Report

[Report] Play 2019

scritto da Fabio (Pinco11)


Mamma quanta gente!
Tengo conto che la fiera si è allargata, felicemente, anche al venerdì e che chi c'è stato mi ha riferito di aver trovato ambienti vivibili, ma comunque parecchia gente.
Considero che ho trovato nei padiglioni una distribuzione degli stand che trasmette al visitatore l'idea che lo spazio stia diventando sempre più importante, con tavoli a disposizione per le demo di giochi che tendono ad aumentare il più possibile.
Vedo che da ogni parte spuntano ogni anno tendoncini addizionali e anche nelle zone tradizionalmente un poco meno frequentate della fiera (quelle delle aree periferiche nelle annate passate) ho visto flussi di gente che camminava.
Non ho difficoltà a pensare, mentre scrivo questo report personale (di domenica mattina, quindi ben prima dell'uscita di dati ufficiali di afflusso), che l'evento abbia superato ancora il suo record di presenze.
Cheers!



VISIONE D'INSIEME
Premetto che non ho nessuna intenzione di svolgere una carrellata delle novità che erano presenti in fiera, visto che altrimenti l'articolo diverrebbe una sorta di copia, con qualche foto extra, della guida alla fiera (il nostro elencone delle uscite) che tanti e tanti lettori hanno visto per prepararsi all'evento. Già lo scorso anno ho deciso di virare infatti su di un altro taglio al mio report, spendendo qualche riflessione, virtualmente insieme a chi mi legge e a chi vorrà lasciare qualche commento quale spunto per un dialogo, su come ci siamo trovati e che stimoli l'evento ci ha lasciato.

UN EVENTO IN CRESCITA PER UN MONDO LUDICO (italiano) IN CRESCITA
Il primo punto è quello che ho introdotto nella presentazione, ossia che l'evento sembra godere di buona salute ed essere in crescita costante. Questa è un'ottima cosa, sia perchè la Play è sempre più centrale nel panorama ludico di casa nostra (rispetto a Lucca si tratta di un evento più centrato sul nostro mondo, mentre in Toscana siamo solo uno tra i tanti punti di interesse dell'evento) e perché si tratta di una fiera che avvicina pubblico occasionale al mondo ludico.
Già all'arrivo, infatti, ho notato simpatiche file di bambinelli, preceduti e seguiti da un adulto (ovvero le classiche scolaresche), ed è davvero un'ottima cosa vedere che tanti piccoli sono introdotti, oltre ai classici tablet e smartphone, anche al gioco di persona, che una volta, qui da noi, non a caso, era definito come gioco di società.


La gente in fiera è poi, per le facce che conosco, fatta di gente esperta che arriva focalizzata, guide alla mano, ben sapendo cosa vuole provare, ma al loro fianco ci sono frotte di persone che trovano nell'evento l'occasione principe per vedere cose che nel resto dell'anno non hanno occasione di sperimentare. A volte mi sono fermato a chiacchierare con amici anche di editori dotati di stand più piccoli e il sabato era praticamente una fila quasi continua di gente che andava alla cassa e che, quindi, sarebbe tornata a casa con diverse scatole da utilizzare per il resto dell'anno.
Tutto molto OK, così come ottimi sono i riscontri che ricevo dai responsabili di varie case, i quali tutti mi parlano di una crescita costante che vedono nel mercato, chi con maggiore entusiasmo, chi con più prudenza, ma i segni di un ampliamento della base di giocatori sembrano coglierli tutti.
I miei contatti esteri mi dicono che rimaniamo un mercato, nell'insieme, ancora di valore frazionario rispetto a quello di altri paesi come Germania o Francia (1/5? 1/6?), ma ogni cosa è relativa.
La crescita di eventi come la Play, così come il fatto che ho notato, anche semplicemente girando quotidianamente per negozi, è che la vendita di giochi da tavolo si è diffusa, tanto che anche in una cittadina piccola come la mia (La Spezia) ora vedo scatole di boardgame in vendita in almeno 5-6 negozi, tutti con una discreta varietà, mentre anni fa faticavo a trovare più di qualche solitario titolo preso da qualche rivenditore (magari di videogiochi) o ai classiconi del passato (vedi alla voce Monopoly, Risiko, Taboo, Forza4 e compagnia). 
Non siamo ancora a livelli di mercato simili a quelli di altri paesi, dunque (pur godendo di uno zoccolo duro di giocatori del tutto paragonabile), ma qualcosa si sta muovendo e si vede ...

I DIVERSI APPROCCI
Ho parlato con amici visti in fiera, così come ho letto qualche commento lasciato dai lettori più esperti in calce al nostro elencone e devo fare dei distinguo, riguardo all'approccio all'evento, rispetto al tipo di visitatore.

Per l'occasionale assoluto credo che la fiera sia occasione semplicemente per passare una giornata diversa dal solito. Parte in genere con gruppo di amici, fidanzata o magari da solo (l'esploratore che poi fungerà da missionario per il gruppo di amici al quale cercherà di far provare ciò che comprerà) e va in fiera senza nemmeno documentarsi troppo. Si siede ai tavoli che trova liberi o dove vede qualcosa che attira la vista e alla fine torna a casa con in mano ciò che lo ha divertito di più. Funzione della fiera per lui? Toccare con mano un mondo che non fa parte della sua vita quotidiana, per cui l'effetto dell'evento è quello di avvicinare gente nuova. Per quel tipo di target non conta che stia provando un gioco nuovo o uno di catalogo di qualche anno, per cui è sufficiente la varietà dell'offerta per soddisfarlo alla grande e renderlo un entusiasta dell'evento.

Per il giocatore più smaliziato, ma non ancora appartenente al gruppetto degli ultracore, l'evento è invece importante per provare le ultime novità dell'annata ludica che si avvia alla conclusione, ovvero quella iniziata con la scorsa Essen. È infatti a Modena che si perfeziona l'arrivo degli ultimi titoli di peso e pregio e delle sorprese, ossia di quei giochi per i quali non erano stati raggiunti accordi prima della pubblicazione per la loro edizione italiana (per quelli l'uscita è stata spesso già per Lucca, in contemporanea con Essen), ma il cui successo ha spinto editori di casa nostra ad attivarsi per localizzarli. In questo gruppo l'approccio alla fiera è selettivo, ossia si arriva con le idee chiare di cosa si vuole provare, per capire cosa meriti l'acquisto e cosa no, per cui la fiera è utilizzata come occasione per provare l'auto prima di comprarla.

Il giocatore, invece, ultraesperto, quello che a gennaio-febbraio ha già provato a casa o in associazione il grosso delle novità di Essen, alla Play, tutto sommato, o non va più da qualche anno (perché la massa di persone rende difficile giocare con calma a ciò che piace di più) o ci va in buona parte per incontrare gente che conosce (o prototipi). Direi che questa fascia di pubblico, contenuta in termini numerici assoluti, è quella che aveva scoperto per prima l'evento e che lo apprezzava per la dimensione da maxi convention che lo caratterizzava nei suoi inizi, ma che si sta gradualmente allontanando, per indirizzarsi su eventi più piccoli, ma tranquilli. Si tratta, a ben vedere, di una evoluzione normale, semplicemente perché l'evento non ricopre più, per quel target, la funzione desiderata (sedersi e giocare bene cose per lui nuove e stuzzicanti), richiedendo ambienti più raccolti e focalizzati (come la nostra Giochi CON, per la quale stiamo lavorando in modo intenso in questi giorni e che pensiamo di programmare ancora a Genova verso la fine di giugno, in una nuova location più spaziosa e confortevole – anche noi ci espandiamo ...)


IL BUZZ DELLA FIERA
Lascio la parola brevemente al nostro buon Sergio, per qualche indicazione tratta dal buzz della fiera, ovvero qualche indicazione sui titoli che erano maggiormente sulla bocca dei nostri amici amanti del gioco impegnato.
[Sergio] Ovviamente mentre io e Bernapapà giocavamo a Jumanji solo allo scopo di riposare le stanche mebra dopo gli 8000 e rotti passi fatti in fiera, la gente seria, i gamer giocavano roba seria, magari si prenotavano, magari aspettavano il loro turno anche mezz'ora, ma poi giocavano e noi cronisti della domenica (anzi del sabato) girottolando senza sosta, ne abbiamo carpito pensieri e impressioni.
La prima impressione è abbastanza unanime: i giochi più belli della fiera non te li puoi comprare: Come quando vai a comprarti l'auto nuova e il concessionario dice che sarà disponibile fra 6 mesi... e che ...!!!
Paladini del Regno Occidentale, Wingspan, Root, la nuova versione di Glenmore, Ceylon, Goryo tutti giochi che hanno avuto consensi unanimi ed elevati, ma che non si possono portare a casa... E così che va questa nuova tendenza del GdT. 
Tra materiale in vendita invece abbiamo sentito lodi sperticate per Mysthea, piaciuto parecchio anche se costa uno stonfo; il paradosso è che col suo costante confronto con Blood Rage, Mysthea ha risvegliato le vendite, mai sopite, di quest'ultimo: ho visto un sacco di scatole di Blood Rage prendere il volo ieri. 
Pareri positivi unanimi per L'Asmodee e la sua Terra di Mezzo, anche se non manca qualcuno che nota qualche somiglianza di troppo con Le Case della Follia
Bene anche Underwater Cities, mentre qualche dubbio in più per Hong Kong e il suo blackout, per una meccanica di gioco forse un po' troppo articolata.
Consensi quasi unanimi per i Raiders dei mari del Nord e Valparaiso.
Altro giocone in fiera UBOOT: bello e immersivo. Quelli che ci giocavano erano talmente immersi nel gioco che se gli avessi tirato una secchiata d'acqua a mala pena se ne sarebbero accorti. Di contro qualcuno ha detto che è più un videogame che un gioco da tavolo... Ma questo dei giochi da tavolo che vogliono l'app è un altro film che apre ad altre discussioni che adesso non è il caso di fare.
A proposito di app. Chronicles of Crime: bene direi, sebbene qualche dubbio in faccia i miei contatti li avessero... anche se ho idea che non avessero indovinato il colpevole ;)

MA COSA HAI VISTO TU?
Personalmente poco, perché ho libero giusto lo spazio per un giorno di fiera e perché una metà della giornata se ne va per parlare con gli editori, salutare, scambiare due chiacchiere con amici, autori e tutto ciò che fa gioco da tavolo.
Alla fine ho sgranocchiato giusto Paladini del Regno Occidentale, che ho potuto provare grazie a una copia print and play predisposta allo scopo dall'editore italiano (Fever) e Glen More II (la stessa logica, da parte di GateOn). Nel contempo ho toccato con mano qualche titolo ancora in arrivo dalla Backrock a breve o in autunno (Neta-Tanka, La Cour des Miracles, Yokai) e un interessante fillerino delle emergente Explor8 (Big Monster).
Sul primo dico che mi è apparso molto solido (al tavolo c'era anche il sempre simpatico Dado) e un passo avanti nella crescita dell'abile designer, così come verso la cinghialosità.
Diverse le strade da sviluppare, una dozzina di spazi azione a disposizione (una scheda personale alla Orléans, visivamente parlando), ancora l'idea dei lavoratori colorati (specializzati) e tre tracce (militare, fede e prestigio) da sviluppare sia per fare punti, sia per ottenere i prerequisiti necessari per crescere, così come una serie di personaggi da assoldare, asservire, convertire o utilizzare one shot. Tante cosette ben miscelate, tutto sommato un set di regole non indifferente, ma tutte cose che scorrono, dopo la prima spiegazione, molto lineari, soprattutto per chi abbia già il background delle icone e logiche della serie.
Per Glen More II dico solo che è stata data, a livello di regole, una bella spolverata al predecessore, partendo dal suo motore, al quale è stata aggiunta, per il gioco base, una plancia addizionale, utile per ottenere benefici one shot grazie alle tessere personaggio inserite sul tessuto precedente. Il tutto non stravolge il gioco, ma lo ravviva abbastanza per chi si era soffermato sul predecessore abbastanza a lungo da averlo esaurito. Nel contempo i numerosi pacchetti di espansione promettono ulteriori stimoli, per un titolo il cui successo assoluto (pur noto tra i core gamer come gioco di assoluto pregio) era stato fortemente rallentato da una produzione onestamente non all'altezza.
Per le novità made in France vi dico che Yokai è un interessante cooperativo a base di carte, leggero ed intrigante, mentre Neta-Tanka e Le Cour des Miracles li ho trovati stuzzicanti gestionali di peso medio leggero (60-90' il primo; 40' il secondo), che sono onestamente curioso di provare (ho fatto solo un paio di giri esplorativi). Quanto a Big Moster si tratta di un gioco a base di drafting, con piazzamento tessere, che lo rende una sorta di fratello più evoluto di titoli della classe di Sushi Go!. A breve, sperimentato con i miei amici già amanti del cibo giapponese, vedrò di esplorarlo a modo.


Invece il nostro Chrys è andato ai due incontri "press" con Pendragon per la presentazione dei loro titoli futuri. In quell'occasione ha provato sia 15 Uomini, un gioco a ruoli nascosti con due schieramenti a tema piratesco (il tema è ammutinati contro fedeli al capitano) che ha trovato molto interessante e strategico: attenzione che non si tratta di un gioco alle The Resistance o Lupus in Tabula, ma di un titolo per 2-5 giocatori dall'approccio anche molto tattico e strategico in cui si vanno a influenzare i 15 membri della ciurma (estratti da una rosa di 30), tutti con abilità e caratteristiche diverse. L'ha trovata un'esperienza decisamente profonda condensata in una mezzoretta di gioco... la troverete sugli scaffali entro fine anno.




L'altro titolo provato da Chrys è stato Last Aurora, un gioco post-apocalittico per 2-4 giocatori ambientato durante un inverno nucleare. Un lungo viaggio per arrivare all'ultima nave prima della sua partenza. Nel corso del gioco andrete a modificare e ampliare il vostro convoglio, raccoglierete sopravvissuti (che funzioneranno come lavoratori piazzabili per le varie azioni, ma con abilità e caratteristiche uniche) e recupererete risorse (munizioni, cibo e benzina). Non mancheranno insidie, radiazioni, luoghi da esplorare e nemici da fronteggiare, pur senza tiri di dado. L'esperienza è stata molto divertente e tattica e il gioco promette davvero bene, senza contare la grafica davvero eccezionale. Si tratta del primo progetto di Pendragon su Kickstarter, la cui campagna inizierà a giugno/luglio... ovviamente quello che vedete nelle foto è un prototipo avanzato con grafica quasi definitiva (le illustrazioni del convoglio personalizzabile e dei personaggi è quella che vedete ed è spettacolare) ma l'obiettivo del KS è trasformare in miniature i vari cubetti e dischetti che vedete ;)




Chiudendo così il mio personale bilancio dell'evento in modo positivo, alla sera, dopo cena, ci è anche scappata una partita a un titolo vecchiotto, che il Berna aveva ottenuto in scambio in fiera, che ha svolgo egregiamente la veste di bicchiere della staffa.
Una bella giornata, quindi, di gioco, di chiacchiere, anche con i numerosi amici che avevo conosciuto alle scorse CON, e di divertimento... 


Vabbe', ora l'appuntamento è per la nostra GIOCHI CON di giugno (incrociamo le dita) e poi si va per Essen 2019 (che abbiamo già prenotato le stanze ...).
Ciao a tutti!!!!
P.S. E a voi la fiera com'è andata? Cosa avete pescato nel mare di titoli? Cosa vi ha colpito? Sensazioni??? 

Vi lascio, per chiudere, a una carrellata di immagini ... ;)






















22 commenti:

  1. Ottima la scelta di aprire la fiera gia' di venerdi' e anche ottima (nonostante avevo letto e ascoltato di qualche mal di pancia da parte di diversi editori per la collocazione) la scelta di aver distribuito i maggiori editori sui due padiglioni principali. Alla fine mi pare che entrambe le scelte si sono rivelate vincenti. Per il resto che dire... Una "piccola" Essen. Complimenti per tutto.

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  2. Grazie del report, Fabio. Io ho avuto anche l'onore di stingervi la mano.
    Elena P (quella che ha ascoltato la spiegazione di Paladini)

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    1. Ma scherzi? E' sempre un piacere scambiare qualche parola con chi ci legge e magari, invito che rivolgo a tutti quelli che ho salutato, potreste pensare di ripetere l'esperienza venendo anche alla nostra CON di giugno a Genova ;)

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  3. Probabilmente una voce fuori dal coro...ma le critiche ritengo siano sempre costruttive se fatte con il giusto spirito. Ho fatto 4 anni da dimostratore con mia figlia che ora ha 14 anni, nella Family Arena. Quest'anno sono andato da "visitatore", sempre con mia figlia, e avevamo solo il sabato libero. La prima critica, forse anzi sicuramente di parte, è per la posizione scelta dall'organizzazione per la Family Arena: il Padiglione C, lontano dal centro della Fiera. relegato in spazi angusti, dove purtroppo molte famiglie con bambini nemmeno sono riusciti a raggiungere i tavoli. C'è forse l'idea di relegare il mondo del family in spazi lontani dalla "nicchia" dei gamers? Si perchè purtroppo proprio qui sta il problema: una Play per me terribile, confusionaria, senza alcuna reale progettualità degli spazi. Ho provato a sedermi a qualche tavolo (ripeto il sabato, ma non si può pretendere di andare al venerdì, perchè ahimè è giornata lavorativa): i tavoli erano affollati di giocatori che ripetevano anche due volte la partita, senza alcuna considerazione per chi restava in attesa. Sicuramente colpa dei dimostratori, ma sensazione antipatica di stare un pò in vetrina. Stand di vendita con prezzi assolutamente caricati (Trajan a 50 auro?? in più di uno stand, giusto per citare un gioco non freschissimo come uscita). Situazione parcheggi disastrosa, come sempre, anche se prenotati in anticipo. Sicuramente una play "in crescita" ma attenzione a farne un gigantesco evento solo per addetti ai lavori: troppa carne al fuoco, un gigantismo che fa male a chi si avvicina al mondo meraviglio dei giochi in scatola. E solo facendo proselitismo questo mondo riuscirà a crescere e resistere. Vi assicuro che le mie impressioni sono state condivise da molte persone che erano con me e anche estranei, sfiancati e delusi da una giornata, quella del sabato, assolutamente poco fruibile. Vi ringrazio. Buon gioco a tutti.

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    1. Direi non troppo fuori dal coro. Questo è stato il mio sesto anno di fila alla Play ed è stato il primo in cui sono uscito con un po' di amaro in bocca. Per essere chiari questa fiera per me rimane il paese dei balocchi: distese di tavoli, giochi ovunque di ogni tipologia e tantissimi giocatori. Le critiche che mi sento di muovere quest'anno sono legate alla Family Arena e alla gestione delle demo. Per quanto riguarda lo spazio riservato alle famiglie quest'anno credo sia stato fatto un grande passo indietro: spazi ridotti all'osso, pochi tavoli in ambienti anche un pelo scuri, in sostanza mi sembra poca considerazione delle famiglie. Mi spiace parecchio perchè l'anno scorso ero entusiasta del tempo trascorso con mio figlio in quest'area e non posso dire nuovamente lo stesso quest'anno.
      Per quanto riguarda le demo ho patito parecchio l'affollamento del sabato (unico giorno a disposizione per visitare la fiera) e le scelte degli editori (leggasi prenotazioni). Ci sono rimasto veramente male nel sentirmi dire che gli unici posti a disposizione per provare alcuni giochi (Wingspan, L'isola del tesoro) erano la domenica dopo le 17:00. Sono riuscito a giocare ai Ciarlatani di Quedlimburgo per pura fortuna (due persone non si erano presentate dopo aver prenotato), ma non credo sia proprio il metodo corretto e di sicuro per nulla trasparente. Ogni editore giustamente adotta le politiche a lui più congeniali, ma essendo diverse tra loro non si riesce a districarsi tra i tavoli e c'è il rischio che spunti fuori il fantomatico foglietto stropicciato coi nomi delle prenotazioni.
      Infine anche io ho trovato alcune scelte sui costi/offerte abbastanza ridicole: mi sento un po' preso in giro nel sentire il costo del playmat di orbis (20 euro a fronte di 29 euro del gioco) oppure delle promozioni su Spirit of the Forest (5 euro per un fantastico blocchetto segnapunti o 8 euro per una spettacolare lavagnetta). Ma questo credo faccia un po' parte del gioco in una fiera con dei numeri che ormai stanno diventando importanti.
      Spero in qualche miglioria su questi fronti il prossimo anno.

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  4. A Modena ci vado da quando sono automunito (primi anni '90) quando si stava alla Polisportiva Sacca e ModCon, VerCon e PadCon erano gli unici eventi ludici italiani. ho visto crescere Modena anno dopo anno. Per me il 2018 è stata l'edizione migliore di sempre, anche per me che ormai non vado più a giocare ma porto mia moglie e i miei figli, passo a salutare i vecchi amici e penso a quando passavo la notte a rollare dadi. Spazio organizzato benissimo, mai avuto sensazione di affollamento ingestibile, ottimi servizi accessori e begli eventi, il padiglione Kids è stata la sorpresa più bella per i miei piccoli gamers e per molti altri bambini e famiglie. Quest'anno è stato diverso da giocatore non posso che fare i miei complimenti agli organizzatori. Vincente l'idea di concentrare le case principali nei due padiglioni principali, anche se c'era tanta gente gli spazi erano bene organizzati e ben sfuttati. Fortuna che non ha piovuto perché altrimenti la gente che stava fuori dove la mettevano? PLAY non può più prescindere dallo sfruttamento degli spazi aperti e questo è un grosso limite, arriverà l'anno in cui pioverà.
    Infine le note dolenti, da papà non posso non notare che lo spazio famiglie sia stato molto sacrificato rispetto al padiglione dello scorso anno. Il padiglione C era tutto fuorché Family, ridotti i metri quadrati, ma soprattutto il dover condividera lo spazio anche con utenti non family ha congestionato parecchio la situazione. L'esperienza non è stata felicissima anche se i bambini se la sono goduta lo stesso. Un solenne passo indietro rispetto allo scorso anno. Spero non sia un segnale di dove la fiera sta andando, ma solo l'errore di un anno. I bambini sono i giocatori di domani. Ad ogni buon conto capisco che finalmente anche i tridimensionalisti abbiano avuto il loro spazio, li vedevo sempre sacrificati nel loro angolo di padiglione. Così saranno stati contenti.

    Per finire tanti complimenti a chi si sbatte un anno per farci divertire tre giorni.

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  5. Da più parti leggo critiche per il caos del sabato e della domenica, le code in macchina, le code all'ingresso, le code ai tavoli, i tavoli già prenotati, il padiglione family sacrificatissimo. Io ho fatto solo il venerdì e devo dire che la mattina era mezzo vuoto e si è riempito a metà pomeriggio.
    Però il problema degli spazi, dei parcheggi e delle code si risolve in fretta, basta spostare la fiera a Bologna.

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  6. Ringrazio chi ha sinora commentato, introducendo interessanti spunti di discussione.
    Il tema di maggior rilievo proposto è quello dell'affollamento ed in effetti sta diventando un piccolo punto dolente, quale sorta di 'effetto collaterale' del grande successo che l'evento sta avendo.
    Se di tanti anni fa (quelli che ricorda uno dei commentatori) ho la memoria di spazi assai ampi e di distese di tavoli liberi, effettivamente il sabato dell'ultimo biennio in certi orari è diventato piuttosto affollatino e caotico.
    Degli sforzi, a partire dal migliore sfruttamento di certi spazi e dell'esterno, passando per il terzo giorno di fiera, li stanno compiendo, ma è nel contempo chiaro che una ulteriore crescita massiccia di visitatori potrebbe richiedere spazi più ampi.
    Alcuni settori poi, come è accaduto forse per il KIDS, hanno a questo giro sofferto per la logistica.
    Tutto questo sicuramente darà da riflettere all'organizzazione per la prossima edizione .. ;)

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  7. prima volta alla play! e devo dire emozionante e come me l'aspettavo! sono stato domenica e da una parte sono stato felice che non ci fosse la bolgia ma da un altra vorrei che il gioco da tavolo si espandesse sempre di più!
    non sono un giocatore esperto ma mi potrei definire un giocatore via di mezzo tra occasionale e smaliziato e devo dire che nella descrizione mi ci sono ritrovato a pieno.
    Eravamo un gruppo di 5 amici a cui ogni volta faccio provare giochi nuovi di cui mi informo molto bene prima e su alcuni vado a colpo sicuro.
    Comunque niente da dire! modena play mi ha completamente soddisfatto e spero di poter tornare l'anno prossimo!!!

    Veramente compliementi a chi organizza, a chi spiega i giochi e a chi come ho visto in questi giorni, ci mette veramente la passione.

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  8. come giornata aggregativa e prove di giochi voto positivo;
    voto assolutamente negativo per:
    - prezzi uguali se non più alti che retail (o cmq online);
    - novità che alle 10 si venerdì mattina erano esaurite (wingspan);
    In merito a quest'ultimo punto, sfioriamo il ridicolo: vado in fiera per provare delle novità che dopo 1 ora del primo giorno - venerdì! manco fosse un sabato - già non ce n'è più.. veramente pessimo. Ma qui la colpa non è dell'organizzazione della fiera, bensì delle case editrici che si presentano con una manciata di copie per i titoli di grido.
    Dopo aver visto esaurito wingspan, dopo aver visto esaurito già alla mattina del sabato anche el dorado, ho deciso che comprerò questi titoli in lingua originale (per ravensburger se ne fregano, tanto son sempre loro; per wingspan però no).

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    1. Questa pratica di avere poche copie in fiera, sentendo il negozio di giochi qui in città, va a influire negativamente sulle vendite quando poi il gioco esce davvero nei negozi mesi dopo la presentazione in fiera (dato che il mondo dei giochi da tavolo è fortemente guidato dall'hype).

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  9. Positiva la distribuzione dei padiglioni A e B; ed in parte positiva la scelta di aprire anche il venerdì.
    Personalmente le note negative di questa Play appena trascorsa sono le seguenti:
    + L'apertura dei cancelli 10 minuti prima dell'apertura della fiera, causando nella galleria centrale un ammassamento stile "vagoni del treno 1942", fatta per testimoniare con delle foto dalla balconata l'afflusso di persone.
    + La mancanza quest'anno di uno spazio dedicato agli addetti ai lavori, come era stato il PlayTrade lo scorso anno, dando un maggior senso alla 3^ giornata di apertura.
    + Questo esula dall'organizzazione e riguarda gli editori. Gestire meglio i tavoli da demo, avendone sia di "liberi" (chi prima arriva...) sia di "prenotati", oppure resettare le prenotazioni di giorno in giorno: è frustante entrare all'apertura, arrivare ad un tavolo vuoto sapendo di essere la prima persona che arriva dall'editore e sentirsi dire "E' tutto prenotato fino a stasera".

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    1. In realtà il PlayTrade credo non avesse dato riscontri troppo positivi e forse era un primo tentativo di vedere se fosse possibile aprire la fiera al venerdì (cosa poi fatta per il pubblico a quest giro). Per i tavoli prenotati alcuni editori hanno compiuto questa scelta: alcuni 'resettavano', altri no, ma effettivamente per i titoli più attesi è giocoforza organizzare qualcosa, per evitare capannelli di gente...

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  10. Sono andato di venerdì e devo dire che è stato molto bello:
    -Giochi Normali. Molti tavoli liberi, a volte il difficile era trovare il dimostratore;
    -Giochi con grande Hype. 30'/40' di attesa per un tavolo(es. Viaggio nella Terra di Mezzo), direi accettabili;

    Anche l'anno prossimo, se possibile, vado in fiera di venerdì.
    L'unico neo del venerdì è che i ragazzi hanno scuola e nel 2018 si erano divertiti proprio tanto.

    Rispetto alle fiere precedenti a cui sono stato, indistintamente Lucca o Modena, sempre meno sconti, o sconti veramente irrisori, peccato.

    Per finire Concordo con gli utenti del forum aria family sacrificata, nel 2018 era meravigliosa quest'anno molto meno.

    Complessivamente una bella giornata e volendo avrei potuto provare molti giochi in più


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    1. Il venerdì, per consenso unanime (sinora) di chi ho sentito, è il giorno in cui la fiera era più vivibile. Il problema è soprattutto il sabato ...

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  11. Ciao Fabio. Sono stato alla fiera per la prima volta (di sabato). Dopo 10 anni filati a Essen (dove ho già prenotato pure io per il 2019) mi sono detto "proviamo a vedere come è organizzata la fiera più grande d'Italia".

    Ecco le mie considerazioni:

    1. Condivido quando si dice che Modena è una "piccola Essen". Essen rimane cmq un'altra cosa, un altro pianeta. Sono felice di aver provato Modena perché mi ha aiutato a capire che Essen diventa ancor più irrinunciabile. Anche se la ricchezza di giochi (soprattutto in italiano) è aumentata molto rispetto a tanti anni fa, siamo ancora distanti anni luce dal grande evento quale è Essen Spiel.

    2. Sono riuscito a provare alcuni giochi come Forum Trajanum, Kingsburg Dice Game, Fuji e The Long Road. Posso essere quindi abbastanza soddisfatto. Purtroppo però le super novità erano inavvicinabili. Complici le famigerate PRENOTAZIONI. Per uno come me che è arrivato di sabato, era impossibile trovare un posto (riservazioni fino a domenica sera!!!). Ho aperto una discussione in merito anche sulla Tana.
    Tale pratica la capisco veramente poco e porta a delle aberrazioni inaccettabili (tipo che il tavolo è vuoto ma non ci si può sedere). Peccato, avrei gradito una maggiore libertà anche se ciò poteva significare dipendere molto di più dalla fortuna di beccare il tavolo con la partita in conclusione.
    Questo problema delle prenotazioni si va a sommare al problema delle partite complete. Infatti spesso, per giochi anche lunghi, chi gestisce i tavoli lascia i giocatori portare a conclusione una partita. È chiaro che se la situazione è questa sarà sempre difficile potersi avvicinare a certi giochi.

    3. I prezzi della fiera erano ridicoli. Una volta le fiere erano i luoghi dove chi andava (pagando un biglietto, pagando una trasferta) aveva la certezza di trovare un sacco di offerte e occasioni interessanti che avevano il pregio di rendere più dolce l'investimento fatto per approdare all'evento. Sabato ho visto prezzi, anche di giochi datati, che mi hanno fatto rizzare i capelli in testa. Non solo, il prezzo del nuovo era sistematicamente più alto di quello che si trova online. Francamente, lo capisco poco. Già in generale c'è stato un rincaro che trovo poco normale, solo rispetto a 5/6 anni fa, in più alle fiere nemmeno le offerte sono degne di questo nome. Per carità, non vado alla fiera solo per acquistare pagando uno sconto (altrimenti non mi sposterei da casa vista la spesa della trasferta), ma di certo mi aspettavo qualcosa di più interessante.

    In conclusione, è sempre bello aggirarsi tra i tavoli e vedere tanti giocatori appassionati, ma in futuro, oltre al paradiso in terra tedesca, credo che punterò su fiere più piccole.

    Poldeold

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    1. Modena è una fiera grande per il mercato nazionale. Provinciale se paragonata ad Essen, ma è lo scotto che pagano quasi tutte le fiere (anche estere) diverse dal duo Essen - Norimberga.
      Per i prezzi è chiaro che ad Essen si trovano offerte dovunque, ma è bene sottolineare che già al sabato sera si iniziano ad avere sconti anche sul nuovo, perché gli editori piccoli cercano di ridurre le spese per riportare in patria le scatole. In una fiera nazionale a praticare sconti eccessivi non fai che penalizzare poi il negoziante che il giorno dopo venderà quel gioco a prezzo maggiore. Non entro nel merito, però, delle scelte commerciali degli editori, ma concordo che l'aumento di visitatori ha portato un certo calo nelle offerte, ma qualche outlet in giro resta sempre ... ;)
      Per le PRENOTAZIONI vedo che i nostri commentatori non hanno molto gradito la cosa: siccome ci leggono anche gli editori, spero che facciano tesoro di questi feedback ... ;)

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  12. Ciao Fabio. Sono stato alla fiera per la prima volta (di sabato). Dopo 10 anni filati a Essen (dove ho già prenotato pure io per il 2019) mi sono detto "proviamo a vedere come è organizzata la fiera più grande d'Italia".

    Ecco le mie considerazioni:

    1. Condivido quando si dice che Modena è una "piccola Essen". Essen rimane cmq un'altra cosa, un altro pianeta. Sono felice di aver provato Modena perché mi ha aiutato a capire che Essen diventa ancor più irrinunciabile. Anche se la ricchezza di giochi (soprattutto in italiano) è aumentata molto rispetto a tanti anni fa, siamo ancora distanti anni luce dal grande evento quale è Essen Spiel.

    2. Sono riuscito a provare alcuni giochi come Forum Trajanum, Kingsburg Dice Game, Fuji e The Long Road. Posso essere quindi abbastanza soddisfatto. Purtroppo però le super novità erano inavvicinabili. Complici le famigerate PRENOTAZIONI. Per uno come me che è arrivato di sabato, era impossibile trovare un posto (riservazioni fino a domenica sera!!!). Ho aperto una discussione in merito anche sulla Tana.
    Tale pratica la capisco veramente poco e porta a delle aberrazioni inaccettabili (tipo che il tavolo è vuoto ma non ci si può sedere). Peccato, avrei gradito una maggiore libertà anche se ciò poteva significare dipendere molto di più dalla fortuna di beccare il tavolo con la partita in conclusione.
    Questo problema delle prenotazioni si va a sommare al problema delle partite complete. Infatti spesso, per giochi anche lunghi, chi gestisce i tavoli lascia i giocatori portare a conclusione una partita. È chiaro che se la situazione è questa sarà sempre difficile potersi avvicinare a certi giochi.

    3. I prezzi della fiera erano ridicoli. Una volta le fiere erano i luoghi dove chi andava (pagando un biglietto, pagando una trasferta) aveva la certezza di trovare un sacco di offerte e occasioni interessanti che avevano il pregio di rendere più dolce l'investimento fatto per approdare all'evento. Sabato ho visto prezzi, anche di giochi datati, che mi hanno fatto rizzare i capelli in testa. Non solo, il prezzo del nuovo era sistematicamente più alto di quello che si trova online. Francamente, lo capisco poco. Già in generale c'è stato un rincaro che trovo poco normale, solo rispetto a 5/6 anni fa, in più alle fiere nemmeno le offerte sono degne di questo nome. Per carità, non vado alla fiera solo per acquistare pagando uno sconto (altrimenti non mi sposterei da casa vista la spesa della trasferta), ma di certo mi aspettavo qualcosa di più interessante.

    In conclusione, è sempre bello aggirarsi tra i tavoli e vedere tanti giocatori appassionati, ma in futuro, oltre al paradiso in terra tedesca, credo che punterò su fiere più piccole.

    Poldeold

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  13. Ciao a tutti, io sono andato con moglie e bimba nella giornata di Domenica.

    E' il mio secondo anno (consecutivo) e devo dire sinceramente che questa involuzione tragica non l'ho avvertita, per la sezione Family.

    Posso essere d'accordo che il padiglione separato probabilmente rendeva molto di più e creava un ambiente, appunto, più "family", ma d'altro canto a me invece era proprio l'anno passato che dava più una sensazione di isolamento piuttosto che quella di quest'anno. Parlando con un paio di editori infatti loro mi dicevano di apprezzare di più la disposizione di quest'anno perchè a dispetto dall'anno passato il condividere lo spazio permetteva a loro ed al mondo per famiglie di farsi spazio tra il mondo "vero" (passatemi il termine) dei giochi da tavolo. Questa cosa portava i bambini sopra i 10 (età puramente indicativa) e i loro genitori ad affacciarsi più facilmente col mondo dei giochi un pò meno per famiglie. Io credo che l'idea fosse più questa rispetto a quella di ghettizzare la categoria family. Ed il discorso fila eccome.
    Non so io stesso ripeto preferivo l'area dedicata a se stante, ma se mi chiedete il perchè devo rispondere proprio col fatto di essere relegato in una zona "tutta nostra". Insomma c'è una sorta di controsenso di fondo in alcuni post precedenti al mio.

    Dopodichè, senza fare conti specifici quindi magari sbaglio, a me sembra che il numero di gioco presenti sempre lato "family" per lo meno fosse lo stesso. Anzi a me è sembrato maggiore. Non parliamo del discorso tavoli e possibilità di gioco. Abbiamo giocato molto ma molto di più e con più pace quest'anno rispetto all'anno scorso. Ma proprio senza paragone. L'anno passato, sempre di domenica, c'era molto più caos e molta più difficoltà nel provare giochi o chiedere informazioni agli editori o anche solo scambiare 4 chiacchiere con altri "piccoli" giocatori.

    Morale, secondo me, lavorando un pò meglio sulla disposizione fanno bene a puntare su una disposizione simile a quella di quest'anno. Perchè il padiglione "isolato" credo sia perfetto per qualcosa di nicchia, come appunto quest'anno dove c'erano i giochi con miniature, gli artisti che ci lavoravano ecc.
    Mentre i family secondo me è giusto che stiano a contatto con il "mondo" dei giochi da tavolo senza isolamenti, di modo che sia i più smaliziati che vedono il mondo family come roba da principianti composta da fillerini da 4 soldi e sia i genitori novizi che vedono il mondo dei giochi da tavolo per "grandi" come roba da nerd sfigati possano entrambi cambiare i loro preconcetti.
    Ed inoltre credo che la cosa segua molto bene l'evoluzione che i family games stanno avendo in questo ultimo periodo e cioè giochi si per famiglie sempre più evoluti e sempre più giocabili non solo in famiglia ma anche tra amici, così come i giochi per "bambini" stiano sempre più ampliando la loro offerta ludica.

    p.s.
    piccolo esempio. Con noi c'era mio Nipote ormai 27enne, venuto per andarsi a provare/comprare giochi complicatissimi di cui non ricordo nemmeno il nome. Beh, seduto con noi a giocare ad alcuni giochi family è rimasto letteralmente stupito di come alcuni giochi potrebbero essere giocati anche da lui con i suo gruppetto di pseudo hardcore gamers. Un paio li ha addirittura segnati come prossimi acquisti. Probabilmente, fossimo stati nel padiglione a parte come l'anno passato non avrebbe provato nulla di tutto questo e lo avremmo saluto appena entrati per rivederlo all'uscita.

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    1. Grazie per il feedback, centrato sul target KIDS. Diciamo che l'organizzazione della fiera ha sicuramente da gestire il successo ottenuto e dovrà lavorare parecchio per tenere sotto controllo i flussi di visitatori e nella logistica degli spazi. Per lo spazio bambini, per esempio, nessuno sinora ha detto che gli piaceva alla grande dove stavano ...

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  14. Ciao scusate, gia' che se ne e' parlato,si sa gia' la data di quando si terra' GIOCHI CON di Genova?

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