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[nonsolograndi] Clementoni - L'emozione di imparare

scritto da
Simarillon (Davide)

C’è una sempre maggiore attenzione allo sviluppo educativo dei bambini attraverso metodologie che non riguardano solo la lezione frontale (partendo dal metodo Feuerstein e arrivando alle Teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner). L’apprendimento e l’acquisizione delle competenze per il bambino avvengono, innanzitutto, attraverso il gioco e per questo diventa fondamentale far sì che il momento dell’apprendimento sia legato a sensazioni positive come gioia, allegria, stupore, a quelle emozioni che possono lasciare nella memoria del bambino un ricordo piacevole; attraverso l’esperienza ludica si acquisiscono competenze giocando e senza avere la percezione (lo stress) di acquisizione delle stesse, soprattutto per bambini in età molto giovane. Già De Montaigne metteva in guardia nel considerare che “i giochi dei bambini non sono solo giochi e che occorre giudicare i nostri figli attraverso di essi, considerandoli come le loro azioni più serie”.


È da questo insieme di presupposti che nasce L’emozione di imparare (link), la nuovissima linea Clementoni dedicata alla fase prescolare e studiata per offrire ai bambini un’esperienza di apprendimento piacevole, che coniughi il mondo delle emozioni con quello della conoscenza e guidi i più piccoli nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé. Dalle forme ai colori, passando per i nomi degli animali, fino ad arrivare a nozioni più complesse, quali numeri, lettere e parole, i giochi di L’emozione di imparare supportano lo sviluppo di capacità quali intuito, logica, pensiero matematico, ma anche creatività e immaginazione.

Ho la fortuna di poter fare alcune domande a Francesco Berardi, game designer interno di Clementoni che ha partecipato al progetto con la creazione di alcuni giochi di questa linea. Ecco una piccola intervista che ci aiuta ad andare più nel dettaglio di questi giochi.


Ciao Francesco, facci una brevissima presentazione di chi sei.
Ciao, mi chiamo Francesco Berardi e mi occupo, all’interno della Clementoni, dell’ideazione e dello sviluppo dei giochi da tavolo, di magia, delle tombole e di alcuni giochi educativi. Facendo parte del gruppo di lavoro degli educativi, ho avuto la fortuna di essere inserito all’interno del progetto L’emozione di imparare che, come hai scritto prima, vuole unire l’aspetto cognitivo, tipico dei classici giochi Sapientino, a quello emozionale e creativo. Si tratta di una linea con più di 20 prodotti: io ho seguito lo sviluppo di 4 giochi, ma su tutti c’è stato l’apporto di tutto il team di lavoro. Io ho dato consigli sui progetti dei miei colleghi e loro hanno fatto altrettanto su quelli che seguivo io.

Ora che sappiamo un po’ di più di te volevo chiederti: quanto è difficile creare un gioco per bambini in età prescolare? Quanto tempo ci metti in media a creare un gioco di questa tipologia?
A prima vista può sembrare più facile realizzare un gioco per bambini di uno per adulti, perché ci sono meno regole e meno componenti. In realtà, riuscire a far divertire con poche regole e poche meccaniche di gioco non è così semplice. Inoltre, i bambini hanno comportamenti diversi dagli adulti: ad esempio si stancano presto e una partita non può durare un’ora.
Il tempo di sviluppo varia a seconda del gioco: ci sono giochi classici per i quali non c’è bisogno di ideare nulla di nuovo, se non nel contenuto e nella grafica; ci sono giochi che richiedono nuove fustelle da pensare e realizzare, nuovi stampi o componenti particolari; poi ci sono giochi originali che vanno testati più volte, non tanto da me, ma dai bambini. In quest’ultimo caso l’idea può venire anche subito, ma poi serve del tempo per farla sedimentare e affinare. Non troppo tempo, però, perché il gioco deve uscire entro qualche mese, insieme a molti altri.

Personalmente ritengo particolarmente importante proporre "il gioco giusto all’età giusta". Pensi che la nuova linea L’emozione di imparare possa aiutare a proporre il gioco adeguato al bambino ad ogni età?
Spero tanto di sì. A volte vedo su Internet giocatori appassionati che propongono a bambini in età prescolare giochi a target 8+. Anche chi conosce solo i giochi dei centri commerciali tende ad acquistare prodotti 1 o 2 anni prima di quanto indicato sulla scatola, perché il loro bambino “è super intelligente”, oppure non compra un gioco 5+ a un bambino di 6 anni perché “è ormai troppo grande”.
Personalmente penso che i bambini debbano divertirsi con i giochi pensati per la loro età, per uno sviluppo graduale delle proprie competenze e dell’emotività. Ad esempio, un bambino di 4 anni potrebbe giocare col fratello di 7 anni a un gioco 7+, ma rischierebbe di giocare “a caso” e avere meno possibilità di vincere, con conseguente frustrazione. Poi ovviamente ci sono i casi particolari o la possibilità di semplificare le regole di un gioco (è capitato anche a me con mia figlia che voleva fare “un gioco da grandi”). Spero che i giochi di questa nuova linea possano permettere ai genitori di proporre giochi adatti all’età dei bambini e, perché no, di giocare e divertirsi insieme a loro. Riguardo i miei prodotti, aggiungo che ho previsto delle modalità di gioco che variano in base all’età dei bambini, in modo da accompagnarli nei vari anni del loro sviluppo.

Chicco ieri con la linea Family Games, Clementoni oggi con L’emozione di imparare, finalmente anche in Italia si pone una maggiore attenzione al gioco in scatola sin da piccoli, cosa ne pensi? Quanto spazio c’è in un mercato di questo tipo e come verranno accolti i giochi sia dalle famiglie di giocatori sia da quelle di non giocatori?

Il mercato dei giochi in scatola è cresciuto notevolmente in questi ultimi anni: in grande distribuzione si stanno trovando giochi che fino a qualche anno fa si trovavano solo nei negozi specializzati. Un discorso analogo si può fare per i giochi da tavolo per bambini: oltre ai giochi “plasticosi”, che sono più giocattoli che giochi da tavolo, si trovano appunto i giochi della Chicco e quelli di altri editori. I nostri giochi Clementoni continuano ad avere di più una valenza educativa, del resto si trovano all’interno del brand Sapientino, ma hanno un approccio diverso e presentano delle modalità di gioco e dei componenti che difficilmente si trovano in un prodotto educativo classico. Non posso prevedere come questi giochi verranno accolti dalle famiglie, ma spero che possano soddisfare le aspettative dei giocatori più esigenti ed essere una piacevole novità per i non giocatori.

Abbiamo detto sopra dell’importanza di imparare giocando: qual è la tua impressione sul tema e, secondo te, possiamo parlare di apprendimento, in che termini e sino a che età?
Se un bambino impara giocando, quasi senza accorgersi che sta imparando qualcosa, secondo me la cosa che ha appena appreso si fissa meglio nel suo cervello, perché non ha appreso un’informazione in maniera mnemonica, ma ha fatto un’esperienza diretta. Se si è divertito, non si è frustrato, ha socializzato con bambini e adulti, ripenserà a ciò che ha fatto e si ricorderà più volentieri ciò che appreso in quel momento. Sul retro scatola di tutti i prodotti abbiamo inserito una citazione: una dice “Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione”.

Noto che c’è sempre una maggiore attenzione al gioco. Tu cosa pensi del gioco in generale e come lo valuti come strumento per poter stare insieme in famiglia?
A me personalmente piace giocare, non solo ai giochi da tavolo, e ritengo in primis che il gioco sia un
passatempo attivo, al contrario di vedere una partita di calcio o un film, in cui si è più passivi, ma anche un modo per conoscere gli altri, sapersi comportare in mezzo alla gente, abbattere le barriere di età, etnia e lingua, divertirsi in maniera sana… e anche allenare la mente e apprendere qualcosa. Come diceva Platone, si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.


Grazie a Francesco per la bella chiacchierata e, se l’articolo vi ha suscitato un po’ di curiosità, fate attenzione, perché a breve su Giochi Sul Nostro Tavolo arriverà la prima recensione di questa nuovissima linea Clementoni, a cui nei mesi seguenti ne seguiranno diverse altre.

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5 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda una delle migliori case produttrici di giochi. Ottimo articolo!

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  2. Se avessi avuto io l'Esploramondo Clementoni quanto ero bambina...! <3

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  3. Salve,qualcuno conosce le spiegazioni del gioco Clementoni "Imparo a mangiare" ? Grazie

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