recensione

[Recensione] Sakura

scritto da F/\B!O P.

Lo hanami è la secolare usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi da fiore. Ogni anno l'Agenzia Meteorologica Giapponese segue, all'avvicinarsi della stagione calda, l'evolversi della fioritura attraverso previsioni trasmesse nei telegiornali. La fioritura inizia a Okinawa nel mese di gennaio e di solito raggiunge Kyoto e Tokyo tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. Procede poi verso altitudini più elevate e verso nord, arrivando a Hokkaidō poche settimane dopo. [Wikipedia]
Il gioco di oggi prende il nome proprio da questi fiori di ciliegio (サクラ oppure 桜 in giapponese), ideato da Reiner Knizia, illustrato da Kevin Hong e pubblicato da Osprey Games nel 2018. Da 2 a 6 giocatori di almeno 10 anni passeggeranno lungo i giardini imperiali per 20-40 minuti.
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Si ringrazia Osprey Games per la copia recensore.

La primavera è arrivata, i fiori di ciliegio sono in fiore e l'imperatore è pronto per la sua passeggiata. Ogni anno fa questa camminata e ogni anno cerchi di dipingere il quadro perfetto dell'occasione. Questo sarà il tuo anno. Dovrai avvicinarti all'imperatore per catturare l'angolo ideale, ma non sei il solo con questo obiettivo. Spintonare gli altri pittori va bene, ma urtare l'imperatore è un enorme passo falso! Solo l'artista più veloce, astuto e spietato riuscirà a guadagnarsi il suo favore, mentre gli altri dovranno tornare a casa a mani vuote.


IL GIOCO IN UNA FRASE
Ad ogni round i giocatori selezionano simultaneamente una carta tra le cinque in mano e la eseguono in ordine di iniziativa, per spostare la pedina dell'imperatore o quelle dei pittori: in tre punti contrassegnati del percorso (sotto gli alberi di ciliegio) l'imperatore si ferma per un ritratto e i pittori segnano punti in ordine di vicinanza, con vittoria finale di chi ne ha complessivamente di più.

COMPONENTI
La scatola (220×155×45mm) contiene il regolamento, il tabellone piegato in tre, 60 carte (con 4 illustrazioni distinte), 54 gettoni prestigio in cartone, 6 pedine pittore (rosso, verde, blu, rosa, bianco, nero) in legno e 1 pedina imperatore in legno.
Devo ammettere che per la prima volta un gioco Osprey mi lascia un po' perplesso per i materiali. Da una parte ci sono "attenzioni" già viste, come la bella scatola a libro, delle illustrazioni gradevoli e l'inserto trasparente; dall'altra ci sono alcune "disattenzioni" che si notano subito. Il già menzionato inserto, ad esempio, non tiene i gettoni a posto se riponete la scatola in piedi. Il tabellone, una volta dispiegato, non si appoggia piatto al piano. Il promemoria dei punti sugli alberi di ciliegio è scritto al contrario (crescente al posto che decrescente). Infine ci sono le carte, impossibili da mischiare, se non con la mescolata "da mago" (riffle shuffle). Non so di che materiale siano, né telate né plastificate, però sono spesse e "appiccicose", non come colla o miele, ma nel senso che sviluppano molto attrito le une con le altre. Per carità, non è che sia perciò ingiocabile – con sacchettini, pesetti e tecnica è tutto sistemabile – tuttavia un pochina di sorpresa c'è stata.
Ho girato anche un video di unboxing:



🅐 Punto di partenza dell'imperatore
🅑 Spazi sakura in cui calcolare il punteggio
🅒 Ponti (uno spazio in 2-4 giocatori, tre in 5-6)
🅓 Punto di partenza dei pittori

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più completa, vi espongo i punti essenziali.
Sistemato il tabellone alla portata di tutti e mescolate le carte, ogni giocatore riceve una pedina pittore, i cinque gettoni prestigio del suo colore e una mano iniziale di cinque carte. Piazzate l'imperatore sul suo spazio iniziale e i pittori al cancello del giardino (è l'unica "casella" che possono condividere).
Ad ogni round, i giocatori scelgono segretamente e simultaneamente una delle loro carte da giocare: ognuna di esse ha un numero di iniziativa e due simboli azione. Quando tutti sono pronti, le carte vengono rivelate e si attivano in ordine di iniziativa crescente. I simboli vanno risolti dall'alto in basso e possono spostare l'imperatore, il proprio pittore, quello più avanti o l'ultimo. Il segno + o - ci dirà se le pedine avanzano o retrocedono. Nel far questo si contano solamente gli spazi liberi. Alcuni simboli, al posto di un numero, riportano le icone per superare la pedina che vi precede oppure per fare tanti passi quanti i pittori che avete davanti. Se per un motivo o per un altro urtate l'imperatore (si raggiunge o sorpassa la sua pedina), perdete un gettone e retrocedete di tre passi.
La passeggiata si interrompe in tre occasioni, quando l'imperatore raggiunge per la prima volta i tre spazi sakura (contrassegnati da petali di ciliegio). La carta che ha portato lì l'imperatore viene completata, mentre le rimanenti vengono scartate. Dei gettoni (3-2-1) vengono assegnati in base alla propria posizione rispetto all'imperatore, dopodiché tutti i pittori si compattano dietro al primo. Il terzo e ultimo spazio sakura premia il più vicino con un gettone in più, infine conta totale e vittoria a chi ne ha il maggior numero.

L'icona arancione del torii riguarda l'imperatore, il cerchio il proprio pittore, il triangolo rosso l'ultimo pittore e quello verde il primo.

CONSIDERAZIONI
Mi approccio a una scatola con sopra il nome di Herr Knizia con il rispetto dovuto a un'autore con oltre 600 titoli pubblicati, anche se dura mezz'oretta. Al pari delle altre sue creazioni, pure questa ha la sua profondità, ma voglio affrontarla più dal punto di vista del divertimento. Richiede più l'attitudine del "gira la carta e vediamo che succede" che non quella del grande stratega. Gli amici che l'hanno giocato contando le carte, impuntandosi se rivelare le carte per intero o solo il valore dell'iniziativa, accusando gli altri di avercela con loro secondo me si sono persi qualcosa.
Da un certo punto di vista è giusto fare molta attenzione all'iniziativa, soprattutto con i numeri molto bassi o molto alti, i quali hanno maggiori possibilità di venire risolti dove ci si aspetta (cioè all'inizio o alla fine del round). In particolare è vero quando l'imperatore è in prossimità degli spazi sakura, perché il calcolo del punteggio scatta appena l'imperatore ci arriva e le carte medio-alte hanno poche probabilità di eseguire le proprie azioni. D'altra parte contare le carte è difficile e per me basta avere un'idea generale di come stanno uscendo, concentrandosi su altro. Sì, perché Sakura è di fatto un tenta la fortuna che implica la gestione del rischio: punto a stare nel gruppo e ai punti da piazzamento? cerco di stare davanti a rischio tamponamento? gioco sugli avversari per intralciarli?
Già la casualità delle carte fa capire che pretendere il controllo pieno è utopia. C'è sempre lo spazio per qualche scelta audace e scaltra, però senza alcuna garanzia di riuscita. Accettarlo e prenderla sul ridere è la chiave per godersi le partite. Un po' gioco per me, un po' bastono gli altri, come viene viene e intanto mi diverto. Da questo fattore fortuna consegue che il titolo non manchi di rigiocabilità, nel senso che le partite son sempre diverse, sebbene di fatto si faccia sempre la stessa sequenza di cose: seleziona carta, rivela, risolvi, ridi. La partita di rivincita viene chiesta spesso, anche per la durata contenuta, ma non è un gioco da stressare troppo.

Tabellone un po' in salita

Per certi aspetti le partite mi hanno ricordato tre giochi di carte: WhyFirst?, per l'importanza di essere al secondo posto, cioè il primo dopo l'imperatore; Gravwell, per il tira e molla con le pedine degli altri giocatori e per l'ordine di iniziativa; Lo Squalo!, per il pericolo di stare a uno degli estremi della fila. A tutti questi è accomunato pure da una minima lettura psicologica dell'avversario, per cercare di capire le possibili altrui mosse. Altri tratti condivisi sono la facilità di insegnamento, il minutaggio moderato (mai andati oltre i 30') e l'interazione elevatissima. Come scritto, buona parte del divertimento sta nel sabotare gli altri pittori, magari finendo per farsi male da soli e ridere di se stessi. In sostanza è un buon gioco per famiglie e adattissimo anche ai non giocatori.
Mi avvio verso la conclusione parlandovi di scalabilità, che è abbastanza strana. Ci sono due varianti per 2 giocatori, entrambe col morto: la prima prevede di girare una carta dal mazzo per la terza pedina, la seconda invece fa muovere il morto al giocatore più indietro. È la modalità più strategia in assoluto e tecnicamente funziona benone, ma per quanto già evidenziato a parer mio è meno divertente e in 2 ci sono alternative migliori. In 3 è molto simile. In 4 e 6 abbiamo le configurazioni con il percorso più gremito (in 5-6 giocatori i ponti valgono tre spazi invece di uno) e pertanto le ho trovate le più divertenti. Infine l'età indicata è 10+, ma i bambini di 8 anni a cui l'ho sottoposto non hanno avuto alcuna difficoltà.
Lati negativi?
Se avete letto fin qui, avete visto che non mancano. A parte una produzione un pochino sotto il livello solito dell'editore, se vi aspettate un giocone di Knizia rimarrete delusi. Per i giocatori assidui sarà troppo semplice, fortunoso e leggero per essere un buon filler. Per certi versi hanno ragione: gli strateghi passino oltre.

I gettoni prestigio

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Sakura?
Sì, fintantoché il clima al tavolo è leggero e canzonatorio, con facili risate, prese e contro-prese in giro. Penso che per questo motivo lo rimetterò sul tavolo nelle occasioni in cui saremo almeno in 4. Le opportunità di azzardare impavidamente e godersi l'attesa della risoluzione abbondano e, dal momento che questo tipo di tensione mi diverte, ci rigiocherò volentieri, data anche la durata da filler.
No, con avversari che stan lì a far conti, ipotizzare mosse, immaginare scenari... sostanzialmente cercando un controllo assoluto che non c'è e rompendo l'atmosfera giusta.

Il promemoria dei punti sugli alberi è scritto al contrario (il cerchio scuro vale in 5-6 giocatori)

MIA MOGLIE DICE COSE
«Molto carino il tabellone e pure le carte, che richiamano il tema dei ciliegi fioriti, il quale provoca subito occhi a cuore agli amanti del Giappone.
Il gioco di per sé è già visto e personalmente non sono una fan della scelta simultanea delle carte: tante volte scelgo la meno peggio, altre volte scelgo quasi a caso, altre invece penso e ci ripenso e poi si rivela un fallimento, perché l'altro mi blocca, perché l'imperatore è già arrivato e con la mia carta ci posso ballare la cucaracha...
Devo dire che una volta tanto ho preferito la modalità con il massimo dei giocatori: mi sono divertita di più, anche se ovviamente la probabilità di giocare una carta in modo ottimale diminuisce.
Titolo comunque promosso.»


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