recensione

[Recensione] Tokyo Highway

scritto da Fabio (Pinco11)

Oggi facciamo una capatina nel Paese del Sol Levante e specificamente nella sua capitale, per dedicarci alla simpatica attività di costruzione di autostrade, all'interno di un gioco, ovvero Tokyo Highway, ideato dal duo Shimamoto - Tomioka, edito originariamente dalla Itten e proposto in versione italiana dalla Asmodee (2-4 giocatori, 8+, tempo a partita 30').
Le suddette autostrade, evidentemente, se l'ambientazione del gioco non erra, devono essere decisamente complesse e tortuose nel loro sviluppo (il manuale ne parla brevemente, spiegando che esse sono cresciute in modo molto rapido negli anni '60, sviluppandosi soprattutto sui terreni meno costosi che erano disponibili per la vendita, generando quindi percorsi non sempre lineari) e lo spirito di questo titolo è quello di impegnarsi, in una gara a base di destrezza ed abilità manuale (con un pizzico di tattiche nei piazzamenti), nel costruire le proprie autostrade, incrociando quelle degli altri, cercando di collocare tutte le proprie auto (e di non distruggere tutto nel costruire ...).
Fruibilità? Grande pubblico, ma avere una mano ferma è decisamente indispensabile ...
JENGA? DILETTANTI ...
Si, il primo paragone che viene in mente se ci si trova di fronte a questo gioco è allo Jenga, essendo quest'ultimo il più noto dei giochi classici di destrezza, ma giocando si verifica ben presto come la somiglianza sia la medesima che accomuna Pacman e Fortinite.
L'idea del gioco (qui le regole in italiano, che si sviluppano su due paginette) è che ogni partecipante riceva ad inizio partita una dotazione (variabile a seconda del numero di presenti) di piloncini tondi, bastoncini lunghi (strade) e macchinine colorate.
Ognuno parte costruendo (a distanza di un bastoncino da uno o due avversari) la propria corsia di ingresso (si poggia un bastoncino su di un piloncino) e ci si mette sopra una propria automobilina.
Al proprio turno, semplicemente, si deve allungare la propria autostrada di un tratto, obbligatoriamente alzandola od abbassandola sempre di un livello (nota: al primo giro si deve per forza alzare, perché abbassarla significherebbe riportarla a livello zero, chiudendo così definitivamente il percorso) utilizzando allo scopo i piloncini in dotazione. Se il tratto costruito passa sopra o sotto una strada avversaria (sopra o sotto alla quale nessun altro sia già passato) sarà possibile piazzare sul bastoncino appena collocato una propria macchinina).
Il 90% delle regole sta qui: a questo aggiungo che ci sono alcune regolette di piazzamento (es. non fare loop, non toccare pezzi altrui, ...), che esistono un paio di piloncini gialli che permettono di derogare alla regola delle altezze e che permettono di creare uno snodo nella propria autostrada e che se si butta giù, nel costruire, qualche pezzo altrui, si deve prima ricostruire tutto e poi pagare propri pezzi al danneggiato come riparazione.
Vince chi piazza per primo tutte le proprie auto o l'ultimo che rimane con pezzi da costruire in mano ...

COME SI PRESENTA
Beh, è ovvio che in un gioco come questo la parte del leone la fanno i materiali, che attirano i giocatori come fossero falene verso il fuoco. Messo sul tavolo, nell'arco di due o tre mosse, l'aspetto visivo del gioco è infatti impagabile ed il tutto fa davvero un figurone, spingendo chiunque guardi a toccare ed a voler provare a piazzare cose.
I materiali sono tutti in legno (salvo le pinzette, in plastica) e fanno una bella figura, pur tinteggiati in larga parte in grigio (macchinine e piloncini gialli però staccano adeguatamente) e la presenza dei blocchettoni dei teorici edifici che fanno capolino nel multigiocatore rende il paesaggio ancora più cittadino e gradevole. A livello visivo, dunque, si tratta del classico gioco che compreresti anche solo avendolo guardato.
L'ambientazione, per altro, è resa in modo divertente, perché effettivamente l'autostrada di Tokyo pare sia piuttosto labirintica e costellata di sottopassaggi e cavalcavia, proprio come di va a delineare giocando.
Critiche? Direi che non ne ho, tenendo conto che l'edizione italiana è la multigiocatore (se non erro quella originale era solo per 2) e presenta anche un inserto in plastica sagomato che evita di far ballare i pezzi. Unica doglianza è forse per il manuale, che è effettivamente sinteticissimo e che poteva forse illustrare un pelo meglio (è però una traduzione fedele dell'originale) l'unica regoletta un poco più impegnativa (ossia: si piazza una macchinina quando si costruisce sopra una strada altrui che non ha altre strade sopra di essa o sotto a una strada altrui che non ha altre strade sotto di essa, cosa alla fine piuttosto facile da capire, ma che crea dubbi alle prime partite ...).


Eccovi anche un video, se volete approfondire come funziona ...

COME GIRA
Vi dico subito che Tokyo Highway è un gioco che, per la categoria alla quale appartiene, ovvero quella dei giochi di destrezza, tende a brillare di luce propria, proponendo un livello di sofisticazione che lo pone ad un livello diverso rispetto a titoli classici, tipo lo jenga che ho citato poco fa o giochi di impilamento carte (come Super Rhino). Nel contempo richiede una capacità manuale decisamente più sviluppata ed una delicatezza importanti, tanto da poter rappresentare un qualcosa di non immediatamente fruibile per chi abbia le classiche mani a badile.
Tokyo, in effetti, può essere classicamente ricordata non solo per la propria autostrada, ma anche per aver dato in qualche modo i natali al mito di Godzilla e non è difficile, nel giocare a Tokyo Highway, calarsi nei panni del popolare mostrone, facendo disastri a ripetizione mentre si cercano di costruire le autostrade.
Se piazzare il primo paio di tratti di autostrada non rivela, infatti, grosse difficoltà (anche se qualcuno giù all'inizio dimostra qualche patema), ben presto si realizza che il piazzamento delle macchinine delle quali ci si deve liberare per vincere la partita è possibile solo se va volutamente ad intersecare il proprio percorso con quello degli altri e si dà così il via, turno dopo turno, a crescenti virtuosismi.
La prima cosa che si fa è di costruire piloni sempre più alti, perché passare sopra alle strade altrui si rivela subito più facile. Poi si verifica che i piloni tendono ad esaurirsi presto e che, quando di arriva ad un 4° o 5° piano, le costruzioni tendono a diventare più delicate, per cui si inizia a pensare anche a far passare le proprie strade sotto a quelle altrui ed è qui, nei gorghi ed intrecci che si vengono a creare, che si pongono le basi per i più epocali disastri costruttivi.
Ho visto anche 2-3 video illustrativi del gioco nei quali gli stessi blogger facevano fatica addirittura a mettere su le prime due o tre strade, tirando giù roba ad ogni mossa ed arrivando a spiegare quasi in astratto come dovrebbe funzionare il gioco se si avessero le mani adatte per seguire le regole.


Diciamo che nel gioco coesistono due nature. Da una parte c'è quella più tattica, in virtù della quale si cerca, nel costruire, di sfruttare le occasioni che lo sviluppo delle altrui autostrade fornisce, generando percorsi sempre vicini a quelli degli avversari, allo scopo di dar vita ai presupposti per piazzamenti geniali, che consentano di liberarsi rapidamente delle proprie automobiline. Qui si sollecitano le capacità di vedere nello spazio libero le opportunità.
Dall'altra c'è la capacità manuale, che ai primi piazzamenti si intuisce come un requisito da possedere, ma che solo al 3° - 4° prolungamento dell'autostrada inizia a rivelarsi per quello che è è, ovvero una componente essenziale del gioco. Se due giocatori abili possono infatti arrivare a giocare una partita senza fare disastri (ovvero senza rievocare il passaggio distruttivo di Godzilla) ed attribuendo la vittoria effettivamente a chi per primo piazzi tutte le macchinine, in presenza di partecipanti meno predisposti, è assai facile assistere a clamorosi terremoti, con l'abbattimento in serie di file di piloni. Qui le regole spiegano che il distruttore deve per prima cosa ricreare il tutto e poi pagare propri pezzi quali penalità dandoli al proprietario dei tratti danneggiati, ma in realtà in certe situazioni è facile arrivare ad una house rule, in virtù della quale, semplicemente, il vandalo è dichiarato perdente e si riparte da capo, non essendo sempre così facile ricostruire tutto. Può subentrare, quindi, a volte (dipende da chi avete al tavolo), una quota di frustrazione.

Scalabilità del gioco? Direi che la logica rimane invariata con il numero di giocatori, ma gli intrecci che si creano in 3-4 persone sono ovviamente più complessi rispetto a semplice testa a testa, dove a volte ci si insegue costruendo sorte di ragnatele ...

PER TUTTI?
Direi di si, ovvero che siamo di fronte ad un gioco che declina in modo intelligente le logiche tipiche della categoria dei titoli di destrezza ed abilità manuale, abbinando alla classica idea dell'impilare cose senza farle cadere anche uno scopo, sotto forma di creazione di ragnatele di incroci di teoriche strade, seguendo regole che consentono di liberarsi rapidamente delle proprie automobiline.
In se si spiega in pochi minuti e si gioca ancor più rapidamente, potendo essere proposto con successo anche a bambini, così come a più grandi (anche da soli), i quali possono essere attratti dalla componente astratta e strategica del gioco.
Qui è dove Tokyo Highway brilla, a metà strada tra un astrattino ed uno Jenga - costello di carte.
Nel contempo la componente di abilità manuale richiesta (leggi: mano ferma) è consistente per cui direi che se appartenete al novero delle persone che fanno fatica a costruire anche solo il secondo piano dei classici castelli di carte senza far cadere il tutto manco che il vostro fiatare fosse come uno Tsunami, potete anche passare, perché la componente di frustrazione potrebbe rivelarsi per voi (e per i vostri compari di gioco non catastofisti) un pelo eccessiva.

CONCLUSIONI
Tokyo Highway è un bel gioco di abilità manuale che mescola le logiche tipiche dei titoli di destrezza con un pizzico di anima astratta e stragica (dove meglio piazzare in uno spazio aperto?), mettendo i giocatori nei panni di costruttori di teoriche autostrade, sfruttando allo scopo piloncini tondi e bastoncini (in legno), con i quali si vanno ad edificare labirintici percorsi.
Belli i materiali e stimolante nelle regole, rappresenta un titolo di indubbio appeal per chi desideri qualcosa che faccia anche una bella presenza sul tavolo. Avviso: è richiesta una minima dose di mano ferma, risultando sconsigliabile (pena frustrazione collettiva da terremoto) a chi non la possieda ... ;)

Si ricorda che il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.it e si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.

1 commenti:

  1. Uno dei più bei giochi degli ultimi anni, senza particolari dubbi.

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