Report

[Report] Ludica 2019

scritto da cogo71 e F/\B!O P.

Non sarà facile ripetersi, ma facciamo così: voi non perdete di vista i vostri tratti distintivi, io l'anno prossimo vengo al sabato da solo e alla domenica con la famiglia tutta, insieme convinciamo pure il sole che non può mancare!
Con queste parole chiudevo il report di Ludica dello scorso anno. Poi mi hanno piazzato un addio al celibato proprio sabato 7, per cui non ho potuto mantenere fede all'impegno preso (aspetta, vuoi vedere che la pioggia è colpa mia?), però è prontamente venuto in soccorso l'altro veneto della redazione – cogo71 – e così siamo comunque riusciti a coprire tutto l'evento. In questo modo offriamo due punti di vista assenti nei report precedenti: quello del gamer nella giornata dei gamer e quello della famiglia al completo.


SABATO 07/09/19
L'edizione di Ludica 2019 è stata per me la "prima volta" all'evento organizzato a Vittorio Veneto dall'associazione Giocatori in Scatola, benché si trattasse della quarta edizione della manifestazione. Spinto dal report scritto da F/\B!O per la passata edizione con toni entusiastici e grazie all'invito degli organizzatori, ho deciso di partecipare alla giornata del sabato aperta agli "esperti" del settore.
Di solito i ringraziamenti si fanno alla fine, ma questa volta farò un'eccezione e prima di parlarvi di Ludica desidero ringraziare con tutto il cuore i Giocatori in Scatola, per la disponibilità e l'ospitalità dimostrata, inoltre voglio fare loro i complimenti per l'organizzazione impeccabile: la mia esperienza a Ludica 2019 è stata il massimo che un gamer possa chiedere a un evento del genere.
Poter prenotare i giochi che si vorrebbe provare e riuscire a fare un'intera partita con altri giocatori che hanno espresso lo stesso desiderio non ha prezzo; se a questo aggiungete che il gioco vi viene spiegato da chi lo conosce già, risparmiandovi la lettura (e l'interpretazione) del regolamento, e che il vostro tutor non si allontana dal tavolo e risponde ad ogni vostro dubbio è quasi un sogno. I miei ringraziamenti vanno a tutti i Giocatori in Scatola, ma un plauso particolare lo devo assegnare ad Alice, ad Alessandro (che ha dimostrato i giochi) e ad Alberto, il presidente dell'associazione.

Sabato dedicato interamente ai gamer
Ho partecipato all'evento insieme al mio amico Marco e appena arrivati siamo stati "catturati" e accompagnati al tavolo, dove ci aspettavano il Cercatore di Perle Alessandro con la "consorte" Valentina per una partita al "cinghiale precolombiano" Teotihuacan: City of Gods. Il titolo di Tascini del 2018 non ha tradito le attese e si è dimostrato un gioco molto solido e che consente diverse strategie per tentare di raggiungere la vittoria finale. La partita si è dilungata leggermente oltre quanto di chiarato sulla scatola, ma si trattava della prima assoluta per tutti e quattro ed è innegabile che sia un titolo che necessita di un po' di tempo per essere metabolizzato a pieno. Nel complesso promosso sia per le meccaniche che per i materiali, soprattutto in relazione al prezzo, ma per una recensione completa vi rimando all'articolo scritto da Sergio e per gli appassionati sei solitari c'è l'esaustivo post di White Winston.
Giusto il tempo di dissetarsi e con la stessa configurazione al tavolo affrontiamo un classico del 2010: l'ormai introvabile Glen More. Era da tempo che volevo colmare questa mia "lacuna ludica" e ringrazio i miei compagni di avventura che hanno accettato la sfida. Anche per loro si trattava di una prima assoluta e abbiamo invitato Alessandro, il dimostratore, ad aggiungersi alla partita, visto che il gioco lo consentiva. La fama di Glen More è assolutamente meritata: con poche e semplici regole regala una profondità e una longevità che molti titoli più recenti non riescono neanche ad avvicinare. Personalmente non ho trovato nemmeno così scandalosi i materiali (anche in relazione all'anno di pubblicazione) che in rete sono stati aspramente criticati, ma a questo rimedierà l'imminente uscita di Glen More II: Chronicles protagonista di una campagna Kickstarter di successo. Anche in questo caso vi lascio alla recensione scritta a 4 mani da Pinco e Faustoxx al momento della sua pubblicazione e di un'ulteriore articolo scritto da Signor Darcy.
Chiacchierata ludica di chiusura
Aver scelto due titoli abbastanza impegnativi e del tutto nuovi per noi ci ha impedito di provare altro, ma sono stato molto soddisfatto di entrambe le prove. Convinto ormai di aver terminato l'esperienza a Ludica 2019 ho cominciato a salutare un po' di persone, senza sapere che in realtà il meglio doveva ancora arrivare. Non avevo prenotato la cena, ma Alberto è stato super-gentile e così convincente da farmi restare e non lo ringrazierò mai abbastanza, perché il momento conviviale mi ha permesso di parlare del nostro hobby preferito con gli altri invitati, oltre che di soddisfare le mie papille gustative con un'ottima paella. Al termine della cena, come da programma, c'è stata la chiacchierata ludica a cui partecipavano come esponenti del mondo ludico gli autori Spartaco Albertarelli e Carlo Bortolini. Visto che mi aspettavano oltre 90 minuti di viaggio per tornare a casa, mi è stato concesso l'onore di rompere il ghiaccio e fare la prima domanda e il dibattito che ne è seguito è stato davvero molto stimolante, grazie all'esperienza e la competenza dei due autori e alla simpatia di tutti i partecipanti. Si è spaziato su più fronti del tema "giochi da tavolo", parlando del mercato, di Kickstarter, della professione di autore di giochi, della cultura del gioco e di cultura in generale, confrontando la situazione italiana con quella di altri paesi, alternando riflessioni più serie a battute più scanzonate (la mia, su un'improbabile bara ottagonale per Spartaco, ha riscosso un certo numero di consensi ^_^). Purtroppo il momento di riprendere l'auto è arrivato troppo presto e mio malgrado ho dovuto lasciare anzitempo la tavola rotonda.
Che dire? È chiaro che per il sottoscritto "Ludica Pro" è promossa a pieni voti e farò di tutto per parteciparvi anche il prossimo anno, cercando magari di doppiare anche il giorno successivo con tutta la famiglia. È una vera e propria festa del gioco da tavolo e la sua dimensione abbastanza contenuta consente ai partecipanti di godere appieno della fantastica organizzazione dei Giocatori in Scatola. Grazie, grazie, grazie!



Mi somiglia?
DOMENICA 09/09/19
Tappa intermedia per unirci alla famiglia di Erika, madrina di Alice, e poi via verso l'Area Primo Maggio di Cappella Maggiore. Arriviamo verso le 10:00, cioè al momento dell'apertura, e purtroppo ha già cominciato a piovere, costringendo gli organizzatori a dolorosi tagli nell'offerta ludica e a una riorganizzazione degli spazi coperti (gli unici utilizzabili). Alcune cose spariscono del tutto (giochi giganti, giochi di lancio), altre sono semplicemente più strette o con meno tavoli. La struttura è a forma di L e l'area family si trova nel lato corto, per cui noi attraversiamo tutto quello lungo per arrivarci. Abbiamo due passeggini per le rispettive figlie di neanche un anno, però passiamo senza intralci. Riusciamo a non far fermare Ambra a ogni tavolo, ma già si intuiscono le cose che la attireranno di più in corso di giornata (spoiler: kendama, PNP, Fab Lab).
Smart Gaming e Dunwich Buyers Club
Individuiamo i tavoli per la fascia 6-8 anni e quelli per gli 8-10. Ci sediamo e cominciamo a provare tutto quello che troviamo apparecchiato, sostenuti dalle brave spiegatrici. Con me giocano Ambra e Adele, mentre le mamme intrattengono le pupette (Alice e Agata) e l'altro papà va con la maggiore Hellboy. Noi affrontiamo quattro scatole prima di pranzo.
Maddalena a provare il gioco di
  • Pengoloo è un gioco a base di memoria e dadi, ambientato al Polo Sud. Ci sono 12 pinguini di legno che contengono altrettante uova colorate. Il giocatore di turno tira due dadi e cerca le uova dei colori usciti, una alla volta. Alza un pinguino e verifica la tinta dell'uovo sottostante: se ha ragione prende pinguino più uovo e cerca il secondo colore; se anche questo tentativo va a buon fine ritira i dadi e continua; quando sbaglia passa il turno. La trovata è che si possono ri-scoprire le uova dei pinguini già presi, propri o altrui, per ottenere lanci extra. Con le regole avanzate si possono anche rubare i pinguini, ma noi non le abbiamo usate. Ambra è arrivata per prima a sei e ha vinto.
  • Fantablitz (venduto in italia da Simba/Zoch e conosciuto un tempo come Fantascatti, prima che Giochi Uniti ne perdesse i dititti) è arcinoto: per quei quattro che non lo sanno, ci sono cinque oggetti in legno (fantasma bianco, poltrona rossa, topo grigio, bottiglia verde e libro blu) da prendere in base alla carta girata. Ecco la trovata: se uno dei due oggetti disegnati ha il colore giusto bisogna afferrare quello, se entrambi sono sbagliati si deve acchiappare l'oggetto che non compare né per forma né per colore. Se si fa giusto si ottiene la carta e a fine mazzo vince chi ne ha di più. Ambra è un fulmine con le carte a logica "dritta", ma è ancora in difficoltà con quelle a logica "inversa" (dopo tutto il gioco è 8+), sulle quali spadroneggia Adele e vince. Se non lo avete non fatevelo scappare (e diffidate delle imitazioni).
  • Bicchieri Sprint ha un campanello tra i materiali e credo che questo abbia un ruolo fondamentale nella nomina di "migliore di giornata" da parte di Ambra (nonostante vinca Adele). Come da titolo, bisogna essere i più veloci a mettere in fila o in pila cinque bicchierini di plastica (rosso, giallo, verde, blu, nero) secondo l'illustrazione sulla carta pescata. Pure qui il primo a far giusto ottiene la carta e a fine mazzo vince chi ne ha di più. Ding! Ding! Ding!
  • Chiudiamo la mattinata con un altro classicone: Torre di Animali. È un gioco di impilamento: ognuno parte con 7 animali sagomati in legno e un coccodrillo comune in mezzo al tavolo. Al proprio turno si tira il dado per scoprire se sul rettile si dovrà piazzare un animale, piazzarne due, farlo piazzare a un avversario oppure appoggiarlo sul tavolo davanti o dietro al coccodrillo per allargare la base. Chi fa cadere bestie se le prende e chi le esaurisce è il vincitore (io).
Le bambine vorrebbero continuare, ma le piccolissime hanno i loro orari e si va a mangiare. Riattraversiamo tutto verso l'area ristoro, situata nei pressi dell'ingresso, dove una quindicina di volontari sono all'opera (in totale, a tener su l'evento, ce ne sono oltre 80 di 14 associazioni). Il forno a legna cuoce pizze a ciclo continuo. Lasciamo i tavoli con la tela cerata per tornare a quelli da gioco. Adele si defila, Ambra e io proseguiamo a testa bassa.
  • Appena la mia bimbella posa gli occhi su Fantablitz 2.0 la richiesta di partita è istantanea. Prendete il primo capitolo, sostituite i cinque oggetti con una fantasmina bianca, una rana verde, una spazzola blu, una vasca grigia e un asciugamano rosso, infine aggiungete qualche regoletta in più (che noi non abbiamo usato, tipo che se c'è la rana l'oggetto giusto bisogna chiamarlo e se c'è il tappeto si deve prendere l'oggetto del colore della stoffa). Visto che eravamo solo noi due, ci siamo concentrati sul metabolizzare le carte a logica "inversa".
  • Mi reco al tabellone centrale per controllare disponibilità ed età consigliate. Torniamo ai giochi di destrezza con Baobab: un centinaio di carte tonde dal bordo ondulato, contenuto in una scatola metallica cilindrica che fa da tronco dell'albero. In sostanza al proprio turno si dovranno aggiungere carte alla chioma del baobab, le cui regole di piazzamento dipendono dall'illustrazione (la scimmia deve sporgere, il tucano deve essere lanciato, il pipistrello va lasciato cadere a occhi chiusi, il camaleonte copia la carta precedente, cose così). Da non credere a quanto è larga la chioma finale. Non l'avevo mai sentito prima ed è stata una piacevole sorpresa.
Abbiamo praticamente esaurito i giochi proponibili – o stiracchiabili fino a poterlo essere – a una cinquenne, per cui torniamo nella struttura principale dedicata ai grandi. Nell'area di unione sono situati i tre punti vendita (Magic Warrior, Ludi&Co, Il treno di Bogotà) ed è verso quest'ultimo che Ambra si dirige, attirata da un gioco sapientemente allestito alla sua altezza: Jurassic Snack. È un titolo astratto per 2 giocatori, il quale fa leva su una componentistica che cattura: quattro diplodochi blu, quattro gialli e due T. Rex rossi. Si tratta di muovere i dinosauri su un tabellone modulare raccogliendo tessere erba, che presentano punti e azioni speciali sul lato non visibile. La proprietaria è brava nello spiegare le regole e cominciamo le manovre, non disdegnando qualche mossa di disturbo coi carnivori, oltre a pasteggiare con gli erbivori. Partita scorrevole e gioco promosso, per me top di giornata, almeno in ambito nonsolograndi (sì, ne ho fatti anche da grandi, rimanete sintonizzati).
Proseguendo lungo la struttura ci imbattiamo nell'area Fab Lab e Print and Play. Adele si riunisce a noi e le bimbe sono affascinate dalla stampa 3D. Ci sono due violini realizzati così, uno acustico e uno elettrico: nessuno di noi lo sa suonare, ma chiaramente ci si prova lo stesso. Tra il mento e la spalla del fabber fa decisamente un altro effetto. C'è pure una penna per la stampa 3D a mano libera e le bambine si mettono d'impegno a crearsi degli anelli, uno con un fiore e uno con le orecchie da gatto. Non è facilissimo, devo dire. La stampante è in funzione e stanno nascendo delle libellule. Le bocche sono delle O quasi perfette. Poco oltre ci sono applicazioni legate più strettamente al gioco da tavolo, come i componenti di My Little Scythe, con i quali giochiamo una partita finta, perché le regole vere sono 8+ e un tantino fuori portata. Le risorse sono deliziose, i mini pony di più.
Quando ci alziamo, accade un verace momento "Carràmba! Che sorpresa": una coppia di giocatori vede la polo di GSNT, legge il nome "F/\B!O" sul cuore e mi ferma.
  • "Ma tu sei Fabio di Giochi sul Nostro Tavolo! Ho letto tutti i tuoi post e..."
  • "No, guarda che non sono Pinco eh..."
  • "... in particolare quelli sul Decktet!"
  • "... sì, allora sono decisamente io!"
Mi mostrano fieri la loro copia PnP. Mi spiegano perché han scelto un certo dorso per le carte. Mi chiedono qualche consiglio sui giochi e su come evitare di usurare la scatolina a tema che hanno realizzato. Che non riesco a dare, perché Ambra mi trascina via. Non ho fatto nemmeno in tempo a domandare loro i nomi. Se state leggendo lasciate un commento!!!
Si avvicinano le 14:00 e recupero papà Michele per il nostro gioco prenotato: sì, perché non si può venire a Ludica senza usufruire di una delle sue chicche, ovvero l'Area Prenotazioni. Coniugando interesse e disponibilità temporale, la mia scelta era caduta su 13 Minutes: The Cuban Missile Crisis. Le regole ce le insegna Christian, che due anni fa mi aveva spiegato Pochi Acri di Neve. È un gioco di 13 carte, con il tavolo diviso idealmente in tre zone: neutrale, influenza USA, influenza URSS. La cosa interessante è che bisogna bilanciare la volontà di avere la maggioranza dei propri (13) cubetti sulle carte, ma meno carte possibile nella propria zona (per evitare il conflitto termonucleare). Il ritmo è rapido e il gioco ci prende al punto di farne tre partite di fila.
Nel frattempo mamma Erika ha comprato Codice segreto 13 + 4, perché Adele ha bisogno di rafforzarsi un po' sulle operazioni aritmetiche. Scartiamo al volo la scatola, leggiamo il breve regolamento e lo proviamo. Sul tabellone è illustrato un museo e tra ogni coppia di caselle c'è un talloncino di cartone con stampato un numero. In sostanza i giocatori devono tirare 6 dadi e combinarne i valori in addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni per eguagliare il numero sul prossimo talloncino. Con i dadi inutilizzati si affronta il successivo, finché non si è più in grado di andare avanti e si passa il turno. Vince chi arriva per primo alla maschera di Amun Re nella stanza più protetta.


Sono tante ore che giochiamo e c'è bisogno di staccare un po'. Ludica pensa anche a questo: ammiriamo i numeri con le carte del bravissimo mago Red Dragon, rialziamo il livello di zuccheri con le coppette del furgone dei gelati, mettiamo alla prova la nostra destrezza con il kendama (Yattaman, Yattaman, con le armi stravaganti / Yattaman, Yattaman, ridere ci fa / Yattaman, Yattaman, coi congegni divertenti / Al servizio sempre dell'umanità).
Verso le 17:00 abbiamo cominciato a dire alle ragazze che era ora di tirar su armi e bagagli. Loro, con un fuoco di copertura di frasi tipo: "Ma nooooo!", "Di già?", "Ci manca l'ultimo!", "Uno solo!", si buttano a caso sul tavolo più vicino e così il gioco della staffa sono gli scacchi.

 

L'evento è completamente gratuito e autosostenuto: durante tutto l'anno, per raccogliere i fondi necessari, i Giocatori in Scatola si ingegnano in vari modi, tra i quali una piccola pesca di beneficenza. Ebbene, uscendo Monica ha pescato due biglietti e ha avuto il coraggio di vincere un gioco in scatola e l'autografo di Spartaco Albertarelli! Alla fine Alice era sfinita e, con un piede già sulla porta, non siamo tornati indietro a farcelo fare... lo avanziamo ;)
Area Investigativi
Conclusa in questa maniera la parte autobiografica, vi lascio con alcune considerazioni sparse. La portata della manifestazione è cresciuta, nonostante la contrazione degli spazi. Forse la novità maggiore è stata l'Area Investigativi, una selezione dei migliori giochi da tavolo investigativi e deduttivi, con tutte le ultime uscite. I visitatori sono stati un paio di centinaia in meno rispetto all'anno precedente, da attribuire principalmente al maltempo. Di conseguenza la percentuale degli occasionali è calata in favore di quella dei gamer, che quando c'è da giocare sono meno suscettibili alle bizze del meteo. Anche il richiamo mediatico è incrementato: oltre a noi c'erano il Dunwich Buyers Club, il Cercatore di perle, Ariodb e gli autori Spartaco Albertarelli, Carlo Bortolini, Erik Burigo, Daniele Ferri e Agostino Recchia.
Come famiglia l'esperienza è sicuramente promossa, seppure la pioggia ce l'abbia fatta vivere in due modi diversi: da una parte Ambra ed io ci siamo spaccati di giochi, dall'altra Monica si è sacrificata con Alice, dal momento che questa birbona cammina già e la magnifica area verde, con le sue giostre e i suoi spazi, era impraticabile. È stato comunque bello passare una domenica tutti insieme – mamma, papà e figlie – in un clima 100% ludico.
Se l'evento crescerà ulteriormente, i bagni potrebbero diventare un punto critico.
Quest'anno ancora di più il mio grosso ringraziamento viene dal profondo del cuore. Grazie ai Giocatori in Scatola per l'incessante sforzo e per il coordinamento delle tante associazioni amiche. Secondo me è l'evento GDT al top in regione e – mi azzardo a dire – pure in Triveneto. Chissà che il 2020 sia davvero l'anno della mia doppietta sabato+domenica e di uno spettacolare fine settimana di sole!


MIA MOGLIE DICE COSE
«Ludica è di sicuro un bell'evento per giocatori. Purtroppo se piove è molto meno bello per mamme (e papà) con i bambini piccoli, diciamo sotto i 3 anni.
Se piove state a casa o almeno lasciate a casa la prole.
Questo perché prima di tutto non è un edificio in muratura e ad esempio c'era una pozza d'acqua nel passaggio tra le strutture grandi-nongrandi.
Poi, con la pioggia non c'è niente da fare per i nani e, tutti quelli che hanno figli lo sanno, se i bambini non hanno nulla da fare, ecco che entrano in campo Caos, Malumore e Lamento.
Nel mio caso avevo Alice di 10 mesi. Che cammina.
Ed è praticamente l'unica cosa che ha fatto.
Su e giù per tutta la tensostruttura.
Inoltre non esiste un posto per cambiare pannolini.
Se piove.
Per cui... se c'è il sole, prendete bagagli e nanetti e partite senza indugio (c'è un giardino con i giochi in cui spenderanno tante energie); se piove, decidete voi se restare a giocare a casa, se fare la coppietta felice in libera uscita o se dividervi a metà tra casa e fiera.
Ho giocato a un solo gioco con Ambra (Bicchieri Sprint), mentre Alice mi dormiva in braccio: l'ho trovato carino.
In compenso Ambra si è divertita tantissimo.»



MIA FIGLIA DICE COSE
«Voglio dare un nuovo nome a questa fiera: la voglio chiamare Super Ludica! Lo sai perché? Perché mi sono Super Divertita!
I giochi che mi sono piaciuti di più sono: quello dei pinguini, quello dei fantasmi, quello dei bicchieri, quello degli animali, quello dell'albero e quello dei dinosauri.»
[Tutti, in pratica – NdF]
Tutte le foto sono qui

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8 commenti:

  1. Grazie ragazzi!
    Il successo di Ludica e i vostri report entusiastici sono la benzina con cui ripartiamo, ogni anno da gennaio, a organizzare l'edizione successiva!
    Non sarà facile migliorarsi... come spazio siamo ai limiti dell'area, ma vi prometto che cercheremo di aggiungere altri 20 tavoli sperando che nessuno resti mai in piedi col gioco in mano. Obiettivo 150 tavoli... cioè 750 persone sedute!
    E ci spremeremo le meningi per attrezzare un'altra area tematica, visto il successo dell'Area investigativi, la neonata di questa edizione.
    Grazie ancora di cuore per il vostro sostegno!

    P.S. alla Moglie: hai ragione! Con la pioggia non è posto per bimbi... abbiamo anche cercato di trasmettere il messaggio ma, all'ultimo, non era facile. Lo spazio coperto è quello che è... inutile piangere sulla pioggia versata! Karma.

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  2. Grazie ancora a voi per la visita e il bellissimo report. E si...Ludica 2020 avrà il sole!

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  3. Ragazzi, le parole che avete scritto non possono che farci piacere! Grazie mille per la visita! Vi aspettiamo alla prossima "festa del gioco da tavolo"! ;-)

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  4. Grazie davvero per le costanti belle parole!
    Il nostro obiettivo rimane sempre quello di una crescita orientata verso la qualità e il servizio, più che verso spazi e espositori. Uno tra gli aspetti che ci distingue da altre fiere o eventi ludici.
    Ci fa piacere leggere che l'obiettivo sembra centrato.
    E non sottovaluteremo il suggerimento sui servizi... igienici.

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  5. Andrea Trevisiol20 settembre 2019 00:15

    Sono proprio io quello del Decktet!!! Assieme alla mia ragazza ci stiamo appassionando molto ai PnP e aver scoperto tra l'elenco delle aree anche quella dedicata ai Print & Play è stato meraviglioso!

    Torneremo sicuramente il prossimo anno, magari mostrandovi le nostre creazioni e spero di riuscire a passare anche di sabato per qualche giocata in più!

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  6. Io sono una dei due ragazzi del Decktet!

    Grazie di aver trovato il tempo di scambiare due parole con noi!
    Condivido pienamente quanto scritto dal mio ragazzo nel commento e spero che l'anno prossimo avremo la possibilità di rivederci!

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    1. @Andrea @Vidisha mandatemi una mail di contatto che magari non serve aspettare un anno ^_^

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  7. Dalla mia bara ottagonale, saluto e ringrazio...

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