[Risonanza Ludica] Puerto Rico

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Puerto Rico, o Portorico in italiano, è un arcipelago, costituito dall' omonima isola maggiore e da altre isole minori, con capitale San Juan. Nel 2012, gli abitanti del luogo hanno scelto (tramite un referendum) di diventare uno Stato federato degli USA; a seguito di questo referendum, presso il Congresso degli Stati Uniti è stata depositata una richiesta ufficiale, che potrebbe trasformare l'arcipelago in uno stato dell'Unione entro il 2025. Per i giocatori da tavolo però Puerto Rico è il Gioco gestionale con la G maiuscola. Cosa ci sarà ancora da dire su Puerto Rico che non sia già stato detto? Probabilmente nulla! L’articolo che segue è di fatto un omaggio a quello che molti, a ragione, considerano una pietra miliare dei giochi da tavolo moderni e quale migliore occasione poteva esserci, se non l’uscita nel nostro paese della nuova scatola da parte di Ravernsburger Italia? Quest’ultima edizione fa parte della serie Alea Revised Big Box ed è una versione ridisegnata del classico gioco del 2002, simile all'edizione anniversario del 2011. L’articolo vuole essere anche una guida per chi ha sentito parlare di Puerto Rico, ma non sa se può essere adatto al proprio gusto o al suo gruppo di gioco.   

Prima di parlarvi più in dettaglio di questa nuova edizione però, proviamo a ripercorrere i quasi vent’anni che sono passati dalla prima incarnazione di questo gioco partendo, da una scheda riassuntiva.

SCHEDA PUERTO RICO

Anno di pubblicazione 2002
Designer Andreas Seyfarth
Illustrazioni e grafica Prima edizione: Harald Lieske, Franz Vohwinkel;
Edizione 2020: Vincent Dutrait, John Morrow
Editori Per l’edizione 2020: alea Ravensburger, ma per le precedenti edizioni possiamo annoverare anche: Albi Devir, Filosofia Éditions, Kaissa Chess & Games, Lacerta, Lautapelit.fi, MINDOK, Rio Grande Games, Stratelibri, Swan Panasia Co., Ltd., Tilsit, VAKKO
Meccaniche Action Drafting, End Game Bonuses, Follow, Hidden Victory Points, Increase Value of Unchosen Resources, Turn Order: Progressive, Variable Phase Orders
Espansioni Nell’ultima edizione ce ne sono 4 comprese nella scatola. Per maggiori dettagli vi consiglio di leggere il paragrafo dedicato che trovate più sotto.
Recensioni Nel nostro sito trovate già due interessanti articoli su Puerto Rico. Uno per la prima edizione e uno per l’edizione limitata uscita in occasione del decennale.

Per chi si avvicinasse a questo titolo per la prima volta, riassumo brevemente di seguito il succo del gioco. I giocatori impersonano imprenditori coloniali nel periodo del massimo sviluppo commerciale del Mar dei Caraibi e come suggerisce il titolo dovranno occuparsi delle attività dell’isola di Portorico: dall’estrazione alla costruzione di nuovi edifici, dalla coltivazione (si può scegliere tra granturco, zucchero, indaco, caffè e tabacco) al commercio (si dovranno spedire le navi cariche di merci), scegliendo ad ogni turno uno dei ruoli tra i sette disponibili. Tutti i giocatori potranno eseguire le azioni specifiche del ruolo selezionato anche dagli altri, con la particolarità che chi ha scelto quel ruolo specifico ha la possibilità di sfruttare anche un privilegio (ovvero la sua azione sarà potenziata rispetto a quella svolta degli altri). Ovviamente ad ogni round ruoterà l’ordine di scelta e manco a dirlo alla fine si conteranno i punti vittoria accumulati per decidere il vincitore.
 
Se volete approfondire, guardate il tutorial della nostra Vale:



Il gioco ha avuto un incredibile successo di critica e di vendite. Dopo oltre 5 anni passati in testa alla classifica di BoardGameGeek dei migliori giochi da tavolo, nell'agosto 2008 Puerto Rico è stato superato da Agricola; nel marzo 2010 ha riguadagnato la testa della classifica per poi riperderla nel dicembre dello stesso anno a favore di Twilight Struggle e al momento della stesura di questo articolo si attesta in ventottesima posizione e unico gioco del 2002 in top100.
Ha vinto negli anni numerosi premi tra cui segnaliamo: nel 2002 oltre a figurare tra i nominati dello Spiel des Jahres vince il Meeples' Choice Award, il Deutscher Spiele Preis, l'Essener Feder e il Japan Boardgame Prize: miglior gioco avanzato. L’anno successivo conquista l’International Gamers Award insieme a Age of Steam e il Nederlandse Spellenprijs

LA GENESI

Andreas Seyfarth è un controllore finanziario nato a Monaco nel 1962 e cresciuto nei sobborghi della città della Baviera. Il “vizio” del gioco gli è stato trasmesso dai genitori che gli hanno fatto conoscere gli scacchi e i classici giochi di carte, ma è con la famiglia della futura moglie che conosce i giochi dello Spiel des Jahres come Sagaland, Hase und Igel e successivamente Acquire e Dodge City che lo spinsero ad andare per la prima volta a Essen.
Insieme alla moglie Karen nel 1991 ha pubblicato il loro primo gioco: Max & Moritz per Schmidt Spiele. Successivamente ha progettato alcuni giochi su ordinazione come Zorro e Harry und die Hendersons. La svolta arrivò nel 1994 con il gioco Manhattan (Hans im Glück) che vinse il concorso Spiel des Jahres nello stesso anno. Poi un lungo periodo di “riposo” prima di ripresentarsi proprio con Puerto Rico nel 2001 e da quel momento l’intero mondo dei giochi da tavolo non è stato più lo stesso.
Per stessa ammissione dell’autore, Puerto Rico ha avuto un tempo di sviluppo di circa 15 anni (dalle prime idee fino alla produzione), ma senza la pressione di una scadenza da rispettare questo gli ha consentito di limare e perfezionare ogni singolo aspetto e infatti lo stesso Seyfarth ha affermato che con il design di Puerto Rico ha centrato l’obiettivo di sviluppare un titolo che fosse possibile giocare in una serata, ben tematizzato e con meccaniche appropriate al setting, che proponessero una sfida della giusta durata e dall’alta rigiocabilità. Un altro aspetto che spiega il consenso di pubblico è rappresentato dai diversi modi di poter vincere una partita: non c’è una strategia dominante, ma è possibile seguire diverse strade tutte ugualmente utili per la vittoria finale. La chiave del successo, però sta nel ritmo delle partite: si gioca in continuazione senza aspettare troppo il turno degli altri e questa prospettiva, specialmente nel 2002, costituì una piccola rivoluzione per i titoli gestionali, una novità che folgorò gli appassionati e che permise anche a molti altri di avvicinarsi al genere “german”. Altro pregio da non sottovalutare è che con giocatori di pari livello, le partite rimangono avvincenti fino alla fine, infatti normalmente il vincitore si decide per una manciata di punti, rendendo le sfide sempre avvincenti e combattute.
Vorrei sottolineare ancora una volta la piccola rivoluzione messa in atto da Puerto Rico nel momento storico della sua uscita: fino ad allora i giochi da tavolo (almeno quelli più diffusi e famosi) prevedevano un intensivo uso dei dadi o si affidavano alla pesca di carte, mentre nel gioco di Andreas Seyfarth l’intervento della fortuna era quasi del tutto assente e per di più il tutto è condensato in un regolamento di poche pagine: lineare e senza cavilli o eccezioni, ma nonostante questo regala una profondità incredibile, mettendo i giocatori di fronte a un enorme ventaglio di possibili scelte e decisioni tra cui destreggiarsi.

LE ESPANSIONI
Le prime espansioni ufficiali per Puerto Rico sono state: Nuovi Edifici del 2004 e Nobili del 2009, a cui nel 2019 si sono aggiunte Bucanieri e Festival. Tutte quattro sono già incluse nella scatola di questa edizione. Esistono poi diverse varianti e house rules sviluppate nel tempo dai fan del gioco, ma per queste vi rimando al capitolo sulle risorse online. Vediamo brevemente come questi addendum intervengono sull’impianto originale.

Nuovi Edifici, come dice il titolo aggiunge le seguenti nuove tessere al gioco: acquedotto, casa forestale, mercato nero, magazzino, pensione, chiesa, stazione commerciale, piccolo molo, faro, biblioteca, fabbrica specializzata, sala sindacale, chiostro e statua, oltre alle foreste. Senza stravolgere l’impianto originale avremo nuove possibilità per imbastire diverse strategie e quindi una maggiore varietà all’interno delle partite.

Nobili
invece fornisce nuovi edifici e appunto i nobili, ovvero dei “coloni speciali” acquisibili da chi sceglie il ruolo del Sindaco. Questi valgono 1 punto vittoria a fine partita, ma in più  attivano gli edifici fornendo un effetto maggiore rispetto a quello dei coloni semplici per gli edifici specifici di questa espansione. Non mi risulta che questa espansione sia mai stata rilasciata separatamente, ma può essere trovata nelle edizioni “speciali” del gioco.

Bucanieri aggiunge l’omonimo ruolo a quelli già presenti. Quando un giocatore sceglie il ruolo di bucaniere, l’azione non ha effetto sugli altri giocatori e può scegliere tra quattro opzioni.
Pirateria: consente di rimuovere tutte le merci da qualsiasi nave da trasporto conservandone fino a tre per se stessi.
Saccheggio: consente di rimuovere tutte le merci dalla casa commerciale (non dal magazzino) conquistando un punto vittoria per ogni bene rimosso.
•  Raid: permette di ridurre il numero di coloni sulla nave al numero minimo consentito trattenendo fino a tre dei coloni rimossi per usarli immediatamente sulla propria isola.
Rapimento: permette di "catturare" qualsiasi ruolo ancora inutilizzato piazzandolo di fronte alla propria plancia e consentendo di prendere tutti gli eventuali dobloni presenti sopra. Successivamente se un avversario vuole usare questo ruolo, si acquisiscono tre dobloni aggiuntivi dalla banca, ma se nessuno lo sceglie è possibile giocarlo per se stessi.

Festival è un’espansione promozionale realizzata in occasione del XIV Festival Internacional de Juegos di Córdoba del 2019 durante il quale Karen e Andreas Seyfarth erano gli ospiti d’onore. Sull’isola di Portorico si sta organizzando una festa e ci sono diverse attività da completare per la buona riuscita. L’espansione di fatto aggiunge tre obiettivi bonus e il primo giocatore a completarli ottiene la rispettiva ricompensa in punti vittoria, soldi o coloni.

RISORSE ONLINE

Come facilmente prevedibile sono diverse le risorse online dedicate a Puerto Rico.
Tanto per cominciare è possibile giocarlo online sulla famosa piattaforma Board Game Arena seguendo questo link. Sulla piattaforma Yucata.de invece è possibile giocare la sua versione di carte, nota con il titolo di San Juan, anche se sul sito viene presentata semplicemente come “Puerto Rico (Cards)”. Sul sito di brettspielwelt.de è possibile scaricare un client per giocare a Puerto Rico sul proprio PC.
Vi segnalo inoltre un altro indirizzo web ove è possibile giocare sia contro avversari umani che con BOT, anche se in questo momento sta riscontrando alcuni problemi tecnici.
Per i veri hardcore gamer del gioco poi segnalo che esiste Puerto Rico Evolver, un foglio di calcolo Excel originariamente creato da Tony Mitton, ideato per creare avversari controllati dal computer con intelligenza artificiale utilizzando algoritmi evolutivi. In questa pagina trovate una versione migliorata del foglio di calcolo originale, interamente convertita in Java e inclusa come CPU Hard player nel sito Tropic Euro.

LA NUOVA EDIZIONE

L’edizione italiana della Alea Revised Big Box Series è la localizzazione di quella uscita originariamente nel 2020 ed è stata portata in Italia da Ravensburger che ringrazio immensamente per la copia recensore. Probabilmente alcuni di voi sapranno già dei problemi che ha avuto la prima tiratura di questa localizzazione che si portava dietro alcuni refusi, ma mi preme sottolineare il comportamento altamente professionale di Ravensburger che si è fatta carico di inviare la versione riveduta e corretta a tutti gli acquirenti della prima versione (non adesivi o fogli con errata corrige, ma una scatola completamente nuova!): complimenti!
Ravensburger ha riproposto il titolo con una nuova e più moderna grafica, affidando le illustrazioni a Vincent Dutrait (che ha nel proprio portfolio oltre cento titoli, tra cui Robinson Crusoe, Lewis & Clark, The Quest for El Dorado) e John Morrow e come detto ha inserito nella scatola tutte e quattro le espansioni. In questa nuova versione, gli Edifici sono quelli che sono stati maggiormente rinnovati e infatti le tessere ora hanno solo le illustrazioni mentre gli effetti sono spiegati nello schema riassuntivo nel regolamento. Nella scatola di dimensioni 31×22×7 cm dal peso di quasi 1,5 kg oltre al regolamento troviamo:
  • 6 plance;
  • 50 merci;
  • 100 lavoratori;
  • 20 nobili;
  • 5 navi;
  • 51 dobloni;
  • 58 tessere;
  • 50 segnalini punti vittoria;
  • 10 carte ruolo;
  • 92 tessere edificio.
A proposito del regolamento, devo dire che secondo me è stato fatto un bel lavoro di revisione: lo trovo davvero ben fatto ed esalta in maniera incredibile l’eleganza delle regole pensate da Seyfarth.
Se volete vedere i nuovi materiali nel dettaglio, ecco un secondo prezioso contributo a questo post della magistrale MeepleOnTheRoad:


Come sempre vi segnalo che potete trovare le nuova edizione di Puerto Rico sul sito di egyp.it

INTERVISTA

Devo raccontarvi un piccolo aneddoto. Quando ho saputo (a fine 2020) della possibilità di mettere le mani su questa scatola, ho pensato subito a scrivere un pezzo coinvolgendo l’autore come avevo precedentemente fatto per Terraforming Mars e Scythe. Così ho provato a contattare direttamente Andreas Seyfarth attraverso il suo account su BGG, ma vedendo che non è un assiduo frequentatore della piattaforma, mi sono rivolto a Ravensburger Italia che ha girato prontamente la mia richiesta ai colleghi tedeschi, i quali sono riusciti a consegnare la mia richiesta all’autore. Purtroppo Andreas ha gentilmente declinato l’offerta, dicendo che non aveva altro da dire che non fosse stato già detto o scritto in passato sul suo best-seller e che sarebbe stato ben felice di farsi intervistare in occasione di una sua eventuale nuova pubblicazione. Inutile dirvi che ci sono rimasto un po’ male, anche se capisco lo stato d’animo di Andreas simile a quei gruppi musicali che sfornano al primo tentativo l’album perfetto e non riescono più ad eguagliare gli stessi picchi semplicemente perché quel lavoro lì era perfetto.
Superato lo sconforto iniziale ho pensato a come sostituire quello che doveva essere il pezzo forte dell’articolo e come d’incanto ecco l’uovo di Colombo: la persona che mi ha reintrodotto ai giochi da tavolo in età adulta è stato campione italiano di Puerto Rico. Chi meglio di lui poteva spiegare perché questo gioco è così speciale e perché continua a essere uno dei preferiti a livello mondiale da tutti i giocatori? Ecco quindi le quattro chiacchiere con il mio amico Marco, a cui sarò sempre debitore per avermi fatto rientrare in questo mondo (e per questo gli perdono la cronica paralisi d’analisi che spesso lo attanaglia anche quando giochiamo a Forza 4).

1) Ti va di presentarti  ai nostri lettori, chi sei cosa fai e come sei arrivato ai giochi da tavolo?
Ciao, mi chiamo Marco, sono sposato con Barbara e abbiamo 2 figli, Jacopo e Agnese di 16 e 11 anni e tutti condividiamo la passione per i giochi da tavolo. Mi guadagno da vivere conducendo un impianto chimico di produzione di fertilizzanti nella storica città di Ferrara, ma abito nel vicino paese di Santa Maria Maddalena, in provincia di Rovigo, quindi ogni volta che mi devo recare al lavoro attraverso il Po e cambio regione. Come attività sportiva da un paio di anni corro in maniera non competitiva: ho preso parte a qualche gara per la soddisfazione di tagliare il traguardo battendo ogni volta il mio primato personale precedente.
Come sono arrivato ai giochi da tavolo è veramente una domanda impegnativa. Da che ricordo, fin da piccolo ero spesso impegnato coi giochi che erano in voga in quel periodo: Monopoli, Manager, la Casa Stregata, fino al giorno in cui arrivò una novità stravolgente il RISIKO!. Ricordo ancora quando il mio vicino di casa Massimiliano mi invitò a provarlo. Per i miei genitori però era una spesa inutile, mi feci quindi una copia dipinta a mano della mappa e i carrarmatini di legno. Giocavo addirittura partite in solitario dove interpretavo me stesso e tutti gli avversari. La vera svolta però avvenne diversi anni più tardi. Correva l’anno 1988, in radio si ascoltava “La mia banda suona il rock” dei Ciao Fellini, al cinema davano “Chi ha incastrato Roger Rabbit” e in TV si vedeva “Indietro tutta!” con Renzo Arbore e le famose ballerine brasiliane del “Cacao Meravigliao”. Il mio amico Alberto mi disse: “Lo sai che il ragazzo di Eurika fa un gioco di ruolo? Dungeons & Dragons e il suo gruppo cerca due giocatori?”. “Gioco di ruolo? E che roba è?” Risposi. Ci studiammo il regolamento in macchina, a me toccò il nano come personaggio. Continuammo a giocarlo per anni, ma dopo poco meno di un anno, con quel gruppo di amici si pensò di aprire una ludoteca, l’Hobbit Club con sede in un garage. Fu un amico che non giocava di ruolo con noi a farci conoscere questi giochi da tavolo di esportazione americana, un tal Dado, appassionato di wargame. Il primo gioco che comprammo e di cui facemmo infinite partite fu Talisman, ovviamente in inglese: potrei ancora oggi dire a memoria il funzionamento di ogni singola casella e di tutte le carte della scatola base. In seguito acquistammo diversi titoli principalmente di una casa editrice americana, la Avalon Hill, giochi eccezionali che intavolo molto volentieri ancora oggi come Civilization o 1830.
Su quest’ultimo vorrei raccontare un aneddoto. All’epoca il mio inglese era a livello scolastico, studiai il regolamento e per almeno 15 anni giocammo decine di partite. Ne uscì poi una ristampa in italiano, perché nel frattempo la Avalon Hill era fallita e un amico, Daniele, la comprò e lo rigiocammo più che volentieri, ma circa a metà partita ci rendemmo conto di aver interpretato male il regolamento su di un aspetto determinante che rendeva il gioco molto diverso; decidemmo di ricominciare un’altra partita. Ancora una volta, a metà partita, trovammo un altro errore e ricominciammo, ma la cosa si ripeté per la terza volta. Alla quarta e fortunatamente ultima partita applicammo il giusto regolamento e ci facemmo una domanda: “Ma a cosa abbiamo giocato per tutti questi anni?” La cosa più strana è che a me, tuttora, piace di più il gioco con il nostro regolamento sbagliato. Nel 2002 inaspettatamente ci fu un’ulteriore svolta: sempre il mio amico Dado mi invitò a casa sua il giorno di Pasquetta per una giornata ludica a provare un gioco nuovo che portava un suo amico di Vicenza (se non ricordo male), Puerto Rico. Il gioco era senz’altro innovativo, con meccaniche sorprendenti e fattore fortuna quasi assente. Quel giorno non mi resi conto che nel mondo dei giochi da tavolo stava iniziando una vera rivoluzione.

2) Ecco, venendo a Puerto Rico, cosa ti ricordi di quella giornata in cui hai vinto il titolo di Campione Italiano? Ti ricordi qualche aneddoto particolare?
Della fatidica giornata della finale nazionale ricordo che stranamente non ebbi difficoltà a vincere le varie partite. Quello che ricordo bene al contrario fu il torneo che vinsi il giorno prima (ultima possibilità per qualificarsi ai nazionali). Ricordo perfettamente che nel tavolo di finale giocava anche l’organizzatore dell’evento, Pierobon, un avversario incredibilmente bravo che non commise il minimo errore e all’ultimo turno mi disse: “Hai vinto per un barile”. Io non sapevo neppure quanti punti avevo accumulato e lui, oltre ai suoi, sapeva pure i miei, perché vinsi veramente per un solo barile di mais in più!
Un aneddoto di quando vinsi la coppa ce l’ho comunque: al momento della consegna della coppa da parte di Andreas Seyfarth in persona, si propose di autografare la mia scatola del gioco e con imbarazzo gli dissi la bugia che non la avevo con me. In realtà non l’ho mai avuta, le poche partite fatte con gli amici le avevo fatte con quella di Daniele e mi dilettavo con un’interessante macro di excel che riproduceva il gioco con tanto di IA molto competitiva.



3) Cosa aveva
Puerto Rico di diverso dagli altri giochi al tempo della sua prima pubblicazione nel 2002?
La domanda giusta forse è cosa aveva di uguale. I giochi di quel periodo avevano una mappa, i dadi e una sequenza di fasi per ogni turno. In questo gioco non vi era nulla di tutto questo. La mappa era assente, avevi giusto una plancetta individuale, di dadi neppure l’ombra e una sequenza di fasi dove i giocatori decidevano quale non veniva eseguita in quel turno. Fattore fortuna limitato alla possibilità di scelta delle piantagioni. Insomma una vera rivoluzione.

4) Perché secondo te resiste al passare del tempo, tanto che continua ad essere ristampato e dopo quasi 20 anni è ancora tra i primi 30 giochi nella classifica di BGG?

Credo che la longevità di questo gioco dipenda da pochi fattori. Il primo è il suo regolamento semplice, si spiega in poco tempo ed è comprensibile anche per chi non è un giocatore abituale. Il secondo è che nonostante la semplicità del regolamento la meccanica lascia spazio a diverse strategie che fanno sì che ogni partita sia comunque diversa. La terza è che una partita ha una durata giusta, né troppo breve che solitamente ti lascia la voglia di giocare ancora, né troppo lunga che rischia di non farti arrivare alla fine in una serata.

5) In cosa invece ritieni sia stato superato dai nuovi giochi in commercio oggi?
Sicuramente i nuovi giochi si sono sempre più resi indipendenti dalla lingua, utilizzando simboli, cosa che a me piace molto e in Puerto Rico questo aspetto ancora non appariva. Immagino che altri giudicherebbero scarsa la qualità dei materiali e la grafica non accattivante, ma, a mio avviso, questo rimane un pregio, perché la grafica spinta degli ultimi giochi a me non piace affatto per la semplice ragione che perdo di vista i pezzi giocati sulla mappa sia miei che dei miei avversari. Questo mi urta moltissimo.

6) Ci sono secondo te delle meccaniche di Puerto Rico che sono state reimplementate e migliorate in altri titoli
?
La meccanica più innovativa di questo gioco era sicuramente la scelta delle cariche che ho ritrovato identica in un altro gioco che adoro, Twilight Imperium, dal nostro gruppo ridefinito “il giocone” per ovvie ragioni di durata (3/4 serate per una partita). Anche Race for the Galaxy ha ripreso la meccanica, a mio avviso migliorandola, dando la possibilità ad ogni giocatore di scegliere la stessa carica nello stesso turno.

7) Per finire mi spieghi perché non riusciamo mai a intavolare PR con il nostro gruppo? Mi piacerebbe riuscire a sfidare prima o poi un ex Campione Italiano…

La ragione è molto semplice: da quando ho vinto il titolo, Daniele, che possiede la scatola, si rifiuta di giocare con me alludendo che non lascerei alcuna speranza di vittoria. Per quanto mi riguarda farei molto volentieri una partitina tra noi, se riesci a convincere Daniele… 

Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram!
[Risonanza Ludica] Puerto Rico [Risonanza Ludica] Puerto Rico/>
Rating: 5

8 commenti:

  1. Ricordo che i primi giochi "moderni" a cui giocai furono Vinci e Wallenstein (di cui ho un bellissimo ricordo e darei non so cosa per averlo oggi) ma Puerto Rico fu davvero una bomba e tuttora rimane forse il mio gioco preferito insieme ad Alta Tensione. Anche io penso che ora tutta questa "bellezza estetica" vada a discapito di una lettura più immediata del gioco stesso, ma è fisiologico che le cose cambino e quindi anche i giochi da tavolo......bisogna solo adattarsi ai cambiamenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alta Tensione piace tantissimo anche a me (anche se credo di non aver mai vinto una partita). Come per il buon Seyfarth anche Friedemann Friese, non ha più raggiunto certe vette, almeno fino ad ora...

      Elimina
  2. Queste risonanze ludiche sono una leccornia... dovresti farne una a settimana!!! ;)

    Comunque Puerto Rico è e rimarrà sempre un gioco da top5 perché... è PERFETTO! Ci credo che Seyfarth soffra della "sindrome del secondo album"... quando sforni un capolavoro così alla prima, o ti chiami Pink Floyd, o puoi solo peggiorare... XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Andrea, è un onore per me sapere che le apprezzi. Non sarei in grado di scriverne una alla settimana, ma magari posso provare a non far passare così tanto tempo tra una e la successiva ^_^

      Volendo fare la punta ai chiodi, per Seyfarth non si trattava del primo "album" ma è innegabile che ripetersi diventa difficile (vedi anche la risposta a Mr Bungle). Chissà magari Andreas ci fa una "sorpresona" :-P

      Elimina
  3. Puerto Rico gioco Top.
    Tullaris

    RispondiElimina
  4. Ciao Marco

    L'amico di Dado di "Vicenza" (in realtá San Bonifacio (VR) però al confine con la provincia Berica) sono io. Paolo.
    Convinto oggi come 18 anni fa che Puerto Rico sia un capolavoro. Ben ritrovato e lieto di averti introdotto.

    RispondiElimina
  5. Tra tanti giochi, Puerto Rico rimane il RE. Credo sia l'unico gioco che, appena ricevuto in regalo, ci conquistò al punto che (complice i "giusti" tempi di gioco) ci chiudemmo a farne 4 partite di fila!
    Anche se ne facessero una versione con luci e balocchi non potrei mai rivendere quella scatola.
    Capolavoro senza se e senza ma. Sentenza della Cassazione.

    PS: comunque ogni volta che scegliamo il ruolo del Capitano gridiamo "iiiil caaaapiiiiitaaaaanooooo!"

    RispondiElimina

Powered by Blogger.