[Solo sul mio tavolo] Last Aurora

scritto da White Winston (Andrea P.)

DUE PER UNO

CAPITOLO I

CAPITOLO II
Era in tutto e per tutto a mia immagine e somiglianza, con l’unica differenza di essere a tinte scure. Sembrava quasi una foto scurita, come quando si mette mano al contrasto dei colori in post-produzione, e impercettibilmente sfocata. Aveva un particolare inquietante: ogni volta che io lo guardavo, lui guardava me. Non importava cosa stesse facendo, bastava che io alzassi lo sguardo su di lui, che subito la sua testa ruotava e imitava specularmente la mia traiettoria visiva, con quel mezzo secondo di ritardo che mi permetteva di apprezzare il gesto in tutta la sua inquietudine. Il suo sguardo era vuoto, privo di vitalità, ma allo stesso tempo profondissimo; una profondità propria dell’abisso, dove il rischio era di sporgersi, cadere e perdersi per sempre nel buio della mente. E poi non parlava. Se ne stava in silenzio, immobile e mi fissava, finché non prendevo l’iniziativa nel fare qualcosa che in qualche modo lo “stimolasse”, lo invitasse a interagire o reagire. Decisi subito di capire se poteva essere funzionale o meno allo scopo e gli proposi di giocare una partita a 7W DUEL, un classico per due giocatori. Accettò annuendo con la testa e dimostrò immediatamente di non aver bisogno di spiegazioni, aiutandomi nella preparazione del gioco. Lui sapeva perfettamente cosa fare perché, io, lo sapevo. Giocammo 3 partite di fila dalle quali uscii inesorabilmente sconfitto (riuscì a battermi persino per supremazia militare). Era abilissimo, capiva al volo le mie intenzioni (in fondo, era parte di me) ed elaborava contromosse con sorprendente efficacia. Persi, ma rimasi estremamente appagato. Avevo trovato quello che cercavo: finalmente la mia palestra della mente aveva un perfetto personal trainer. Per quella sera poteva bastare e così spensi il cero pentacolato che avevo acceso per evocarlo. Sparì all’istante, dissolvendosi in un fumo nero, denso e inodore, che presto si volatilizzò nell’aria, non lasciando alcuna traccia. Andai a letto con un senso di soddisfazione tale che riusciva ad affogare il comprensibile timore di fondo. Naturalmente non dissi niente a mia moglie per non turbarla. Baciai sulla fronte i miei figli, mi addormentai e sognai di volare.

LAST AURORA
È un gioco di Mauro Chiabotto, per 1-4 giocatori, durata 60-90 minuti, edito nel 2020 da Pendragon Game Studio, in seguito ad una campagna Kickstarter di successo, capace di raccogliere la ragguardevole cifra di € 76.830 (considerate che è stato il primo progetto KS di Pendragon). Last Aurora è un gioco di corse ambientato in un universo post-nucleare, dove la polvere radio-attiva dell’Ultima Guerra ha congelato le regioni settentrionali e la speranza di sopravvivere è legata al raggiungimento dell’ultima nave rompighiaccio, l’Aurora appunto, che sta navigando lungo la costa in cerca di sopravvissuti. Il titolo è un ibrido, con meccaniche di raccolta/gestione risorse e hand-building (costruzione della propria mano di carte, rappresentata dal proprio veicolo) concomitanti con buona presenza dell’ambientazione e della componente aleatoria.

GRAFICA E MATERIALI
Questa volta potrei dividere il capitolo “Grafica e Materiali” in due, tanto sono lontani come qualità i due aspetti. Da una parte infatti troviamo una grafica curatissima (a firma della “Skeleton Crew”, un nome un programma!), liberamente ispirata alla serie cinematografica di Mad Max, in un mondo post-apocalittico avvolto dal gelo. La scatola, la plancia, ma soprattutto le carte, sono abbelliti da ricchi disegni, pieni di particolari e che aiutano tantissimo a calarsi nell’ambientazione di questa “folle corsa per la vita tra i ghiacci”. Molto carina anche la meccanica associata alla grafica della carovana con motrice, vagoni e dispositivi sui tetti dei veicoli, che si attaccano perfettamente per creare dei mostri della strada che molto devono all’universo di George Miller. Cosa diversa invece se guardiamo ai materiali. Passino i cubetti per le risorse, che per un eurogamer come me non scandalizzano minimamente (anche se le avrei preferite almeno sagomate!), passino i vari token di cartone (che non sfigurano mai)… ma i dischetti di legno al posto di semplici camioncini/meeple non si possono davvero guardare! Anche in considerazione dell’anima ibrida di questo titolo, che porta quindi con sé anche una buona dose di componente american, non avrei mai rinunciato a questo miglioria che, tra l’edizione Kickstarter e quella retail, si è completamente persa, trasformando dei camioncini 3D in plastica, in piatti dischetti in legno.
"Ma White Winston, non è sufficiente una fervida immaginazione come la tua per trasformare dei dischetti di legno in macchinine? Davvero hai bisogno di vedere per credere?"

Cari i miei Big Fish, neanche con la fantasia di mio figlio riuscirei ad immaginare quei dischetti come dei camion supermegapimpati sbombotronici alla Mad Max… suvvia!!! (e i camioncini che vedete in foto sono Micro Machines scomodate per l'occasione...)

REGOLAMENTO
Il regolamento, oltre ad essere chiaro ed esaustivo, è ricco di esempi e di figure, quindi direi che è davvero a prova di neofita (della lettura dei regolamenti). Ogni round di gioco è suddiviso in 5 fasi:

  1. Esplorazione: calandosi nell’ambientazione è la fase degli incontri con nuovi personaggi e della scoperta di nuovi luoghi (fonte di risorse); nella sostanza è una fase di mercato dove ogni membro del vostro equipaggio vi darà la possibilità di spendere i propri punti esplorazione per acquistare le carte presenti in 5 slot, diversi per costo e per azione secondaria bonus associata. In questa fase si acquisiranno nuove risorse o si potranno scambiare quelle possedute, si otterranno nuovi membri aggiuntivi dell’equipaggio e sarà addirittura possibile ampliare o migliorare il proprio mezzo, con nuovi slot per immagazzinare risorse, nuove armi e anche alcune abilità speciali.
  2. Riposo: ogni membro dell’equipaggio utilizzato nella fase precedente, verrà spostato nella zona esausti. In questa fase i membri dell’equipaggio verranno spostati dalla zona esausti a quella riposo e da quella riposo alla zona attiva. Questo vuol dire che, salvo regole speciali (o l’utilizzo del cibo, che accelera questa recupero), ogni sopravvissuto facente parte della vostra carovana tornerà disponibile per esplorare dopo due turni dal suo utilizzo.
  3. Movimento: Last Aurora è un gioco di corse e in questa fase si muovono i veicoli e, ovviamente, per muoversi serve quanto meno il carburante. La velocità di movimento sarà poi influenzata da diversi altri bonus eventualmente presenti o da carburante aggiuntivo speso come boost.
  4. Fuoco: e dopo il movimento arriviamo al combattimento. Tutti gli eventuali nemici scoperti durante la fase di esplorazione, diventeranno delle minacce per i nostri sopravvissuti sparando sui veicoli, ma anche dei potenziali bersagli che potranno ricompensare con succosi bottini e punti vittoria. Il combattimento si svolgerà con l’uso di carte dedicate che daranno l’esito di ogni colpo sparato.
  5. Fine del round: nell’ultima fase del round si muove l’Aurora avanti di una casella e, arrivata alla sesta casella, se nessuno l’avrà raggiunta prima, si attiverà l’ultimo round prima del fine partita.

Nel conteggio finale dei punti, saranno varie le fonti da cui attingere (punti fama, carte oggetto, veicoli, caselle di distacco dall’ultima posizione sul tracciato), ma la cosa più importante è che a seconda se il fine partita sarà attivato da un giocatore che raggiunge l’Aurora o dalla nave stessa che raggiunge l’ultima casella e salpa verso sud, i giocatori otterranno punti in alternativa dai sopravvissuti (non contaminati) o dalle carte veicolo (non danneggiate). Nota a margine per il funzionamento dell’automa: mazzetto di carte e plancia dedicati, con poche regole da assimilare in più rispetto al gioco standard. 

IMPRESSIONI
I primi aspetti che mi hanno colpito e attirato verso questo gioco sono stati senza dubbio l’ambientazione, condita da una grafica molto accattivante, il fatto che sia essenzialmente un gioco di corse governato da meccaniche euro e le condizioni di vittoria variabili al verificarsi del raggiungimento o meno dell’Aurora. Dopo diverse prove, in diverse configurazioni (solitario ma non solo), posso dire con contezza che Last Aurora è un titolo estremamente tattico, con elementi di ottimizzazione e scelte classiche dei giochi euro, a tal punto che talvolta si avvertirà proprio un reale senso di strettezza, dovuto alla mancanza di spazio per immagazzinare risorse e alloggiare i sopravvissuti. Il gioco però non è un vero e proprio euro; infatti, oltre all’ambientazione che è presente e si avverte abbastanza, c’è una presenza importante del fattore fortuna che, se da una parte si sposa bene con la tematica, dall’altra rischia talvolta di avere un peso non indifferente. Un esempio di questo aspetto è rappresentato dal sistema che governa i combattimenti (mai tra giocatori, ma sempre contro nemici comuni a tutti). Di fatto, procurarsi e immagazzinare munizioni, utilizzarle con un’arma funzionante (non danneggiata) e possibilmente performante, non è cosa da poco; d’altro canto, il combattimento non può essere ignorato del tutto perché ogni colpo andato a segno porta con sé un preziosissimo punto fama (punto vittoria a fine partita), oltre che la possibilità di ottenere il bottino o un oggetto (la scelta avviene secondo un sistema che fa sempre capo al caso ma che è meno impattante in quanto i due risultati sono entrambi utili), che comunque a fine partita rappresentano entrambi un altro punto fama.
Considerato che i punteggi a fine partita si assestano in un range 5-15, è facile capire quindi come la possibilità di sparare, pescare la carta esito sbagliata (pesca affidata totalmente all’alea) e mancare il bersaglio, ha un peso davvero importante perché comporta il mancato guadagno di 2 preziosissimi punti a fronte di risorse faticosamente raccolte e spese. Ciò nonostante, posso dire che il gameplay è estremamente fluido e l’urgenza della corsa si avverte, con possibilità anche di sgomitare con gli avversari, pur sempre in maniera indiretta (rubando per esempio una carta al mercato o innescando una frana sul percorso). A tal proposito suggerisco di giocare fin da subito con la mappa beta (quella per “esperti”) che offre possibilità più interessanti sia in termini di azioni bonus più articolate, sia in termini di tracciato più dinamico. Il solitario è molto ben fatto sia in termini di rapidità e semplicità di gestione dell’automa, sia in termini di resa; per battere l’automa avrete bisogno di una buona dose di concentrazione per ottimizzare al massimo le scelte (soprattutto per procurarsi tanta benzina, visto che l’automa corre come un forsennato!) e di un pizzico di fortuna nella pesca delle carte azione che governano il vostro avversario. Se potevo essere un po’ scettico sulla riuscita di un gioco di corse per 2 giocatori, di cui uno automatizzato, mi sono dovuto totalmente ricredere, trovando l’esperienza mediamente leggera ma piacevole, e comunque molto sfidante

CONCLUSIONI
Last Aurora è un gioco di corse ibrido, ambientato in un mondo post-apocalittico, ben ricreato attraverso una grafica molto accattivante, seppur con materiali non sempre all’altezza. Le meccaniche di gioco strizzano sicuramente l’occhio ai giocatori più german, mentre gli elementi di aleatorietà e l’ambientazione in genere rimandano più a un flavour american. La sua essenza ibrida rischia però di non soddisfare appieno nessuno dei due; la fortuna ha un peso importante, a tratti eccessivo per un eurogamer (soprattutto nei combattimenti, dove si rischia di rimanere con un pugno di mosche a fronte di tanta fatica per arrivarci con le armi cariche) ma la strettezza della parte euro (scelta delle risorse da immagazzinare) e i materiali un po’ carenti possono far storcere il naso anche agli amanti delle stelle e strisce. Ciò nonostante, è un gioco che funziona, diverte e riesce a regalare un’oretta (o poco più) di competizione serrata, dove in ogni caso la miglior ottimizzazione delle scelte sarà sempre premiante, nonostante gli eventuali colpi di sfortuna. Il solitario è una modalità altrettanto ben fatta, in grado di appassionare e rendere sfidante la partita, a fronte di una gestione dell’automa snella ed efficace.

Trovate Last Aurora come sempre su Egyp. 

Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.


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Rating: 5

6 commenti:

  1. Nella versione retail non è presente la parte pvp contro altri giocatori? Perchè fornisce al gioco tutto un’altro sapore, meno nemici nel mazzo esplorazione ma maggiore interazione al tavolo.

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  2. Nella versione retail non è presente la parte pvp contro altri giocatori? Perchè fornisce al gioco tutto un’altro sapore, meno nemici nel mazzo esplorazione ma maggiore interazione al tavolo.

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    1. Ciao! No... nel regolamento fisico della versione retail non c'è (è presente solo la carta mina come oggetto di interazione diretta). Ho notato che è presente un pdf sul sito dell'editore che prevede questa aggiunta ma a naso non mi aveva attirato e non l'ho provata; l'interazione con le regole del regolamento della scatola è già sufficiente a mio avviso. Però ti ringrazio di averlo segnalato... magari a qualcun altro potrebbe interessare come possibilità. ;)

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  3. Nel nostro gruppo, come gioco durante la pandemia, sta spopolando. In 1.5h setuppi, giochi e metti via e diverte parecchio diciamo che ha un ottimo rapporto tempo/divertimento. Un gioco che è azzeccatissimo. L'ambientazione è resa bene, la corsa è forse la parte meno sviluppata ma l'esplorazione e la gestione dei personaggi e delle risorse è ben fatta e appaga molto. L'alea ci sta, da opportunità di vincere a chiunque anche se poi chi ottimizza meglio alla fine la spunta. Dobbiamo ancora provare mappa Beta e PvsP ma avremo già fatto quasi una decina di partite.
    Ottimo lavoro.
    Farnè Alessandro

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    1. PvsP non l'ho provato ma la mappa beta te la raccomando. Aggiunge un importante strato di complessità (le azioni bonus sono più articolate) e dinamismo al percorso. Sul resto concordo, anche se avrei preferito un combattimento un pelo meno casuale (tipo danni random ma senza la possibilità del "mancato" quando sei te a sparare).

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  4. Ah dimenticavo di dire che abbiamo la deluxe quindi i materiali sono bellissimi,plastiche tutte sagomate e creano quel quid in +. Ci giochiamo 1 volta a settimana da ormai 2 mesi. Per dare un idea che giochiamo poi pochissimo ma con costanza.

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