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[Recensione] Ecosystem

 Scritto da cogo71 (Andrea C.)


Sempre più spesso e sempre con maggiore urgenza assistiamo ad appelli accorati di scienziati ed ecologisti a favore della salvaguardia di specie in via d’estinzione o di interi ecosistemi ormai vicini al collasso. Le Nazioni Unite hanno istituito già nel 2000 la Giornata Internazionale per la Biodiversità per sensibilizzare il grande pubblico su questo tema, perché solo con il contributo di tutti si può sperare di invertire la tendenza di questa costante minaccia. Clementoni ha deciso di contribuire alla causa ideando la linea di giochi Play For Future che nascono con l'intento di trasmettere il valore della sostenibilità e l'importanza del rispetto per l'ambiente attraverso il gioco. Ecosystem, il titolo di cui vi parlo in questa recensione, fa parte di questa nuova linea e punta proprio al cuore del problema, infatti come suggerisce il titolo, i giocatori dovranno adoperarsi per liberare l’ecosistema raffigurato sul tabellone dall’inquinamento. Il gioco è un cooperativo per 2-4 giocatori, dai dieci anni di età che saranno impegnati al tavolo per circa 40 minuti.

MATERIALI

In linea con le finalità della serie Play for Future, tutti i componenti sono realizzati con materiali riciclati, o provenienti da fonti sostenibili a partire dalla scatola di dimensioni 24.5 x 28 x 5.5 che può vantare un’apertura “a libro” decisamente originale nel mondo dei giochi da tavolo.

All’interno troviamo quasi 1,5 kg di materiale:
•    1 tabellone
•    4 meeple sagomati in legno di quattro differenti colori: rosso, blu, giallo e marrone
•    Un dado in legno
•    3 segnalini “inquinamento” in legno a base ottagonale: grigio, azzurro e verde
•    24 foglie di legno dipinto in verde
•    20 carte bonus con dorso verde
•    46 carte evento con dorso rosso
•    12 tessere personaggio
•    6 tessere ecosistema
•    1 plancia inquinamento
•    1 plancia riserva sagomata a forma di foglia
•    24 gettoni inquinamento
•    1 regolamento in 6 lingue: inglese, italiano, tedesco, francese, spagnolo e portoghese.


In sostituzione delle consuete buste ziplock di plastica ed in linea con il tema del gioco troviamo alcuni sacchetti di carta che verranno usati per riporre i vari materiali al termine delle partite.
Nonostante sia stato tutto realizzato con materiali di recupero, devo dire che la qualità è eccellente: cartone molto spesso e resistente ergonomia ottimale e anche le parti in legno sono tutte sagomate e restituiscono un ottimo feeling al tatto. Magari sarà necessario prestare un po’ di attenzione nel mescolare le carte perché non essendo plastificate potrebbero rovinarsi ma non costituisce alcun problema.
La grafica non ha riscontrato il mio favore, ma si tratta chiaramente di gusti personali, ma la trovo perfettamente centrata sull’ambientazione del titolo e per il tipo di giocatori a cui si rivolge Ecosystem ed anche i colori utilizzati sono perfettamente centrati sul tema.
Il regolamento è multilingue, ed è composto da 8 pagine ricche di esempi ed illustrazioni. Risulta tutto chiaro anche se ho trovato un piccolo refuso nella descrizione di una delle tessere ecosistema, ma è talmente lampante che non pregiudica assolutamente l’interpretazione della regola.

COME SI GIOCA
Come già detto Ecosystem è un titolo cooperativo in cui i giocatori dovranno collaborare per rimuovere i 24 gettoni inquinamento presenti all’inizio della partita sul tabellone. Le location sono suddivise in tre diverse tipologie: città identificata dal colore grigio, bosco dal verde e mare dal blu. Si tratta però di una corsa contro il tempo, perché gli indicatori ecosistema (corrispondenti alle tre tipologie di ambiente) si muovono su uno specifico tracciato implacabilmente verso il disastro ambientale e i giocatori dovranno riuscire ad eliminare tutte le fonti di inquinamento prima che questo avvenga.
All’inizio della partita ogni giocatore sceglie uno dei 12 personaggi a disposizione che hanno poteri speciali differenti (riportati nella scheda personaggio) e che donano una certa asimmetria al gioco e prende il meeple del colore corrispondente. I giocatori partono tutti dal centro del tabellone e al proprio
turno seguono un preciso flusso di gioco che prevede le fasi seguenti:

•    Muovere: si può scegliere di spostarsi di una o due caselle, oppure si può decidere di rimanere fermi nella location in cui ci si trova. Se il gettone inquinamento della posizione in cui ci si ferma è ancora a faccia in giù, andrà girato svelando il livello di inquinamento di quel luogo.
•    Giocare una carta bonus. Questa azione è opzionale e dovrà essere valutato con attenzione quando giocarne una anche perché sono in numero limitato: soltanto 20.
•    Tirare il dado per cercare di eliminare il gettone inquinamento dalla posizione in cui ci troviamo.
•    Pescare una carta evento e risolverne immediatamente gli effetti.

Queste poche e semplici regole nascondono meccaniche tutt’altro che banali, infatti ci sono gettoni inquinamento con valori di 7 o 8 che quindi non possono essere rimossi con il lancio di un singolo dado: dovremo perciò giocare una carta bonus (ammesso di avere quella giusta in mano) che ci consenta di piazzare su tali luoghi un certo numero di foglie che abbassano il valore da totalizzare per eliminare l’inquinamento, oppure  collaborare con gli altri giocatori e portarsi sulla medesima location per tirare un dado a testa sommando i risultati e avere maggiori possibilità di successo.  Da ricordare anche che i contatori ecosistema, lungo il percorso, possono raggiungere e superare le tessere ecosistema: in tal caso vengono svelate e se ne applicano gli effetti ovviamente nefasti per i giocatori. A differenza delle carte evento i cui esiti vengono applicati esclusivamente al giocatore di turno, queste hanno effetto sul gioco di tutti i partecipanti .
La partita termina con la vittoria dei giocatori se verranno rimossi dal tabellone tutti i gettoni inquinamento; se invece uno dei segnalini ecosistema raggiunge l’ultima casella del percorso, o se finisce il mazzo delle carte evento allora la partita si chiude con una sconfitta.

IMPRESSIONI
Ecosystem ha un impianto regolistico abbastanza semplice, ma ci sono una serie di piccoli twist che lo rendono molto piacevole da giocare e che donano alle partite una certa profondità e, ve lo dico subito, nonostante sia pensato per un target di tipo family, non è affatto facile vincere. Probabilmente qualcuno penserà che il lancio del dado possa influire pesantemente sull’esito della partita, in realtà la fortuna seppur presente anche nella pesca delle carte, non determina mai l’esito finale. Più importante è riuscire ad avere una strategia vincente. Si potrebbe pensare di avanzare tutti insieme compatti per avere maggiori possibilità di eliminare i gettoni inquinamento dal tabellone, ma in tal modo si procederebbe troppo a rilento e ben presto i contatori ecosistema potrebbero raggiungere la fine del tracciato. Allo stesso modo sparpagliarsi sulla mappa scoprendo molti gettoni in varie posizioni potrebbe essere controproducente a causa di certe carte evento che fanno progredire i contatori ecosistema in base al numero di gettoni già girati in una determinata area. Anche il tempismo per giocare le carte bonus è fondamentale, per non parlare delle abilità dei personaggi due dei quali hanno “poteri” che si esauriscono dopo la seconda volta che vengono usati.  Quindi ci troveremo spesso a dover fare scelte che potranno condizionare l’esito finale della partita.

A proposito dei personaggi: ce ne sono 3 per ogni colore: quelli blu sono maggiormente abili nel movimento, quelli rossi nell’utilizzo delle carte, quelli gialli nella rimozione dei gettoni inquinamento ed infine quelli color marrone nell’utilizzo del dado e delle foglie.
Sarà quindi importante collaborare, coordinarsi e studiare una strategia comune per riuscire a vincere, certo questo potrebbe prestare il fianco al problema dell’alfa player ovvero alla possibilità che uno dei giocatori seduti al tavolo imponga agli altri le azioni da fare, ma trattandosi di un titolo family, va lasciata la possibilità a tutti di sperimentare e poi eventualmente correggere il tiro alla prossima occasione.
Le partite sono piuttosto varie anche grazie alla disposizione casuale dei gettoni inquinamento, alla possibilità di scegliere ogni volta personaggi con caratteristiche differenti e combinarli in maniera diversa, ed anche la sequenza di uscita delle carte evento, dona un certa dinamicità alle partite.
Nel regolamento poi troviamo anche quattro varianti per rendere il gioco più impegnativo e sfidante, ma sinceramente non ne abbiamo sentito il bisogno, visto che nelle partite fatte la percentuale di successo si è attestata poco sopra il 50%.
Per finire devo dire che l’ho provato in tre o quattro giocatori e scala perfettamente in entrambe le configurazioni, mentre non ho avuto modo di testarlo in due.

CONSIDERAZIONI FINALI
Ecosystem è un gioco collaborativo che varia molto di partita in partita. Le regole sono facili, assolutamente adatte al target cui è rivolto,  ma è comunque sfidante e non sarà così semplice portare a casa la vittoria: l’ho trovato ben bilanciato infatti anche nel caso di sconfitta, le partite si sono concluse proprio sul filo di lana e ci siamo spesso ritrovati a commentare “ah, se avessimo avuto almeno un altro turno…”
Lo ritengo un buon introduttivo per il sottogenere dei giochi collaborativi, ma in generale anche per chi muove i primi passi nel mondo dei giochi da tavolo. Lineare nelle meccaniche ma capace di generare al tavolo dinamiche sempre differenti.
I componenti, seppur ricavati da materiali riciclati, sono a mio giudizio molto buoni e grazie all’ambientazione ben congeniata centra perfettamente l’obiettivo di divertire e allo stesso tempo sottolineare quanto sia importante in questo momento storico prenderci cura della nostra amata Terra.

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