recensione

[Recensione] Honga

scritto da
Simarillon (Davide)

Ho già parlato di Haba e della sua linea dei giochi per famiglia, recensendone diversi titoli, e non mai nascosto il mio interesse per Karuba (qui) e per Iquazù (qui), due giochi che ritengo molto ben fatti e da provare. Quando ho scoperto di questo gestione risorse / piazzamento lavoratori per i più piccoli (infatti sulla scatola appare un 8+) ho cercato di metterlo subito alla prova del campo. 
Stiamo parlando di Honga gioco frutto della creatività di Günter Burkhardt ed è illustrato da Stephanie Bohm (già illustratrice, tra l’altro, proprio di Iquazù). Al gioco possono giocare da due a cinque giocatori a partire dagli 8 anni in partite che dureranno un’oretta circa (la scatola di dice 30-45 minuti, ma trovo la lunghezza, sicuramente, sottostimata).

La tribù della tigre dai denti a sciabola cerca un nuovo capo! Ma solo chi raccoglie il maggior numero di provviste, si rivela abile nel baratto e rende omaggio agli antichi dèi della natura verrà considerato un candidato degno. E non bisogna mai dimenticare di occuparsi di Honga! La tigre dai denti a sciabola infatti divora le provviste dei giocatori che la trascurano.

I MATERIALI
Dentro la scatola del gioco, di dimensioni leggermente superiori al normale, possiamo trovare:
  • un tabellone di gioco;
  • un tabellone di deposito;
  • cinque cartelle di gioco, una per ognun giocatore;
  • quarantasei dischetti azione divisi in ventotto grigi e ventisei rossi);
  • venticinque carte bonus;
  • trentadue carte baratto;
  • un fuoco del giocatore iniziale, una zanna di mammut, una sagoma tigre di Honga, tutte e tre in legno e di buone dimensioni;
  • trenta mammut (nei cinque colori blu, giallo, rosso, verde, nero);
  • cinque uomini preistorici e cinque pedine segnapunti (negli stessi colori sopra indicati);
  • venti pedine delle materie prime (cinque pesci, cinque bacche, cinque funghi, cinque gocce d’acqua, una da posizionare si ciascuna cartella personale dei giocatori).
Davvero tantissimo materiale in questo gioco, come si può già intuire dall’elenco di sopra, le parole non possono rendere abbastanza bene la bellezza dei materiali; le illustrazioni, come già altre volte mi è capitato, hanno richiamo ad una serie animata famosa come I Croods, ma sono sicuramente da apprezzare, se vi piace lo stile, che personalmente ritengo adeguato, soprattutto per i più piccoli. Notevole la bellezza del gioco apparecchiato, forse solo i dischetti potevano essere leggermente un può più consistenti in grammatura, ma il peccato è davvero veniale.


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ricevuta la propria dotazione e preparato il tabellone eccoci pronti a giocare al proprio turno il giocatore dovrà piazzare il dischetto azione su una delle quattro caselle tonde del tabellone, i dischetti hanno disegnate delle mani che indicano le azioni che si possono svolgere.

Le azioni possibili sono:
  • fermare Honga, nel caso ciò non fosse a tigre si dirige sulla cartella del giocatore e mangia una materia prima (dalla più preziosa alla meno preziosa) sino a quando non verrà rimossa dalla cartella;
  • raccogliere risorse (funghi, bacche, pesci, acqua) spostando l’indicatore delle risorse di un posto per ognuna delle mani che vi sono indicate;
  • esplorare la foresta, pescando una carta bonus per ogni mano rivolta verso la foresta;
  • attirare mammut e vincere la zanna di mammut (che permette di pescare il dischetto azione rosso che ha  una mano in più);
  • scalare la montagna rendendo omaggio agli dei, raggiunta la cima della quale da un giocatore vengono distribuiti i punti ad ogni giocatore, in relazione a che livello è stato raggiunto;
  • fare baratti ottenendo punti vittoria acquisendo le carte baratto in cambio delle risorse sopra indicate.
Eseguite tutte le azioni si pesca un nuovo dischetto azione e il turno del giocatore finisce.
Arrivati ad un determinato punteggio (in funzione del numero di giocatori) ogni giocatore, sino al giocatore iniziale, gioca il proprio turno e chi avrà il maggior numero di punti sarà il vincitore.


I MIEI PARAMETRI
Ecco alcuni parametri, oggettivi, per aiutarmi (aiutarvi?) a valutare un gioco.
Scalabilità
Buona, il sicuro vantaggio è che si può giocare anche in cinque (finalmente) visto che oramai la maggior parte dei giochi sono 2-4 e spesso per avere il quinto giocatore si deve comperare un’espansione. Inoltre, il punteggio da raggiungere per vincere la partita varia in funzione del numero dei giocatori, come altre aree sul tabellone, denotando un’attenzione alla scalabilità non trascurabile, anche la durata della partita rimane simile sia che si giochi in due sia che si giochi in cinque giocatori, sotto questo aspetto Honga promosso.
Rigiocabilità
Ottima, ci sono talmente tante variabili e talmente tanti modi di fare punti che è praticamente impossibile fare due volte la stessa partita, inoltre i giocatori possono provare strategie diverse per la vittoria, così per non dare un senso di già visto alla partita.
Interazione
Quella classica dei giochi german, ci sono solo due posti della plancia dove l’interazione è diretta, ovvero la scalata della montagna e l’area mammut, per il resto l’interazione è quella indiretta in cui al massimo si dà fastidio all’avversario portandogli via carte baratto, dal momento che le anche le risorse sono sempre disponibili per tutti, non il punto forte per chi vuole il massimo dell’interazione.
Originalità
Discreta, di sicuro non si può gridare al miracolo per quanto ad originalità, questa potrebbe essere nel limitare il posizionamento dovendo sempre dare un occhio particolare al centro del tabellone per fermare la pericolosa Honga.
Profondità
Ottima, non si vince se non si pensa, il gioco è bel mix di strategia, tattica e fortuna.


LA FIRMA DI DAVIDE … OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare sempre e comunque ad ogni età il valore educativo del gioco e che “un gioco è adatto solo quando si hanno acquisite certe abilità, mentre prima è inopportuno, perché il bambino rischia di interiorizzare processi errati!”, Micko Alberti.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi, ragazzi – ed adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Honga:
  • la gestione delle risorse;
  • avere una visione di gioco che va al di là del singolo turno, con un minimo di programmazione in ragione di quanto abbiamo ottenuto;
  • ottimizzare l’uso dei bonus ottenuti con le carte da giocare nei momenti più convenienti;
  • la pericolosità della tigre dai denti a sciabola, è meglio non averla mai troppo vicino;
  • che il piazzamento lavoratori / gestione risorse, anche se è la meccanica preferita di papà non è detto che lo sia di Lorenzo.

CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
La prima impressione del gioco la dà l’impatto visivo ed Honga è davvero molto bello da vedere, è tutto giusto: il gioco attira per colori e per struttura del tabellone, la tigre poi si fa ammirare al centro del tabellone e i mammut che pascolano sono un bello spettacolo, apprezzo il tentativo di tematizzazione, anche se da super giocatore german non è questo l’aspetto che più mi interessa del gioco, comunque la storia e la tematizzazione che supporta il comparto grafico ricevono il pollice su: ci sono piccoli particolari, soprattutto sulle carte baratto interessanti e così, grazie ad un amico, ho scoperto perché sono necessari quattro funghi per la produzione dei sandali (e se non lo sapete provate a informarmi, che con i giochi in scatola si imparano un sacco di cose).

Il gioco non è complicato in assoluto, ma è sicuramente troppo complesso per otto anni (come
indicato dalla scatola), ci si può giocare, ma senz’altro le mosse non saranno ottimizzate, anche con giocatori, come il mio Lorenzo, già abituati a giocare; peccato avrei sperato in un piazzamento lavoratori originale con questo target di età, se si sposta l’asticella un po’ oltre il gioco è super-godibile da chiunque. Sicuramente intelligente avere il timer di fine partita nel punteggio, che varia in funzione dei giocatori, per lasciare il tempo medio a partita simile, il gioco è equilibrato, tanto che in due casi è stato necessario il tie-break (maggior numero di risorse avanzate) per identificare il vincitore, in particolare in una delle due partire i giocatori a pari merito avevano usato strategie piuttosto differenti.

Personalmente avrei fatto in modo che la tigre si muovesse un po’ di più tipo, magari con la pesca sfortuna di una carta bonus negativa; proprio relativamente a queste carte aggiungo che non avere limiti alle carte bonus è, secondo me, un errore e che può anche indurre i giocatori più piccoli a giocare in maniera sub-ottimale. Da ultimo segnalo che che non c’è un ordine di risoluzione delle azioni, ordine che poteva essere interessante ma che avrebbe complicato non di poco il gioco.
Una grafica fumettosa, che ricalca quella di un cartoon, mi lascia sempre un po’ perplesso, se da una parte può facilmente avvicinare al gioco qualcuno che ‘il gioco non l’avrebbe né giocato né notato’ dall’altra potrebbe ingannare chi ci si avvicina aspettandosi un qualcosa di diverso. Come ho scritto sopra, nella sua tipologia, la grafica a me piace, ma potrebbe anche non piacere.


Si ringrazia Orsomago, distributore di Haba in Italia, per la copia di review.


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