[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] The Castles of Burgundy, PARKS e altri 3! (+ indovinello)

scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti

Buona domenica a tutti! Agli amanti di podcast con argomenti belli e agli amanti di podcast con argomenti brutti.
Questa settimana siamo saliti sulla cima di un albero e, da lontano, abbiamo osservato il fumo nero di una locomotiva che attraversava grandi parchi, tra rocce e cascate che alimentavano le acque di un fossato a difesa di un castello tristemente vuoto, come armature abbandonate a terra, testimoni di destini passati e dimenticati.
Buona lettura!


[Valeria-MeepleOnTheRoad] Kodama: Gli Spiriti degli Alberi  • 2-5 giocatori • 14+ • 30' • giocato in 3 • 45' con spiegazione
Kodama: Gli Spiriti degli Alberi
Manca un'oretta abbondante all'ora X prima del coprifuoco e non vogliamo impegnare troppo la testa, ma ancora non siamo stanchi di giocare. Propongo questa scatoletta. I miei due fedeli compagni non hanno idea di cosa sia, ma si fidano. Come sempre. Faccio un po' di pressing psicologico, dicendo di non toccare troppo il tavolo, perché al minimo movimento tutto il nostro minuzioso lavoro di sovrapposizione carte si scombussolerà. Il Riccio e la Bionda ascoltano la spiegazione super-rapida e facciamo il setup in tre minuti. Il primo decreto è facilmente sfruttabile da tutti, quindi è come se non esistesse. Le differenze cominciano a esserci al primo obiettivo o carta "Kodama": io ho in mano carte bruttissime e non riesco a massimizzarne neanche una. I miei due amici, invece, fanno un sacco di punti e cominciano a staccarmi. Il secondo decreto avvantaggia chi fa pochi punti con le carte albero e io, ovviamente, avendo bisogno di punti per recuperare, non lo sfrutto. Al secondo obiettivo, il mio distacco da loro aumenta. Praticamente gioco solo per togliere le carte a loro, ma se la cavano lo stesso, pure nell'ultima stagione. Anch'io riesco a fare un buon punteggio con la terza carta Kodama, ma loro di più. Partita maledetta. Il mio albero è il più bello esteticamente, ma ahimé, qui l'estetica vale zero. Vince la Bionda di 3 punti sul Riccio e 16 su di me. È proprio la sua serata. Lei reputa il gioco "carino e diverso" (non ho ancora capito se è un commento positivo), mentre lui lo reputa "rilassante". Io ne continuo ad apprezzare la dolcezza e la grafica da mondo delle fate, anche se perdo.


[F/\B!O P.] Pacific Rails Inc.  • 2-4 giocatori • 14+ • 45-90' • giocato in 2 alla prima partita • 75' con spiegazione
Pacific Rails Inc.
Effettuo la preparazione tra slancio e tragedia. Da un lato la lettura delle regole mi ha ricordato alcuni giochi che mi piacciono molto: Raiders of the North Sea (esegui azione sia quando piazzi sia quando togli il lavoratore), Architetti del Regno Occidentale (più lavoratori hai sul luogo, più forte è l'azione, in più puoi scacciare gli altri), Trans America (la rete ferroviaria non appartiene ad alcun giocatore e ci si può collegare liberamente) e Dwar7s Spring (più costruisci edifici togliendoli dalla plancia personale e più potenzi il motore produttivo sulla plancia). Dall'altro lato, proprio nella puntata d'esordio di questa rubrica, Valeria ne aveva scritto una pillola che suonava più come un epitaffio. Di per sé il gioco è abbastanza lineare: nella parte superiore del tabellone avviene il piazzamento lavoratori per ottenere materie prime (ferro, legno, polvere da sparo, monete) e convertirle in binari (rotaie normali, ponti, gallerie), più una quarta possibilità trasversale di fare lobbismo al congresso e ottenere un po' di tutto; nella parte inferiore avviene la costruzione della rete ferroviaria, che fa da timer della partita (finisce appena si crea una linea est-ovest che collega le due coste) e fornisce il grosso dei punti. La nostra è stata una corsa a chi arriva prima al centro e siamo andati come treni. #risateregistrate A proprosito dei nostri mezzi, Monica ha impostato la strategia su un treno lungo e pieno di lavoratori specializzati, che richiedevano più risorse, ma quando lo attivava produceva di più. Il mio era più piccolo, però correva con più regolarità e infatti ho chiuso il collegamento. Peccato aver fatto male i conti e averle consegnato la vittoria: immaginate il sorriso che si piega in una smorfia. Ad ogni modo è stata un'oretta tesa di interazione su più fronti e di rompicapo su come ottimizzare il proprio motore tra plancia personale e tabellone comune.


[Matte] PARKS • 1-5 giocatori • 10+ • 30-60' • giocato in 3 alla prima partita • 75' con spiegazione
PARKS
Finalmente il coprifuoco è stato spostato alle 23 e questo significa un po' più di tempo per stare insieme per una serata di gioco con qualche amico. Ecco che alla prima occasione abbiamo provato per la prima volta un gioco dalla durata contenuta, per evitare di andare troppo lunghi e quindi sforare l'orario permesso. La scelta è facilmente ricaduta su PARKS, gioco del 2019 che sono riuscito a recuperare da poco e che mi incuriosiva molto, specie per l'aspetto grafico e la componentistica, davvero curatissimi. Il gioco inizialmente era sembrato fin troppo semplice: muovi un tuo escursionista lungo il percorso e svolgi l'azione relativa per riuscire ad avere i simboli necessari per poter visitare un parco. Con il passare delle stagioni e soprattutto con l'aumentare delle tessere del percorso, ogni scelta ha cominciato a prendere un peso diverso fino ad arrivare all'ultima mossa che ha decretato il vincitore. Purtroppo (per me) il terzo giocatore ha mosso il suo escursionista a fine percorso e il mio era l'ultimo rimasto ancora sul tracciato, quindi obbligandomi nel mio turno ad arrivare all'ultima casella saltando un'azione che mi avrebbe permesso di visitare un ultimo parco, il quale a sua volta mi avrebbe attivato un obiettivo personale... Il gioco è piaciuto a tutti i partecipanti al tavolo, semplice e immediato, ma con quel pizzico di strategia che lo rende un titolo sicuramente più interessante e stimolante per noi giocatori appassionati. Siamo già certi che lo intavoleremo ancora, speriamo anche con numeri diversi di partecipanti.


[Andrea P.-White Winston] The Castles of Burgundy • 2-4 giocatori • 12+ • 30-90' • giocato in 2 in circa 120' (con breve ripasso regole)
The Castles of Burgundy
Leggendo le mie ultime minute, potreste essere tratti in inganno e pensare che il mio giudizio possa lasciarsi tirare la giacchetta dal facile entusiasmo. In realtà, complice anche Tabletop Simulator che non sempre ha le ultimissime novità sul mercato, stiamo reintavolando diverse vecchie glorie. E, dato che "gallina vecchia... fa un brodo spettacolare!", anche stavolta sono qui a parlarvi di un capolavoro. Ma che dico capolavoro... di un capostipite del genere di gestione dadi, di un gioco che considero al pari di Puerto Rico e pochi altri eletti, un immancabile nella ludoteca di chiunque. Burgundy è un gioco che a distanza di anni e svariate partite, continua ad avere un'attrazione unica, data dalla meccanica tanto fluida quanto profonda e dalla longevità infinita offerta dalla combinazione di plancia e tessere uscite (che sono una moltitudine!). Lo reintavolo sempre volentieri e con entusiasmo, pronto a risolvere quell'assurdo rompicapo che si viene ogni volta a creare, alla costante ricerca della partita perfetta con il ricoprimento totale della plancia (mai successo). Se quanto scritto fin qui non fosse sufficiente, aggiungo che una volta l'ho intavolato persino con moglie e mamma. A fine partita avevano il cervello in pappa... ma dovettero ammettere che il gioco era piaciuto loro!


[LucaCiglione] Destinies • 1-3 giocatori • 10+ • 90-150' • giocato in tre • 150' con spiegazione
Destinies
Abbiamo giocato la prima avventura di Destinies, il nuovo gioco di Lucky Duck Games. C'è davvero tanto da dire: il gioco è di certo coinvolgente e ben fatto, con grande cura nell'evoluzione della storia e veramente tante possibilità di interazione. Le due ore e mezza sono volate. Tuttavia c'è sicuramente da fare presente la grande invasività dell'applicazione. Per prima cosa per fare una partita degna è necessario come minimo un tablet, dato che con lo smartphone l'area di gioco sarebbe davvero troppo piccola. Secondo, la parte fisica del gioco – token, mappa e miniature – è sostanzialmente inutile se non un noioso impedimento. L'app è sufficiente per giocare e la ricerca delle miniature nella scatola è tediosa (sono veramente piccole e non sono numerate). Il gioco prova a rendere la parte fisica importante, costringendoci a usare la nostra miniatura, poiché non ci ricorda mai dove siamo, tuttavia questo sembra un pretesto. Buona è invece l'interazione con le carte oggetto e l'utilizzo dei dadi e della plancia. Sono quindi combattuto, perché il gioco è valido, ma allo stesso tempo siamo di fronte a un mezzo videogioco, benché stare attenti ad ogni turno e seguire la storia anche degli altri sia fondamentale. Boccio le miniature tout court piccole e inutili. La traduzione non ha grossi errori, ma l'adattamento è a volte eccessivamente letterale. In ogni caso sono curioso di giocare le prossime avventure e in generale il gioco è promosso, ma di certo non è per tutti.





Per i video di questa settimana ritroviamo il sorriso di Valeria, la cravatta di Antonio (sì, la mia) e le mani di Fabio per tre disinscatolamenti.

La nostra/vostra Valeria-MeepleOnTheRoad nel primo video ci apre la scatolona (stavolta non scatolina) di Doodle Dungeon con cui potrete consumare e temperare matite su matite!


Poi ci sono io, Antonio-Figlio di Griffin, che vi apro la scatolina di un gioco per chi ama stare proprio da solo al tavolo, ossia Black Sonata, un titolo della Side Room Games per un solo giocatore appunto.


Chiudiamo con l'eterno F/\B!O, che nel terzo video di questa settimana ci fa vedere cosa c'è all'interno della scatola di Smimando. È un esilarante party game che ci farà mimare una serie di soggetti in situazioni imprevedibili!


Per ciò che riguarda il nostro podcast, questa settimana troverete una bella chiacchierata sui migliori titoli per soli 2 giocatori secondo Matteo, Luca e Andrea, meglio conosciuti dal pubblico come Matte, LucaCiglione e White Winston.


La scorsa settimana vi ho dato del filo da torcere con l'indovinello e quindi, nonostante molti tentativi, non siete riusciti a capire che con "preso per lavorare" mi riferissi ad Architetti del Regno Occidentale, con quel "preso" che – ovviamente (per me) – stava per "catturato".

Questa volta spero sia molto più intuitivo l'indovinello e vi anticipo che, per chi conosce il gioco, lo sarà. Quindi ditemi a che gioco mi riferisco dicendovi che "17 non è una disgrazia se a ricevermi sarà Sua Grazia".

Commentate i giochi della settimana e commentate per dare la soluzione all'indovinello... a domenica prossima!


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4 commenti:

  1. Risposte
    1. Bravo Filippo! Lo avevo detto che per chi conosceva il gioco sarebbe stato quasi immediato 😉

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  2. anche io avrei detto Kingsburg, Questo facile

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  3. Parks mi piace tantissimo, nella sua fascia è quanto di meglio si possa trovare e meriterebbe più visibilità.
    Elena (Infinite Jest)

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