intervista

[Piazzamento Redattori] MeepleOnTheRoad

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Oggi intervistiamo uno dei più famosi tatuatori italiani titolare dello studio Ink Busters di Linate.

Ciao Mario, qual è il soggetto più strano che ti hanno chiesto di tatuare?
Sono ormai 12 anni che gestisco il mio studio qui a Linate e in tutti questi anni ho ricevuto un sacco di richieste strane e singolari: c’è chi mi ha chiesto il volto di Luca Giurato; un’adolescente ha cercato di convincermi a tatuarle sul braccio gli ortaggi che si usano per il soffritto e addirittura un ragazzo super "palestrato" voleva il testo di una barzelletta di Gino Bramieri su tutta la schiena, ma la richiesta più assurda in assoluto è stata quella di una mia affezionata cliente, Valeria, che mi ha chiesto di tatuarle uno di quei cosi… come si chiamano??? Ah… sì, ora ricordo, ha voluto un “mipol”… sai quei cosi di legno che si usano per i giochi da tavolo? Tipo Monopoly, Risiko!, hai capito, vero? E per di più lo ha voluto anche turchese

Ah… guarda che combinazione è proprio la ragazza che sta entrando, perché non chiedi direttamente a lei?
E anche voi che ci leggete, potete contattarla attraverso il modulo dei commenti se avete altre curiosità…

1. Presentati ai nostri lettori, parlaci un po’ di te: dove sei nata, dove vivi e qualsiasi altra informazione tu abbia voglia di condividere.
Eccomi qui: Valeria, 38 anni sulla carta d’identità, ma 25 nello spirito, nata a cresciuta sotto le grandi ali degli aerei di Linate (mi decollano letteralmente sulla testa!), due nipoti, una Jack Russell. Laureata in Traduzione Multimediale a Milano, avida lettrice, country music dipendente, amante dei viaggi (più sono lontani, meglio è), drogata di tè e tisane, giocatrice. Il nome MeepleOnTheRoad è nato qualche anno fa, quando ho preso l’abitudine di portare un meeple blu sempre con me in borsa per fotografarlo nei posti più strani. Un po’ come il nano da giardino del film Il Favoloso Mondo di Amélie, avete presente?

2. Come sei arrivata a far parte della redazione di GSNT?
Pinco. Mi ha cercata lui. Scrivevo già su una pagina mia, ma il lavoro e gli impegni quotidiani mi avevano fatto rallentare il ritmo di molto. Lui ha insistito affinché la mia voce “non si spegnesse”. Non ha dovuto convincermi molto, in realtà. Cioè, ricevere una telefonata da Pinco, quel Pinco, alla fine è un po’ il sogno di chiunque abbia questo hobby, no?

3. Quali sono al momento i tuoi 5 giochi da tavolo preferiti?
La mia TOP3 è stabile da tempo. Great Western Trail, Seasons, I Castelli della Borgogna. Li ho consumati e non mi stanco di intavolarli. Il quarto posto se lo merita Carcassonne in tutte le sue forme (dal classico a Corsa all’Oro fino al nuovo Safari). Il quinto è occupato da un gioco che deve essere ancora inventato. Nonostante escano millemila titoli all'anno e pochi siano davvero quelli degni di nota, io sono fiduciosa e aspetto “IL” gioco che si distinguerà dalla massa.

4. Ed invece quali sono i titoli che ti rifiuti di giocare a prescindere?
Quelli con ruoli fissi. Io sono un’estrosa, una creativa: non puoi farmi fare il Guaritore o il Mago dall'inizio alla fine di una partita o, peggio ancora, di una campagna. Semplicemente mi annoio.

5. Oltre ai giochi da tavolo, quali altri interessi coltivi assiduamente?
Amo la Country Line Dance e sono insegnante da parecchi anni, ormai. Vado a ballare con i miei allievi e amici ogni weekend. Come si dice? Toglietemi tutto, ma non gli stivali! :P
Sono appassionata di lingue. Tutte, senza distinzioni. Ne ho imparate tante, dal Russo alla LIS. Ora sto studiando il Cinese e penso che mi fermerò, nel senso che per una volta non voglio averne solo un’infarinata, ma voglio approfondirne realmente l’uso e la conoscenza.
Appena posso, viaggio. Toccata e fuga breve in Europa o avventura rocambolesca in giro per il mondo, accetto tutto. Dopo un mese zaino in spalla in Birmania nel 2016 e uno in Cina nel 2018, questo doveva essere l’anno dello Sri Lanka, ma ahimè sappiamo tutti com’è andata a finire.


6. Preferisci partecipare ai grandi appuntamenti fieristici o alle convention ristrette dove si gioca e basta?
Entrambe le cose. Mi piacciono le fiere enormi dove passi le ore a vagare tra gli stand a scovare quella perla che non credevi esistesse più e a salutare vecchi amici, così come apprezzo le piccole convention dove per un giorno intero non mi alzo dalla sedia. Perché precludermi una delle due esperienze?

7. GSNT a parte, quali altri siti o media di informazione ludica consulti regolarmente?
In realtà seguo parecchie persone. Posso fare nomi? Mi piacciono i racconti strampalati del Dado Critico, l’immediatezza delle Recensioni Minute di TeOoh!, le serate in compagnia del Dunwich Buyers Club. Guardo i video di Zee Garcia di The Dice Tower e quelli di Rahdo. Questi ultimi in particolare non sempre mi piacciono, ma almeno mi danno un’idea completa di un gioco.

8. Mai pensato di creare un tuo gioco?
No, perché credo non riuscirei a staccarmi dalle meccaniche e dalle ambientazioni che amo di più, quindi finirei per creare inconsapevolmente un clone di qualcosa che esiste già. O un patchwork di cose esistenti. Inoltre, spesso sento di giochi totalmente stravolti dagli editori rispetto all'idea originale per andare incontro alle esigenze del mercato. Sono molto gelosa delle mie cose e non potrei sopportare di inventare, per esempio, un gioco sulla gestione di una locanda nel Medioevo, magari con ambientazione studiata perfettamente, e vederla diventare un resort di lusso ai Caraibi ai giorni nostri.

9. Ho visto che hai un Meeple tatuato sul polso…
Sì, ho cinque tatuaggi e ognuno rappresenta un mio hobby o una passione. Il meeple turchese per i GdT (io uso sempre il blu!), un paio di stivali e un cappello da cowboy per l’amore per la musica country, una bambina con un cane per l’affetto che ho per la mia Jack Russell, una pila di libri per la passione per la lettura e una teiera con un panda che sorseggia tè di bambù per l’amore per questa bevanda e per l’Asia in generale… Lo so, non sto bene!

10. Qual è la tua storia di giocatrice, a prescindere dall'essere diventata un recensore?
Da bambina giocavo con mia sorella maggiore a Viaggio in Europa, Hotel e Risiko!. Poi un mio compagno delle elementari ha portato a scuola HeroQuest ed è stato amore a prima vista. Parliamo dei primi anni Novanta. Al liceo sono entrata nel tunnel dei manga. Ne ho circa 1500, dei generi più diversi. Ho sempre frequentato fiere e negozi specializzati. Nel 2002-2003 circa è cominciata la mania delle carte collezionabili di Yu-Gi-Oh!. Unica lady in un mondo di ragazzi nerd, passavo i weekend a duellare. Nel 2007 sono andata a Lucca per la prima volta. Non posso credere siano passati già 13 anni. Lì ho scoperto i primi GdT moderni: Carcassonne, I Coloni di Catan, Ticket to Ride, Bang!. Ho smesso immediatamente di comprare fumetti e ho cominciato a risparmiare per comprare giochi. Non ho mai saltato una fiera di Modena, mentre ho saltato una sola Lucca, l’anno scorso. Ho fatto la dimostratrice e la promoter di GdT. Ora il mio obiettivo è passare questa passione alle mie nipoti.

11. Perché recensisci giochi?
Innanzitutto perché amo scrivere e poi perché, diciamocela tutta, ho l’animo della maestrina (ahahahah!). Sono sempre io che spiego i giochi al mio gruppo, io che mi informo sulle nuove uscite, io che cerco info sugli eventi e che spulcio blog e mercatini. Mi chiamavano per chiedermi: “Vale, com’è questo gioco? Secondo te è valido? Come scala? Ci hai giocato? Me lo consigli?”. Alla fine mettere le cose per iscritto è stato un passaggio abbastanza naturale.

12. C'è qualche tua recensione di cui sei particolarmente orgogliosa o che ti è piaciuto maggiormente scrivere?
Le recensioni con intervista agli autori, in particolare quella di Tang Garden e Xi’An (sulla mia vecchia pagina) con intervista a Francesco Testini e quella di Yamataï (sempre sul mio vecchio sito) con intervista a Bruno Cathala. Parlare con gli autori per capire come è nato un gioco e quali segreti nasconde mi dà sempre una certa soddisfazione.

13. Quali scatole hai sul tuo tavolo in questo momento? Ci puoi anticipare cosa recensirai nel 2020?
In realtà improvviso! Ci sono tantissimi GdT di cui vorrei parlarvi, soprattutto giochi vecchi che vorrei che i nuovi giocatori riscoprissero.

14. Quante partite fai prima di recensire un gioco? Quanto ti prende scrivere un articolo?
Non c’è un numero fisso di partite che faccio prima di scrivere. Davvero dipende dal gioco. Se riesco, cerco di provarlo almeno una volta in tutte le configurazioni di giocatori suggerite. Poi è normale che i party game vengano giocati anche 8-10 volte prima di finire nero su bianco, mentre i gioconi minimo 3 volte, in genere 4-5. Scrivere un articolo mi porta via pochissimo tempo, in realtà. È fare le foto che richiede di più, perché sono una maniaca delle fotografie di giochi (seguitemi su Instagram! @valeria.meepleontheroad) e voglio che siano particolari e originali.

15. A cosa stai giocando di più in questo periodo NON per motivi redazionali?
Sto facendo scoprire i GdT ad alcuni amici che non sono abituati a giocare, quindi sto intavolando spesso i classici semplici per “iniziarli” gradualmente: Ticket to Ride, Takenoko e Carcassonne, ma anche giochi rapidi come Bandido e Similo.

16. Shelf of Shame: quante scatole hai a ZeroPartite™? E quante ne possiedi in totale?
Possiedo 190 giochi più 15 espansioni. Un solo gioco a zero partite: Uno Studio in Smeraldo. Comprato a una Play in super-sconto, ma mai intavolato. Ho studiato il regolamento credo almeno 5 volte, ma poi non sono mai riuscita a convincere gli amici a giocare e puntualmente me lo dimenticavo. Ce la farò, prima o poi.

17. È ancora possibile trovare meccaniche innovative? Quali ti piacerebbe venissero esplorate, variate, smontate e rimontate?
Credo che la vera innovazione stia nel combinare creativamente meccaniche esistenti, più che nello scoprirne di nuove. Da ex giocatrice di carte collezionabili, è naturale che vorrei che venissero approfondite, variate e arricchite tutte le meccaniche che riguardano le carte: draft, gestione mano, deck-building e così via.

18. Ti capita di playtestare? Ti piace o, potendo, eviti?
Mi piace, ma lo faccio solo per Francesco Testini. Ogni tanto mi fa provare i suoi prototipi, sia in fase embrionale che già quasi completi, e mi chiede un parere spassionato. Non ho problemi a dirgli davvero quello che penso, perché so che lui è un professionista, oltre a essere un amico, e sa accettare elogi e critiche.

RAFFICA FINALE
Autore preferito?
Per numero di scatole possedute dovrei dire Bruno Cathala o Stefan Feld, per affetto direi Francesco Testini.
Illustratore preferito?
Alan D’Amico, amo le carte-vetrata di Apokalypsis. Oppure Paul Mafayon: i conigli di Bunny Kingdom sono spettacolari.
Meccanica preferita?
Tutto ciò che è “building”: deck building, bag building, tableau building, pool building, network/route building…
German o American?
German.
Interazione diretta o indiretta?
Indifferente.
Astratto o ambientato?
Ambientato.
Ambientazione preferita?
Asia o American Western (cowboy, indiani…)
Durata maggiore o inferiore  ad 1 ora?
Maggiore, ma di poco.
1 vs 1, o 4 e più?
1 vs 1.
Wargame, o gioco di ruolo?
Nessuno dei due… non mi uccidete, vi prego.
Cooperativo o competitivo?
Competitivo.
Dadi o controllo totale?
Entrambi. Mi piacciono i dadi e la possibilità di gestirli e manipolarli come voglio io.
PnP o Deluxe Edition?
PnP.
Espansioni sì o no?
Dei giochi che amo molto sì. Fosse anche solo per avere “il pacchetto completo”.


[Piazzamento Redattori] MeepleOnTheRoad [Piazzamento Redattori] MeepleOnTheRoad/>
Rating: 5

18 commenti:

  1. Brava Cow Girl, bella intervista!
    Lo sai che anche Cathala riempie il mio armadio anche se non lo reputo il mio autore preferito? Sarà la sua prolificità a fregarci...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, estremamente prolifico e non tutti sono gioconi... Ma YAMATAI lo adoro davvero!!!

      Elimina
  2. Quando squilla il telefono ed é Pinco...che sensazione...=)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è stato un mezzo shock! Bello, ma uno shock! ^__^

      Elimina
  3. Benvenuta a bordo (anche se navighi con noi già da un po' ^__^)

    RispondiElimina
  4. Bell'intervista. Mi ritrovo in te, stessi hobby, inclusa la musica country. Unica cosa riesco a giocare poco. I miei figli vanno a spot, tipo durante le ferie e gli altri periodi dell'anno si fa fatica, eccetto alcune fiere tipo ludica di vittorio veneto e un po' naoniscon (quella organizzata dalla mia associazione). Ma ci sto provando a farli appassionare. Delfin

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non demordere! Il gioco è anche una questione di pazienza: sii paziente con loro e pian piano loro ti daranno soddisfazioni! Anch'io con le mie nipotine ci ho messo un po' a farle appassionare, ma ora mi chiedono sempre di giocare! GAME ON!

      Elimina
  5. Fantastica la foto col gioco Valeria XD

    RispondiElimina
  6. Non demordo. Continuerò a proporlo ai miei figli. Grazie

    RispondiElimina
  7. Valeria, con "l'ambientazione preferita" mi hai conquistato.....e io ci spero ancora...tu sai 😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahah Lo so Danilo, lo so... e me ne vergogno da morire. Chissà se un giorno... ^_^

      Elimina
  8. Ti voglio bene lo stesso 🤣

    RispondiElimina

Powered by Blogger.