[Espansioni] Mi è piaciuto DIXIT e adesso quale espansione scelgo?

scritto da
Simarillon (Davide)

Ci avevo già provato con Carcassonne e ci riprovo ora con DIXIT, i due giochi che sono il mio grimaldello sicuro per fare entrare amici adulti nel mondo – che non conoscono – dei giochi in scatola.
Come avevo già scritto non sono uno che odia le espansioni a priori, anzi, alcune servono a dare nuova linfa al gioco; quindi, usando spessissimo Dixit a casa, con la famiglia e con gli amici, è quasi indispensabile ingrandire il mazzo, quindi sono arrivate le prime espansioni e poi l’effetto collezionismo ha fatto il resto. Ecco qui una riflessione su ognuno degli otto mazzi che sono usciti sino ad ora, considerando che la soggettività qui è ancora più forte, dal momento che il disegno che può piacere a me, può non piacere a chi lo sta guardando con me.

Una piccola nota da un punto di vista estetico: le nuove confezioni occupano, inutilmente, più del
doppio dello spazio, non ci stanno bene nella scatola del gioco base, ma appagano molto di più l’occhio e, visto che siamo nella società dell’immagine, mi sembra una scelta azzeccata, così come quella di dare un nome ad ogni mazzo di espansione, che è sicuramente più evocativo di un numero.  

Aggiungo un appunto finale sul come sia possibile, piacevolmente, giocare a Dixit sino a dodici giocatori: disegnate una ruota con dodici spicchi e un colore centrale per associarla al coniglio o al segnalino che si muoverà sul tabellone e procuratevi una piccola molletta per ognuna delle ruote. Le dinamiche sono identiche a quelle di Dixit, con la diversità che si indicherà la carta sulla ruota con la molletta e si modula il numero di chi indovina o non indovina le carte in base al numero di partecipanti; così, ad esempio, se si giocherà in dieci basterà che nove indovinino la carta per far sì che chi ha detto la frase non sia stato abbastanza bravo.


Ecco in ordine di uscita qualche piccola riflessione sugli otto mazzi di Dixit usciti sino ad oggi.

DIXIT, disegni di Marie Cardouat, è iniziato tutto da qui! La disegnatrice appena diplomatasi all’Istituto di Arti Decorative di Strasburgo risponde a un annuncio di Regis Bonnessée di Libellud per illustrare Dixit, dopo aver illustrato alcuni libri per bambini. I disegni di Marie Cardouat hanno un tratto lieve e direi quasi onirico, sono molto evocativi e mescolano sapientemente le emozioni in ognuna delle carte. La partenza è stata ottima e la semplicità delle regole, accompagnata dai disegni particolarmente azzeccati, hanno fatto di Dixit in breve tempo un classico moderno.

DIXIT QUEST [2], disegni di Marie Cardouat, i disegni dell’autrice francese sono sempre belli e in questo nuovo mazzo, sia stilisticamente sia a livello di contenuti, non c’è praticamente nulla che possa distinguersi dal precedente mazzo del gioco base, né per tratto né per tematiche. Mazzo da aggiungere assolutamente per tutti gli estimatori della disegnatrice, anche se forse ora gli preferirei altro, mentre all’epoca in cui è uscito l’ho preso con più impazienza di un assetato nel deserto che vede un bicchiere d’acqua.

DIXIT JOURNEY [3], disegni di Xavier Collette, primo mazzo a firma diversa da Marie Cardouat e il nuovo tratto si vede tutto: carte molto più cupe, disegno maggiormente influenzato dai cartoon moderni (con l’influenza Pixar e della digital art piuttosto evidente) e una tridimensionalità che manca ai disegni dei primi due mazzi. In alcune carte (non troppe per la verità) c’è un solo soggetto, cosa rara nei precedenti set, con un piccolo rischio di mono-dimensionalità di interpretazione, mancando quel particolare da cogliere e da far cogliere. Un mazzo interessante per gli appassionati di digital art; personalmente non ho mai capito se mi piaccia oppure no, anche se ho sempre apprezzato la scelta coraggiosa di introdurre un nuovo disegnatore per dare una svolta al comparto grafico del gioco. Nota finale per dire che questo mazzo è quello presente nel gioco completo Dixit Journey, come si può già intuire dal nome assegnatogli. Da avere se vi piace il tratto cartoon.

DIXIT ORIGINS [4], disegni di Clément Lefevre, questo mazzo è la giusta via di mezzo tra il disegno, quasi onirico, di Marie Cardouat e quello moderno cartoonist di Xavier Collette: questo è il maggior merito di questo set di carte. Forse il mazzo pecca un pochetto dal punto di vista del contenuto, con disegni poco evocativi, un po’ troppo realisti e un po’ piatti rispetto ai precedenti tre mazzi; spesso, anche qui come nel precedente mazzo, con un solo soggetto nella carta con un piccolo rischio di mono-dimensionalità di interpretazione, dal mio punto di vista il mazzo meno riuscito in assoluto.

DIXIT DAYDREAMS [5], disegni di Franck Dion, mazzo tetro, con pochi colori sgargianti e una predominanza di colori come il marrone, il verde nelle sue tonalità più scure e il blu scuro, i colori sono pastello e spesso i soggetti sembrano quasi prigionieri delle carte, i volti delle persone mancano sovente della bocca, rendendo l’espressione ancora più enigmatica. Un mazzo sicuramente particolare che – se piace lo stile – è da avere, perché può suggerire ai giocatori davvero un qualcosa di molto diverso rispetto agli altri mazzi. A me personalmente non piace, ma solo perché quando gioco a Dixit voglio giocare con mazzi spensierati e qui non è raro vedere pallottole, armi, persone o animali in difficoltà, …

DIXIT MEMORIES [6], disegni di Carine Hinder e Jérôme Pélissier, per la prima volta ci si affida a una coppia e direi con ottimi risultati, infatti i disegni hanno davvero un qualcosa in più. Il mazzo di Dixit Memories sembra quasi l’evoluzione di Daydreams, anche qui gli sfondi delle carte sono spesso in tonalità marroni o verdi, ma i soggetti che dominano le carte sono resi con colori vivi come il rosso, l’arancione o l’azzurro; non è raro poi che le carte siano dominate da animali in atteggiamenti antropomorfi. Non so perché, ma se giochiamo in dieci o più una carta di questo mazzo esce sempre tra quelle che vengono poste sul tavolo, evidentemente i disegnatori hanno saputo trarre l’ispirazione giusta per far sognare i giocatori. Mazzo da aggiungere assolutamente.

DIXIT REVELATIONS [7], disegni di Marina Coudray, tutte le carte del mazzo hanno almeno un particolare in oro lucente e in oltre venti carte questo particolare è goffrato, il mazzo è sicuramente particolare e alquanto evocativo, richiama molti temi, soprattutto legati con vari fili all’antichità e alla mitologia, sia essa greca/latina o indiana.  Ci sono poi diverse influenze, come scrive Asterion alla presentazione del gioco: “le immagini misteriose e incantevoli di Coudray sono fortemente influenzate dal design del primo Novecento, dal movimento Art Deco al Surrealismo”. Nella lista dei miei pittori preferiti c’è sicuramente Magritte (e quindi in un qualche modo anche De Chirico) e in diverse carte si vede forte l’influenza di questi due pittori. Tutti i disegni, poi, sono davvero ricchi di quei piccoli particolari che aiutano a giocare al meglio a Dixit, anche se sono carte difficili e si rimarrà spesso a osservarle con meraviglia. Mazzo (che definirei quasi hippie in alcune sfumature) da aggiungere assolutamente.

DIXIT HARMONIES [8], disegni di Paul Echegoyen, disegnatore di fumetti e illustratore di libri per bambini. Queste prime indicazioni rivelano come il mazzo sia in un qualche modo fiabesco e come si può trovare sul sito Asterion: “le sue splendide illustrazioni vi trasporteranno in luoghi strani e meravigliosi mentre esplori il suo mondo confuso e nostalgico”. Non è raro trovare citazioni di fiabe o storie molto famose (Pinocchio e Il Principe Ranocchio per dirne un paio) o personaggi dell’immaginario come streghe e orchi; i volti delle persone sono riconducibili a uno stile manga moderno. Attenzione che bisogna saper cogliere il particolare per non essere troppo banali. Un mazzo che non mi dispiace, dove si vede molto la mano di fumettista di Echegoyen; mazzo da avere soprattutto per chi ama l’immaginario dei bambini, ma da aggiungere solo dopo aver consumato altri mazzi che gli stanno davanti e sono sicuramente più facili da giocare.


Ho provato a dire cosa c’è di buono in ognuno di questi mazzi. Qui, ancora di più che nelle recensioni, ripeto, c’è una forte componente di soggettività, in quanto, quello scritto sino ad ora è basato sui gusti artistici del sottoscritto: non riesco ad essere più obiettivo di così!


Una piccola nota per chiudere: se siete un po’ maniaci come il sottoscritto, imbustate le carte e segnatevi da quale mazzo arrivano, con il numero del mazzo. Forse Libellud (e Asmodee) potevano pensare a un piccolo simbolo che distinguesse i vari mazzi l’uno dall’altro, così che finita la partita si potessero riporre le carte nella scatola da cui sono arrivate con semplicità.

Vi lascio anche con una carrellata di immagini finali:


















10 commenti:

  1. che figata di articolo! grazie!

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  2. Il contenuto dell'articolo è eccellente e a livello "scientifico"...
    Per tale ragione Ti perdono, tra l'altro:
    "accompagnata dao disegni particolarmente azzeccati hanno fatto fi Dixi in breve tempo un classimo moderno".
    In questo caso la sostanza vale più della forma. Ti ringrazio per l'ottimo articolo, ma ai prossimi errori... Ti denuncio!
    L'anziano

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  3. Con il mio gruppo ho trovato che meno dettagliato il disegno più è facile dare un'interpretazione che poi non venga indovinata da tutti. In ogni caso ottimo articolo, ce ne vorrebbero di più sulle espansioni, anche perché spesso - io per primo - ci si ferma al base e si perdono opportunità :D

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  4. Consiglio di mettere nell'articolo, anche il gioco completo "dixit odyssey". Cosi c'è proprio tutto!

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    1. Ciao Alan,
      Non ho il gioco completo, ed ho sempre auspicato che uscisse come mazzo espansione. Non l'ho messo perché valuto sempre e solo le cose con cui gioco (e non poco).
      Tra l'altro come disegnatore tu che dici di Dixit? Quale mazzo ti piace?

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    2. Il gioco è geniale, riguardo i disegnatori bravissimi tutti tranne i mazzi di Marie Cardouat, che gli si dà atto per essere stata la pionera del gioco originale ma come qualità dei disegni proprio non mi piacciono minimamente.

      Son stato costretto a comprare il suo mazzo per avere al tempo i componenti base del gioco.

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    3. Curioso come io sia di parere totalmente opposto: ho il gioco base, ho preso la prima espansione (Dixit 2) e credo mi fermerò qua, sia percé non mi servono altri mazzi, sia perché non vorrei miscugli di stili - e quello della Cardouat mi piace tantissimo.

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  5. Io mi sono fermato a Dixit 4 che, tra quelle che ho, è l'espansione che amo di meno.
    Quando ho preso la seconda, inizialmente mischiavo i due mazzi facendo partite con più di 180 carte.
    Effettivamente era impossibile rididivider i due mazzi, alla fine mi sono aiutato con l'elenco delle immagini in rete ricostituendo i due mazzi, da allora non li mischio più e gioco con un mazzo alla volta...

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    1. non puoi finire con il 4, il mazzo meno riuscito, devi assolutamente prenderne un altro.
      Io non amo molto imbustare, ma qui è stato necessario farlo, proprio per poi rimettere insieme le carte di ogni songolo mazzo.
      Mio opinione personale giocare con i mazzi mischiati da qualcosa in più al gioco.

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