[Classifica] La Top100 della redazione di GSNT (edizione 2021)


scritto da White Winston (Andrea P.) e da tutta la redazione di Giochi sul Nostro Tavolo

Mai avrei immaginato anni fa, mentre leggevo e consumavo quella immensa classifica/guida chiamata “Top100 di GSNT”, piena di spunti, approfondimenti e suggerimenti, di ritrovarmi un giorno dall’altra parte, a farne da curatore. Ma questo in realtà non è né un articolo mio, né di Figlio di Griffin e F/\B!O (che mi hanno aiutato nella stesura finale e che ringrazio tantissimo!), né di Pinco (non me ne voglia), bensì di tutta la redazione del blog

Ma esattamente... cos’è la Top100? 
Direi che, prima di provare a dare una risposta, è utile dividere la domanda in due.

Cos’è la Top100 per voi lettori? Diciamolo subito per sgomberare il campo da fraintendimenti: non è una classifica che vuole avere un valore statistico; per quello c’è già BGG che raccoglie decine di migliaia di utenti e valutazioni. La Top100 di GSNT è invece una guida per chi si approccia all’hobby e vuole una lista di giochi da approfondire strada facendo, ma anche per chi nell’hobby ci sguazza ormai da anni e magari è sempre in cerca di nuovi spunti per ampliare la propria conoscenza (e collezione!). Inoltre, la sua forma a classifica si presta anche per creare un terreno di discussione, per commentare le varie posizioni e per provare a capire come sia possibile che quel gioco capolavoro, incredibile e per voi irrinunciabile, non sia finito nei primi 100!!!


Cos’è la Top100 per il blog? È semplicemente l’articolo più importante dopo un’intera annata ludica, nel quale ciascuno di noi mette le proprie preferenze e prova a pensare e focalizzare l’attenzione su un ristretto pool di giochi davvero rappresentativi dei propri gusti. 
 
Il risultato è un’istantanea, un manifesto trasversale, di tutti i titoli che hanno lasciato il segno nei nostri cuori di recensori, ma anche di appassionati. Nella redazione siamo tanti e con gusti anche molto diversi, la classifica rispetta questa varietà (grande punto di forza di GSNT) e vi troverete giochi di ogni tipologia e di ogni livello di difficoltà, da Dobble a Una Festa per Odino, da Descent a Through the Ages.
 
Per capirci... il n.1 di questa edizione non è certo il miglior gioco di tutti i tempi, né in assoluto, né per tutti noi (e non vuole esserlo!), ma è stato in grado di ritagliarsi un posto nelle preferenze della maggior parte dei redattori del blog. Curiosi? :)

Dopo quasi 4 anni dall’ultima edizione, dopo innumerevoli votazioni, ripescaggi e sorprese, dopo mesi di lavoro dietro le quinte per classificare, dettagliare e impaginare, ecco a voi l’edizione 2021 della Top100 della redazione di Giochi sul Nostro Tavolo!!!



100. [Simarillon] Le Leggende di Andor (2012) di Michael Menzel, edito da KOSMOS e localizzato da Giochi Uniti, per 2-4 giocatori, durata 60-90 minuti, dipendente dalla lingua.
Regolamento facile e eroi (mago, guerriero, nano, ranger) che si aggirano per risolvere i cinque scenari proposti nella scatola completando le importanti missioni per salvare le terre di Andor. Si può combattere, viaggiare, esplorare, riposarsi consumando il tempo, risorsa preziosa che determina quando finirà il gioco e quando sarà superato lo scenario. Il gioco è un cooperativo puro (così anche qui si potrà coinvolgere qualcuno più restio a giocare con l'idea del giochiamo insieme). L'ambientazione è ben resa, i disegni, bellissimi, di uno dei migliori illustratori di giochi, Menzel (che è anche autore del gioco) ottimi anche per appagare l'occhio, così come le sagome cartonate sia degli eroi sia dei cattivi fanno la loro figura, mantenendo il costo accessibile. Una missione tutorial permette di introdurre lentamente i giocatori nelle meccaniche di gioco, insomma ha proprio tutto per coinvolgere nuovi giocatori. E se piacesse... mancano forse alcuni scenari, ma come sempre le espansioni possono risolvere il problema regalo per qualche anno a venire.
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99. [Sayuiv] La casa dei Sogni (2016) di Klemens Kalicki, edito da Rebel e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 30-45 minuti, con poca dipendenza dalla lingua, dipendente dalla lingua.
La casa dei sogni è un gioco di draft studiato per la famiglia. Ogni giocatore riceve una plancia a forma di casa e durante il corso del gioco andremo a posizionare carte rappresentanti le varie camere di una casa. Come in un collezione set, alcune camere donano più punti se composte da 2 o 3 carte. In aggiunta si prendono carte tetto o utilità che permettono di eseguire azioni speciali o donano oggetti decorativi per le camere. La rigiocabilità è assicurata dalla grande quantità e varietà di stanze e di carte speciali che usciranno sempre in ordine diverso, oltre che dalla notevole interazione, seppur indiretta, tra i giocatori. Il gioco è veramente adatto a tutti e non mancherà di divertire anche il target dei gamer scafati. Lo stile delle illustrazioni e i materiali fanno davvero una bella figura al tavolo.
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98. [Matte] Cacao (2015) di Phil Walker-Harding, edito da AbacusSpiele e localizzato da Cranio Creations e uplay Edizioni, per 2-4 giocatori, durata 45 minuti, indipendente dalla lingua.
Un piazzamento tessere per 2-4 giocatori che è riuscito a distinguersi senza subire il pesante paragone con Carcassonne, pietra miliare del genere. In Cacao ognuno dei giocatori avrà a disposizione tre tessere villaggio dove su ogni lato sarà presente una certa quantità di lavoratori (da 0 a 3). Ad ogni turno, si posizionerà un villaggio posizionandolo a fianco a una tessera giungla. Se sul lato della tessera villaggio posizionato sono presenti lavoratori, si attiverà la tessera giungla adiacente un numero di volte pari al numero di lavoratori. Insomma, un concetto che può sembrare complicatissimo a parole, ma che invece dal lato pratico è estremamente intuitivo, tanto che Cacao è uno dei pochi giochi che sono riuscito a proporre ai miei suoceri. Prestate attenzione, perché i modi per fare punti sono diversi, dai templi al percorso sul fiume, ma cercate di raccogliere cacao e rivenderlo nel modo migliore!
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97. [Chrys] Cthulhu: Death May Die (2019) di Eric M. Lang e Rob Deviau, edito da CMON e localizzato da Asmodee, per 1-5 giocatori, durata 90-120 minuti, dipendente dalla lingua.
Questo gioco è il risultato di una campagna Kickstarter di enorme successo, ma anche il frutto della cooperazione di due tra i più famosi autori di giochi contemporanei. A differenza di molti giochi a tema lovecraftiano questo ci lancia direttamente nella parte finale della storia, quando scoperti i piani dei cultisti andiamo a fermarli a casa loro. Per questa ragione si incentra su aspetti molto più adrenalinici e d'azione invece che investigativi. Molti personaggi tra cui scegliere (10 solo nella scatola base), più antichi affrontabili e diverse avventure slegate tra loro, ciascuna con una sua meccanica unica, garantiscono partite sempre diverse. Altra particolarità è il tracciato della pazzia dei personaggi che al suo salire ci porterà alla fine alla perdita del personaggio, ma ci renderà anche sempre più forti man mano che impazziamo. Per la prima volta non saremo in balia degli orrori lovecraftiani, ma saremo armati fino ai denti e pronti ad affrontarli.
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96. [Pinco11] Through the Ages (2006) di Vlaada Chvátil, edito da CGE e localizzato da Cranio Creations, per 2-4 giocatori, età 14+, durata 240 minuti, contiene molto testo in lingua.
Il paradigma del gioco di civilizzazione cinghialoso. Potrei anche fermarmi nella descrizione con la frase di cui sopra, perché già essa, assieme alla durata media a partita (anche ottimistica), descrive la realtà di un titolo che alberga stabilmente nella top 10 di BGG da anni. Complesso, soggetto ad analysis paralysis, titolo di culto per intere comunità di giocatori di nicchia. Rimane relativamente in basso nella nostra classifica essendo titolo difficile da digerire e ancora di più da mettere in tavola con frequenza, ma resta uno dei migliori giochi di sempre. Sono usciti suoi adattamenti su app e potrebbe valere la pena di provarli, per impratichirsi il giusto, così da poterlo mettere sul tavolo con la frequenza che meriterebbe.
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95. [Matte] Maracaibo (2019) di Alexander Pfister, edito da Game's Up e localizzato da uplay Edizioni, per 1-4 giocatori, durata 30-120 minuti, bassa dipendenza dalla lingua.
Come altri giochi "pesanti" precedenti di Pfister, anche stavolta racchiude al suo interno tante meccaniche diverse tra loro, mescolate sapientemente tanto che il risultato finale può sembrare quasi originale. Ambientato nei Caraibi nel XVII secolo, riprende per certi versi Great Western Trail, dove potremo muovere la nostra nave di un certo numero di caselle all'interno di un percorso fisso. Una volta terminato il movimento si svolgeranno le azioni legate al tipo di luogo dove abbiamo deciso di fermarci. Potremo quindi giocare carte come merci (l'iconografia richiama quella di Oh My Goods) oppure come edifici costruendoli pagandone il relativo costo. Il tutto tenendo d'occhio anche la propria plancia personale, rappresentante la propria nave, che cercheremo di migliorare per essere pronti ad aiutare (in cambio di monete o punti vittoria) una delle tre potenze dei mari (Francia, Inghilterra e Spagna). Chi per primo conclude il percorso farà terminare il turno anche agli altri giocatori, quindi cercate di ottimizzare le vostre mosse, anche perché in globale il gioco non offre molto respiro: quattro turni e la partita sarà finita.
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94. [MeepleOnTheRoad] Draftosaurus (2019) di Antoine Bauza, Corentin Lebrat, Ludovic Maublanc e Théo Rivière, edito da Ankama e localizzato da Ghenos Games, per 2-5 giocatori, durata 15 minuti, indipendente dalla lingua.
Rapido e coloratissimo gioco di draft in cui, per una volta, non si scelgono carte ma... dinosauri! Come gestori di un parco divertimenti a tema preistorico, siamo chiamati a organizzare i recinti, dividere le specie e gestire gli spazi in modo che tutto si incastri alla perfezione sulla nostra plancia – standard o innevata – garantendo soddisfazione agli avventori del parco così come a noi, manipolatori di questo fantastico mondo giurassico. Draftosaurus è un titolo family che nell'ultimo anno si è conquistato un posto sui nostri scaffali grazie alla sua immediatezza – di comprensione delle regole tanto quanto di svolgimento dei round di gioco – e agli adorabili meeple-dinosauri di legno sagomato. Un'esperienza di gioco veloce, ma appagante per grandi e piccini, di un divertimento spiccio che fa venire voglia di giocare subito una partita dietro l'altra. L'espansione Aerial Show introduce una settima specie di dinosauri oltre quelle del gioco base e offre ulteriori possibilità di punteggio per una maggiore variabilità del titolo.
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93. [Simone M.] Viticulture (2013) di Jamey Stegmaier e Alan Stone, edito da Stonemaier Games e localizzato da Ghenos Games, per 2-6 giocatori, durata 90 minuti, dipendente dalla lingua.
Piazzamento lavoratori a tema etilico... pardon vinicolo, progettato dall'ormai noto duo Stegmaier /Stone, che vede i giocatori nei panni di operosi viticoltori in competizione. Bisogna creare un motore più che oleato con una serie di carte (edifici, migliorie...) che consentono di ottimizzare le azioni disponibili in plancia per migliorare le proprie vigne, distillare vino e soddisfare le richieste. Nel 2015 il titolo viene reimplementato con ben 3 espansioni fra le quali spicca Tuscany che porta il gioco su un altro livello e completandolo in maniera perfetta trasformandolo così in Viticulture: Essentials, l'edizione definitiva. Con Tuscany si aggiunge un nuovo modo per fare punti grazie all'influenza che è possibile esercitare sulle province toscane (grazie a una mini-mappa della regione), viene introdotta una modalità più strategica di stabilire l'ordine di gioco e infine l'ormai collaudatissimo Automa SM per giocare il titolo in modalità solitaria.
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92. [*Ele*] Tikal (1999) di Michael Kiesling e Wolfgang Kramer, edito da Ravensburger e localizzato da dV Giochi, per 2-4 giocatori, età 10+, durata 90 minuti, indipendente dalla lingua.
Vincitore dello Spiel des Jahres nel 1999, primo titolo della famosa trilogia delle maschere, annoverato tra i classici. I giocatori controllano un gruppo di esploratori nella foresta centro-americana alla ricerca di tesori e templi Maya; il titolo combina sapientemente diverse meccaniche di posizionamento tessere e maggioranza, compresa la possibilità di effettuare l'asta per la selezione delle tessere, regalando un'esperienza di gioco memorabile grazie anche al calcolo dei punti prestigio conteggiati con un turno speciale per ogni giocatore in base ai tesori raccolti e alle piramidi sulle quali si ha la maggioranza in quel preciso momento. Un titolo interattivo, profondo ed elegante che non sente il peso degli anni e che gode di un'ottima rappresentazione, grazie ai materiali della nuova edizione del 2017.
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91. [F/\B!O P.] Pandemic (2008) di Matt Leacock, edito da Z-Man Games e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, età 8+, durata 45 minuti, poco dipendente dalla lingua.
È il riferimento assoluto per i cooperativi puri. Ogni giocatore ha un ruolo (che in qualche modo supera le regole base) e nel proprio turno ha 4 punti azione da spendere per: spostarsi sulla mappa, rimuovere cubetti malattia dalla città in cui ci si trova, costruire un laboratorio di ricerca, scambiare carte con gli altri e trovare una cura per una malattia (scartando 5 carte del colore corrispondente). Per vincere devono curarle tutte e 4, mentre perdono se finiscono le carte giocatore, esauriscono i cubetti di una malattia o si verificano 8 focolai (4° cubetto in città). Un successo clamoroso. Le malattie che si diffondono sul pianeta, la tensione che sale, i momenti di panico quando si volta una carta Epidemia, l'estrema rigiocabilità, l'interazione tra i giocatori, i ruoli: da quando è uscito ha fatto scuola.
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90. [Interesse Ludico] Near and Far (2017) di Ryan Laukat, edito da Red Raven Games e localizzato da dV Giochi, per 2-4 giocatori, durata 90-120 minuti, dipendente dalla lingua.
Chrys in sede di recensione definisce Near and Far come uno scrigno dell'immaginazione. Una definizione molto evocativa che calza a pennello per uno dei pochi casi di vera autorialità della nostra passione preferita. Solitamente la creazione di un gioco in scatola richiede uno sforzo collettivo, mentre Ryan Laukat fa tutto da sé, progetta, illustra, testa, produce e distribuisce. Ma ancor più notevole è il fatto che i mondi che crea per i suoi giochi siano sempre ricchi di inventiva e che pigi l'acceleratore sulla sperimentazione. In questo senso Near and Far è più unico che raro: miscela sapientemente i generi gestione risorse, esplorazione su mappa e narrativo, fornendo al giocatore un'avventura molto profonda e dalla durata considerevole, ampiamente customizzabile secondo le proprie esigenze gaming e che dopo una ventina di partite avrà ancora qualcosa da dire. Sicuramente un gioco più unico che raro, ma l'invito in ogni caso è di approfondire la conoscenza di Laukat: lo si ama o lo si odia, ma se si ama, lo si fa con un'intensità rara.
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89. [Simarillon] Otto Minuti per un Impero (2012) di Ryan Laukat, edito da Red Raven Games e localizzato da dV Giochi, per 2-5 giocatori, età 13+, durata 20 minuti, indipendente dalla lingua.
Per oggi ho un sogno... conquistare il mondo! E posso farlo in 8'. Una manciata di monete, dipendente dal numero di giocatori, una manciata di armate da distribuire sulla mappa del globo, due città da cui far, eventualmente, partire le proprie armate, una plancia mini (anche troppo) e un mazzo di carte con rappresentata un'azione, nella parte alta e un simbolo nella parte bassa. Otto Minuti per un Impero è un bel gioco, che mischia sapientemente la maggioranza alla collezione set. Il gioco prevede, come è facilmente intuibile, una forte interazione tra tutti i giocatori. In due diventa quasi scacchistico, in tre soffre se tutti i giocatori non sono allo stesso livello, da quattro in su diventa una vera lotta per ogni lembo ti terra. La mappa double-face permette una piccola variazione sul tema e poi la velocità di una singola partita (non stiamo negli otto minuti, ma comunque una partita a cinque giocatori non supera la mezz'ora e si può chiudere in una ventina di minuti) avvantaggiano eventuali rivincite: la quintessenza del microgame!
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88. [Sayuiv] Visconti del Regno Occidentale (2020) di Shem Phillips e S J Macdonald, edito da Garphill Games e localizzato da Fever Games, per 1-4 giocatori, durata 60-90 minuti, indipendente dalla lingua.
Ultimo gioco della trilogia dell'Occidente e quello che a me è piaciuto di più. Il gioco propone un leggero deck-building associato a una mega ruota (la plancia centrale) dove andremo girando con il nostro Visconte per eseguire varie azioni come commerciare, studiare manoscritti, mandare seguaci al castello, costruire edifici e assoldare abitanti. Grazie a questo, il gioco offre molte strategie per fare punti, ma ovviamente non sarà possibile perseguire tutto, quindi è molto importante puntare su 1 o 2 aspetti e cercare di ottimizzare il mazzo in quella direzione. Inserisce diverse idee utili su di un impianto collaudato e classico, ottenendo un risultato sufficientemente fresco e intrigante: compaiono parecchie sfaccettature utili a donare varietà e il mini-gioco centrale del castello aggiunge molta interazione. Disegni di The Mico e qualità dei materiali a cui ci ha abituato Shem Phillips.
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87. [Bernapapà] Trajan (2011) di Stefan Feld, edito da Ammonit Spiele e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 90 minuti, indipendente dalla lingua.
Al tempo dell'antica Roma ci troviamo ad aumentare la nostra gloria partecipando alle campagne di conquista nel nord europa, abbellendo la città eterna con nuovi edifici, commerciando merci nel mercato marittimo, senza dimenticare di far valere la propria notorietà in Senato. Tutto questo è un mero pretesto per costruire un gioco particolarmente accattivante, dove il nostro Feld, autore di indiscussa prolificità, con perle di rara bellezza, inserisce la dinamica del Mancala per determinare quale azione sarà intrapresa dai giocatori. Ciascuna di esse porta punti vittoria nelle proprie tasche, ma riuscire a specializzarsi in una direzione migliora la resa. Un titolo che richiede una gestione oculata delle proprie azioni, anche in relazione all'interazione con gli altri giocatori e con le richieste del gioco stesso. La gestione del mancala rende molto complessa la specializzazione, a meno di una pianificazione accurata. Un gioco da gamer che rispecchia appieno la molteplicità di strade per far punti tipica dell'autore.
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86. [Simone M.] Wingspan (2019) di Elizabeth Hargrave, edito da Stonemaier Games e localizzato da Ghenos Games, per 1-5 giocatori, durata 40-70 minuti, dipendente dalla lingua.
Gioco Card Driven con Collezione di Set annessa a tema ornitologico. Nella versione italiana, all'epoca del lancio, è stato il titolo con più "doppi sensi" apostrofato dalla comunità ludica. Il gioco una volta sui nostri tavoli si è rivelato un piccolo gioiello, semplice, immediato, sufficientemente profondo e con un comparto grafico e di materiali di primissimo livello (come ormai ci ha abituato SM del resto). I giocatori sono appassionati di bird-watching intenti ad avvistare e collezionare sulle proprie plance esemplari di volatili sottoforma di carte. Le carte potranno essere giocate dalla nostra mano e piazzate sul primo spazio disponibile più a sinistra, corrispondente all'habitat dell'animale. Le carte possono fornirci diverse abilità (immediate, attivabili volontariamente o che si innescano in determinate condizioni). Ogni carta ha un costo in cibo che viene acquisito e speso durate la partita. Alla fine vince chi avrà ottenuto il numero maggiore di Punti Vittoria dopo aver soddisfatto il maggior numero di obiettivi scelti all'inizio della partita stessa e arrotondato grazie anche al numero di uova prodotte. Da notare l'incredibile aderenza scientifica dei vari esemplari per cui è presente il nome scientifico e l'esatta collocazione geografica sul suolo americano. Nel game design, inoltre, l'autrice ha cercato di rendere le "abilità" dei volatili il più possibile pertinenti alle loro caratteristiche nel mondo reale. Il gioco si è arricchito già di due espansioni Europa (2019) e Oceania (2020).
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85. [Simarillon] VektoRace (2018) di Spartaco Albertarelli e Davide Ghelfo, edito da Kaleidos Games e distribuito da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 60 minuti, indipendente dalla lingua.
Gioco di corse, quindi, scopo del gioco è quello di tagliare per primi il traguardo. Il sistema di gioco di VektoRace è stato ribattezzato dagli autori "Octagon System" dal momento che le auto sono costituite su base ottagonale, il movimento si basa su questa base e, ovviamente, strizza l'occhio ai sistemi dei vettori con cui tutti abbiamo giocato sui banchi di scuola. Piste, sempre differenti, che si costruiscono sui passaggi obbligati con singoli check point e con auto che scalano le proprie marce per muoversi più o meno velocemente e che hanno Gomma e Nitro per "forzare" le regole, accelerando o decelerando tra curve e lunghi rettilinei. Gioco da giocare d'intuito e istintivamente, con "sportellate" e "scia" che sono quel tocco di movimento in più per un gioco che non può mancare nella collezione di un appassionato di giochi e di giochi di corse in particolare.
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84. [Figlio di Griffin] Cryptid (2018) di Hal Duncan e Ruth Veevers, edito da Osprey Games e localizzato da Playagame Edizioni, per 3-5 giocatori, età 10+, durata 30-50 minuti, dipendente dalla lingua.
Serpenti marini, Yeti, Chupacapra... qualunque tipo di creatura sia questo Cryptid noi lo troveremo, anzi solo uno di noi troverà la sua tana e lo farà seguendo inizialmente una singola traccia! Saremo dei cripto-zoologi che, a partire da un personale (e segreto) indizio, cominceranno la ricerca interrogando gli altri giocatori per ricevere piccole dritte o esplorando una delle tessere della mappa per verificare, sempre con l'aiuto degli altri, se le proprie intuizioni effettivamente vanno verso la scoperta della tana. Queste due semplici azioni, interrogare ed esplorare, si concluderanno posizionando sugli esagoni della mappa dischetti oppure cubetti a seconda che si sia indicato un luogo per la possibile presenza della tana o meno. Qualcuno in rete ha scritto che questo Cryptid è diventato fin da subito una pietra miliare nel panorama dei GDT. Una grandissima verità, perché con pochi e basici materiali e con un'idea di gioco semplice, ma concreta, rappresenta ormai uno dei più belli e particolari giochi di deduzione moderni.
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83. [MeepleOnTheRoad] Stone Age (2008) di Bernd Brunnhofer, edito da Hans im Glück e localizzato da Giochi Uniti, per 2-4 giocatori, durata 60-90 minuti, indipendente dalla lingua.
Considerato da molti un caposaldo nel mondo dei GdT moderni, è il titolo che in genere si tira giù dallo scaffale quando si vuole iniziare un neofita alla meccanica del piazzamento lavoratori. E il tema ci riporta proprio all'inizio della Storia, a quel mondo di cacciatori-raccoglitori, costruttori di utensili e primi agricoltori in cui i nostri antenati provavano a sopravvivere. E noi faremo lo stesso, cercando di sfamare la nostra tribù per farla riprodurre e progredire attraverso la gestione di risorse, la collezione di set, la risoluzione di contratti e il lancio di dadi. Già, i dadi in un gestionale strategico. Ma Stone Age ha un flusso di gioco così fluido e gira talmente bene da farci tollerare anche la sfortuna di un tiro di dadi andato male che non ci permetterà di mangiare alla fine del round. Un titolo immancabile nelle nostre collezioni, svecchiato anche dalla recente Winter Edition – 10° Anniversario che aggiunge alcune varianti, tra cui quella degli Animali Selvatici. Cosa sarebbe la vita nella Preistoria senza bestie feroci pronte a divorarci?
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82. [Interesse Ludico] The Game (2015) di Steffen Benndorf, edito da Nürnberger-Spielkarten-Verlag e localizzato da dV Giochi, per 1-5 giocatori, durata 20 minuti, indipendente dalla lingua.
Se passando dal vostro negoziante di fiducia vedeste questo gioco, non sareste colpiti. La grafica è spartana, con una singola illustrazione (nemmeno troppo carismatica) ripetuta su ogni carta, e dalla descrizione sul retro sembra un gioco simile al solitario di Windows. Sì, siamo davanti a un collaborativo e sì, si tratta di un gioco di carte numerate da 2 a 99 in cui bisogna "semplicemente" riempire quattro file, due ascendenti e due discendenti, nella speranza di sbarazzarsi dell'intero mazzo. Allora perché è così difficile vincere? Perché una partita tira l'altra? Ragionamento, affiatamento di gruppo e voglia di vincere sono i requisiti di una partita a The Game. Filler di forma, ma gioco di sostanza, fa tutto ciò che un progetto ludico deve fare: stimola con intelligenza, crea interazione e induce a replicare subito l'esperienza di gioco.
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81. [Simarillon] Kingsburg (2007) di Andrea Chiarvesio e Luca Iennac, edito da Giochi Uniti, per 2-5 giocatori, età 13+, durata 90 minuti, indipendente dalla lingua.
I giocatori rappresentano feudatari impegnati, nell'arco di cinque anni, a migliorare il proprio territorio (una plancetta personale) tramite la costruzione di edifici (bellici, religiosi, commerciali...), cercando a tale scopo di ingraziarsi i vari funzionari reali presenti sul tabellone. Non vi piacciono i giochi con i dadi? Siete sfortunati con i lanci? Kingsburg potrebbe essere il vostro gioco dal momento che è necessaria una certa programmazione e l'uso dei dadi è comunque mediato dalle azioni che si possono fare sul tabellone, anche se un triplo 6 rimarrà comunque un gran bel tiro e un triplo 1 un tiro di m.... Il gioco permette strategia anche piuttosto differenti per giungere alla vittoria. Il gioco è un "tedesco" con i dadi, soffre quindi di una scarsa interazione (se non indiretta) tra i giocatori, ma ha i pregi dei gestionali tedeschi, di programmazione e, nella partita, vincerà sicuramente il migliore. Forse il difetto maggiore è un po' di ripetitività nel trascorrere degli anni e una scarsa influenza del fattore bellico, comunque un gioco che a tutti gli effetti può considerarsi un ottimo classico.
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80. [Simone M.] Barony (2015) di Marc André, edito da Matagot e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 45 minuti, indipendente dalla lingua.
Gioco di piazzamento su plancia modulare stretto (gran parte delle dinamiche di gioco vertono a bloccare gli avversari) e cattivo ambientato in una terra di vaga ispirazione fantasy (ma poteva essere anche l'impero romano). Un eurogame solido, dall'anima scacchistica, ben strutturato creato da Marc André (autore di Splendor). Come per il precedente titolo dell'autore ci troviamo dinanzi a un piccolo gioiello dotato di una profondità strategica incredibile e di una notevole giocabilità. Titolo intrigante e non proprio per principianti. D'impostazione scacchistica, Barony, si avvale di un comparto regole snello e di ottimi materiali. La durata è contenutissima (circa 45 minuti) tanto da invogliare a un replay immediato. Se vi è piaciuto Splendor non vi deluderà assolutamente. Nel 2016 il gioco si espande con Sorcery, unica espansione creata e inedita in Italia. Aggiunge il quinto giocatore e una nuova risorsa ovvero la Magia (giusto per sottolineare che di fantasy si tratta), ma anche qui ci troviamo davanti a una mera speculazione commerciale che, a mio avviso nulla aggiunge, a un gioco già perfetto così com'è.
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79. [White Winston] Progetto Gaia (2017) di Jens Drögemüller e Helge Ostertag, edito da Feuerland Spiele e localizzato da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, durata 60-150 minuti, indipendente dalla lingua.
Per coloro che ancora non lo sapessero (siete rimasti credo in tre...) il duo Drögemüller-Ostertag è lo stesso di "Terra Mystica"; infatti "Progetto Gaia" rappresenta una versione 2.0 del celebre successo del 2012, riportando le stesse meccaniche (con alcune significative implementazioni e qualche aggiunta) in una veste "spaziale". Il vostro compito sarà quello di guidare una delle 14 razze a disposizione alla conquista dello spazio, colonizzando pianeti, costruendo strutture sempre più prestigiose e aumentando la vostra ricerca tecnologica. Uno dei cinghiali più apprezzati di sempre, nonché una delle poche riedizioni che hanno trovato in pubblico e critica un largo giudizio positivo, soprattutto nei riguardi del suo gioco di origine. Gioco complesso e neanche semplicissimo da assimilare, ma in grado di restituire una delle esperienza "alla tedesca" più appaganti di sempre.
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78. [Figlio di Griffin] Sagrada (2017) di Adrian Adamescu e Daryl Andrews, edito da Foodgate Games e localizzato da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, età 14+, durata 20-40 minuti, poco dipendente dalla lingua.
Spesso, quasi sempre a dire il vero, questo gioco viene accostato al fortunatissimo Azul, in una sorta di scelta dicotomica, manco avessero tanti punti in comune. Questo Sagrada, invece, con Azul condivide solo il carattere astratto e la buona qualità, soprattutto tattile, dei materiali in uso. Sagrada è un titolo di selezione dadi dove ogni giocatore sarà impegnato a utilizzarli per riempire il proprio schema, sempre differente dagli altri, fatto di numeri e colori, stando però attento alle limitazioni date dalle regole di piazzamento, un po' come il Sudoku: non potrò, ad esempio, mettere vicini dadi con numeri o colori uguali. Per descrivere questo titolo ne ho, mio malgrado, citato altri due, ma vi assicuro che Sagrada vive di una propria dignità ludica che vi porterà un valido e stimolante sforza-meningi da provare (ve lo consiglio caldamente) anche in solitario.
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77. [Interesse Ludico] Cartographers (2010) di Jordy Adan, edito da Thunderworks Games e localizzato da Raven Distribution, per 1-100 giocatori, durata 30-45 minuti, poco dipendente dalla lingua.
Se dovessi conservare un solo Roll'n'Write nella mia collezione probabilmente sarebbe Cartographers, ambientato nel mondo di Roll Player e a base polimini. Il pretesto è quello di disegnare la mappa del proprio villaggio, scegliendo di volta in volta i pezzi in stile tetris. I punti vittoria si ottengono in maniera differente in ognuno dei 4 turni e questa informazione è accessibile dal principio, cosa che infonde un po' di programmazione a lungo termine che non fa mai male e che è spesso poco presente nel genere. Sorprendentemente, sebbene i materiali siano esclusivamente mazzetto, blocco disegni e matite, l'alea nella composizione e pesca delle carte rende il titolo molto rigiocabile. Ottimo rapporto contenuti/prezzo, durata da filler, gameplay accessibile a tutti, ma che non si dimentica dei giocatori più assidui sono caratteristiche che fanno di Cartographers un gioco valido anche nel lungo termine e il cui acquisto si ripaga nel breve.
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76. [Figlio di Griffin] Architetti del Regno Occidentale (2018) di Shem Philips e S J Macdonald, edito da Garphill Games e localizzato da Fever Games, per 1-5 giocatori, età 12+, durata 60-80 minuti, indipendente dalla lingua.
Il capostipite di una Trilogia ha sempre il peso della responsabilità di apripista che hanno tutti i primogeniti. In questo Regno Occidentale saremo prima Architetti, poi Paladini e infine Visconti. In questo titolo, da Architetti, ci troveremo calati nella gestione delle diverse risorse per la costruzione di edifici di vario genere, fino addirittura a contribuire alla costruzione della importantissima Cattedrale. In questo piazzamento lavatori molto veloce, dovremo stare attenti a gestire bene, oltre ai lavori, anche la nostra reputazione con un quid aggiuntivo dato dalla possibilità di recuperare i lavoratori spesi sul tabellone, solo e soltanto, con una particolare azione di cattura e imprigionamento che servirà anche a depotenziare le azioni degli altri (perché più lavoratori si avranno su di uno spazio azione, più forte e remunerativa sarà quell'azione). C'è anche una valida e difficile modalità automa avversario, giocabile sia per partite in solitario che per partite a due, che rende questo titolo gustoso per più palati. Le azioni sono tante, ma si apprendono e acquisiscono in pochi giri.
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75. [Interesse Ludico] Glen More (2010) di Matthias Cramer, edito da Ravensburger, per 2-5 giocatori, durata 45-70 minuti, poco dipendente dalla lingua.
Quando si dice nella botte piccola c'è il vino buono, quel vino si chiama Glen More, che con un prezzo sotto i 25 euro propone un german con posizionamento tessere e gestione risorse davvero notevole, che non a caso ha visto un sequel in cui tutto viene espanso e migliorato. Ciononostante il primo Glen More, superata la decina di anni di età, rimane assolutamente valido. La particolarità consiste nel tracciato dei giocatori, sul quale vengono posizionate le tessere che è possibile comprare. Questo scandisce i turni, facendo giocare sempre l'ultimo giocatore della fila. I giocatori quindi cercano di impossessarsi di castelli, fabbriche, allevamenti e colture migliori, consapevoli che andare a pescare quelle più lontane si traduce nella perdita di diversi turni. Mentre prende vita il proprio podere e si commercia con la banca centrale, si crea una specie di dipendenza da questa meccanica che spinge il giocatore a migliorarsi partita dopo partita. Economico, ma prezioso.
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74. [Interesse Ludico] Bananagrams (2006) di Rena Nathanson e Abe Nathanson, edito da Bananagrams Inc. e localizzato da dV Giochi, per 1-8 giocatori, durata 15 minuti, indipendente dalla lingua.
Scarabeo piace a tutti, inutile negarlo, ma ogni volta che qualcuno lo propone si trema al pensiero di ore caratterizzate da impasse e tempi morti. Bananagrams è il gioco di parole perfetto: dura poco, lascia intatta la sfida cerebrale ed è più elastico, in quanto le regole non sono opprimenti, potendo modificare lo schema ottenuto dall'incastro delle parole. Questo permette di proporre il gioco a tutte le fasce d'età, il prezzo è accessibile e una volta finito tutto prende posto in una banana di tela con la zip, trasportabile praticamente ovunque e sempre pronto all'uso. Insomma, è bananagrams, mica banalegrams!
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73. [F/\B!O P.] Tiny Epic Galaxies (2015) di Scott Almes, edito da Gamelyn Games e localizzato da Giochix, per 1-5 giocatori, età 14+, durata 30 minuti, dipendente dalla lingua.
Ogni giocatore controlla una galassia, da cui sviluppa il proprio impero gestendo le risorse, ampliando la sua flotta, colonizzando pianeti e sfruttando i nemici. Il gioco è imperniato su una meccanica di combo dadi esaltata dalle abilità dei pianeti: il risultato del tiro viene ordinato in base alla sequenza con cui si intende svolgere le azioni, alternando magari movimenti, azioni speciali e raccolte di risorse. Quest'ultime vengono spese per migliorare gli imperi, rilanciare i dadi e persino eseguire, fuori dal proprio turno, le azioni dei dadi degli altri giocatori. Ben 5 accorgimenti imbrigliano a dovere la fortuna. Ha poche meccaniche di base, si spiega abbastanza velocemente e si gioca in un tempo ragionevole.
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72. [*Ele*] Monasterium (2020) di Arve D. Fühler, edito da dlp games, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 60-120 minuti, indipendente dalla lingua.
I giocatori sono responsabili di una scuola di sacerdoti che invierà i propri novizi nei monasteri per offrire loro una formazione sul campo con l'obiettivo di raggiungere la maggior influenza possibile. Troviamo un sistema di selezione azioni costituito da un draft di dadi, che a inizio partita permetterà ai giocatori di intraprendere lo stesso pool di azioni, ma proseguendo verranno sbloccate nuove opzioni, per cui l'importanza di ogni valore sui dadi varierà per ogni giocatore e progredendo sarà molto soddisfacente la creazione del proprio motore e l'esplorazione delle differenti combo che il gioco consente. Il sistema di punteggio è variegato, con un sistema di maggioranze, obiettivi comuni, un puzzle con le vetrate delle cattedrali da comporre e altri punti extra. Un titolo solido e coinvolgente che riesce a coniugare la meccanica del draft dei dadi sviluppandola con un mix di originalità risultando valido e interessante sia sotto il profilo strategico, sia sotto quello tattico, rendendolo ideale per chi apprezza i titoli di un certo spessore, ma con un comparto regolistico senza troppi cavilli o eccezioni.
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71. [Pinco11] Blood Bowl (1986) di Jervis Johnson, edito da Games Workshop, per 2 giocatori, età 14+, durata tra le 2 e le 4 ore, indipendente dalla lingua.
Il gioco di base, in sé, altro non è che un adattamento in chiave fantasy delle meccaniche proprie del football americano, quindi si tratta di dover portare la palla da un lato all'altro del campo, passandola tra i vari giocatori o lanciando. Ognuna delle 22 miniature in campo ha le sue statistiche e capacità speciali, per cui per entrare nel gioco ci vuole un po' di tempo e possiamo dire che questo è davvero uno dei titoli che già in passato erano considerati "di nicchia": le stesse regole che sovraintendono alla risoluzione di ogni attività sono indubbiamente "legnose", visto che sono previsti diversi modificatori da applicare ai semplici risultati del dado, con tabelle che illustrano gli esiti di ogni lancio. La complessità di base è quindi consistente e il fatto che una partita possa durare, con solo una ventina di miniature che si muovono, dalle due ore in su, dà l'idea di quanto il gioco richieda applicazione. Il successo di questo titolo, però, è dovuto in parte alla forte vena ironica – teniamo conto che nel corso delle partite si possono ferire e uccidere i giocatori avversari, così come fare falli volontari, pestare i giocatori a terra, succhiare il sangue altrui e financo tirare piccole bombe – e in parte al fatto che i fan hanno nel corso dei decenni lavorato duramente per creare il living rulebook delle regole ufficiali da torneo, grazie al quale è possibile costruire delle leghe, gestendo ognuno la propria formazione da partita a partita, con campagna acquisti, statistiche, punti e livelli di esperienza, nonché bonus crescenti che i giocatori (quando non muoiono o sono troncati dagli avversari) sviluppano nel corso dei tornei o campionati. A oggi ci sono, inoltre, molte razze tra le quali scegliere la propria squadra, tutte con caratteristiche speciali (necromanti, elfi scuri, nani, halfling, goblin, orchi...). Anche qui è preferibile avere la passione del modellismo, ma alla fine farsi pitturare una quindicina di miniature non costa un capitale, per cui se si vuole il requisito non è indispensabile. Un titolo di altri tempi, che richiede passione, ma restituisce soddisfazioni :) .
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70. [TheUncle] MicroMacro: Crime City (2020) di Johannes Sich, edito da Spielwiese e localizzato da MS Edizioni, per 1-4 giocatori, durata 15-45 minuti, dipendente dalla lingua.
Titolo uscito alla fine del 2020 e diventato subito un successo editoriale grazie allo stile grafico e a un regolamento facile e intuitivo. Il gioco, un investigativo in stile "Where's Waldo", è tutto incentrato su una immensa mappa da distendere sul tavolo (e lo riempirà praticamente tutto) sulla quale dovremo non solo trovare il crimine, ma ricostruirlo nel tempo fino a trovare chi lo ha commesso e l'eventuale movente. Sulla mappa infatti sono rappresentati tutti i movimenti dei singoli abitanti della città che ci aiuteranno a risolvere le domande riportate sulle carte di ogni singolo caso. I disegni sono molto "cartonianimatosi", adatto a tutte le fasce d'età, ed è da reputarsi quasi un party game in quanto tutti i giocatori saranno portati a collaborare per risolvere i casi.
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69. [MeepleOnTheRoad] Seasons (2012) di Régis Bonnessée, edito da Libellud e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 60 minuti, dipendente dalla lungua.
Carte, carte e ancora carte. E se si gioca con le due espansioni, altre carte. Meravigliosamente disegnate e caratterizzate. Un gioco dove il draft e la gestione della mano la fanno da padroni, ma Seasons non è solo questo. È anche lancio di dadi - grossi e colorati - utilizzo oculato delle risorse e attacco diretto agli avversari. È la capacità di saper mettere in combo le azioni più forti e sfruttare al massimo anche quelle apparentemente più deboli, perché nell'alternarsi delle stagioni tutto serve. È la necessità di sacrificare un Famiglio per l'acquisizione dell'Oggetto Magico più potente del mazzo. Seasons strizza l'occhio agli amanti dei giochi di carte, ma anche e soprattutto agli appassionati delle ambientazioni fantasy. Un gioco ricco, che offre infinite possibilità: basta aspettare la stagione giusta per sfoggiarle. Come molti altri titoli super chiacchierati, c'è chi lo odia e chi lo ama, ma una sua recentissima riedizione - evocata a gran voce da più parti - è sufficiente per far capire che 9 anni non sono bastati a cancellarlo dai nostri cuori.
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68. [Simarillon] Keyper (2017) di Richard Breese, edito da Huch! e localizzato da Red Glove, per 2-4 giocatori, età 14+, durata 45 minuti a giocatore, indipendente dalla lingua.
Il gioco delle plance giocatori pieghevoli e della super interazione in un gioco con meccaniche german. Breese ci ha regalato una lunga serie di giochi "KEY" e questo Keyper è sicuramente uno dei migliori, se non il migliore. Il gioco parte dalle classiche meccaniche di piazzamento lavoratori, ma con moltissimi twist interessanti. I lavoratori si possono piazzare sia sulla plancia comune campagna sia sulla plancia personale se, tuttavia, il meeple che è stato appena posizionato corrisponde al bordo colorato dello spazio si otterrà un ulteriore uso di quello spazio, ogni giocatore poi, ha la possibilità di "unirsi" al keyple appena giocato posizionando un keyple dello stesso colore (oppure bianco, che come già accennato è un lavoratore non specializzato e vale come jolly) questo aggiungerà un'azione o una risorsa aggiuntiva per il giocatore di turno e per chi lo ha aiutato. C'è poi il Keyper e il "reclamare" la plancia con i relativi meeple al turno successivo e altre piccole sfumature. Il gioco è un ben riuscito mix di cooperazione e interessi personali, non è uno spremi-meningi, ma ogni mossa va valutata molto bene, il timing nelle giocate è fondamentale e le plance pieghevoli sono un aspetto che caratterizza ulteriormente un gioco nel complesso molto interessante.
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67. [LucaCiglione] Magic Maze (2017) di Kasper Lapp, edito da Sit Down! e localizzato da Ghenos Games, per 1-8 giocatori, età 8+, durata 15 minuti, indipendente dalla lingua.
Magic Maze è un gioco cooperativo in cui nei panni di personaggi fantasy, un mago, un nano, un elfo e un barbaro, dovremmo riuscire a fuggire da un supermercato, dopo aver recuperato le nostre armi. Gioco genialmente semplicissimo, ogni giocatore al tavolo potrà fare solo alcune azioni, ad esempio muovere verso nord le pedine e salire le scale mobili. Ne deriva che per muovere un personaggio attraverso il supermercato che si presenta quasi come un labirinto è necessario che tutti i giocatori collaborino insieme. Essendo i personaggi quattro, essendo che si gioca insieme in tempo reale minacciati da una clessidra che scorre, essendo le cose da fare molteplici e non potendo comunicare in alcun modo (se non sbattendo un birillo davanti a un compagno) ne deriva una partita dinamica, divertente e piena di tensione. Gli scenari e le possibilità offerte dal setup iniziale sono molteplici per un gioco che acquista anche una buona longevità.
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66. [Simarillon] Ricochet Robots (1999) di Alex Randolph, edito da Hans im Glück e localizzato da MS Edizioni, per 1-10 giocatori, età 10+, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Quando c'è il padre del gioco moderno come autore non può che uscire un gioco con un regolamento semplice e di una profondità assoluta.
Puzzle game che coinvolgerà chiunque si sieda a giocarlo, semplice da giocare, ma difficile da padroneggiare immediatamente per il suo carattere di ragionamento astratto e rapido.
L'idea è quella che si collocano su di una plancia quadrettata, nella quale sono presenti diversi ostacoli, dei robottini colorati e che si debba identificare in quale numero minimo di mosse (rimbalzi del robottino) si possa far arrivare un certo robot a toccarne un altro.
Geniale ed enigmistico al tempo stesso, è un classico che è stato ristampato un sacco di volte, a riprova del suo valore da sempreverde.
Da notare che in realtà si può giocare in quanti si vuole e il limite è puramente teorico: l'importante è riuscire a vedere bene la plancia di gioco.
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65. [MeepleOnTheRoad] Bruges (2013) di Stefan Feld, edito da Hans im Glück e localizzato da dV Giochi, per 2-4 giocatori, durata 60 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
Vivere in questa piccola cittadina belga nel XV secolo è ardua cosa, alle prese con alluvioni, incendi, saccheggi e pestilenze, ma anche complotti politici e grandi imprese edili. Il tutto sfruttando la versatilità di oltre 160 carte Personaggio che possono essere usate per assumere lavoratori, guadagnare fiorini, attenuare minacce, costruire canali o erigere edifici per accogliere individui di ogni tipo, dai membri del Clero ai figuranti dello spettacolo, dai mendicanti dei bassifondi fino ai burocrati, al fine di cercare di ottenere un qualche beneficio da ciascuno di loro. Bruges è un titolo basato quasi esclusivamente sulla gestione di una mano di carte a cui si accompagna un lancio dadi iniziale che determina il modo in cui compiere le varie scelte. Una durata contenuta per un gioco quasi delicato, che impone decisioni strettissime tra una vasta gamma di possibilità in soli quattro turni per round. Ogni volta vi sembrerà di non aver combinato nulla, ma la soddisfazione di vedere la vostra popolazione crescere e servirvi al meglio sarà impagabile alla fine.
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64. [Matte] Le Havre (2008) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da Stratelibri, per 1-5 giocatori, durata 30-150 minuti, moderata dipendenza dalla lingua.
Il gestionale che per molti anni è stato in cima alle mie preferenze, praticamente un amore a prima vista: la mia prima volta con un gioco che non prevede solo la gestione delle risorse, ma anche una lavorazione dei materiali attraverso edifici che possono essere costruiti dai giocatori o dalla città stessa.
Ed è proprio questo l'aspetto principale di Le Havre: una costante raccolta e trasformazione delle materie per costruire edifici e riuscire a soddisfare il fabbisogno di cibo a fine turno del nostro lavoratore.
Per certi versi sono aspetti visti in altri giochi di Rosenberg, ma qui è tutto proposto sotto una luce diversa, proprio quella della trasformazione e della combinazione delle risorse, inserita in una struttura di gioco lineare eppure strategica e variabile.
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63. [Figlio di Griffin] Flamme Rouge (2016) di Asger Sams Granerud, edito da Lautapelit e localizzato da Playagame Edizioni, per 2-4 giocatori, età 8+, durata 30-40 minuti, indipendente dalla lingua.
Un gioco tutto francese che vince un premio tutto italiano non poteva che essere una simulazione ciclistica che, graficamente, riportava a sudate sfide d'annata tra Tour e Giro. È grazie a Flamme Rouge, vincitore del Gioco dell'Anno 2018, che scopriamo un titolo veloce da capire e altrettanto veloce da giocare con una positiva e drastica riduzione di tempi morti o d'attesa. Ad ogni turno i giocatori, con un particolare draft fatto su due mazzi, sceglieranno in contemporanea una carta per ciascuno dei loro ciclisti in gara, uno sprinteur e un rouler, per muoverli sul percorso di tanti spazi quanto il valore indicato sulle carte appena giocate e valutando, dopo il movimento, l'assegnazione di carte fatica ( di valore basso) in base a scie e posizioni in gruppo. Quello che colpisce di questo titolo è (quasi in tema) la velocità di gioco e l'adrenalina che si crea per il taglio del traguardo finale, soprattutto nelle ultime fasi in cui si avranno i mazzi con parecchie carte fatica. Un titolo davvero adatto a tutti che può portare, con l'espansione apposita, fino a 12 giocatori al tavolo.
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62. [Simarillon] La Festa per Odino (2016) di Uwe Rosenberg, edito da Feuerland Spiele e localizzato da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, età 14+, durata 90-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Rubo una frase della recensione del Blog: "Odino rappresenta il punto d'arrivo della carriera di un autore che non ha certo bisogno di grandi presentazioni" ed è la sintesi dei concetti dei suoi giochi da Agricola e Patchwork.
Il gioco è ricchissimo di materiale e sfrutta la dinamica basilare del piazzamento lavoratori, ovvero piazzo "vichingo" ed eseguo l'azione; la complessità sta nel fatto che le azioni da eseguire sono, sin da subito, più di sessanta ed è possibile un senso di smarrimento alle prime partite.
La parte geniale sta nel fatto che ogni giocatore ha una plancia personale (che può ampliarsi nel corso del gioco) in cui il giocatore deve posizionare le differenti tessere (di varie forme e dimensioni) incastrandole in modo tale da coprire il maggior numero possibile di spazi segnati dal -1... a qualcuno per caso è venuto in mente il Tetris? Due meccaniche apparentemente inconciliabili che si fondo davvero bene, per un gioco che merita un posto nella ludoteca degli appassionati, di Uwe in particolare.
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61. [Valerio] Quarto (1991) di Blaise Muller, edito da Gigamic, per 2 giocatori, durata 15 minuti, indipendente dalla lingua.
Il più famoso astratto della linea Gigamic, come tutti i suoi colleghi caratterizzato dagli ottimi materiali in legno e da un fascino tutto suo. Ci sono 16 pezzi unici con 4 caratteristiche ognuno: chiaro o scuro, rotondo o quadrato, alto o basso, pieno o vuoto e lo scopo del gioco è allinearne 4 con la stessa caratteristica in orizzontale, verticale o diagonale su un tabellone 4×4. L'idea geniale è che il pezzo da giocare viene scelto dall'avversario tra quelli disponibili e questa piccola regola rende il gioco originale con partite tese, dove ogni scelta del pezzo da dare all'avversario è sofferta e al riempirsi del tabellone si moltiplicheranno le caratteristiche da tenere d'occhio su ogni fila.
Si spiega in un attimo ed è adatto a tutti, con anche varianti per bambini ed esperti e grazie alla durata davvero contenuta si faranno spesso più partite di seguito.
Tutte queste caratteristiche fanno sì che continui a vendere da 30 anni, chiara dimostrazione di quanto anche un gioco astratto possa diventare un classico senza tempo!
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60. [Simone M.] Descent 2nd Edition (2012) di Daniel Clark, Corey Konieczka, Adam Sadler e Kevin Wilson, edito da Fantasy Flight Games e localizzato da Giochi Uniti, per 2-5 giocatori (che diventano 1-5 dal 2017 con Road To Legend), durata 120 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
Considerato da molti l'erede naturale di Heroquest, Descent, nel corso degli anni si è guadagnato il titolo di Dungeon Crawling per eccellenza incarnando un genere con la sua struttura classica: un Overlord (Master) che si contrappone a un manipolo di eroi pilotati dai giocatori in cerca di avventura. Il suo trono nel corso degli anni è stato minacciato numerose volte da outsiders più o meno riusciti, ma che non hanno intaccato il fascino del titolo (pur evidenziandone anno dopo anno alcuni limiti dovuti all'età anagrafica del progetto). Nel 2017 con l'applicazione per dispositivi mobili Road to Legend il gioco diventa full coop e ancora una volta il titolo di Re dei DC è salvo. L'esperienza di gioco viene rinverdita e reimplementata assottigliando ancora di più il muro che separa l'esperienza di gioca tridimensionale da tavolo con quella di un GdR puro o di un RPG digitale. Nel corso degli anni sono state pubblicate numerose espansioni, oggetto di collezionismo per gli appassionati del genere e del titolo. Espansioni che hanno reso il mondo di Terrinoth ancora più vasto, minaccioso ed epico.
Il peso degli anni però comincia a farsi sentire (e l'ombra di un colosso come Gloomhaven è troppo ingombrante da contrastare) così ecco che FFG (adesso Asmodee) annuncia per il 2021 un nuovo Descent, non una terza edizione, bensì un'edizione completamente rinnovata sotto ogni aspetto. Vedremo se questa nuova veste meriterà un posto nella nostra prossima TOP 100...
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59. [Matte] Underwater Cities (2018) di Vladimír Suchý, edito da Delicious Games e localizzato da MS Edizioni, per 1-4 giocatori, durata 80-150 minuti, moderata dipendenza dalla lingua.
Vladimír Suchý è un autore molto bravo, sicuramente molto conscio dei giochi di successo degli ultimi anni. Dopo aver creato un gioco di gestione dadi (Pulsar 2849, sulla scia del successo di Marco Polo) ecco che nel 2018 sviluppa quello che a parer mio è il suo gioco migliore (ma sono in attesa di provare la sua ultima fatica Praga Caput Regni) rifacendosi per certi versi a Terraforming Mars. Il fulcro del gioco è riuscire a ottimizzare la scelta dell'azione sul tabellone con il colore della carta giocata: se i colori corrispondono potrete svolgere entrambe le azioni, quella dello spazio azione sul tabellone e quello della carta. Grazie alle varie azioni potrete sviluppare le vostre città subacquee e costruire gli edifici che permetteranno la loro sostenibilità. La partita dura "solo" 10 turni, raggruppati in 3 ere, e in ogni turno potrete svolgere tre azioni. Quindi è facile capire che le partite hanno una durata abbastanza delimitata, anche se la minaccia della paralisi d'analisi è sempre dietro l'angolo.
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58. [Simarillon] Snow Tails (2008) di Gordon e Fraser Lamont, edito da Fragor Games e localizzato da Asmodee, per 2-5 giocatori, età 10+, durata 45 minuti, indipendente dalla lingua.
Siete in cerca del gioco di corsa quasi perfetto? Snow Tails potrebbe risolvere la vostra ricerca.
Una corsa di slitte tra i ghiacci polari, i giocatori dovranno portare la propria slitta, trainata da due cani, per primi verso il traguardo. Ogni giocatore ha un mazzo di carte movimento, con i numeri compresi tra uno e cinque, al proprio turno gioca una carta, o più carte se hanno lo stesso valore, che andranno a influenzare la velocità di uno dei due cani o la forza del freno; la velocità è determinata dalla somma della forza di tiro dei due cani meno la potenza del freno (ad esempio 5+2-3=4), quindi ci si muoverà in avanti di quattro caselle, mentre la direzione è data dalla differenza di tiro dei due cani (5-2=3) quindi ci si muoverà in diagonale di tante caselle di differenza verso il cane che tira di più. Carte danno verranno attribuite qualora si colpisca un'altra slitta o non si riesca a stare correttamente nel percorso o si colpiscano gli ostacoli o non si rispetti la velocità di entrata o di uscita in curva e queste "ingolfano" la mano del giocatore. Piccoli accorgimenti permettono a chi è indietro di tentare di recuperare terreno rendendo la corsa sempre interessante. Gioco più facile da giocare piuttosto che da spiegare. Percorsi modulabili, sia per lunghezza, sia per difficoltà, ambientazione ben resa, possibilità di effettuare campionati e di aggiungere con il tempo regole speciali (se ne trova in rete una bella collezione); insomma ha tutto per essere giocato e ri-giocato e per entrare a far parte della collezione di ogni giocatore, buono in qualsiasi numero di giocatori, perfetto se si gioca in quattro.
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57. [TheUncle] Mythos (2019) di Hal Eccles, Will Kenyon, Jason Maxwell e Tim Uren, edito da 8th Summit e localizzato da MS Edizioni, per 1-10 giocatori, durata 60-120 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
Non poteva mancare nel panorama ludico e, ovviamente nel nostro elenco, un gioco investigativo di stampo Lovecraftiano. Le meccaniche di Sherlock Holmes Consulente investigativo si spostano da Londra ad Arkham e gli investigatori si troveranno ad affrontare gli enigmi che il direttore della biblioteca della Miskatonic University, il Dott. Armitage, ci presenterà di volta in volta. Il regolamento, anche se in tutto e per tutto simile a quello di Sherlock Holmes c.i., presenta delle novità che lo snelliscono e rendono il gioco più fedele all'ambientazione. I giocatori infatti dovranno scegliere di volta in volta quale ambientazione visitare e in quale ora del giorno farlo. Capiterà infatti che seguire lo stesso indizio di mattina, pomeriggio o notte, ci restituisca risposte o, molto più probabilmente, "presenze" diverse. Oltre a questo, gli investigatori avranno un limite di mosse entro il quale dovranno necessariamente collezionare tutti gli indizi per rispondere alle domande del Prof. Armitage.
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56. [LucaCiglione] The King's Dilemma (2019) di Hjalmar Hach e Lorenzo Silva, edito da Ghenos Games, per 3-5 giocatori, età 14+, durata 45-60 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
Ogni giocatore rappresenta una casata e dovrà cercare di influenzare il re affinché vengano perpetrate le scelte atte a realizzare i propri obiettivi. Il gioco si suddivide in diverse partite e gli obiettivi sono di breve termine, dovuti alla carta pescata in quella run di gioco, e a lungo termine, propri della casata. Ogni giocatore dovrà sapientemente utilizzare i propri segnalini influenza per orientare a proprio piacimento i giusti eventi, senza disprezzare l'utilizzo del denaro per corrompere gli avversari. Il gioco è legacy e ogni nostra scelta influenzerà il proseguire degli eventi oltre a modificare la nostra influenza e la nostra ricchezza nelle partite successive. Un gioco che nasce per essere giocato continuativamente con lo stesso gruppo di giocatori in una campagna di circa 12 partite che porterà all'epilogo finale. Un gioco che va assecondato per esprimere le massime potenzialità dato che pur avendo une bella impalcatura sono i giocatori al tavolo a dargli quel twist speciale immedesimandosi nei personaggi e aggiungendo un po' di sano gdr alla partita.
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55. [LucaCiglione] Colt Express (2014) di Christophe Raimbault, edito da Ludonaute e localizzato da Asmodee, per 2-6 giocatori, età 10+, durata 20-40 minuti, indipendente dalla lingua.
Colt express, vincitore dello Spiel de Jahres 2015, è un gioco nel quale impersoneremo un bandito su un treno nel selvaggio West e dovremo rubare il maggior numero di bottino per essere decretati vincitori. Il gioco si suddivide in una fase di pianificazione nella quale giocheremo le nostre azioni che verranno poi eseguite una dietro l'altra nella fase di risoluzione. Colt Express può essere giocato in modo scanzonato, divertendosi quando le nostre pianificazioni falliranno miseramente a causa di azioni non previste da parte degli avversari, oppure in modo maggiormente ragionato ricordandosi le mosse degli avversari e cercando di intuire cosa faranno nel caso giochino carte coperte. Un gioco che può essere quindi adatto a diversi tipi di giocatore, ma che mantiene in ogni caso una decisa semplicità nel regolamento da cui deriva un flusso di gioco frizzante e senza tempi morti.
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54. [Interesse Ludico] Star Wars: Assalto Imperiale (2014) di Justin Kemppainen, Corey Konieczka, Jonathan Ying, edito da Fantasy Flight Games e localizzato da Asmodee, per 1-5 giocatori, durata 60-120 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
Se già Descent è un'esperienza di gioco completa e soddisfacente, Star Wars: Assalto Imperiale altro non fa che perfezionare quelle meccaniche e calare tutto in un'ambientazione amatissima per dar vita a un gran dungeon crawler, merito di un bilanciamento certosino tra i vari scenari della campagna. Il più delle volte questi non si limitano a chiedere l'eliminazione dei nemici, ma vanno oltre, e domandano arguzia tattica tra ottimizzazione del tempo (scandito in turni) e sinergia tra le varie abilità che i personaggi principali, inventati, ma ispirati e iconici, acquisiscono mediante spesa di punti esperienza (anche il master acquista punti esperienza e migliora la sua potenza di fuoco). Inoltre vengono qui introdotte nuove meccaniche volte ad arginare i difetti più grandi del genere, ovvero l'eliminazione del giocatore e l'accanimento del master verso un solo giocatore, generalmente il più debole. Star Wars: Assalto Imperiale è probabilmente il più corposo e profondo dungeon crawler 1 vs 3 con combat system a base dadi e basta vedere il numero di espansioni per rendersene conto.
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53. [TeOoh!] Russian Railroads (2013) di Helmut Ohley e Leonhard Orgler, edito da Hans im Glück, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 90-120 minuti, indipendente dalla lingua.
I giocatori dovranno tentare ad ogni turno di spingere il più avanti possibile i propri segnalini ferrovia sulle diverse tratte scegliendo accuratamente le azioni disponibili sul tabellone. Al termine di ogni round infatti, essi totalizzeranno un punteggio sempre maggiore a seconda del punto raggiunto dai segnalini. Pochissimi spazi azione disponibili e una grossa lotta per ottenerli sotto gli occhi degli avversari. Una carrettata di bonus sbloccabili durante la partita tra "personali" e "comuni a tutti" permettono un elevatissimo numero di strategie e una buona rigiocabilità.
Un gioco sicuramente da esperti, che dovranno fare molta attenzione nel scegliere le proprie mosse: punteggi spesso oltre i 300 punti forniscono distacchi davvero epocali.
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52. [F/\B!O P.] Paladini del Regno Occidentale (2019) di Shem Phillips e S J Macdonald, edito da Garphill Games e localizzato da Fever Games, per 1-4 giocatori, età 12+, durata 90-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Altro piazzamento lavoratori dalla Nuova Zelanda, questa volta con pedine colorate in base alla mansione e selezionate tramite draft di carte, da piazzare sulla propria plancia personale a sinistra per ottenere effetti immediati o a destra per progredire sui tre tracciati delle caratteristiche chiave (fede, forza e influenza). Da non dimenticare la presenza di diversi set di carte (paladini, cittadini, invasori...) che donano variabilità e offrono scelte gustose. Alla fine dei 7 round vince chi fa più punti, ma le vie per farli sono diverse, sebbene procedere con un certo equilibrio sia importate. In sintesi questo titolo di peso rappresenta un'ottima prova di solidità per gli autori, capaci di introdurre piccole novità su una base nota. L'interazione proposta è in forma indiretta, per cui consente una buona organizzazione dei propri progetti, ma nel contempo si rende necessario un continuo controllo su ciò che è disponibile e un aggiustamento, di turno in turno, dei propri piani. È un cinghiale e non si nasconde.
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51. [cogo71] Concordia (2013) di Mac Gerdts, edito da PD Verlag e localizzato da Cranio Creations, per 2-5 giocatori, durata 100 minuti, moderata dipendenza dalla lingua.
Nel 2018 è uscita la nuova versione Concordia Venus (acquistabile anche come espansione) che porta il numero di giocatori a 6 e introduce anche una versione a squadre oltre a nuove mappe. Nel 2015 è uscita l'espansione Salsa che introduceva all'impianto originale, oltre a una nuova materia anche 2 mappe addizionali e 27 nuove carte. Gioco di Mac Gerdts, senza rotella, ma che elargisce possibilità strategiche a piene mani a fronte di poche e semplici regole. I giocatori partono con la medesima dotazione di carte (che fungono sia da azioni che da moltiplicatori per il punteggio finale) che potranno migliorare durante il gioco acquistandone altre da un mercato comune. Non risente del peso degli anni grazie a meccaniche geniali ed eleganti ed estremamente fluide tant'è che su BGG è stabilmente nella top 20. Unico neo: durante la partita non è facile capire chi è in vantaggio se non si effettua una conta dei punti parziale.
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50. [Pinco11] Rush & Bash (2015) di Erik Burigo, edito da Red Glove, per 2-6 giocatori, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Volete calarvi in una atmosfera da Super Mario Kart (anche se il gioco è ambientato nel mondo della serie Super Fantasy della Red Glove), scambiandovi bombe e scorrettezze in una corsa tra pazze auto senza esclusione di colpi? Ecco il titolo giusto per voi. Piste componibili, varietà, gameplay leggero (anche se poi sono uscite regole addizionali per chi vuole fare le cose sul serio), tutto mescolato insieme per un gioco che si propone come adattissimo per un pubblico familiare. Ottimo il successo ottenuto, per cui il gioco è dotato anche di espansioni utili a donare il massimo di longevità alla linea. È un gioco dalla longevità praticamente infinita, giocabile tra bambini, in famiglia e anche solo tra adulti; un gioco che saprà regalare momenti di divertimento se affrontato nel modo giusto, dal momento che nelle corse la fortuna ha il suo impatto.
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49. [Valerio] Century: La Via delle Spezie (2017) di Emerson Matsuuchi, edito da Plan B Games e localizzato da Asmodee, per 2 -5 giocatori, durata 30-45 minuti, indipendente dalla lingua.
In questo primo capitolo di una trilogia di grande successo che esplora la storia di ogni secolo, il tema è il commercio di spezie. I giocatori, nei panni di leader di carovane che percorrono la famosa via della seta, prenderanno e giocheranno carte per produrre e scambiare cubetti-spezia. I cubetti, contenuti in pratiche ciotoline, rappresentano spezie di valore crescente (curcuma gialla, zafferano rosso, cardamomo verde, cannella marrone) e con le diverse azioni date dalle carte, che via via prenderemo per aggiungere al nostro mazzetto personale, si potranno produrre nuovi cubetti, promuovere cubetti a un livello superiore e trasformare cubetti cambiandoli in colore e quantità, costruendo un efficiente motore di gioco con lo scopo di conquistare le carte punteggio più prestigiose. Il grande successo del gioco è dato dalla sua semplicità che lo rende adatto a chiunque, grazie anche a un regolamento estremamente chiaro e a materiali accattivanti pur nella loro essenzialità. Il gioco scorre via ottimamente in qualunque numero di giocatori e restituisce una sensazione di eleganza. Degno di nota è anche il fatto che tutti i titoli della trilogia possono essere combinati per creare nuovi giochi più profondi e variabili.
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48. [Simarillon] Dobble (2004) di Denis Blanchot, edito e localizzato da Asmodee, per 2-8 giocatori, età 6+, durata 10 minuti, indipendente dalla lingua.
Il gioco che ha sdoganato il formato delle carte rotonde! Su ogni carta vi sono otto simboli differenti di dimensioni variabili, la particolarità è che ognuna delle carte del mazzo ha un simbolo – e solo uno! – in comune con qualsiasi altra carta: quindi prendendo due carte a caso tra di loro avremo sempre una sola icona comune. Dobble si basa su questa semplice idea del riconoscere i due simboli in comune per ricreare ben cinque giochi differenti (e diverse altre alternativa si trovano on-line). La scatolina in metallo, di piccole dimensioni, la facilità di gioco, la velocità delle partite, l'alta modularità del numero di giocatori e la possibilità di giocare praticamente ad ogni età lo rendono il gioco perfetto da portare sempre con sé.
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47. [Figlio di Griffin] Clank! (2016) di Paul Denner, edito da Renegade Games e localizzato da Raven Distribution, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 30-60 minuti, bassa dipendenza dalla lingua.
Un titolo "onomatopeico" che unisce la gestione del mazzo e delle carte con l'esplorazione e il movimento nel dungeon, mettendoci anche una piccola componente di bag-building (si estraggono cubetti rumore/ferita che infastidiscono e mettono in allarme il Drago). In Clank! sarete avventurieri che dovranno raccogliere artefatti, rubandoli e portandoli fuori dal villaggio prima che il Drago si svegli e scateni la sua ira su tutti quelli presenti ancora nei sotterranei del castello. La particolarità di questo titolo è che il fine partita può essere innescato dai giocatori stessi che, a seconda della propria posizione e di quella degli altri, possono decidere di uscire, lasciando agli altri pochi turni per scappare e non restare sotto le grinfie del Drago. Un gioco che gira meglio in tre giocatori evitando il downtime (forse eccessivo) in quattro e la debole (e poco sentita) corsa all'uscita in due.
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46. [*Ele*] Istanbul (2014) di Rudiger Dorn, edito da Pegasus Spiele e localizzato da Asmodee, per 2-5 giocatori, età 10+, durata 40-60 minuti, indipendente dalla lingua.
Vincitore del Kennerspiel des Jahres nel 2014; i giocatori guidano un mercante e una serie di assistenti che lo seguono nel grande bazar di Istanbul, composto da un tabellone modulare di 16 tessere. I mercanti raccoglieranno merci preziose, guadagneranno monete e visiteranno vari luoghi chiave per raggiungere il loro obiettivo finale: essere il primo ad accumulare 5 preziosi rubini. Il meccanismo di movimento dei mercanti-assistenti è l'aspetto più originale ed è la chiave per padroneggiare la corsa, infatti il gameplay ruota attorno alla pianificazione del percorso per attivare e combinare le azioni disponibili, in modo da poter raccogliere agevolmente gli assistenti, senza perdere di vista gli avversari. Un titolo che riesce a coniugare semplicità di apprendimento e una buona profondità strategica/tattica grazie alle variegate scelte disponibili e alla buona variabilità dalle diverse configurazioni possibili del tabellone che, spesso, cambiano l'efficacia di strategie già praticate e dove la sperimentazione è decisamente incoraggiata, riuscendo a essere molto stimolante.
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45. [Bernapapà] Caverna: Il popolo delle montagne (2013) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da uplay Edizioni, per 1-7 giocatori, età 12+, durata 30 minuti a giocatore, moderata dipendenza dalla lingua.
Ci troviamo di fronte a uno dei più amati capolavori del mitico Uwe Rosemberg. L'autore ci proietta in una fantomatica civiltà montana composta da nani dediti all'agricoltura, all'allevamento e agli scavi minerari, con la necessità di espandere la propria famiglia aumentando così il numero di lavoratori a disposizione, ma dovendo adeguare la dimora e la quantità di cibo necessaria a sfamare la famiglia ad ogni turno. È inoltre presente la possibilità di compiere missioni di esplorazione con un meccanismo di crescita dell'esperienza e quindi della complessità delle future esplorazioni da compiere. Ognuno espande la propria plancia, ma le azioni a disposizione (che si incrementano durante la partita) sono comunque poche, e si compete con gli avversari per accaparrarsi le più produttive, che saranno via via differenti a seconda dello stato di avanzamento del gioco e della progressione personale. Alla fine dei turni previsti, tutto ciò che ognuno è riuscito a produrre (animali, pietre, soldi e stanze) viene trasformato in punti vittoria. Questo gioco è l'essenza della gestione risorse incastonato nella meccanica di piazzamento lavoratori, con un breve accenno a espansione della plancia, con quasi totale assenza di fattore aleatorio. Siamo di fronte a una coperta sempre molto corta, per cui riuscire a padroneggiare il gioco non è affatto banale. Si potrebbe pensare che sia dedicato ai soli hard gamers, ma non è così: infatti anche i giocatori alle prime armi possono trarre soddisfazione dalle partite, in quanto le regole non sono così complesse, ed è possibile addirittura utilizzarlo come scuola di crescita per i giocatori con poca esperienza, ma motivati.
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44. [Simone M.] Tainted Garil: La Caduta di Avalon (2020) di Andrzej Betkiewicz, Krzysztof Piskorski e Marcin Świerkot, edito da Awaken Realms e localizzato da Giochi Uniti, per 1-4 giocatori, durata 120-180 minuti, dipendente dalla lingua.
L'Avalon Arturiana è sconvolta dall'Anomalia, una minaccia del passato malvagia e inspiegabile che sta fagocitando letteralmente porzioni del regno obliandole e cancellandole dalla realtà. L'unica arma per contrastare l'Anomalia sono i Menhir, antiche e gigantesche statue guardiane (misteriose tanto quanto il pericolo da cui proteggono gli abitanti) la cui presenza ed energia impedisce all'Anomalia di cancellare la regione su cui sorgono e si ergono. Ma i Menhir si stanno spegnendo e con essi la speranza di non soccombere all'oscurità. Per tale ragione una compagnia di nobili eroi parte alla ricerca di risposte e di salvezza. Ma quegli eroi... non saremo noi. Colosso d'avventura card-driven su mappa modulare che si è guadagnato una consistente fetta di appassionati ed estimatori nel giro di pochissimo tempo. Titolo complesso, corposo, punitivo e decisamente non per giocatori alle prime armi. Caratterizzato da una fortissima componente narrativa, Tainted Grail vi trasporterà in un viaggio di 15 capitoli (questa la suddivisione della scatola base del gioco) che possono essere riaffrontati da capo, fornendo ai giocatori un'esperienza sempre nuova grazie alla struttura a bivi della trama principale. Dotato di materiali di elevatissima qualità il titolo non è decisamente a buon mercato però le cose belle, si sa, si pagano.
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43. [Simarillon] Nome in Codice (2015) di Vlaada Chvátil, edito da CGE e localizzato da Cranio Creations, per 2-8 giocatori, età 12+, durata 10-15 minuti, dipendente dalla lingua.
Ci si divide in due squadre e si scopre una griglia di 5×5 parole. I due capisquadra visualizzano una carta che divide le parole tra quelle da far indovinare ai propri compagni, quelle avversarie, le neutrali e l'assassino. Al proprio turno il caposquadra dice una parola seguita da un numero: tale parola lega un numero di termini nella griglia pari al numero indicato e i suoi compagni devono indovinarle. Se ci si ferma o si sbaglia, la palla passa agli avversari. Se si prende l'assassino, si perde immediatamente. Vince chi indovina per primo tutte le parole della propria squadra. Il genio di Chvátil confezionando un party game per tutti sempre fresco e divertente, tanto da arrivare a vincere nel 2016 lo Spiel des Jahres e aver fatto incetta di premi e nominations. Tra l'altro da sottolineare ancora l'ambientazione delle agenzie di spionaggio, che dà anche un senso alla meccanica di gioco. Numerose le sue declinazioni da quella Visual, stesse identiche meccaniche, ma le parole sono sostituite dalle immagini... e i mazzi si possono, a piacere, anche unire. Duet, la versione appositamente pensata per due giocatori. Vietato ai Minori, dove le nuove parole incluse nel gioco sono pensate per creare maliziosi doppi sensi! Senza dimenticare la versioni tematizzate (Marvel, Disney, Harry Potter, Simpsons) da noi non ancora arrivate.
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42. [Chrys] Terra Mystica (2012) di Jens Drögemüller e Helge Ostertag, edito da Feuerland Spiele e localizzato da Cranio Creations, per 2-5 giocatori, età 12+, durata 60-150 minuti, indipendente dalla lingua.
Un grandissimo gioco di controllo territorio e sviluppo, un fuoriclasse che ha dimostrato "che nessuna classifica è già stata scritta e che si possono ancora creare capolavori" (cit. Dado).
Prendi una civiltà tra le 14 disponibili (!!) ed espandila costruendo case, templi, fortezze, empori, ponti e cattedrali, migliorane l'ingegneria e la navigazione, aumenta la tua influenza nei culti e fonda imponenti città. Il tutto con meccaniche tedesche al 100% senza spazio alla fortuna, ma facendo i conti con gli avversari e qui l'interazione si sente molto pur non essendo di tipo aggressivo, ma legata al territorio limitato e ad alcune azioni usabili da un solo giocatore a turno.
Nonostante la profondità delle regole non troppo complesse e facilmente apprendibili, forti che ogni cosa ha un senso a livello di ambientazione (gli empori danno soldi, le case lavoratori, i templi miracoli e preti, ecc.) e molto meno astratto di quanto possa sembrare a prima vista. Senza contare che le 14 razze e il setup sempre diverso gli garantiscono una longevità praticamente infinita!
Se Dio avesse un solo gioco nella sua collezione... lo venderebbe per comprarsi Terra Mystica (cit. me stesso). ;)
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41. [Interesse Ludico] Zombicide (2012) di Raphaël Guiton, Jean-Baptiste Lullien e Nicolas Raoult, edito da CMON e localizzato da Asmodee, per 1-6 giocatori, durata 30-120 minuti, moderatamente dipendente dalla lingua.
Zombicide è una pietra angolare del board game moderno per vari motivi. La sua campagna Kickstarter ha consacrato il famoso sito di crowdfunding come casa ideale per una certa tipologia di giochi in scatola, ha portato alla ribalta il genere american nello specifico e i giochi con miniature in generale, alzando nel contempo lo standard di qualità per quanto riguarda appunto, non solo il dettaglio, ma anche la quantità di miniature che devono essere presenti nella scatola. Tutto è iniziato cavalcando la moda del momento (gli zombi) e continua (e continuerà) con tutta una serie di titoli che sposta sempre un po' più avanti l'asticella, introducendo nuove meccaniche (season 2 e 3), oltre che miglioramenti nella componentistica (Black Plague) e spostamento di focus su nuove ambientazioni e flavour generale (Invader, La Notte dei Morti Viventi, Undead or Alive). Tutti questi giochi sono praticamente tutti validi, anche se il consiglio è di partire dal capostipite (la cui recente ristampa prende in considerazione le migliorie di giocabilità introdotte negli anni) in quanto ottimo punto di partenza. Inutile dirlo, si tratta di esplorare la mappa, facendosi strada e sopravvivendo a suon di dadi. Le meccaniche sono strettamente legate all'ambientazione (gli zombi formano gregge e si muovono verso le fonti di rumore) e costringono i giocatori a una particolare attenzione nella suddivisione dei compiti e nell'utilizzo delle abilità del party. Un titolo tutto sommato snello, ma profondo e articolato, mentre "massiccio" è l'unico aggettivo adatto a definire quantità di materiali e di missioni, senza contare quelle fanmade.
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40. [LucaCiglione] Unlock! (2017) di Alice Carroll, Thomas Cauët e Cyril Demaegd, edito da Space Cowboys e localizzato da Asmodee, per 2-6 giocatori, età 10+, durata 60 minuti, fortemente dipendente dalla lingua.
La serie Unlock! è formata da diversi giochi in stile Escape Room che presentano ciascuno 3 diverse avventure. Ognuna è composta da un mazzo di carte rappresentanti luoghi e oggetti con cui dovremo tipicamente interagire (alla punta e clicca), combinandoli tra loro per avanzare. Ho scritto "tipicamente", perché questo modo di procedere è quello base, ma ogni mazzo di carte è una continua scoperta e questo modus operandi potrà essere completamente snaturato e variato; ci sono molte sorprese in serbo per i giocatori. Oltre al mazzo di carte, abbiamo un supporto multimediale con un'app davvero ben fatta e che permette enigmi basati anche sui suoni e sull'interazione con mini-giochi digitali. L'integrazione praticamente perfetta tra carte, storie e applicazione è il punto forte del gioco che, avventura dopo avventura, cerca sempre di rinnovarsi senza mai essere ripetitivo.
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39. [Figlio di Griffin] Disney Villainous (2018) di Prospero Hall, edito e localizzato da Ravensburger, per 2-6 giocatori, durata 50 minuti, dipendente dalla lingua.
Il gioco di carte della Disney. Anzi no. Il gioco di carte dei cattivi della Disney. Se vi siete sempre appassionati più ai cattivi di turno che agli eroi protagonisti (come il sottoscritto col Principe Giovanni) allora troverete questo titolo fatto apposta per voi. Se invece avete sempre adorato immaginarvi nei panni dei buoni senza macchia e senza paura, allora troverete questo titolo fatto apposta per voi. Insomma, Disney Villainous è un must-have per gli amanti dei lungometraggi della casa – anzi del castello – del buon vecchio Walt! Un gioco che fa dell'asimmetria il suo principio cardine. Ognuno impersonerà il cattivo di una storia e dovrà portare a termine il suo differente obiettivo personale, potendo interferire con le "storie" degli altri con una specifica azione per far entrare in gioco, contro di loro, i relativi personaggi buoni. I disegni delle carte sono quelli classici e ogni carta vi riporterà a una particolare sequenza del vostro film preferito... comprare, giocare e guardare per credere!
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38. [Sergio] Five Tribes (2014) di Bruno Cathala, edito da Days of Wonder e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, indipendente dalla lingua, età 13+, durata 60 minuti, indipendente dalla lingua.
Meccaniche semplici: una volta determinato l'ordine di turno tramite una sorta di asta, ciascun giocatore può effettuare l'azione di movimento. Questa consiste nel prendere tutti i meeples presenti su una tessera e depositarli secondo una sequenza continua, fino a raggiungere la tessera finale che deve contenere almeno 1 meeple del colore dell'ultimo depositato. Si risolve quindi l'azione legata a uno dei 5 tipi di meeple e quella legata al tipo di tessera (5 diverse). A fine partita si sommano i punti derivanti da ben 8 fonti; chi ne ha di più vince. Grafica bella e colorata, scatola strapiena di meeples. Apparentemente un family, ma inganna: la quantità di regolette, le scelte strategiche che si rinnovano turno dopo turno, gli effetti delle prese dei meeples non ne fanno proprio un entry level (ma è anche questa la sua bellezza).
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37. [White Winston] Gloomhaven (2017) di Isaac Childres, edito da Cephalofair Games e localizzato da Asmodee, per 1-4 giocatori, durata 60-120 minuti, dipendente dalla lingua.
Nato da una campagna Kickstarter con quasi 5000 finanziatori, per poco meno di 400.000 $; spiccioli in confronto alla portata di un gioco destinato a passare alla storia come uno dei Dungeon Crawler più rivoluzionari e amati di tutti i tempi. Saldamente al comando della classifica di BGG da ormai un paio di anni, il gioco vi metterà nei panni di una squadra di personaggi (eroi e antieroi), alla scoperta di un mondo vastissimo, intriso di storie e ricco di dungeon, avventure e... stickers. Le meccaniche molto euro e l'incidenza molto bassa della componente aleatoria lo rendono un american sui generis, in grado di adattarsi perfettamente anche ai palati teutonici. Dal punto di vista visivo, si presenta con una scatola enorme, piena di materiali, ma con poche miniature, sostituite per lo più dai famigerati "stendini".
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36. [F/\B!O P.] 7 Wonders (2010) di Antoine Bauza, edito da Repos Production e localizzato da Asmodee, per 2-7 giocatori, età 10+, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Ha vinto una valanga di premi ed è diventato l'esempio per antonomasia quando di parla di draft, meccanica già nota, ma mai così ben implementata. Si comincia ciascuna delle tre ere con una mano di 7 carte: se ne tiene una e si passano le altre. La carta selezionata può essere usata per ottenere soldi, costruire la propria meraviglia oppure, pagandola con le risorse sulle proprie carte già in tavola (questo è forse l'aspetto meno immediato alla primissima partita, perché non ci sono risorse fisiche), per aumentare le produzioni, avere sconti, incrementare l'esercito, guadagnare punti vittoria o collezionare set. L'interazione è prevalentemente con i vicini di destra e sinistra, con i quali si combatte alla fine di ogni era e dai quali si possono comprare risorse. Ci sono più maniere di portare a casa la partita (vince chi fa più punti) ed è bene tenere d'occhio cosa fanno/prendono gli altri. Per questi motivi c'è un buon equilibrio tra tattica e strategia, nonostante un regolamento semplice che accoglie i babbani e stuzzica gli esperti, concentrate in un minutaggio onesto.
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35. [Simone M.] Mage Knight (2011), ideato da Vlaada Chvátil, edito da WizKids Games e localizzato da Giochi Uniti, per 1-4 giocatori, età 14+, durata 150 minuti, dipendente dalla lingua.
La Wizkids ingaggia uno dei più talentuosi e originali game-designer di sempre per realizzare la trasposizione su plancia del collezionabile Mage Knight Conquest (uno strategico tridimensionale basato sul sistema Heroclix). Il Risultato? Un titolo da Top100, consigliato per giocatori esperti.
Ciascun giocatore, dotato della propria miniatura e del proprio mazzo di carte (base), avrà a disposizione un intero continente da esplorare su mappa modulare (assemblata in base a uno scenario di riferimento). Potrà visitare villaggi in cui reclutare truppe e riprendersi dalle ferite, potrà esplorare rovine e incontrare mostri erranti. Potrà conquistare torri magiche o assaltare intere città e divenirne il signore. Tutte le sfide gli permetteranno di accrescere la propria forza (ottenendo nuove carte magia o artefatto) e il proprio livello di abilità (nella migliore tradizione RPG) al fine di prevalere sugli altri a fine partita. Mage Knight mescola dungeon-crawling e deck-building in maniera furba e accattivante e strizza l'occhio più ai GDR che ad altri titoli similari. Un mix esplosivo che lo ha reso un punto di riferimento di genere anche per la fastosità dei materiali utilizzati. Una curiosità: il titolo è molto apprezzato (e vivamente consigliato) nella modalità "in solitario".
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34. [*Ele*] Heaven & Ale (2017) di Michael Kiesling e Andreas Schmidt, edito da eggertspiele, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 60-90 minuti, indipendente dalla lingua.
Candidato al Kennerspiel des Jahres nel 2018, i giocatori hanno il compito di guidare un monastero e il relativo birrificio, raccogliendo le risorse da un percorso comune circolare per posizionarle nella propria plancia personale. Il costo delle risorse dipende dal posizionamento e in base a questo verranno attivate azioni complementari e bonus, ma le monete sono limitatissime.
L'ambientazione è solo un pretesto, in compenso la sfida è serrata e ricca di decisioni difficili, ogni scelta ha un peso specifico non indifferente, un titolo "stretto", in cui si paga ogni decisione presa alla leggera, tanto che si potrebbe terminare la partita con pochissimi punti, aspetto che rende la sfida ancora più avvincente e ricca di tensione.
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33. [TeOoh!] Agricola (2007) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da Stratelibri per la 1e e da Asmodee per la 2e, per 1-5 giocatori, età 12+, durata 30-150 minuti, indipendente dalla lingua.
Il titolo a cui si pensa per primo quando si parla di "piazzamento lavoratori". La propria famiglia di contadini ha pochissimi turni per poter: creare steccati, inserirci animali (di 3 tipologie), allargare la propria casa, rimodernarla, accrescere la famiglia, costruire miglioramenti, arare campi e coltivarli. Nel frattempo il gioco chiederà con diverse cadenze di sfamare tutti i membri attivi della famiglia. I giocatori dovranno piazzare a turno sulle azioni i propri membri della famiglia per raccogliere risorse o trasformarle in uno sviluppo per la propria fattoria. La sensazione è sempre quella di non avere sufficienti turni per fare tutto e, specie per le prime partite, si guarderà sconsolati il proprio appezzamento di terreno semi deserto. Quando però si ingrana, lo sviluppo e l'intersezione delle diverse carte in mano permette di staccarsi da quel punteggio di poco positivo (a volte negativo!) per sforare la soglia dei 40 punti.
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32. [TheUncle] Le Case della Follia (2019) di Nikki Valens, edito da Fantasy Flight Games e localizzato da Giochi Uniti, per 1-5 giocatori, durata 120-180 minuti, dipendente dalla lingua.
Un po' investigativo, un po' dungeon crawler, un po' gioco di ruolo molto, molto horror. Le Case della Follia Seconda Edizione sono forse uno dei giochi con la più azzeccata e coinvolgente atmosfera horror nel panorama ludico moderno. Impersonando un team di investigatori dell'occulto, saremo guidati splendidamente da un'app che ci aiuterà nel setup, nell'esplorazione e nei combattimenti, come un dungeon master, senza però essere invasiva. Negli anni il gioco è stato arricchito con espansioni e ambientazioni che hanno aumentato il numero delle avventure, delle miniature di eroi e mostri e affinato un regolamento già di per sé molto lineare e azzeccato. I casi da risolvere hanno difficoltà diversa, ma esigono tutti impegno, sangue freddo, molta attenzione e – perché no? – anche una buona dose di fortuna. I miti di Lovecraft sono stati quindi splendidamente trasposti e un'atmosfera di ansia e terrore vi terrà compagnia per tutta la durata delle vostre partite.
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31. [Simone M.] Twilight Struggle (2005) di Ananda Gupta e Jason Matthews, edito da GMT e localizzato da Asmodee, per 2 giocatori, età 14+, durata 180 minuti, dipendente dalla lingua.
Wargame asimmetrico, bidimensionale, per due giocatori ambientato durante la guerra fredda. In Twilight Struggle, i giocatori guideranno una superpotenza a scelta fra USA e URSS verso la supremazia. Per fare questo avranno dieci turni in cui dovranno giocare "letteralmente" le proprie carte. Ogni turno i giocatori avranno a disposizione un certo numero di carte prese da un mazzo comune (esiste un mazzo specifico per ogni momento del conflitto) che potranno usare per influenzare gli equilibri politici, ideologici e militari sulla plancia di gioco (il mondo). Le carte potranno essere usate come eventi a cui seguiranno determinati effetti oppure come azioni militari per eseguire riallineamenti e colpi di stato sfruttandone il valore numerico (Punti Operazione Militare). Le carte vanno giocate in maniera strategica e ottimale poiché, a prescindere dalla fazione del giocatore, alcune di esse potranno agevolare l'avversario. Tre le condizioni di vittoria possibile: il controllo totale dell'Europa, il raggiungimento di 20 punti vittoria oppure essere il giocatore che, nel turno, "non" ha innescato un conflitto nucleare. Twilight Struggle simula in maniera ineccepibile i 45 anni in cui si è svolto questo titanico braccio di ferro fra le due nazioni che hanno più influenzato il dopoguerra.
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30. [Figlio di Griffin] Santorini (2004 e 2016) di Gord!, edito da Spin Master, per 2-4 giocatori, età 8+, durata 20-30 minuti, indipendente dalla lingua.
Il Santorini del 2016 è la reimplementazione di un astrattone del 2004 che ha goduto di un nuovo e più acclamato lustro, grazie alla grafica rinnovata, ai nuovi materiali e alla più evidente tematizzazione (la bianca isola greca al tempo degli dèi). La sfida sarà quella di muovere i vostri due architetti per innalzare, ad ogni spostamento sulla mappa, un piano dei quattro disponibili, cercando di far terminare, almeno una volta, il movimento di un proprio architetto sul terzo piano di un edificio vincendo, così, la partita. Santorini è un titolo che diverte e impegna molto i giocatori in sfide mossa a mossa, dove non bisognerà lasciare troppi spazi utili all'avversario. Il titolo dà il meglio di sé in due giocatori e la possibilità di utilizzare (o non utilizzare) carte personaggio con poteri variabili (si sa che ogni Dio dell'Olimpo ha il suo), rende il tutto molto più longevo e stimolante.
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29.
[TheUncle] Sherlock Holmes Consulente Investigativo (1982) di Adam Kwapiński, edito da Sleuth Publications e localizzato da Asmodee, per 1-8 giocatori, durata 60-120 minuti, dipendente dalla lingua.
ato nel 1982 ha subito nel tempo varie ristampe ed espansioni tanto da farlo diventare ormai un titolo della categoria "classici". È, senza dubbio, il capostipite dei giochi di investigazione di genere narrativo. In Sherlock Holmes Consulente Investigativo dovremo risolvere i vari casi contenuti nella scatola utilizzando un libro di prove e testimonianze, una mappa di Londra, l'elenco telefonico della città e gli articoli dei quotidiani. Quando i giocatori saranno sicuri di aver risolto il caso dovranno affrontare le domande finali di Sherlock Holmes e confrontare il punteggio con quello del grande investigatore nato dalla penna di Sir. Arthur Conan Doyle. Il gioco ha riscosso un così grande successo che la community online ha pubblicato altri casi, tutti scaricabili gratuitamente online. Ne esistono due scatole, ciascuna da 10 casi: "I Delitti del Tamigi e Altri Casi" e "Carlton House & Queen's Park"... noi vi suggeriamo di partire dalla prima delle due.
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28. [cogo71] Teotihuacan: Città degli Dei (2018) di Daniele Tascini, edito da NSKN Games e localizzato da Giochix, per 1-4 giocatori, età 14+, durata 90-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Il gioco è ampiamente dentro la top 100 di sempre di BGG. Si tratta di un peso medio per 1-4 giocatori che vanta già due espansioni: Tardo Periodo Preclassico del 2019 e Shadow of Xitle in uscita quest'anno. Utilizza la meccanica della gestione dadi introducendo il twist del loro "invecchiamento". Ambientato nel periodo precolombiano, offre un ampio ventaglio di strategie per perseguire la vittoria finale grazie anche al minigioco di costruzione della piramide centrale ispirata al tempio del sole ritrovata in Messico nell'omonimo sito archeologico. Facile da apprendere, ma difficile da padroneggiare. Parlando specificatamente del solitario, tra quelli "statici" e quelli dell’automa, sulle plance saranno sempre presenti altri 9 lavoratori oltre ai vostri; questo implica la sempre notevole difficoltà a capire quale sia l’azione migliore e più redditizia ad ogni turno. Una vera manna dal cielo per gli amanti dei solitari "rompicapo" e una fonte di grande soddisfazione quando si arriva in fondo riuscendo magari a vincere per pochi punti.
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27. [White Winston] Nemesis (2019) di Adam Kwapiński, edito da Awaken Realms e localizzato da Cranio Creations, per 1-5 giocatori, durata 90-180 minuti, dipendente dalla lingua.
Frutto di una campagna Kickstarter pirotecnica e di grande successo, in pieno stile Awaken Realms, Nemesis si è rapidamente ritagliato tra critica e pubblico il titolo di una delle migliori uscite american degli ultimi anni. Ogni giocatore si metterà nei panni di un membro dell'equipaggio che, risvegliatosi dal criosonno insieme ai suoi compagni, improvvisamente scopre che nel frattempo la nave (la Nemesis appunto) è stata invasa da una misteriosa razza aliena, per niente intenzionata a fare amicizia. La sua natura semi-cooperativa, i riferimenti (quasi) diretti ad Alien, le meccaniche estremamente immersive e a tratti innovative, le atmosfere claustrofobiche e la sua capacità di trascinare i giocatori in un'esperienza cinematografica unica, lo stanno rapidamente consacrando nell'olimpo dei grandi, per non dire dei grandissimi.
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26. [TheUncle] Dixit (2019) di Jean-Louis Roubira, edito da Libellud e localizzato da Asmodee, per 3-6 giocatori, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Ci troviamo di fronte a uno dei più famosi family game mai creati. Grazie al regolamento facile e intuitivo e soprattutto alla bellezza delle illustrazioni delle sue carte, si è guadagnato il titolo di Spiel des Jahres nel 2010. Nella propria mano il primo giocatore dovrà scegliere una delle carte dalla propria mano e la giocherà nascosta descrivendola con una parola, un verso di una canzone o poesia o da una frase che la ricordi. A quel punto tutti gli altri giocatori dovranno giocare, sempre in segreto, una carta dalla loro mano che ricordi le parole dette dal primo giocatore. Le carte a quel punto verranno mischiate e posizionate scoperte sul tavolo. Si darà luogo a una vera e propria asta e si dovrà cercare di capire quale sia la carta giocata dal primo giocatore. Nel corso degli anni di questo gioco ne è stata pubblicata una nuova versione (Odissey) che permette di effettuare partite fino a 12 giocatori e sono uscite circa una dozzina di espansioni che aggiungono ognuna oltre 80 carte, o meglio, piccole opere d'arte.
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25. [Valerio] Hive (2000) di John Yianni, edito da Gen42 Games e localizzato da Ghenos Games, per 2 giocatori, durata 20 minuti, indipendente dalla lingua.
Forse il più famoso astratto moderno per 2 giocatori, uno dei pochi ad avere veri e propri campionati mondiali e anche manuali di strategia dove troviamo concetti come formazioni, strategie di apertura, mediogioco e finale, tattiche di inchiodatura, copertura e blocco, per dare un'idea della sua profondità. In maniera scacchistica comanderemo il nostro esercito di insetti rappresentati da pezzi esagonali in bachelite, ognuno con il proprio movimento, che piazzeremo direttamente sul tavolo con lo scopo di circondare l'ape regina avversaria, ma senza dimenticare la limitazione di dover mantenere sempre unito l'alveare. Facile da giocare, ma terribilmente difficile da padroneggiare, grazie al suo gameplay unico e alla sua estetica raffinata si è ritagliato il suo spazio tra gli appassionati di giochi astratti - e non solo - e dopo 20 anni risulta ancora fresco e sempre piacevole da giocare ovunque, per sfide veloci e avvincenti.
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24. [Figlio di Griffin] Alta Tensione (2004) di Friedemann Friese, edito da 2F-Spiele e localizzato da Giochi Uniti, per 2-6 giocatori, durata 120 minuti, indipendente dalla lingua.
In questo titolone troverete solida carne germanica fatta di costruzione reti, aste, gestione risorse e sviluppo economico. Dovremo creare e collegare centrali elettriche e dovremo farlo nel modo più efficiente (gestendo le risorse necessarie) e più efficace possibile (alimentando più centrali). La particolarità di questo gioco è che tutti i turni di gioco vengono gestiti da fasi che camminano come un orologio svizzero, con il costo delle risorse aggiornato volta per volta, in una sorta di azionario che vedrà i costi salire e scendere in base agli acquisti fatti sul mercato. Altra peculiarità è che per vincere non si dovranno fare più punti degli avversari, ma si dovranno mantenere attive e alimentare più centrali elettriche degli avversari. Ovviamente questo è un gioco per giocatori esperti, anche perché dura due ore pulite pulite (anche nella configurazione a due), ma di sicuro interesse per neofiti che vogliano applicarsi un poco di più e abbiano intenzione, magari, di lasciare vecchi titoli come Monopoli a favore di qualcosa di più moderno, appagante e strutturato. Dal 2004 a oggi sono uscite poi una marea di mappe/espansioni in modo da sperimentare nuove e diverse difficoltà di gestione.
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23. [Bernapapà] Orléans (2014) di Reiner Stockhausen, edito da dpl games e localizzato da Cranio Creations, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 90 minuti, indipendente dalla lingua.
Orléans è una cittadina francese, dedita al commercio, che ha vissuto il suo picco di notorietà durante il medioevo, anche grazie alla presenza della sinuosa Loira che l'attraversa. Da questo spunto è tratto il gioco che unisce, alle solite meccaniche di piazzamento lavoratori e gestione risorse, una innovativa meccanica, battezzata bag building, che impone di riporre i lavoratori appena utilizzati nel sacchetto, per poi estrarli nel turno successivo: considerando che i lavoratori sono di differenti tipi (6) e che è la combinazione dei lavoratori, solitamente 3 diversi, che permette di effettuare le azioni; si tratta quindi di "costruire un sacchetto" sufficientemente produttivo e poco dispersivo in modo da ottimizzare i turni messi a disposizione. Nel corso della partita si acquisiranno ulteriori lavoratori, li si manderà definitivamente nelle camere del consiglio o li si utilizzerà per esplorare la regione, accumulando merci, che forniranno punti, spargendo le proprie camere di commercio sulla mappa. Compaiono infine meccaniche di maggioranze e percorsi di evoluzione nelle gilde cittadine, intervallati da eventi casuali, talvolta redditizi, talvolta nefasti, che rendono le partite sempre diverse. Il tutto arricchito da un percorso di notorietà che funzionerà da moltiplicatore dei nobili guadagnati al consiglio o nelle varie gilde. Insomma un bel guazzabuglio che scorre liscio come l'olio, che dosa sapientemente un pizzico di fortuna nella pesca, ma che un attento stratega sarà sempre in grado di volgere a proprio favore. Un gran bel gioco, pensato per tutti i giocatori con un minimo di dimestichezza con la gestione risorse.
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22. [TheUncle] Dominion (2008) di Donald X. Vaccarino, edito da Rio Grande Games e localizzato da Giochi Uniti, per 2-4 giocatori, durata 30 minuti, dipendente dalla lingua.
Dominion è forse il più famoso tra i giochi deck builder ed è entrato ormai nella categoria "classici". Il gioco nasce con 2 differenti set base (Nasce un Regno e Intrigo) da 500 carte ognuno e da una dozzina di espansioni che aggiungono altri set di carte, token, plance e monete. Le carte in Dominion sono di tre tipi, denaro, azioni e punti vittoria. Il setup del gioco è velocissimo: all'inizio del gioco verranno estratti 10 set di carte azione e verranno messi accanto ai mazzi vittoria e a quelli denaro. Ogni giocatore prenderà 10 carte in mano (5 monete e 5 punti vittoria) e si potrà iniziare a giocare. Nel gioco saremo dei monarchi che dovranno utilizzare il denaro in loro possesso per acquistare le carte azione per muovere guerra agli altri giocatori cercando di guadagnare quanti più Punti Vittoria (caratterizzati da carte di colore verde) possibile. Sarà importante valutare bene le proprie mosse e scegliere il momento giusto per cominciare ad acquistare le carte vittoria in quanto, nella maggior parte dei casi, queste ultime potranno tramutarsi durante il gioco in veri e propri malus, in quanto diminuiranno le azioni e il denaro disponibile per ogni turno. Per esperienza personale possiamo dire che il gioco base, affiancato a 2 o 3 espansioni renderà praticamente impossibile intavolare per 2 volte di seguito la stessa partita.
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21. [Figlio di Griffin] Barrage (2019) di Tommaso Battista e Simone Luciani, edito da Cranio Creations, per 1-4 giocatori, età 14+, durata 60-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Questo è un gioco cattivo, difficile da padroneggiare, ma facile da imparare. Alla fine si tratta di un ben articolato piazzamento lavoratori in cui dovremo utilizzare i nostri dodici ingegneri per attivare azioni utili alla costruzione e alla gestione di efficienti circuiti rappresentati da dighe, condotte e centrali. Le novità che hanno portato Battista e Luciani in questo solidissimo german, sono state la gestione del flusso dell'acqua (che scende dai monti e una volta bloccata dalle dighe si rende utile ad attivare il proprio circuito idroelettrico) e l'investimento ciclico delle risorse (le proprie betoniere e i propri escavatori vengono messi in una ruota quale costo di attivazione di alcune azioni e vengono ripresi in carico dopo un tot di giri). Oltre alla claustrofobica, punitiva e impegnativa sfida in più giocatori, c'è anche una variante in solitario davvero sfidante e ben gestita. Tutto questo per dire che Barrage non potrà che diventare un classico.
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20. [Figlio di Griffin] Splendor (2014) di Marc André, edito da Space Cowboys e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Questo è un titolo che si spiega in pochissimo tempo e che può (e deve) essere proposto anche a neofiti che ne apprezzeranno l'immediatezza delle meccaniche e la fluidità di gioco. Anche i materiali qui fanno la loro accattivante parte e mi riferisco, in particolare, alle fiches/risorse che utilizzeremo per comprare carte dall'area comune di gioco e piazzarle poi nella nostra area personale, cercando di diventare il migliore collezionista di gemme preziose. Un gioco di carte con un sistema di collezione set che va a premiare l'attenta raccolta delle gemme presenti sulle carte stesse. Ogni carta presenta un valore di punti per il fine partita, un costo in gemme e un valore, sempre in gemme, da utilizzare come sconto per l'acquisto delle successive carte. Ci sono tre diverse linee di carte, con costi crescenti, tra cui poter prendere o prenotare (mettendole nella propria mano) carte e tre diversi tipi di tessere nobili che vanno a regalarci punti, una volta soddisfatti i requisiti in termini di tipologia di gemme possedute. Come detto Splendor è un titolo da poter proporre a tutti senza remore.
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19. [Figlio di Griffin] Everdell (2018) di James A. Wilson, edito da Starling Games e localizzato da Asmodee, per 1-4 giocatori, durata 40-80 minuti, dipendente dalla lingua.
Un titolo che una volta apparecchiato sul tavolo non potrà che attirare tutti, ma veramente tutti: sia i freddi amanti degli astratti fatti di legno e cartoncino che i fanatici degli artwork pucciosi! I materiali sono il punto di forza più evidente di questo titolo che con il suo bellissimo (anche se poco ergonomico) albero tridimensionale, le sue meravigliose risorse sagomate e gli splendidi disegni delle carte fa tantissima scena e bella mostra di sé. C'è però anche parecchia sostanza durante la partita, data da meccaniche semplici applicate a uno sviluppo di gioco per nulla immediato e semplice da gestire. Si partirà con zero risorse e soli due lavoratori per cercare di creare e popolare, in soli quattro turni/stagioni, la propria città che alla fine dovrebbe essere composta, almeno, da quindici carte, tra edifici e personaggi, in un crescendo di combo fatte dai collegamenti tra le varie carte e le loro abilità. Un titolo Family che ha avuto un grandioso e meritato successo con pure una serie importante di espansioni ad aumentarne la lunghezza e l'esperienza di gioco.
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18. [Figlio di Griffin] Ticket To Ride (2004) di Alan R. Moon, edito da Days of Wonder e localizzato da Asmodee, per 2-5 giocatori, durata 30-60 minuti, indipendente dalla lingua.
Uno dei giochi da tavolo moderni più venduti e di successo. Un successo giustificato dal divertimento e dal senso di crescita che restituisce al tavolo. Un gioco di carte e costruzione reti, con una sorta di collezione set che ci vedrà calare carte dello stesso colore per posizionare i nostri vagoni a coprire tratte ferroviarie in giro per gli Stati Uniti d'America (o per altri luoghi del mondo, viste le tante mappe/espansioni uscite) in modo da soddisfare gli obiettivi delle carte biglietto pescate all'inizio e durante la partita. Anche se in due giocatori la mappa diventa un poco più larga, Ticket To Ride gira bene in qualunque tipo di configurazione, regalando 45 minuti di soddisfacente distrazione ludica. L'appeal del titolo è indiscutibilmente legato anche all'esperienza "tattile" data dai vagoncini di plastica che certo non scontenteranno nemmeno gli sposta-cubetti più incalliti.
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17. [White Winston] Brass: Birmingham (2018) di Martin Wallace, Gavan Brown e Matt Tolman, edito da Roxley e localizzato da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, durata 60-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Riedizione del già noto Brass del 2007 (sdoppiato in Brass: Lancashire e Brass: Birmingham), passata attraverso il solito Kickstarter con una campagna milionaria, con alcune modifiche, aggiunte, nonché una grafica e dei materiali notevolmente migliorati e al passo con i tempi. Rivoluzione industriale in Inghilterra, verrete messi a capo di una compagnia che dovrà sfruttare risorse, costruire industrie e sviluppare una rete di collegamenti in grado di garantire la vendita dei vostri prodotti. Se Lancashire è l'esatta riedizione del gioco del 2007 (con poche modifiche, seppur importanti), Birmingham è un 2.0 che parte dalle stesse meccaniche per sviluppare una seconda versione del gioco, ancor più profonda (se possibile). Le due riedizioni di Brass sono riuscite nella difficile impresa di mettere d'accordo un po' tutti, affermandosi non solo come giochi migliori del suo predecessore, ma addirittura a tal punto da guadagnarsi i piani alti(ssimi) della classifica di BGG (Brass: Birmingham attualmente occupa la posizione n.4, Brass: Lancashire la n.18).
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16. [Simone M.] Star Wars: Rebellion (2016) di Corey Konieczka, edito da Fantasy Flight Games e localizzato da Asmodee, per 2-4 giocatori, durata 180–240 minuti, dipendente dalla lingua.
Gioco strategico card-driven asimmetrico per 2 giocatori (non fatevi ingannare dalla label sulla scatola che riporta 2-4 giocatori, le partite in 3 o in 4 sono delle mere varianti), ambientato all'interno dell'arco narrativo della Trilogia Classica di SW (ovvero Episodio IV, V e VI) e creato dallo specialista, Corey Konieczka, della durata approssimativa di 180-240 minuti in cui Ribelli e Imperiali cercheranno di giungere alla vittoria finale perseguendo strade diametralmente opposte. Gli Imperiali saranno impegnati in azioni di rastrellamento planetario (seek&destroy) alla ricerca della base segreta dei Ribelli. Questi ultimi invece sfrutteranno i pochi uomini e i pochissimi mezzi a disposizione per rallentare la ricerca dell'Impero con sabotaggi mirati e attacchi rapidi, in modo da instillare il seme della rivolta nei Sistemi planetari ancora neutrali. L'Impero avrà 14 turni di tempo per trovare la Base Ribelle. Se non riuscirà nell'impresa e il segnalino segnaturni si sovrapporrà a quello ribelle posto su un'apposita track, la fazione Ribelle sarà dichiarata vincitrice. Star Wars: Rebellion è un gioco completo e concepito per soddisfare, ampiamente, sia la platea degli appassionati della saga che i giocatori più esigenti e in cerca di un'esperienza ludica a più livelli. Alla sontuosità dei componenti, Fantasy Flight Games affianca infatti un impianto di gioco articolato e allo stesso tempo fluido, con pochissime sbavature. Ambientazione e meccanica si sposano perfettamente dando vita, senza dubbio, alla migliore simulazione strategica su plancia targata Star Wars sino a oggi prodotta. Nel 2017 il gioco si espande (ma senza un vero e proprio bisogno strutturale) con Rise of The Empire ispirata allo spin off cinematografico Rogue One.
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15. [Simone M.] Race for the Galaxy (2007) di Thomas Lehmann, edito da Rio Grande e localizzato da Giochix, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 30-60 minuti, moderata dipendenza dalla lingua.
Gioco di civilizzazione spaziale forse fra i più immersivi in circolazione. Fornisce un'incredibile profondità strategica e un livello di simulazione difficilmente eguagliato pur non possedendo elementi tridimensionali. Tutto ruota intorno alle carte che possono assumere, nel corso della partita, diversi ruoli e funzioni. Ciascun giocatore sceglie in segreto una carta azione (due nelle partite a 2 giocatori) e la rivela simultaneamente. Le azioni scelte vengono svolte da tutti i giocatori, ma colui che l'ha giocata ne esegue un effetto più potente (bonus). Le carte che possono essere giocate sul fronte in base alla loro tipologia (pianeti, sviluppi tecnologici, bonus di sviluppo) o sul dorso. Nell'ultimo caso esse possono rappresentare sia le "risorse" da pagare (scartare) per piazzare le carte nella nostra area di gioco che, se poste sotto le carte pianeti, i beni di consumo prodotti dalle nostre colonie spaziali. Beni che possono essere restituiti alla riserva generale del gioco (commercio) in cambio di nuove carte o punti. La partita termina quando viene piazzato il 12° pianeta o viene esaurita la riserva di segnalini punti vittoria: vince ovviamente chi ne ha realizzati di più. Ben cinque le espansioni all'attivo.
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14. [Simarillon] The King is Dead (2015 1e, 2020 2e) di Peer Sylvester, edito da Osprey Games e localizzato da Studio Supernova, per 2-4 giocatori, età 14+, durata 30-45 minuti, indipendente dalla lingua.
Un gioco di maggioranze che fa dell'eleganza assoluta il suo pregio maggiore. Otto carte da giocare nell'arco di tutta la partita sulla mappa delle Gran Bretagna, divisa in otto regioni, ognuna delle quali parte con quattro cubetti, che possono essere di tre colori a rappresentare gli inglesi (gialli), gli scozzesi (blu) e i gallesi (rossi). I giocatori possono eseguire un'azione (essenzialmente aggiungere o spostare cubetti) come e dove specificato sulla carta, prelevando un cubetto dal tabellone e di conseguenza aumentando la propria influenza su una delle fazioni. Quando tutti i giocatori hanno passato si risolve la maggioranza nella regione di turno e, se una regione finisce in parità, viene assegnata ai francesi (sassoni) piazzando un disco instabilità. Ogni mossa è da ponderare sempre con la massima attenzione e si deve avere una chiara visione strategica d'insieme, accompagnata da una visione tattica e di lettura degli avversari. Ripubblicato con alcuni piccoli (e meno piccoli) cambiamenti un gioco di maggioranze che non deve mancare, assolutamente nella ludoteca di chi ami questa meccanica, ma anche nella libreria di tutti i veri giocatori, anche per la sua lunghezza contenuta e l'esperienza di gioco che sa regalare.
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13. [White Winston] Scythe (2016) di Jamey Stegmaier, edito da Stonemaier Games e localizzato da Ghenos Games, per 1-5 giocatori, età 14+, durata 90-120 minuti, dipendente dalla lingua.
Nato originariamente da una campagna Kickstarter, in pochi anni si è affermato come pietra miliare del genere ibrido american-german, creando un mix perfetto di meccaniche rapide, gameplay profondo, interazione diretta limitata, ma cruciale, e grafica e materiali di alto livello. Negli anni è stato anche arricchito da numerose espansioni, per aggiungere fazioni, navi volanti, finali alternativi e non ultima una bellissima campagna simil-legacy. Oltre a essere tutt'oggi un gioco ancora molto apprezzato, è uno dei pochi che riesce a mettere al tavolo 5-6-7 persone (grazie all'espansione che porta il massimo numero di giocatori da 5 a 7) mantenendo intatta la sua complessità, ma con tempi di giochi sotto i 120-150 minuti.
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12. [Simarillon] Carcassonne (2000) di Klaus-Jürgen Wrede, edito da Hans im Glück e localizzato da Giochi Uniti, per 2-5 giocatori, età 8+, durata 45 minuti, indipendente dalla lingua.
Carcassonne è l'indiscutibile re del piazzamento tessere. Il gioco ha regole, nel complesso, semplici; da molti considerato un gateway, è sicuramente qualcosa di più. Il gioco piace ai neofiti, ma soprattutto in due/tre giocatori e con la piccola variante di poter scegliere tra due tessere, diventa interessante anche per giocatori più scafati. Carcassonne è un bel gioco, che permette interazione indiretta e diretta (anche di tipo negativo, anche molto cattiva, del tipo ti blocco gli omini e non ti faccio giocare) che diverte sempre e che si può provare a giocare già con i piccoli di casa. Un classico che non può mancare nella collezione di qualunque giocatore che ami la meccanica del piazzamento tessere o di chi voglia provare a coinvolgere/convincere gli amici a giocare a qualcosa di diverso. Tra le espansioni assolutamente da avere "Locande e Cattedrali" e "Commercianti e Costruttori", che completano il gioco rendendolo davvero bello.
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11. [Pinco11] Tzolk'in: Il Calendario Maya (2012) di Simone Luciani e Daniele Tascini, edito da CGE e localizzato da Cranio Creations, per 2-4 giocatori, età 13+, durata 90 minuti, indipendente dalla lingua.
Alla sorpresa che suscitò il fatto di vedere le famose ruote dentate di plastica (che introducono un geniale sistema che tiene conto del passaggio del tempo) che lo contraddistinguono ("il gioco delle ruote dentate") ha poi fatto seguito la constatazione di essere un titolo davvero solido, ben pensato, di quelli che (complici qui nella metafora anche i componenti) si può dire che "girano come un orologio". Bel gestionale, dove devi, in teoria, al tuo turno solo scegliere se piazzare omini o recuperarli, svolgendo l'azione corrispondente, ma alla fine si rivela uno di quei giochi che se non lo capisci, se non entri dentro al ritmo che richiede, ti ritrovi schiacciato da quelle ruote, con i maledetti omini che vogliono anche mangiare e tu che fai fatica a procurarti il grano, perché qualcuno ha già fatto il raccolto prima di te. Ci infili dentro delle meccaniche pure di maggioranze, ci sono gli edifici, gli obiettivi, c'è pure un'espansione che ti fa giocare in 5 e che ti permette di partire asimmetrico: davvero uno dei meglio titoli di sempre e un orgoglio tricolore, anche a distanza di tanti anni dalla sua uscita.
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10. [F/\B!O P.] Raiders of the North Sea (2015) di Shem Phillips, edito da Garphill Games e localizzato da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 60-80 minuti, dipendente dalla lingua.
Si tratta di un piazzamento lavoratori con una trovata unica nel panorama, che forse potrebbe far ridefinire questa versione della meccanica come de/piazzamento lavoratori. Nel proprio turno il giocatore può lavorare per preparare equipaggio e provviste (piazza un lavoratore, svolge l'azione prevista dall'edificio, preleva un differente lavoratore, svolge l'azione prevista) oppure guadagnare Punti Vittoria principalmente saccheggiando insediamenti, accumulando bottino e presentando offerte al capo villaggio: quando si verifica una delle tre condizioni di fine partita vince chi ha più PV. Componenti suntuosi, splendide illustrazioni, molte strade per la vittoria, si spiega velocemente, è facile da imparare, si distingue dagli altri titoli di piazzamento lavoratori e costringe i giocatori a pensare in modo differente.
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9. [Figlio di Griffin] 7 Wonders Duel (2015) di Antoine Bauza e Bruno Cathala, edito da Repos Production e localizzato da Asmodee, per 2 giocatori, età 10+, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
Se siete giocatori usciti da poco dalla pubertà neofita e state cercando un titolo solido e appagante per soli 2 giocatori, 7 Wonders Duel è il gioco che dovete assolutamente mettere sul tavolo e conservare in collezione. Figlio del padre "draftoso" che tutti i giocatori più assidui conoscono, questo titolo da sfida 1 contro 1 mette in campo le stesse combo e la stessa sensazione di crescita delle proprie strategie. La forza di questo piccolo gioiellino è data dalla variabilità che riesce a dare ad ogni partita, anche grazie al fatto di avere più strade per raggiungere la vittoria: dominio militare, scientifico o più semplicemente di punti a fine partita. Saremo in lotta attraverso tre differenti ere, contraddistinte ognuna da una diversa piramide di carte da cui prendere quelle utili a costruire meraviglie, accumulare risorse oppure ottenere denaro. Un gioco che necessiterà di un minimo di applicazione per capire e acquisire le meccaniche, ma che, una volta entrati nel mood, diventerà fruibile e lineare anche a giocatori con poche partite alle spalle.
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8. [Figlio di Griffin] Sulle Tracce di Marco Polo (2015) di Daniele Tascini e Simone Luciani, edito da Hans im Glück e localizzato da Giochi Uniti, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 40-100 minuti, indipendente dalla lingua.
Bellissimo gioco di gestione dadi dove i due autori hanno trovato una giusta amalgama tra i loro diversi e marcati stili (tra le ricche e semplici azioni di Luciani e gli articolati e solidi motori di Tascini). Un titolo per giocatori assidui che impersoneranno uno dei partecipanti al lungo viaggio che Marco Polo descrisse nel suo Il Milione. Avremo tante azioni da poter attivare e tanti dadi da poter utilizzare, col viaggio che rappresenterà l'azione più difficile e costosa da affrontare durante la partita. Partiremo da Venezia per puntare all'Asia, visitando città e scambiando merci, utili a soddisfare i tanti contratti che potremo acquisire e chiudere durante il nostro percorso. L'estrema rigiocabilità, l'asimmetria dei personaggi, la semplicità delle regole, la complessità delle scelte sono tra i suoi pregi. Il titolo è stato talmente apprezzato e benvisto nel tempo – sia dai giocatori che dagli addetti ai lavori – che la casa editrice ha richiesto e ottenuto dagli stessi autori un Capitolo II nel 2019, subito causa di dispute e sondaggi tra chi preferiva il primo e chi, invece, ammirava il cambiamento portato dal secondo.
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7. [Matte] The Castles of Burgundy (2011) di Stefan Feld, edito da Alea e localizzato da Ravensburger, per 2-4 giocatori, 12+, durata 30-90 minuti, indipendente dalla lingua.
Personalmente lo ritengo il miglior gioco partorito dal prolifico Stefan Feld, ma è stato anche un rapporto inizialmente complicato. In sintesi Burgundy è un piazzamento tessere attraverso l'utilizzo di dadi (controllabili) che permette di fare punti in modi diversi, così da non trovarsi mai bloccati, anzi bisognerà capire quale strategia utilizzare per poi totalizzare più punti. Assieme a Kingsburg è stato il mio primo gioco strategico che prevede l'utilizzo dei dadi in modo non del tutto dipendente dalla fortuna. Ancora oggi, nel 2021, Burgundy resta un gioco davvero ben congegnato e per nulla invecchiato, nonostante sia di 10 anni fa. È stata da poco rilasciata una nuova versione del gioco con una grafica rinnovata (ma che resta comunque di dubbio gusto, quasi quanto quella originale), che include tutte le espansioncine uscite durante gli anni, più la modalità solitario e una per giocare 2 vs 2.
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6. [Simarillon] Patchwork (2014) di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games e localizzato da uplay Edizioni, per 2 giocatori, età 8+, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
L'idea è quella che si debbano piazzare dei polimini su una plancetta personale, ottimizzando al massimo gli spazi (ogni spazio vuoto, infatti, assegna 2 punti negativi). Ogni giocatore ha una pedina che si muove sulla plancia segna-turno, che scandisce anche la durata della partita.
I giocatori al proprio turno possono scegliere uno dei primi tre pezzi di stoffa di fronte alla pedina e lo dovranno porre, senza possibilità di essere poi spostato, nella plancia personale; ogni pezzo ha un costo in bottoni e un costo in tempo (che verrà percorso dalla pedina sulla plancia centrale).
Quando entrambi i giocatori sono alla fine della traccia tempo, si conta 1 punto per ogni bottone presente sul patchwork creato. Da prendere assolutamente per tutti gli amanti del Tetris e per chi voglia avere un gioco da 2 giocatori che può proporre a qualsiasi tipo di giocatore.
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5. [cogo71] Terraforming Mars (2016) di Jacob Fryxelius, edito da FryxGames e localizzato da Ghenos Games, per 1-5 giocatori, età 12+, durata 90-120 minuti, dipendente dalla lingua.
Nonostante grafica e illustrazioni bruttine e componenti decisamente sotto la media, il gioco ha riscosso e continua a riscuotere consensi unanimi, tanto che può vantare ben cinque espansioni, uno spin-off (Ares Expedition, protagonista di una recente campagna Kickstarter di successo) e altri progetti collaterali previsti nel prossimo futuro. I giocatori rappresentano delle corporazioni impegnate nella terraformazione di Marte. Attraverso un interessante meccanismo di draft di carte, che si ripete all'inizio di ogni turno, i giocatori devono costruire un proprio motore produttivo che consenta loro di di progredire su tre differenti scale presenti sul tabellone centrale, dove pian piano sulla mappa di Marte verranno costruite città e generati mari e foreste per rendere abitabile il pianeta rosso. La partita termina solo quando Marte sarà stato completamente terraformato. Siamo di fronte a un gioco molto ben bilanciato, in cui tattica e strategia sono fondamentali, ma non obbligate, e soprattutto incredibilmente ambientato. Rigiocabilità e variabilità sono assicurate da uno spropositato numero di carte e con le varie espansioni diventano quasi infinite. Se si trova stabilmente nella top4 di BGG ci sarà un motivo o no?
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4. [MeepleOnTheRoad] Great Western Trail (2016) di Alexander Pfister, edito da eggertspiele e localizzato da uplay Edizioni, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 75-150 minuti, indipendente dalla lingua.
Capolavoro indiscusso di Alexander Pfister, questo titolo si merita senza se e senza ma l'undicesimo posto assoluto nella classifica generale di BGG. Il suo peso e la durata delle partite non scoraggiano i giocatori, che sono ben disposti a tenere il cervello attivo per oltre due ore per un'esperienza di gioco completa. GWT ha praticamente tutto quello che un appassionato di giochi di strategia può desiderare: l'elemento del deck-building e la gestione di una mano di carte, la costruzione e il movimento su tabellone, una sorta di collezione set, la personalizzazione delle azioni a seconda di ciò che viene sbloccato sulla plancia personale e il senso di progressione che si ha man mano che si avanza verso la fine del percorso. Impossibile non amare questo titolo che ci fa fare un tuffo nel Texas del XIX secolo e ci fa sognare il vecchio West al ritmo della musica country. La eggertspiele ha annunciato per i prossimi due anni una versione di GWT ambientata in Argentina e una in Nuova Zelanda: i giocatori di mezzo mondo stanno già fremendo e noi con loro.
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3. [Figlio di Griffin] Azul (2017) di Michael Kiesling, edito da Next Move Games e localizzato da Ghenos Games, per 2-4 giocatori, età 8+, durata 30-45 minuti, indipendente dalla lingua.
Kiesling, uno dei due geni della trilogia delle maschere, con questo titolo ha tirato fuori quello che dal 2018 si può definire oramai come il Re degli astratti. Con una meccanica non immediata, ma facile da apprendere e con dei materiali che stimolano, piacevolmente e al massimo, vista e tatto, questo gioco conquista, neofiti e non, già dalla prima partita, anzi... già dalla prima "apparecchiata" al tavolo. Al proprio turno ogni giocatore dovrà scegliere dai piattini centrali le piastrelle (gli azulejos) di uno stesso colore da collocare sulla parte sinistra della propria plancia per piastrellarne, nella successiva fase, la parte destra. Con un'assegnazione punti data dal singolo posizionamento delle piastrelle in partita (o decurtazione a seconda di alcuni malus), dal set completo di uno stesso colore e dal riempimento di intere righe e/o colonne a fine partita, i giocatori battaglieranno punto a punto per la vittoria finale.
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2. [White Winston] Puerto Rico (2002) di Andrea Seyfarth, edito da Alea e localizzato da Ravensburger, per 2-5 giocatori, età 12+, durata 60-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua.
Dopo quasi 20 anni dalla sua uscita, viene ancora ricordato in maniera unanime come pietra miliare dei giochi gestionali e dei giochi da tavolo in generale. Meccanica di draft azioni, con possibilità di svolgere la stessa azione depotenziata anche da parte di tutti i giocatori, che rende il ritmo di gioco sempre alto e quasi privo di downtime. Gameplay profondissimo che offre innumerevoli strade per arrivare alla vittoria, tutte perfettamente bilanciate tra loro. Il regolamento è semplice, si spiega in poco tempo ed è comprensibile anche per chi non è un giocatore abituale; nonostante ciò la meccanica lascia spazio a diverse strategie che fanno sì che ogni partita sia comunque diversa. Difficile dire qualcosa che non sia stato già detto e scritto su questo capolavoro... questo è il classico gioco che qualsiasi gamer dovrebbe aver provato e avere in collezione, senza se e senza ma.
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1. [Figlio di Griffin] Grand Austria Hotel (2015) di Virginio Gigli e Simone Luciani, edito da Lookout Games e localizzato da Cranio Creations, per 2-4 giocatori, età 12+, durata 60-120 minuti, indipendente dalla lingua.
Un piazzamento dadi nato dalla prima collaborazione degli autori che un anno dopo, assieme a Flavia Brasini, hanno firmato un grande successo come Lorenzo il Magnifico. In questo gioco, stretto e ricco di cose da fare (anche se con sole due azioni a testa), ci troveremo a vestire i panni di gestori di albergo intenti a soddisfare le richieste di ospiti illustri per offrire e occupare le stanze migliori ed evadere gli ordini, sempre diversi, di ognuno. La particolarità del gioco è data dall'utilizzo dei dadi: ogni faccia permette di fare un'azione, ma la forza di queste azioni è resa più potente e profittevole nel caso di più dadi con la stessa faccia, con una logica del "chi prima agisce, meglio agisce". Il gioco è molto piacevole e più che godibile in due giocatori, anche perché, in base al sistema di turno, in più giocatori fa avvertire parecchio il peso del downtime tra la prima e l'ultima azione di ognuno. Quest'anno è partita anche una campagna KS per la sua (attesissima) prima espansione, Let's Waltz!
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Qui potete scorrere le posizioni dalla 10 alla 1, guardando in faccia alcuni dei redattori che hanno dato certi voti, moderati da MeepleOnTheRoad:



Sorpresi? Delusi? Appagati? Arrabbiati? Scrivete tutto, ma proprio TUTTO, qui sotto. Non vediamo l'ora di ricevere i vostri flamecommenti, per accapigliarsidiscutere insieme delle scelte fatte e di quello che avreste inserito al nostro posto nella Top100!!! Appuntamento all'anno prossimo! ;)
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[Classifica] La Top100 della redazione di GSNT (edizione 2021) [Classifica] La Top100 della redazione di GSNT (edizione 2021)/>
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44 commenti:

  1. Quattro giochi di Shem Phillips (praticamente la metà di quelli da lui prodotti, se non si considerano fillerini misconosciuti e mal assemblati) in classifica, e nessun gioco di Knizia (che invece ne ha prodotti qualche centinaio, di cui decine passati più volte per la top100 bgg, con meccaniche e livelli di complessità assai variabili)... Una classifica DECISAMENTE personale, non c'è che dire. :P A parte questo, mi sarei aspettato una menzione all'ormai improcrastinabile uscita di Catan dalla top 100, così giusto per poter rendere l'onore delle armi... :)

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    1. anche io mi chiedo come mai nella classifica di GSNT alla fine non c'è mai Knizia (che non è nelle mie TOP, ma che conosco poco come autore).

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    2. Knizia penso sia uno dei tanti finiti sotto la scure delle preferenze (anch'io lo conosco poco a dire il vero). Phillips per certi versi secondo me rappresenta il classico autore di giochi in grado di mettere d'accordo un po' tutti. Nell'ottica della votazione per preferenze (e non per voto numerico) è stato facile per lui raccattare un po' da tutte le anime del blog.
      Su Catan effettivamente... neanche ci avevo fatto caso! XD

      Una delle novità di quest'anno è stata l'esclusione dei "100's", che alla fine era un modo per non lasciare fuori nessuno; abbiamo optato per una top meno democratica e più di pancia!

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  2. Come sempre in classifiche come questa fanno più rumore gli assenti.
    Ne cito uno solo: Clans of Caledonia.
    Riguardo ai nuovi spunti per provare giochi nuovi: perchè mettere titoli introvabili?

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    1. La verità è che 100 titoli sembrano tanti... ma sono pochi, soprattutto per rappresentare un panorama ludico vastissimocome quello attuale! (e in particolare qui non parliamo, tra l'altro, di un'unica etichetta, tipo "german")

      I titoli introvabili, si trovano nei mercatini, nelle ludoteche, torneranno nelle eventuali ristampe, e comunque il fatto di essere più difficilmente reperibili non li escude dalle preferenze personali di ciascuno di noi, dalle quali nasce questa classifica. Se il nostro obiettivo fosse stato "vendere giochi", l'avremmo certamente impostata in altro modo... ma credo che ormai chi ci legge abitualmente abbia capito che qui dentro la prerogativa è raccontare sempre le cose per come sono, indipendentemente dalle logiche di mercato (tipo la reperibilità, ad esempio). ;)

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  3. Appunto..che fine ha fatto Lorenzo Il Magnifico? Capisco comunque che era difficile inserire proprio tutti i titoli..spiace per la mancanza di Keyflower, Navegador,This War of Mine, Robinson Crusoe, In The Year of The Dragon, The Resistence Avalon...

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    1. Lorenzo è ancora lì, nella mia lista dei preferiti!!! Esclusione amara ma ci sta... è un titolo che ha diviso molto il pubblico, molto di più di un certo Grand Austria Hotel guarda caso... :D

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    2. Credo che tutti abbiamo il nostro TOP fuori da questa lista. Anche io che la classifica in qualche modo l'ho fatta vedo fuori Keyflower [gioco stupendo per tantissime ragioni] e quasi mi dispero.
      Poi però penso che è la classifica di una ventina di redattori circa basata su un algoritmo particolare e che le classifiche son fatte per essere discusse ... e spero cha al prossimo giro Keyflower riconquisti il posto che merita.

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  4. Classifica veramente personale, tanti gli esclusi, il primo posto a mio parere è andato a un gioco sì bello, ma non da vetta assoluta...

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    1. Ti rispondo citando quanto scritto in testa all'articolo:
      "...il n.1 di questa edizione non è certo il miglior gioco di tutti i tempi, né in assoluto, né per ciascuno di noi (e non vuole esserlo!), ma è il perfetto esempio di quanto scritto sopra: trasversale, ben prodotto, accattivante, non troppo complicato, ma comunque profondo e, soprattutto, in grado di ritagliare un posto nelle preferenze della maggior parte dei redattori del blog." :)

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  5. Non Sono LucaCiglione3 maggio 2021 15:52

    Classifica falsissima influenzata da poteri forti, come la Lobby degli oculisti che piazza MicroMacro in top 100 senza alcun motivo.
    Giochi assurdi nelle posizioni che contano solo perché sono nel mercatino dei redattori e l'assenza di Totopoli in prima posizione frutto di un cambio di classifica all'ultimo momento...

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  6. Ma manca TOTOPOLI!!!!!!!!!!

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    1. Giovedì uscirà il podcast sulla top100 e scoprirai che c'è eccome. Qui hanno cambiato all'ultimo la classifica. Maledetti...

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  7. Sempre bella l'idea di un classificone, e bravi a voi per esservi esposti e averci messo la faccia. Delle classifiche se ne può parlare all'infinito... e nessuno avrà mai torto o ragione!
    Però...
    Però...
    Però, ragazzi, quel giocaccio di Villainous al 39° posto è un pugno dove non batte il sole... un'unghia lentamente strappata dalla sua sede... un ago spinto dentro l'iride! Tolta l'esca della IP, il gioco di per sé è proprio (secondo me) mal progettato... toh, se vuoi un gioco della stessa fascia come durata e target, mettici El Dorado che è un gran gioco per famiglie, e non solo per famiglie!

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    1. A me il marchio Disney non tira neanche... ma non lo dire a nessuno eh... :D

      (ci vuole pazienza con questi fissati di Topolino e co. ...)

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  8. Dopo aver dato un'occhiata veloce alla classifica mi soffermo sulla top10.
    Cercherò di di provare al più presto Great Western Trail e Burgundy.
    Puerto rico, Terraforming Mars, Marco Polo e 7Wonders duel mi piacciono tantissimo.
    Azul e Patchwork non mi hanno entusiasmato.
    Raiders non mi attira.
    Grand Austria Hotel viene spesso paragonato a Lorenzo il Magnifico che possiedo e mi piace. Anche se è il vostro numero 1 penso, per ora, di non prenderlo in considerazione.
    Complimenti per il super lavoro.

    Ciao

    Marcello

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    1. Grazie Marcello!
      Grand Austria Hotel e Lorenzo sono due giochi che condividono più il gusto che le meccaniche in verità... Lorenzo lo trovo più "hard core" e più deterministico, GAH un pochino più semplice e un pelo meno deterministico (senza esagerare eh...). Tra i due la mia preferenza va senza dubbio a Lorenzo; ma GAH è comunque un gran bel gioco (e a brevissimo verrà ristampato insieme alla nuova espansione).

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  9. A guardare la classifica viene solo da pensare che per farne entrare alcuni bisognava farne uscire altri.
    Il prossimo anno top 200?

    PS
    Orsenigo!

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    1. Abbiamo segato i 100's proprio per evitare di essere troppo democratici... e comunque anche se ne tirassi giù 200, ci sarebbero sempre e comunque i "grandi esclusi"!!! :D

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  10. El Grande? Dov’è El Grande???

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  11. Seconda me è una gran bella classifica, molto più sulle mie corde questa che quella di bgg. Tra l'altro concordo anche con il nr.1 che a me piace parecchio

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  12. È vero, El Grande che a me piace un sacco ed è un classicissimo!!! Beh, questo lo si poteva tranquillamente inserire al posto di MicroMacro dai!!!

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    1. Tra El Grande e El Micro ha vinto il secondo... che ci vuoi fare... :D

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  13. Così tanti Shem Phillips mi torna viste le premesse dell'articolo. Se doveste consigliarne uno su quale puntereste il dito?

    Sulla classifica io son sempre molto d'accordo con questo blog e anche per questo motivo lo seguo con piacere, non mi piace Grand Austria Hotel ma perché anche se son più German che American l'ambientazione di questo gioco proprio non mi attira. Problema mio.

    Ancora complimenti alla redazione, 1000 di queste classifiche

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    1. Del buon Shem io ho Architetti del regno occidentale ma ho provato più volte anche Raiders e Paladini. Dei 3 preferisco architetti, ma son gusti.
      Per i primi 10 della classifica sono d'accordo su tutto, a parte Patchwork che le volte che lo ho provato non mi ha mai entusiasmato.
      Comunque complimenti alla redazione
      Roberto

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    2. Mi manca Visconti. Degli altri, se dovessi tenermene solo uno e regalare il resto, non ho dubbi che sarebbe Raiders <3

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    3. Grazie mille! Cercheremo di non far passare altri 4 anni per la prossima... promesso!
      Non sono né amante né esperto di Phillips, quindi lascio la risposta ad altri.

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    4. Anch'io voto RAIDERS, anche se la trilogia del Regno non mi dispiace affatto. Sarà il celeste, saranno le Valchirie, ma è il mio Shem preferito!

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  14. Li ho contati e ne ho 48, si vede che vi seguo assiduamente. Peccato non aver mai provato il primo posto. Il KS non era in lingua italiana e l'ho mollato.

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    1. Guarda... ancora non ci sono annunci ufficiali se non sbaglio, ma vuoi che Cranio non lo ristampi in concomitanza con l'uscita dell'espansione (magari in italiano?)? E poi, ora che n.1 della top100 di GSNT hanno un motivo in più per farlo!!! :)

      p.s.
      Il gioco è indipendente dalla lingua. Però è anche vero che capita davvero molto spesso di dover andare a controllare il potere di una carta nella descrizione testuale, quindi secondo me un po' di inglese (base) serve...

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  15. Forse vi siete dimenticati di Root

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    1. A naso ti direi che Root probabilmente è un gioco troppo "targettizzato" per entrare in una classifica come questa. Ha una serie piuttosto lunga di paletti che lo rendono ostico o non appetibile a molti. A me è piaciuto tanto... ma in redazione non ha raccolto molti adepti.

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    2. Guarda, sinceramente non sarei neanche sicuro che tutta la redazione lo abbia giocato. Io per esempio ancora non ne ho avuto modo.

      Purtroppo (o per fortuna?) non tutta la redazione gioca agli stessi giochi, e ovviamente quei giochi belli che sono stati giocati da più di noi, ha più possibilità di entrare in classifica.

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  16. Io in vetta alla classifica mi aspettavo dei mostri sacri German: Gaia, The great zimbabwe, Brass e simili... è normale trovarsi GAH e MP1 in un sistema democratico con preferenze ai pesi medi. Il gioco pesante, ostico, la perla nascosta è difficile che prenda la maggioranza.
    L'intento di questa classifica è un'altro, ma a me quindi non interessa e per me non è indicativa di una ricerca che si pone l'obiettivo di recensire.

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    1. Classifica non fa mai rima con recensione. Mai.
      Anche BGG, che coinvolge centinaia di migliaia di utenti, non è una classifica che recensisce. Ci sono tanti giochi veramente belli, per non dire capolavori, che non stanno ai piani alti (The Great Zimbabwe che citi sta al 361)... le classifiche servono principalmente a scopo divulgativo e ad accendere la curiosità. Poi è chiaro che BGG coinvolge un campione tale che puoi anche farti un'idea sulla bontà di un gioco... difficilmente troverai giochi "brutti" in top100, per non dire impossibile.
      La differenza tra questa top100 e quella di BGG è unicamente il campione coinvolto e quindi il valore statistico del risultato. Per il resto, credo abbiano esattamente la stessa finalità.
      Se vuoi le recensioni, in questo blog ne trovi quante ne vuoi... :)

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    2. Le recensioni che scrivete sono molto piacevoli e le leggo sempre perché ritengo che ognuno di voi nel proprio "settore" è competente, il mio concetto è diverso. Credo sia ovvio che mettere tutto nel calderone e votare (bgg, gsnt, altre...) non sia l'unico modo di fare classifiche, esistono anche classifiche più ridotte, anno per anno, categoria per categoria eccetera. A me pare chiaro che mettere a confronto in una lista Carcassonne, Barrage e Pandemic non sia il massimo. Certo che il blog fa anche altro, contestualizza, recensisce, approfondisce, ma in questo caso, questa classifica non fa per me. E non è questione di scelta personale, il mio commento vuole sensibilizzare l'utente che sbagliando crederà di preferire GAH a Barrage solo per un discorso di media tra diversi gusti. I miei complimenti ancora per il blog, veramente, ma la top 100 democratica è per me è troppo sommaria...

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    3. Guarda, il tuo commento mi colpisce per due ragioni:
      1) sottolinei la soggettività delle classifiche che è un mio storico cruccio - quella di bgg, ad esempio, mi piace guardarla mettendola in ordine per numero di commenti, per cercare, nei limiti del possibile, di avere una lettura con una base oggettiva fatta dal numero di possessori, discriminante che toglie Gloomhaven dai primi posti poi;
      2) Barrage è, di sicuro, un gioco migliore di Grand Austra Hotel ma nella mia classifica personale l'ho messo dopo perché GAH è il mio gioco del cuore, quindi capirai che certe classifiche vanno viste e vanno lette come orientamenti dettati dai gusti personali - in questo caso - dei redattori che le stilano.
      Riassumendo, quindi, consiglio all'utente di approcciarsi alla lettura delle classifiche con un occhio ancora più critico di chi le ha stilate. Le classifiche devono essere uno spunto di approfondimento e discussione proprio per capire come orientarsi, a livello di gusti personali, in un mondo prolifico come quello dei GDT. Chiudo con una mia considerazione, più o meno provocatoria...per stilare una classifica il più possibile oggettiva bisognerebbe prendere una base di tante persone che abbiano provato, almeno una volta, tutti i giochi usciti dando per ognuno un voto o un peso, in modo da ottenere una valida scrematura di valori. Pressoché impossibile, quindi pressoché impossibile che una qualunque classifica riesca a dare pesi e valori oggettivi dei titoli analizzati. Ci sarà sempre un gioco validissimo tenuto fuori dalle classifiche perché posseduto/giocato da pochissime persone oppure, al contrario, ci sarà sempre un gioco buono - e magari di nicchia - posseduto/giocato sempre da pochissime persone ma con un credito e un entusiasmo (di nicchia) che lo porta a diventare uno dei più citati...

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    4. Ogni lista è soggettiva questo è chiaro, ma dipende da chi è il soggetto. Esperto di un genere che fa la top 10 basandosi su elementi obiettivamente importanti in termini di innovazione, sviluppo meccaniche, dinamiche ed estetiche o media di votanti incongruenti che giudicano secondo le proprie emozioni un calderone di generi diversi?
      Vorrei vedere la top 10 german 2020 di "White Winston" ma non la top 100 di un blog ... Se no è chiaro che la mediocrità prevale.
      È una mia opinione, la top 100 così strutturata non fa male a nessuno, solo non per me

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    5. Ok... ora ho capito il tuo punto di vista! Ma ti dirò di più... non escludo che la tua richiesta di top più selettive e personali possa essere in futuro accontentata... ;)

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    6. Ottimo, perché di solito mi oriento per l'acquisto in base al giudizio di persone che hanno gusti simili ai miei... Idem per i giochi dei più piccoli (btw la vostra guida non solo grandi mi è sempre sembrata utilissima)

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  17. La classifica non fa una piega! Bravissimi! Io, amante degli "astratti", forse avrei aggiunto oltre ad Hive e Azul, anche Geniale...ma e' un irrilevante dettaglio...

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    1. Grazie!
      Devi sapere che qui in redazione abbiamo super amanti ed esperti degli astratti (come Valerio) e detrattori assoluti (come me! XD). Quella che vedi quindi è una sintesi tra le due anime... ;)

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