recensione

[Prime impressioni] 7, the Sins

scritto da Bernapapà

Si sa, il fascino del proibito ha sempre attratto l'uomo e i sette peccati – o vizi – capitali lo hanno sempre accompagnato lungo i secoli. 
Da questa ambientazione prende spunto il nuovo gioco di carte 7, the Sins, ideato dal novello autore David Spada e illustrato da Nicola Angius, edito dalla GateOnGames e fresco fresco di stampa.
Il gioco mette al tavolo da 2 a 5 giocatori per una ventina di minuti e è basato su meccaniche di memorizzazione delle carte passate, con un pizzico di azzardo sul come giocare: in pratica ognuno dovrà scegliere se accumulare più peccati possibili oppure se "condurre una vita più morigerata".
Ma attenzione, non è detto che una scelta sia migliore dell'altra, perché tutto dipenderà da come giocheranno anche gli altri.
Adatto a tutti, premierà chi ha un pizzico di memoria più degli altri e chi saprà gestire meglio i momenti di gioco.


I MATERIALI 

All'interno della scatola, molto elegante, troviamo la plancia "Abisso dell'anima", double face (inglese/italiano), su cui verranno posizionate le carte Peccato Capitale durante il gioco.
Abbiamo poi il mazzo della carte che include le carte Peccato Capitale (11 per ogni peccato) e 3 carte Giudizio Universale.
Ogni carta Peccato Capitale  riporta il nome del peccato e una sua rappresentazione "animale": il leone per la Superbia, una donna dalla testa di capra per la Lussuria, il maiale rappresenta la Gola, l'orso per l'Ira, il lupo per l'Avarizia e l'asino per l'Accidia.
Le 3 carte Giudizio Universale, se posizionate appaiate, formano il disegno di una scala che parte da un luogo tenebroso e avanza verso la luce divina. 
Sia le carte Peccato Capitale che le carte Giudizio Universale hanno il dorso differenziato e suddiviso in 3 "epoche", con il 7 rappresentato che diventa mano a mano più intenso con il passare del tempo.
Terminano la dotazione 5 carte punteggio per l'aiuto giocatore, 10 gemme del Perdono (di colore rosso) e 7 carte Penitenziagite, utilizzate nella versione avanzata del gioco: esse hanno da un lato ognuno dei 7 Peccati, mentre sul retro riportano il disegno del Giudizio Universale intero.
Le illustrazioni sono molto aderenti al tema: le carte Peccato Capitale, a sfondo nero, hanno un che di losco, ma anche di suadente, affascinante... tutto molto molto bello.
A livello di giocabilità, alcune tinte usate per i peccati al primo impatto potrebbero risultare un po' troppo simili, ma giocando, invece, si riescono a distinguere a sufficienza.
Dal punto di vista della qualità dei materiali è stato fatto un ottimo lavoro: eleganza e robustezza a braccetto.

LE REGOLE

Le regole sono molto semplici.
A seconda del numero di giocatori si dovrà giocare con il numero congruo di Peccati (i 7 peccati si usano solo con 5 giocatori).
Sulla base del numero di giocatori si seleziona il numero di gemme da utilizzare.
Selezionate le carte opportune, si devono suddividere le carte Peccato Capitale sulla base del loro dorso; si prende il mazzo dell'era 1, si distribuisce una carta a testa, che ognuno guarda, ma poi posiziona coperta davanti a sé, e si svelano 5 carte.
A questo punto di crea il mazzo di pesca, inserendo le carte Giudizio Universale nel mazzo corrispondente, e mescolando i mazzi separatamente, per andare a comporre una pila che va dall'era 1 all'era 3.
Siamo quindi pronti per giocare.
Si gioca a giro: al proprio turno ognuno può scegliere tutte le carte scoperte di uno stesso peccato e  decide se aggiungerle, coperte, al proprio mazzo oppure posizionarle, sempre coperte, sulla plancia dell'Abisso dell'Anima; nel secondo caso, se ancora disponibili, si può prendere una gemma del Perdono.
Si ripristina quindi il banco pescando nuove carte, fino a ottenerne 5.
Nel caso in cui compaia una carta Giudizio Universale, tale carta rimane sul banco, riducendo il numero di carte Peccato a disposizione.
Si continua a giro fino a quando non viene pescata la terza carta Giudizio Universale, che decreta la fine del gioco.
A questo punto di svelano le carte contenute nell'Abisso dell'Anima e si sommano i punti, raggruppando le carte per tipo di peccato: considerando che un insieme da 1 a 3 carte porta punti positivi (1, 3 e 6), da 4 a 6 carte punti negativi (da -1 a -6), mentre oltre le 7 carte si accumulano 10 punti.
Si verifica quindi la somma dell'Abisso dell'Anima: se è inferiore a 7, vince il giocatore con il punteggio minore, mentre se è superiore a 7, vince il giocatore con il punteggio maggiore.
I punteggi dei giocatori si calcolano nell'esatto modo in cui si calcola il punteggio dell'Abisso dell'Anima, sulla base delle carte contenute nel proprio mazzo.
Le gemme del Perdono possono essere utilizzate come jolly di qualsiasi Carta Peccato, ma solo una per peccato.
In caso di pareggio, vince il giocatore con il maggior numero di carte.
Le carte Penitenziagite aggiungono una variante del gioco, che consente di terminare il giro anche dopo aver pescato l'ultima carta Giudizio Universale, in modo che tutti abbiano effettuato lo stesso numero di turni.

LE IMPRESSIONI 

Il gioco si basa su una simpatica idea, molto aderente con l'ambientazione proposta: se si accumulano peccati, probabilmente si aumenterà il proprio bottino, ma se tutti si comportano nello stesso modo, l'Abisso dell'Anima rimarrà con poche carte, per cui vincerà il più morigerato.
Viceversa, se tutti fanno i morigerati, l'Abisso dell'Anima esploderà di peccati – e quindi di punti – per cui vincerà il "più corrotto".
In pratica è necessario verificare bene come sta andando la partita e sarebbe opportuno, ma non semplice, memorizzare il numero di carte che si hanno nel proprio mazzo e quelle finite nell'Abisso dell'Anima.
Il meccanismo dei punteggi è fatto in modo da premiare l'equilibrio: poche carte portano pochi punti, ma oltre a 3 i punti addirittura diventano negativi e per farli tornare positivi è necessario accumularne più di 6.
E tutte le scelte dipendono da come sta andando la partita, ossia da come giocano gli avversari, cercando di intuire – o meglio di contare – se nell'Abisso dell'Anima ci saranno più o meno di 7 punti.
Da questo punto di vista il gioco è molto interattivo, perché tutto si basa su come stanno giocando tutti.

Si può provare a bluffare, cercando di tenersi sempre in equilibrio, in modo da dirigere il proprio mazzo in un verso o nell'altro.
Magari avendo un Peccato di cui si sono accumulate molte carte e qualche altro che permetta eventualmente di ottenere punti negativi se il mazzo dell'Abisso si sta rivelando troppo imponente...
La "morale" del gioco risiede quindi nel non abbondare nei peccati, me essere troppo morigerati può non pagare.
Ottima prova quindi per questo novello autore, che ha tirato fuori dal cilindro un gioco fresco, interessante e sufficientemente leggero da poter essere proposto a tutti.

Si ringrazia la GateOnGames per la copia di review concessaci.

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Rating: 5

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