[Essen e dintorni] La quarta puntata

scritto da Fabio (Pinco11)


La nostra carrellata di oggi parte dalla Francia, per poi spostarci in Olanda, occupandoci di diversi titoli di peso medio, che promettono di proporci un gameplay interessante, con una durata di gioco, nel contempo, sufficientemente contenuta.
Tra di essi diversi sono finiti nel mio radar, per cui ho pensato di fare cosa carina a segnalarveli: vediamo se riesco a stuzzicare la vostra curiosità ...


SPACE COWBOYS

Da quanto sono usciti con Splendor i ragazzi dei cowboy dello spazio hanno la mia attenzione: a questo giro tornano a proporre, dopo Via Nebula, un titolo a base di esagoni, stavolta a tema SimCity o, meglio, SimSeguaci di divinità.
In Orbis, ideato da Tim Armstrong (2-4g, 45', 10+) la sfida è quella di prelevare dal tavolo (dove ci sono sempre 9 tessere territorio e 5 divinità) una tessera, andando a costruire così il proprio reame, composto, a fine partita, da esattamente 15 tessere disposte a piramide (5 alla base, 4 sopra e così via).
Il manuale (qui in inglese) si sviluppa in otto paginette con esempi, per cui siamo di fronte a un titolo nel complesso facile e l'idea è quella che a ogni prelievo di tessere si vadano a piazzare cubetti colorati (i teorici seguaci delle varie divinità) nelle tessere adiacenti, cosicché giocando, oltre che prelevare tessere, si andranno a ottenere cubetti, che devono essere a loro volta pagati per poter piazzare le tessere territorio prelevate dal lato attivo. Ci sono poi alcune regolette di piazzamento (tipo che puoi piazzare tessere nel livello superiore della piramide solo se ce ne sono due già alla sua base o che almeno una delle tessere a contatto deve essere dello stesso colore) e i classici effetti che ogni tessera piazzata produce, per un gameplay che vuole rimanere semplice (prendi tessera e piazza tessera), proponendo qualche spunto interessante (alla fine potresti avere parecchi effetti in gioco da ricordare).
Interessante, con una livello di difficoltà che promette di essere giusto un pelo oltre il family puro (che di solito è classificato come 8+).



LA BOITE DES JEUX (distr. da BLACKROCK)

L'editore francese, piuttosto giovane di età, ma con all'attivo già diversi titoli, tra i quali ricordo i validissimi Outlive e Ilôs, a questo giro dovrebbe proporre a Essen diverse uscite e parto oggi parlandovi di Huns, di Fneup, interessante gioco a base di dadi e drafting di carte (che dovrebbe essere già in distribuzione), per 2-4 giocatori, destinato a girare in un classico tempo di una partita di calcio.
L'idea (qui le regole) è quella che ci siano 5 dadi colorati, ai quali corrispondono 5 mazzetti da 12 carte e 5 mucchietti di cubetti di quel colore.
A inizio turno i dadi vengono rollati e si procede al classico drafting, con la scelta, in mano al giocatore di turno, di prelevare tot cubetti (pari al numero sul dado) del colore del dado prescelto o di pescare tot carte di quel colore e sceglierne una da tenere.
Le carte prelevate, ovviamente, possono produrre effetti (alcuni diretti, altri che richiedono di accumularci sopra cubetti) e nel contempo i giocatori cercano di completare le proprie carte obiettivo (tesori razziati, completando con i giusti cubetti le carte in questione), svolgendosi il tutto in un numero contenuto di turni (ci sono solo 12 carte per colore ...), ovvero sino a quando non ci siano più cubetti colorati o carte di un colore in gioco a fine turno.
I punti vittoria sono legati al completamento di carte mercenario e obiettivo e ad alcuni malus.
Titolo potenzialmente rapido, ma non banale, rientra nella classe di giochi che segno sempre come da tenere d'occhio ...

QUINED

L'editore ha annunciato la propria linea di titoli in uscita per Essen e li sta promuovendo su Kickstarter (qui). Tre sono i titoli in uscita, dei quali vediamo di occuparci.

Il primo è una ristampa, perché si tratta di Firenze, di Andres Steding, già uscito nel 2010 (qui la recensione che l'allora da noi esordiente faustoxx scrisse). All'epoca il gioco era dipendente dalla lingua, per via di scritte sulle carte personaggio, per cui non divenne diffusissimo, ma la nuova versione, oltre a rivedere la grafica, propone ora icone al posto delle descrizioni degli effetti.
Il gioco, con un tempo medio di un'oretta, si adatta perfettamente, per difficoltà e durata, alle logiche di oggi e sembra aver ben resistito al tempo, per cui la riedizione proposta sembra essere una bella scelta.

Il secondo titolo è invece il classico gestionalotto dell'editore olandese, tuttavia quest'anno siamo lontani dalla complessità di Agra dello scorso Spiel, visto che la descrizione parla di un 12+ per 3-5 giocatori con tempo medio di 60-120 minuti.
Accattivante la grafica (Vohwinkel), siamo trasportati in Polinesia, dove i residenti sono impegnati nella costruzione (tipo Pasqua) di simpatiche statue raffiguranti la divinità locale.
Tra i ricchi materiali abbiamo poi perline di diversi colori e mazzi di carte varie.
La logica di base del gioco è quella della selezione azioni, alla Puerto Rico, con il giocatore che sceglie che ottiene un effetto potenziato, mentre tutti gli altri seguono con l'effetto base.
Rispetto al predecessore richiamato, più streamlined, qui invece le azioni contemplano lo sviluppo di diversi settori, con pesca di perle, assunzione di aiutanti, collezioni di sacerdoti e maschere, tatuaggi, compravendite e così via.
Il gioco ha poi un suo flusso di sviluppo, con diverse situazioni che si verificano al raggiungimento di un certo punto nel tracciato della cerimonia.
Nell'insieme una pietanza che sembra gustosa il giusto, partendo da una base intuitiva, con uno sviluppo potenzialmente complesso. Lo segno nella lista dei da tenere d'occhio e procedo oltre ... (qui le regole).


Counterfeiters, infine, di Oliver Bourgeois, è proposto come per 2-4 giocatori, con tempo a partita di 35' e con un bel 13+ di età, elementi che ci fanno pensare a una specie di fillerotto per gamer.


Le quattro pagine del regolamento (qui) ci mettono nei panni di falsari i quali, con l'aiuto di un padrino, dovranno cercare di espandere la propria attività senza essere colti in flagrante dalla polizia.
Tra i materiali ci sono quindi banconote, di tre livelli di falsificazione (dal meno accurato al più dettagliato), il classico pacchetto di pedoncini e uno schermo per ogni giocatori, oltre al tabellone.
La logica è quella della gestione azioni, con ogni giocatore che al suo turno piazza uno dei propri pedoni (henchmen) in uno spazio azione, svolgendo quanto previsto.
Si andrà così a comprare strumenti al mercato nero, stampare banconote false, smerciarle in cambio di vere, frodare il fisco e spostare fondi ai Caraibi, insomma, tutto quanto ci si attende da uno scenario simile. Mano a mano che il gioco si sviluppa, vengono innescate le ricerche della polizia, che fa scattare alla fine il termine del gioco, quando il vincitore sarà chi sarà riuscito a ottenere più denaro (vero) dalla propria attività criminale ... :)

4 commenti:

  1. Il colpo d'occhio di Firenze è veramente bello, speriamo anche il gioco...

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    1. Firenze è stato un classico del passato. Non era diffusissimo da noi per via delle carte in tedesco, ma era noto. Tutto sta a vedere come ha retto il passare del tempo: cose come Tikal tuttora girano benissimo, mentre altre riedizioni non hanno prodotto lo stesso effetto ..

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  2. Orbis mi intriga molto, la costruzione piramidale mi ricorda Viceroy, un altro gioco che ha un bel colpo d'occhio durante le partite, spero esca presto qualche recensione più approfondita...

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  3. Puntata con giochi che non titillano la ricerca di puccettosità di Mari, mentre su tutto il resto avevo già posato occhio su Orbis (ma che non compreremo in Germania per aspettare la localizzazione italiana da Asmodee), mentre gli altri sono i classici gestionali che preferisco provare prima di pronunciarmi. Sempre piacevole leggere però :D

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