e magari si può indirizzare la durata della partita, che potrebbe finire quando un giocatore indovina un numero prefissato di carte.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Con Crazy Ducks mi è particolarmente difficile iniziare la parte più interessante della recensione (quella sulle impressioni), anche perché direi che è un gioco che difficilmente può entrate a tutto tondo nella rubrica nonsolograndi e ancora adesso ho il dubbio se sia una collocazione appropriata.

Un piccolo aneddoto può valere molto in questo caso:
Festa di paese, almeno un paio di giochi non mancano mai nella borsa con cui giriamo, il pomeriggio procede un po’ stancamente e Crazy Ducks esce dalla borsa, si siedono in sei bambini pronti a giocare, in età compresa fra i sette e i nove anni, dopo la spiegazione due vanno via e dopo la prima manche altri due si allontanano. Sicuramente colpa mia nel non aver saputo dare il giusto appeal al gioco, ma Crazy Ducks è un gioco particolare. Rimane Lorenzo da solo con uno dei suoi amici e anche papà Davide si aggiunge ai giocatori. Alla fine vince Lorenzo, ci si diverte, ma sicuramente non è un gioco per tutti, anzi… Il gioco è ancora fuori, arrivano altri genitori e anche alcuni di loro sono in difficoltà nei primi turni di gioco.

Il gioco ha un'interessante meccanica di logica deduttiva, strettamente collegata al calcolo matematico; durante il gioco vengono fornite progressivamente informazioni sul colore della propria papera, che portano ad avere a un certo momento tutti gli elementi per dedurre il colore della papera dell’interrogato. Il twist interessante è che non solo il giocatore che ha posto la domanda, ma tutti quanti i giocatori, possono provare a indovinare il colore della papera del compagno di gioco a cui la domanda è stata posta. Quindi, oltre alla capacità di deduzione, si innesta anche un concetto di velocità nel dedurre; questo porta con sé l’interessante conseguenza di annullamento dei tempi morti, in quanto si deve stare costantemente concentrati sul gioco per acquisire il maggior numero di informazioni possibili. Proprio per questo suo piccolo twist è un gioco che consiglio di giocare almeno in tre e probabilmente sulla scatola avrei preferito trovare scritto 3-5 giocatori piuttosto che 2-4 come invece è. 

Altro spunto di interesse è nel fatto che quando si viene a creare la griglia di gioco con diverse papere sul tavolo, sarà più o meno conveniente porre le proprie carte che veicolano la domanda su una riga/colonna; questa speculazione ho notato essere particolarmente difficile per i bambini, anche per quelli che comunque hanno giocato con piacere a Crazy Ducks. Simpatica anche l’idea di inserire fenicotteri e tartarughe, giusto per aggiungere un piccolissimo strato di complicazione al gioco.
Crazy Ducks è un gioco di carte deduttivo, in cui la fortuna è nulla, davvero particolare e che vi consiglio di provare per vedere se è la vostra cup of tea; personalmente lo ritengo uno dei migliori giochi di carte Djeco arrivati a casa – e ne sono arrivati – ma anche quello che può avere il gradimento più basso, perché è davvero un po' particolare.

Il gioco è un 8+: questo è uno dei rarissimi casi in cui forse direi che aumenterei l’età per giocare, anziché diminuirla. 

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “La logica è un'invenzione meravigliosa […] richiede solo la coerenza” da Jane Haddam. 

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Crazy Ducks:
  • applicare la logica deduttiva e ottimizzare le informazioni in proprio possesso per giocare al meglio;
  • il confronto serrato con gli avversari;
  • stare sempre concentrato anche durante i turni degli altri giocatori, perché sebbene passivi si può essere il giocatore che darà la risposta corretta;
  • che qualche volta le papere hanno tre zampe e non due :D

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare 8-99 age. Per le dinamiche di deduzione è un giochino velocissimo che si può giocare a qualsiasi età, magari per iniziare ad attivare le rotelle e per decidere chi sarà il primo giocatore al cinghiale serale o chi sceglierà il gioco chiudi serata.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

No, questo con mamma davvero non riusciamo a giocarlo: ha una doppia avversione per logica e matematica e questo non è sicuramente il suo gioco. Diciamo che un terzo giocatore fa sicuramente comodo e i simpatici disegni delle paperelle possono essere l’unico motivo per farla sedere insieme a noi e farle capire che anche con la matematica ci si può divertire.   

Si ringrazia Djeco per la copia di review concessa.

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