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[nonsolograndi] Little Arrow

scritto da
Simarillon (Davide)

Oramai chi mi legge (e in generale legge nonsolograndi) ha sentito parlare della linea di giochi in scatola di Chicco (ne abbiamo parlato sia io sia F/\B!O P.). Oggi è il mio turno e il gioco prescelto è Little Arrow, sempre della coppia Luca Bellini e Luca Borsa e con le illustrazioni a cura di Fabio Rodaro
Il gioco, come è facilmente intuibile dall’editore, si può fruire sin da molto piccoli (sulla scatola compare il 3+) e si può giocare da due a sei giocatori in partite che dureranno una quindicina di minuti (eventualmente un pochetto di più a seconda di quanto renderete difficili le regole, regole che possono crescere nel tempo con i bambini).



I MATERIALI
Nella scatola (grande) del gioco si possono trovare:
  • il tabellone bersaglio;
  • un dado a sei facce di grosse dimensioni;
  • un segnalino freccia in legno;
  • un gettone segnaturno;
  • otto sagome bersaglio (divise in un castello, un fiume, un lago, cinque bersagli bianchi e rossi);
  • diciotto tessere tesoro (sei tessere per i valori 1, 2 e 3);
  • una tessera castello.
Buona la qualità dei materiali, tutti in cartone molto spesso; disegni adeguati allo scopo e molto accattivanti per i più piccoli; bello e funzionale il dado: nel complesso gioco sicuramente promosso se ci si limita all’analisi dei materiali.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco ha due regolamenti, un primo livello base e un secondo livello avanzato.
Scopo del gioco, in entrambe le versioni, è quello di ottenere la fila più lunga di bersagli colpiti.

Nel gioco base si tira il dado e, in base al risultato, si esegue un’azione a occhi chiusi (un giro completo su sé stessi, tre salti sul posto, un grande passo indietro e poi un passo avanti, un grande passo a destra lateralmente e poi un passo a sinistra, si sta in equilibrio su una gamba) e poi si abbassa il segnalino freccia sul tabellone. Se colpisce il castello conquista la tessera castello (anche se di proprietà di un altro giocatore), se colpisce un bersaglio conquista il bersaglio stesso, se colpisce una zona punteggio prenderà la tessera tesoro del punteggio corrispondente. Dopo quattro turni il gioco termina e chi avrà la fila più lunga sarà il miglior arciere.

Nel gioco avanzato (!?) le regole sono molto simili, con in più la faccia del dado del castello che obbliga a colpire il castello stesso (e in caso non lo si colpisca non si prende nessuna tessera) e la palude (retro del lago) che quando viene colpita fa perdere una delle tessere già conquistate. Dopo sei turni il gioco termina e chi avrà la fila più lunga sarà il miglior arciere.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il primo vantaggio del gioco è che si può giocare sin da piccoli, abituando i bimbi al gioco, ma rimane piacevole da giocare anche in famiglia, mamma, papà e figli. Anche su Little Arrow (come già sugli altri giochi Chicco recensiti) appare il bollino dell’ANPE sul bordo della scatola. Per chi non lo sapesse, l’ANPE è l'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, associazione scientifico-professionale alla quale possono aderire i laureati in Pedagogia o Scienze dell’Educazione e che si occupa dell'educazione e della formazione, anche dei più piccoli, nelle società contemporanee; ovviamente da segnalare l’attenzione della prospettiva educativa che può fornire il gioco e come Chicco se ne faccia promotrice.

Il gioco ha un interessantissimo meccanismo di controllo del punteggio, ovvero quello di posizionare le tessere acquisite a fine partite e chi avrà la fina più lunga sarà il vincitore. La parte interessante è che i bersagli colpiti sono di dimensioni differenti a seconda di dove questi sono stati colpiti, inoltre il castello è di dimensioni maggiori rispetto a tutte le altre tessere, quindi anche i più piccoli capiranno che c’è convenienza a colpire alcune zone del tabellone piuttosto che altre. È anche interessante notare come il castello sia l’unica tessera bersaglio che può cambiare di proprietà: esiste quindi una riflessione rischi/benefici, ovvero se sia conveniente prendere un bersaglio più grande (ma con il rischio di perderlo) oppure accontentarsi di bersagli più piccoli. Per finire anche la presenza dell'acqua aggiunge un tocco di cattiveria assolutamente funzionale al gioco e che, di nuovo, aiuta a valutare nel colpire il prossimo bersaglio il rapporto rischio/beneficio.  

Il fatto che si debba scoccare il dardo a occhi chiusi è un ulteriore elemento di interesse, la componente di movimento (sempre diverso, determinato dal dado) e di percezione dello spazio (capire dov'è il bersaglio), con il miglioramento propriocettivo è molto interessante, dal momento che fa aumentare la presa di coscienza dello spazio circostante; soprattutto nei più piccoli, ma anche nei bimbi più grandi… e pure negli adulti, con la possibilità di colpire (soprattutto nel gioco semplice) sempre un qualche bersaglio rendendo la frustrazione per il risultato nulla nei piccoli giocatori. Davvero un bel gioco questo Little Arrow.

La scatola indica un 3+ per accedere al gioco nella sua modalità semplificata e un 5+ in quella completa: direi che entrambi i target mi sembrano essere corretti, in base alle esperienze che ho potuto vivere io.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “una volta compreso l'arco, la freccia e il bersaglio, occorre possedere serenità ed eleganza per imparare la pratica del tiro”, detto da Paulo Coelho, in Il Cammino dell’Arco.

Ecco quindi in elenco le cose che si imparano giocando a Little Arrow:
  • a giocare a uno stesso gioco in modi differenti e a crescere con il gioco;
  • coordinazione psico-motoria e acquisizione dei concetti di spazialità con miglioramento propriocettivo;
  • auto-valutare il proprio punteggio in relazione al punteggio degli avversari;
  • a tirare con l’arco… ah no, per quello ci vuole un arco vero!!!

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Gioco molto divertente se giocato in famiglia o tra solo bimbi. È molto improbabile, ma questo lo si può intuire già dall’editore, che Little Arrow possa appassionare un gruppo di soli ragazzini, forse ancor di più che per le meccaniche, per una grafica che lo rende a tutti gli effetti un titolo che si lascia giocare volentieri quando si è più piccoli.


PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Se la coinvolgiamo già a partire dai 3 anni entrerà anche lei nella spirale del gioco e sarà sempre più difficile anche per la mamma uscirne! E poi tutti noi abbiamo sempre sognato di tirare con l’arco, quindi con Little Arrow possiamo iniziare a fare un po’ di pratica e… senza tendere nemmeno troppo i muscoli e chissà che mamma non ci stupisca con una mira che non credevamo avesse!

Potete trovare il gioco su Egyp.


Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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