intervista

[Boardgame World] Il 2020 di Erickson


scritto da F/\B!O P.

Tra le domande finali dello scorso anno, a quella sulle novità in serbo per il futuro la risposta fu: "Le terre ludiche esplorate sin qui ci hanno stuzzicato l'appetito: il nostro impegno è di lungo periodo e la produzione si sta facendo sempre più fitta e variegata."
Poi però si è messa di mezzo la pandemia e onestamente qualche dubbio mi è venuto sulla reale concretizzazione di questo impegno, così sono tornato a bussare alla porta del Centro Studi Erickson di Trento, scoprendo che il mio scetticismo era del tutto superfluo. Ho trovato molti cambiamenti, sia nella loro vetrina web che nelle persone di riferimento. Vi lascio dunque a questa nuova voce e alle sue interessanti risposte. Buona lettura!


1. Ciao Francesca! Puoi presentarti brevemente? Chi sei, che ruolo ricopri, come ci sei arrivata, ...
Ciao! Mi chiamo Francesca Gatto, 35 anni, piemontese di origine e trentina dal 2017, anno in cui mi sono trasferita a Trento per lavorare alle Edizioni Centro Studi Erickson. Da luglio sono responsabile per la linea Giochi della casa editrice, ruolo a cui sono arrivata dopo tre anni di lavoro sulle riviste qui in Erickson e 8 anni di lavoro sui libri di testo per la scuola secondaria in una casa editrice torinese. Il tutto a partire da una laurea in scienze naturali: a ennesima riprova del fatto che mentre stai studiando è impossibile sapere che cosa ti riservi il futuro, professionalmente parlando!


2. Rispetto all'intervista dello scorso anno, da informatico non posso non notare che nel frattempo la sezione Giochi del vostro sito è fiorita, non solo come ventaglio di proposte, ma anche come navigabilità ed esperienza utente: si ferma tutto qui o riflette in qualche modo un cambiamento interno?
L'intero sito web di Erickson è stato interamente rifatto nel 2019, in effetti, proprio per rendere più facile la scoperta del nostro catalogo, che è piuttosto vasto visto che la casa editrice è nata nel 1984. Ma il cambiamento non si ferma al sito: i giochi sono un ambito di interesse piuttosto nuovo per noi, ce ne occupiamo dal 2015, ma ci crediamo molto e stiamo lavorando per costruire una proposta sempre più ampia e interessante, anche per chi magari ancora non ci conosce...

3. Sempre sul sito c'è scritto: "Il gioco è uno strumento prezioso per rendere i bambini attivamente partecipi al processo di sviluppo delle competenze." Sbirciando il menù di sinistra poi leggo voci come didattica, BES DSA e ADHD, difficoltà di linguaggio: mi vien da pensare che non siano le famiglie il vostro primo interlocutore... ho ragione?
Esatto! La casa editrice, che come suggerisce il nome è anche un centro studi e un centro di formazione, fin dalla sua fondazione si è occupata di temi legati alla didattica, all'inclusione scolastica, alle problematiche sociali, ai disturbi dell'apprendimento e del comportamento. Molte delle persone che seguono il lavoro di Erickson sono dunque insegnanti, curricolari e di sostegno, ma anche logopedisti, psicologi, educatori, assistenti sociali. L'educazione, nel senso più ampio del termine, è al centro del nostro lavoro editoriale e di formazione: quindi anche le famiglie sono parte integrante del nostro "pubblico" e anzi sono proprio un mondo a cui vorremmo avvicinarci sempre di più.

4. Oserei dire che siete un unicum nel panorama internazionale. Cosa rende i vostri giochi particolarmente adatti a insegnanti, formatori e terapeuti?
Come dicevo, il lavoro dei professionisti dell'educazione è il cuore delle tematiche di cui si occupa Erickson da sempre. Quando abbiamo iniziato a pubblicare giochi, lo abbiamo fatto proprio perché il gioco per noi costituisce uno strumento potentissimo per veicolare il bagaglio di competenze, anche tecniche, che abbiamo accumulato in anni di pubblicazione di testi specialistici e divulgativi.
Per capire meglio in quale modo Erickson ritiene che il gioco possa aiutarci a pensare e a imparare meglio, vi rimando a un libro di Andrea Ligabue, il quale collabora con noi ormai da qualche tempo, intitolato "Didattica ludica" e spiega nel dettaglio le grandi potenzialità educative del gioco da tavolo.


5. Ma se non si hanno necessità particolari e si vuole semplicemente giocare, c'è da divertirsi per tutti con le vostre scatole? Dai, guidaci attraverso il vostro catalogo! Vedo che è organizzato per aree...
Diciamo che queste aree sono contenitori, quasi come le collane per i libri: ciascuna ha una sua finalità e un suo pubblico di riferimento. Te le descrivo, dividendo quelle più adatte alle famiglie e quelle pensate soprattutto per i professionisti.
Per prime vi racconto le categorie di giochi che da un lato aiutano a sviluppare le "competenze trasversali", ma che soprattutto sono adatti a una bella partita in famiglia.

  • Emozioni, creatività e natura: dallo storytelling all'intelligenza emotiva, qui trovate i giochi che servono a costruire il pensiero creativo, in tutte le sue applicazioni.
  • Giocamemo: il caro vecchio memory come non lo avete mai visto... chi dice che cercare due cose uguali sia il modo più divertente per giocarci? Dedicati anche ai più piccoli, questi giochi allenano a vedere le relazioni fra le cose.
  • Giocare per crescere: questi sono i nostri grandi classici! E so che voi di "Giochi sul Nostro Tavolo" già avete fatto conoscenza con pirati, vichinghi e altre creature...
  • Game snack: giochi veloci, ma super-divertenti! Per quando la voglia di giocare è tanta, ma il tempo è poco.

I titoli delle aree seguenti invece vogliono unire due cose solo apparentemente incompatibili: lo studio e il gioco. Per arrivare a scuola pronti, senza neanche essersi accorti di aver fatto esercizio.

  • Playscape: ripassare la storia con mazzi di carte in stile escape room mi sembra più divertente di ogni altro ripasso [qui le recensioni del nostro esperto LucaCiglione – NdF].
  • Imparo giocando: so che nessuno di voi crede alla possibilità di ripassare l'ortografia o l'aritmetica senza annoiarsi, ma vi sfido a mettervi in gioco!
  • Giocadomino: un altro grande classico come il domino, rielaborato in chiave didattica. Amatissimo dagli insegnanti, è un modo tutto nuovo di ripassare.
  • Let's play with English: poteva forse mancare l'inglese? I don't think so...
  • Imparo a parlare: i nostri giochi per i più piccini, aiutano a padroneggiare le prime parole divertendosi con gli animali.
  • Pronti per la scuola: iniziare la scuola primaria è una sfida e allora ecco dei giochi per allenarsi al grande salto.

Le ultime due categorie invece sono dedicate più direttamente ai professionisti.

  • Giochinsieme: giochi pensati per accompagnare la pratica logopedica e per sostenere le difficoltà di linguaggio.
  • Le valigette dei materiali: raccolte di giochi pensate per l'uso in classe, le nostre valigette sono vere e proprie "cassette degli attrezzi" per insegnanti.


6. Da affiancare a questi, che novità avete in serbo per il futuro, prossimo o remoto?
Il futuro, per noi come credo per tutti, in questo momento è una sfida molto aperta. Vogliamo arricchire ulteriormente il nostro catalogo, in particolare con giochi per le famiglie, con più scatole adatte ai bambini dai 3 ai 5 anni, con titoli che aiutino a consolidare i saperi di base grazie a dinamiche sempre più appassionanti e magari con qualche gioco che affronti anche temi sociali importanti. Non ti nascondo però che in questo periodo, così complesso, dobbiamo rimodulare i nostri piani molto di frequente: mi fermo quindi a queste anticipazioni un po' generali.

7. Che ne pensi della situazione italiana ed estera dei giochi da tavolo per bambini?
Penso che sia un mondo molto interessante, che negli ultimi anni sta crescendo e da cui emergono spesso novità creative e originali. In particolare mi sembra che escano scatole sempre più curate dal punto di vista della grafica e delle illustrazioni: questo sta rendendo il gioco anche uno strumento di educazione al bello, oltre che di consolidamento di abilità e competenze trasversali.
Non mancano però i "lati oscuri": escono tantissimi titoli e questo può portare a un mercato che privilegia i prodotti "facili", di alto impatto e a vita breve. È un modello che l'editoria conosce bene e che non sempre privilegia la qualità.
L'altro aspetto a cui fare attenzione, più specifico del gioco per l'infanzia, riguarda proprio il potenziale educativo dei
boardgame: talvolta sembra che ci sia poca consapevolezza di quanto un gioco possa influenzare le competenze cognitive dei ragazzi. Pensiamo per esempio al famosissimo gioco dell'oca, un grande classico in cui però a determinare la vittoria è esclusivamente la fortuna: siamo sicuri di voler insegnare ai bambini e alle bambine che dipendere interamente dalla fortuna abbia senso? Domande di questo tipo se le dovrebbero porre tutti, da chi produce giochi a chi li acquista per usarli a casa. In questo senso spero di poter dire che il know-how accumulato da Erickson in anni di lavoro sulla didattica e sull'educazione ci aiuti a produrre giochi che tengono bene a mente questi aspetti.


8. Qual è il vostro best-seller e quale invece, magari inaspettatamente, fa più fatica? Siete più per le ristampe di long-seller o per rincorrere le novità?
Il nostro best-seller è un gioco di storytelling pensato per stimolare la creatività: si intitola Le mille e una storia ed è stato ideato e illustrato dalla bravissima Giulia Orecchia (lo trovate qui). È un gioco molto amato, perché è molto versatile: può essere usato davvero in mille modi diversi. E ovviamente le illustrazioni di Giulia sono splendide: insomma, un successo meritatissimo!
Facciamo invece ancora un po' fatica con i giochi più "universali", pensati principalmente per giocare in famiglia: in parte è normale, visto che molti nostri clienti ci cercano quando hanno bisogno di materiali strettamente didattici. Ma stiamo lavorando per rendere chiaro il messaggio che i nostri giochi sono sì pensati per avere un buon impatto educativo, ma sono soprattutto divertenti!
Riguardo alla seconda parte della domanda: siamo certamente più rivolti alla costruzione di un catalogo fatto di titoli solidi, capaci di durare nel tempo. Le novità ci sono e ogni anno ci sforziamo di arricchire la nostra selezione di titoli, ma vogliamo fare attenzione a quella dinamica di cui parlavo poco fa, per cui si produce molto e con poca attenzione alla qualità.


9. Il vostro canale preferenziale resta il vostro sito? I vostri prodotti si trovano anche nei negozi e negli store?
Il nostro sito è sicuramente il luogo in cui si trovano tutti i titoli disponibili, tutte le informazioni utili su ciascun gioco e altri materiali di approfondimento. Abbiamo anche due librerie Erickson, una a Trento, nella nostra sede, e una a Roma che abbiamo aperto nel 2019: sempre sul sito, a questa pagina, trovate gli indirizzi a cui potete venirci a trovare. Però siamo presenti anche in moltissime librerie e sui principali e-commerce.

10. Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci?
Diciamo che da luglio a oggi non ho ancora collezionato aneddoti incredibili legati ai giochi, però ti posso dire che ho una discreta ossessione per i prototipi: ogni volta che devo ragionare su come produrre un nuovo titolo mi armo di cartoncini, forbici e colla e provo a costruire scatole, carte, pezzi. Quando ho iniziato a lavorare al mio primo prototipo ho scoperto però che per prima cosa conviene consultare con attenzione (e righello) il proprio archivio: ho costruito 4 modelli di scatole che poi ho scoperto essere già state usate per altri giochi e che quindi avevo lì, belle e pronte sulla libreria...


11. Ma tu sei una giocatrice? A quale dei vostri titoli sei più legata? E al di fuori del vostro catalogo?
Amo molto i giochi da tavolo, sì! Ma devo ammettere che non sono costante quanto vorrei nel mio rapporto con il gioco: in alcuni periodi mi ci dedico spesso, in altri molto meno. Insomma, mi definirei una giocatrice altalenante.
Tra i giochi prodotti da Erickson, ho un debole per
Ruba memo, che trovo divertentissimo, ma soprattutto amo molto un gioco a cui sto lavorando proprio in questo periodo: non posso farvi troppi spoiler, ma vi dico che arriverà a maggio e che avrà delle immagini... favolose!
Fuori dal nostro catalogo, invece, ho alcuni titoli del cuore:
Ticket to Ride tra i grandi classici, Fugitive di Tim Fowers, di cui adoro il mix tra semplicità ed efficacia, e Secret Hitler, che per certi versi ricorda Lupus in Tabula, ma con un quid politico che rende felice la fan di "The West Wing" che vive dentro di me! Ammetto di avere anche un debole per i party game estremamente rumorosi e caotici, uno su tutti Passa la bomba, che nella mia famiglia è diventato il gioco natalizio preferito.


12. Fugitive: chi l'avrebbe mai immaginato... Bene, ora ti do l'ultima possibilità per dire quello che vuoi ai nostri lettori: vai!
Allora ne approfitto per dire a tutti i lettori e le lettrici di "Giochi sul Nostro Tavolo" di venire a trovarci, che sia online o (quando e dove possibile) di persona: non solo per provare i nostri titoli, ma anche per intavolare un discorso ampio e vario sulle potenzialità educative del gioco da tavolo. È un approccio a cui in Erickson crediamo fortemente e ci farebbe molto felici che si creasse una comunità di persone che condivide con noi questa visione, che contribuisce al dibattito, che ci dà riscontri e ci propone nuove idee. E ovviamente chiudo augurando: buon gioco a tutti!


Io intanto vi anticipo che nei prossimi mesi avremo occasione di conoscere meglio qualche titolo del loro catalogo (il primo già venerdì prossimo). Ringraziandola per il tempo e la disponibilità, chiudo sottolineando che Francesca ci legge e risponderà alle domande che vorrete farle nei commenti.

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