intervista

[Boardgame World] Playagame Edizioni

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Oggi vi presentiamo una delle realtà editoriali più interessanti tra quelle nate negli ultimi anni in Italia: Playagame Edizioni. Nonostante una storia ancora giovane (l'attività non ha ancora spento le 4 candeline), possono vantare nel loro catalogo titoli che hanno riscosso notevole successo, tra cui Flamme Rouge, che ha conquistato l'ambito titolo di Gioco dell'Anno 2018. Il tutto è frutto di idee chiare e di strategie ben studiate e mirate, dettate anche da qualche "incidente" di percorso, che hanno permesso a Playagame Edizioni di distinguersi in un mercato così affollato e caotico come quello dei giochi da tavolo, troppo spesso costellato da vere e proprie meteore.


1. Presentatevi ai nostri lettori: come nasce l’idea di Playagame Edizioni e qual è la vostra "mission"?
Ciao a tutti, siamo Giusi e Giuseppe di Playagame Edizioni. La nostra piccola casa editrice nasce quasi 4 anni fa, dalla semplice idea di riuscire a portare in lingua italiana alcuni di quei giochi che crediamo interessanti per tipologia, meccaniche e complessità.

2. Come nasce il vostro nome? Deriva da “play a game” o tra di voi c’è un fan dei Righeira ^_^?
Ricordo che eravamo al mare e avevamo dei giochi da fare in spiaggia, da lì ci è venuta l’idea del nome. Inizialmente avevamo pensato a qualcosa che desse l’idea di giochi e mare, successivamente la scelta è stata "playa game" modificata poi in "play a game": l’idea era esattamente quella di creare un gioco di parole all’interno del nome e con il termine “playa” otteniamo il risultato desiderato. La denominazione aziendale è però “PAG di Giuseppina Torino” PlayAGame, mentre il logo ricorda un’onda e punta l’attenzione sulla G. In definitiva, lasciamo decidere al mood del cliente l’interpretazione che preferisce 😊

3. C’è un gioco al quale siete più legati? Quale vi ha dato le maggiori soddisfazioni e quale invece ha tradito le attese, tra quelli pubblicati fino a ora?
Bella domanda. Il gioco a cui siamo più legati è sicuramente Flamme Rouge: è stato un gioco che ci ha appassionato dalla prima partita e in cui abbiamo creduto ciecamente. Tanti addetti del settore ci avevano sconsigliato di puntarci, ma siamo stati testardi e alla fine abbiamo avuto ragione: quando è arrivato il premio “Gioco dell’Anno 2018” la soddisfazione è stata tantissima, una rivalsa verso chi ci aveva bollato come “di passaggio” e ci ha permesso di gettare delle basi solide per il nostro futuro.

Quasi tutti i nostri giochi ci regalano o ci hanno regalato soddisfazioni, ma se devo sceglierne uno che da quando è uscito continua a regalarci grandi emozioni e soddisfazione, ti dico Jurassic Snack. La battaglia per aggiudicarci questo titolo è stata veramente dura ed è il titolo perfetto per la nostra mission che ti citavo poco fa: veloce, facile da imparare, piacione e profondo al punto giusto. A ogni evento in cui partecipiamo passa qualche mamma o papà che ha acquistato Jurassic Snack in precedenza ed è felicissimo del successo che ha ottenuto e come venga sempre intavolato volentieri. Questa per me è la soddisfazione più grande. Per finire, il gioco a oggi che ha deluso le attese è stato The Bottle Imp: abbiamo pubblicato la riedizione di questo gioco che uscì per la prima volta nel lontano 1995, fu uno dei miei primi acquisti ludici e ci sono molto affezionata, ma, complice un lancio totalmente sbagliato al tempo dell’uscita, non si è neanche avvicinato al risultato sperato, pur rimanendo un ottimo gioco da poter proporre a chiunque.


4. Scorrendo l’elenco dei vostri giochi si nota una certa predilezione per i party game e i family game o più in generale per giochi non troppo complessi: si tratta di una scelta precisa? In futuro potremo vedere anche un “cinghiale” nel vostro catalogo?
Molto più family che party game a dire il vero. Questa è una scelta precisa, frutto anche della nostra vita di tutti i giorni: è la tipologia di giochi che intavoliamo più spesso. Naturalmente sul nostro scaffale non mancano anche i giochi di peso più importante, magari in futuro chissà che non entrino anche nel nostro catalogo.

5. Quali sono state le sfide più difficili che avete dovuto affrontare finora e come vanno le cose, al momento?
La sfida più difficile fino a oggi credo sia stata il cambio di distributore. È successo tutto molto velocemente e in maniera decisamente improvvisa. Per rendere l’idea, prova a immaginare di dover traslocare domani mattina, non sapresti dove andare, dove mettere tutti i tuoi mobili e la collezione di giochi e come gestire il lato logistico di tutto questo. Come però spesso accade nella vita, quando si chiude una porta si apre un portone. Da maggio 2019 abbiamo affidato la distribuzione esclusiva a un nuovo distributore e abbiamo scoperto quanto potenziale avesse realmente il nostro catalogo.

6. Avete già pensato a una produzione totalmente “made in Playagame”?
Ci stiamo lavorando proprio da qualche mese, speriamo di poter dare qualche notizia in più a breve.

7. Qual è il vostro rapporto con Kickstarter? Mai pensato di impegnarvi in una campagna di crowdfunding o preferite investire le vostre energie nei canali di distribuzione classici?
Non amiamo il canale Kickstarter o il crowdfunding in generale quando si lega a realtà già lanciate e di successo. Abbiamo provato a utilizzarlo in passato con La Ricerca della Felicità (il nostro primo titolo del catalogo), ma non ebbe il successo sperato, cosa che invece ha avuto poi il gioco con il normale circuito di distribuzione. Abbiamo avuto qualche proposta di localizzazione di giochi lanciati su Kickstarter che hanno avuto anche un buon successo, purtroppo però si va a lavorare con aziende improvvisate, che magari non hanno neanche idea dei costi richiesti da una normale distribuzione, e quindi abbiamo preferito passare oltre.

8. Cosa pensate del mercato attuale dei giochi da tavolo? L’elevato numero di uscite annuali va a discapito della qualità?
Indubbiamente si sta mettendo sul mercato molto più di quanto ci sia reale necessità: in Italia questo fenomeno è accentuato anche dal mercato ancor più ridotto (anche se in aumento). Un nostro obiettivo è anche quello di mantenere basso il numero di uscite annuali per concentrare maggiormente le nostre energie su titoli che riteniamo meritevoli.

9. Parlando esplicitamente di progetti futuri, cosa bolle nella pentola di Playagame Edizioni? Potete darci qualche succosa anticipazione?
Attualmente stiamo sviluppando un marchio alternativo a Playagame Edizioni. Questo per poter pubblicare dei giochi che si discostano, anche di molto, come tematiche ed età consigliata. A inaugurare questa linea saranno le escape thriller della linea 50 Clues, che, incrociando le dita, dovrebbero essere disponibili per il prossimo Lucca C&G.

10. Potete dirci qualcosa a riguardo della nuova espansione di Flamme Rouge, Grand Tour, di cui tanto si parla? La localizzerete in italiano?
Ci prenderemo cura della localizzazione di Grand Tour come per tutto ciò che riguarda il marchio Flamme Rouge. Stiamo attendendo che l’editore principale ci dia qualche informazione in più riguardo le date e le modalità di pubblicazione. Purtroppo non abbiamo altre notizie da poter condividere. Siamo anche noi in grande attesa.

11. Veniamo all’attualità: l’epidemia del famigerato coronavirus ha colpito in un certo qual modo anche il nostro mondo e il risultato più evidente è lo slittamento di Play a fine maggio. Come state vivendo questa emergenza e come potrebbe influenzare il mercato?
Proprio in questo periodo c’è stato l’evento di anteprima e il day-one di Detective Club. Purtroppo le giuste restrizioni hanno fatto annullare molte delle serate di gioco organizzate dai negozianti. Indubbiamente si avrà una ripercussione sulle vendite di queste settimane, ma siamo anche certi che tutto si riprenderà nel breve periodo, non appena si potrà tornare alla normalità.

12. A proposito di Detective Club, puoi dirci che tipo di gioco è e se è davvero fruibile fin dagli 8 anni, vista l'importante componente di bluff e di storytelling?
Abbiamo provato il gioco con bambini rientranti  nella fascia di età consigliata e se la sono cavata egregiamente: naturalmente se ci sono anche adulti al tavolo bisognerà ridimensionare leggermente la partita, magari usando temi e parole più consone all’età, ma si generano comunque delle situazioni molto divertenti. I fattori di bluff e narrazione in Detective Club sono incentrati sulla creazione delle motivazioni per cui è stata giocata una determinata carta e, vi posso assicurare, che i giocatori più piccoli sono dei maestri in questo campo.

13. Per finire vi lascio la possibilità di dire quello che preferite ai nostri lettori: fatevi sotto!
L’unica cosa che possiamo dirvi è di continuare a seguirci così come state facendo e di inviarci i vostri feedback su qualsiasi argomento che ci riguarda: sono sempre ben accetti.

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2 commenti:

  1. Esiste una (anche remota) possibilità di vedere localizzata l'espansione di "La ricerca della felicità"?

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    1. Ciao, ho contattato Playagame ma mi hanno risposto che purtroppo le espansioni del gioco La Ricerca della Felicità non verranno localizzate.

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