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[nonsolograndi] Dots & Boxes

scritto da

Simarillon (Davide)

Dopo aver parlato di loro con questa intervista, oggi a nonsologradi fa il suo debutto una realtà ludica particolarmente importante, ovvero Quercetti, che però da poco si è affacciata al mondo del gioco da tavolo, in particolare oggi parleremo di Dots & Boxes (conosciuto anche come la pipopipette) opera di fine ‘800 del matematico francese Édouard Lucas, riaggiornata in versione moderna. Al gioco si può giocare in 2 giocatori, in partite di una durata di circa 15 minuti, a partire dai 7 anni.
Rileggiamo un classico?


 

I MATERIALI
La scatola contiene:

  • una tavoletta traforata;
  • due aree di gioco (livello uno e livello due);
  • cinquanta pareti gialle e cinquanta pareti rosse; 
  • venticinque chiodi-bottone rossi e venticinque chiodi-bottone gialli;
  • quaranta chiodini neri.

I materiali sono i super classici di Quercetti, con la tavoletta traforata e i chiodini che svettano e a cui sono affiancati specifiche forme per il gioco vero e proprio. Tutto promosso e tutto … come aspettato considerando ‘la storia dell’editore’. Dots & Boxes Quercetti porta in molto plastica e se per qualcuno questo potrebbe essere un problema … beh ripensate a tutti i Lego che avete in casa! E soprattutto considerate che Quercetti attua un riciclo interno della stessa poiché gli scarti di produzione vengono riutilizzati per ridurre l'impatto ambientale, dimostrando una sensibilità all’ambiente in linea con i tempi.

Unico aspetto che non ho troppo gradito il regolamento, che non è di lettura ‘semplice’ per come è stato impaginato e che ha le regole di tutti i giochi della collana per un inutile spreco di carta.


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE 

Scelta una plancia (il livello uno genererà un quadrato 3*3, mentre il livello due genererà un quadrato 5*5) e ancoratala con i chiodini neri, che saranno gli spigoli dei quadrati, si può iniziare a giocare. Al proprio turno il giocatore piazza una parete del proprio colore tra due chiodini neri e, qualora con il piazzamento, completi il quarto lato di un quadrato allora piazza il bottone del proprio colore all’interno del quadrato. Chi ha chiuso il quadrato ha anche diritto ad una mossa ulteriore.
Vince chi, alla fine del gioco, ha il maggio numero di bottoni.

Variazione sul tema
Un’alternativa è che a seguito della chiusura di un quadrato la mossa passi, comunque, all’avversario.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Ho un rapporto privilegiato con Quercetti per almeno tre motivi, ovvero, sono anche io torinese come lo storico marchio di giocattoli, ho giocato in abbondanza in giovane età con ‘chiodini’ e per finire durante la crescita dei miei bimbi sono stati molti i giochi Quercetti ad essere stati regalati ai ‘cuccioli di casa’ dal vecchio Remi che avevo ancora (e che oggi, come allora, è in commercio) per arrivare alle nuove piste Migoga, passando per i Fanta Color, oltre che, ovviamente per le tavolette con i chiodini.
Avere per le mani una scatola Quercetti che ‘parlasse’ di un gioco da tavolo ha fatto scattare un’inevitabile effetto nostalgia accompagnata da un contemporaneo effetto WOW, ma allo stesso tempo anche da un qualche dubbio (poi rivelatosi infondato). Il titolo del gioco poi, ovvero la re-interpreteazione di un grande classico ha fatto scattare di nuovo sentimenti un po’ contrastanti, e su tutti il dubbio di ‘come si fosse affrontato’ un gioco con questo tipo di storia.

Dots & Boxes sembra essere nato, naturalmente per Quercetti, l’operazione di tridimesionalizzare un

pen&paper è davvero perfetta, con tutte le accortezze che portano a rendere il gioco piacevole da vedere e da giocare. Il fatto che ci siano due livelli è sicuramente positivo (anzi perché non avete fatto il quadrato 4*4 così di livelli ne avevamo anche tre!) così che il livello uno lo si può quasi vedere come un tutorial per giocare al livello due, o come uno schema per l’accesso al gioco anche ai più piccoli. In questo contesto direi che il 7+ è sicuramente corretto (al limite qualcuno potrebbe osare un po’ con i bimbi 6+), dal momento che i più piccoli giocherebbero con l’unica strategia di chiudere il prima possibile il proprio quadrato, andando incontro a sconfitta certa.

Come in tutti gli astratti il livello di competenza differente si fa sentire, così se un giocatore con diverse partite ne affronta uno alle prime armi il primo vincerà piuttosto semplicemente, non essendoci nessun meccanismo di compensazione, ma questo non è un problema del gioco in sé, quanto piuttosto, una caratteristica di questo tipo di giochi, soprattutto se giocati in due giocatori.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che "spesso è una grande vittoria saper perdere al  momento giusto” da François de Salignac de La Mothe-Fénelon.

Ecco, quindi in elenco le cose che Lorenzo, Letizia (per come ha potuto giocarci) e gli altri bambini

hanno imparato giocando a Dots & Boxes:

  • aspettare il proprio turno, spesso infatti, vorremmo proprio noi fare quella mossa decisiva;
  • a vedere come giochi con più di cento anni siano ancora divertenti da giocare;
  • a confrontarsi con un gioco astratto, sin da piccoli e ad approcciare un gioco con due livelli di complessità molto differenti;
  • la visione spaziale.


FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Dots & Boxes è un gioco che si può giocare sempre, a qualsiasi età, e se non lo si intavolerà tra soli adulti è solo per il tipo di materiale che è stato scelto per il gioco, magari qualcuno potrebbe storcere il naso a giocare con i ‘chiodini’ Quercetti, ma, alla fine, è un astratto, studiato da un matematico, intavolabile davvero a qualsiasi età, soprattutto al secondo livello di difficoltà.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Mamma non lo sa ma ha un’innata passione per i giochi astratti, basta farla giocare presentandoglieli sotto mentite spoglie! Anche con Dots & Bots, dopo la iniziale diffidenza, siamo andati in crescendo con partite sempre più interessanti e … non ditelo a nessuno, una volta messi a dormire Lorenzo e Letizia ci hanno fatto una partita da soli mamma e papà.


 

Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.

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