recensione

[Recensione] Black Rose Wars

scritto da White Winston (Andrea P.)

Il 2021 è sicuramente l’anno di Black Rose Wars: Asmodee ne annuncia la distribuzione, viene interamente tradotto in italiano e viene annunciato il rilancio della campagna Kickstarter, con una versione 2.0 aggiornata e rinnovata (un’operazione che assomiglia a Nemesis Lockdown): Black Rose Wars Rebirth

Per il gioco che ha rappresentato il vero trampolino di lancio della sua casa editrice Ludus Magnus Studio (per chi non li conoscesse, qui trovate un'interesante intervista), questo è sicuramente un traguardo importante e un tentativo di consacrare il titolo nell’olimpo dei grandi, sfruttando fino in fondo le sue indubbie, enormi potenzialità. Ma non è stato tutto rose (nere) e fiori in verità… la prima campagna ha ricevuto anche molte critiche per ritardi ed errori di stampa. 

Lasciando perdere però le chiacchiere da bar (leggitime, sia chiaro, soprattutto per i finanziatori della prima ora!), come gira il gioco? Vale la pensa spendere 120 bombe per questo pesantissimo cubo, che rovinerà inevitabilmente l’ordine perfetto delle vostre Kallax? 

BLACK ROSE WARS
È un gioco competitivo di Marco Montanaro, edito da Ludus Magnus Studio nel 2019 e localizzato da Asmodee nel 2021, per 2-4 giocatori, durata media 90-120 minuti

Il gioco è ambientato nella magica Torino, in un’atmosfera affascinante fatta di logge segrete, maghi, artefatti contesi e potenti evocazioni. Impersonerete uno dei maghi dell’Ordine della Rosa Nera, in lotta con gli altri per contendersi il titolo di nuovo Maestro Supremo dell’Ordine, l’unico in grado di controllare la leggendaria Rosa Nera, un potente artefatto, e la magia dimenticata. Naturalmente, parliamo di un titolo ibrido, dove gli scontri diretti a colpi di magie e combattimenti sono decisamente il piatto principale, il tutto filtrato attraverso meccaniche di hand-building, gestione mano e movimento su mappa. 

GRAFICA E MATERIALI
Chiariamo subito un concetto fondamentale: ad oggi di Black Rose Wars esistono 2 versioni, la standard (o “povery edition”) e la deluxe. Nella prima, a parte i 4 maghi, non vi sono miniature ma soltanto token; nella seconda invece troviamo un nutrito set di miniature, che copre quasi tutto il roster delle evocazioni. Lasciando perdere la prima versione, che per un gioco del genere, per quanto mi riguarda, non deve neanche essere presa in considerazione, la seconda si presenta sul tavolo in maniera sontuosa, con un tabellone modulare fatto di esagoni dual layer, plance giocatore anch’esse dual layer, cubetti colorati, token, segnalini e una vagonata di carte. Per quanto riguarda le miniature, quelle presenti sono di buona qualità (soprattutto le evocazioni, i maghi sono un gradino sotto…) e dipinte sono certo che farebbero una figura pazzesca sulla plancia. 

Il problema però non sta tanto in ciò che c’è quanto piuttosto in ciò che NON c’è. Infatti non tutte le evocazioni sono rappresentate da miniature, in particolare ne mancano all’appello un paio, la più eclatante “l’Infamia di Creta”, la creatura più potente che è possibile evocare. Ora, è chiaro che niente è fondamentale… però dopo aver faticosamente attivato la stanza della Rosa Nera (scartando ben 4 magie!) e aver appreso una delle inenarrabili magie dimenticate, la voglia di veder spuntare dal suolo questo brutale colosso in preda alla furia non è tanta, è incontrollabile! E invece dovrete accontentarvi di un piatto token di cartone. Neanche uno stendino. Delusione assoluta.

Passando oltre, al di là di numerosi errori di stampa (che non pregiudicano l’esperienza di gioco), devo dire che il comparto grafico si difende non bene, ma benissimo! Oltre allo scatolone cubico, tanto scomodo quanto splendido, la plancia modulare è uno spettacolo per la vista, con i suoi mille colori appariscenti, che rimandano davvero ad un’ambientazione fatta di maghi, creature e luoghi segreti intrisi di magia. Un’illustrazione per ogni carta sarebbe stato chiedere troppo? D’altronde neanche Gloomhaven ce l’ha…

REGOLAMENTO
Il regolamento di Black Rose Wars è davvero molto corposo e, detto in tutta sincerità, non l’ho mai neanche sfogliato, visto che il gioco, una volta tanto, mi è stato spiegato interamente da un amico. Però non posso tirarmi indietro nel descrivervi almeno le meccaniche principali.

Ogni giocatore impersona un mago, che dovrà muoversi all’interno di un palazzo composto da tessere, ognuna delle quali rappresenta una stanza con poteri speciali. Ad ogni turno ogni giocatore potrà compiere 1 o 2 delle seguenti azioni:

  • muovere e attivare il potere una stanza;
  • attivare il potere di una stanza e combattere contro un altro mago o una creatura evocata;
  • lanciare 1 o 2 magie (in questo caso necessariamente una veloce e una lenta) precedentemente preparate sulla propria plancia.

Le magie sono rappresentate da carte, e ad ogni turno verranno aggiunte alla propria mano 2 carte provenienti dal proprio grimorio iniziale, e 2 carte (pesca 4, scegli 2) provenienti da 6 mazzi, che rappresentano altrettante scuole di magia, ciascuna con peculiarità molto precise e differenti. Le magie così pescate devono quindi essere preparate in 4 slot, 1 veloce e  3 lenti. I 3 slot lenti sono inoltre ordinati da 1 a 3 e devono necessariamente essere attivati in questo ordine. 

Attraverso le carte magia è possibile lanciare incantesimi istantanei, evocare creature, preparare difese e trappole. Le creature evocate sono una parte importante del gioco e vengono controllate dall’evocatore durante una fase specifica, che segue il round dei giocatori, muovendole e facendole attaccare i maghi avversari o altre evocazioni. Ogni giocatore dovrà raggiungere la quota dei 30 punti per innescare il fine partita, con abbinato conteggio finale. I punti si ottengono distruggendo le stanze del palazzo, uccidendo gli altri maghi, utilizzando specifiche carte magia, completando missioni o sfruttando determinate carte evento, che ogni round imperversano.

PRO

  • L’anima euro di Black Rose Wars garantisce un gameplay ricco, complesso e solido, fatto di scelte tattiche e pianificazione a breve termine, dove la ricerca dei punti è un’attività razionale e frutto del ragionamento.
  • L’anima american invece offre un’ambientazione davvero affascinante, resa attraverso dei materiali di tutto rispetto e calata all’interno di un combattimento dinamico, frizzante e ricco di colpi di scena, dove anche la fortuna può avere il suo peso, senza esagerare.
  • Siamo di fronte al tipico caso di gioco con variabilità enorme e longevità da vendere. 6 mazzi di carte con altrettante scuole di magia, 1 mazzo bonus di magie dimenticate (quelle sbombotroniche, per intendersi), plancia modulare con 19 stanze e altrettanti poteri speciali, una decina di possibili evocazioni,… mescolate il tutto e otterrete decine di partite diverse e uniche. Il tutto senza inserire neanche uno straccio di espansione.

CONTRO

  • La fase di pesca delle carte, a meno di essere profondi conoscitori di tutti i mazzi delle varie scuole, rallenta parecchio il ritmo di gioco, in quanto vi obbliga a leggere attentamente tutte e 4 le carte (che, dato il doppio effetto di ciascuna, fanno 8 campi di testo) per sceglierne 2. Niente di drammatico, soprattutto magari con la versione in italiano di prossima uscita, ma quello che può esser visto come un pregio (vedi sopra), si trasforma in potenziale elemento di rottura del dinamismo della battaglia.
  • Non sono riuscito a capire perché, in un mondo dei giochi da tavolo dove anche il più infimo degli euro presenta partenze asimmetriche, qui la differenziazione tra i 4 maghi che potrete impersonare è davvero ridotta all’osso. 1 sola carta magia personalizzata e una differente quantità di punti vita e limite di carte in mano. Fine. Niente poteri speciali, niente magie peculiari (ad eccezione di una), niente abilità passive,… niente di niente. Vi siete inventati 6 scuole di magia (+1 con le magie dimenticate) caratterizzate davvero alla perfezione; non era possibile creare qualcosa di un pelo più specifico per ciascun mago? 

ELEMENTI NEUTRI

  • Black Rose Wars è un ibrido german-american, dove la componente a stelle e strisce è preponderante, grazie ad una forte ambientazione, a dei materiali importanti (miniature!) e ad un componente legata al caso presente e che caratterizza il tipico flavour di questo genere. Però, e sottolineo però, le meccaniche core del gioco, come la pianificazione delle magie, il sistema di calcolo dei punteggi o di gestione del combattimento (completamente privo di alea), rimandano fortemente ad un gusto euro, che non può essere ignorato. Non siamo ai livelli di Gloomhaven (a tratti vero e proprio puzzle-game) ma gli amanti degli american tout court sono avvisati…
  • Oltre ad essere ibrido è anche un competitivo puro e spietato (a meno di un’espansione Kickstarter che non ho provato che lo trasforma in cooperativo). Il gioco è una lotta serrata tra maghi, a suon di magie sparate in faccia senza tanti complimenti e punti rastrellati in ogni modo. La competizione è davvero molto accesa anche se, giocando ve ne renderete forse conto, non sempre merita accanirsi contro un unico giocatore, quanto più picchiare a destra e a manca, cercando di essere sempre in maggioranza (e qui ritorna l’anima euro) per ferite inflitte o danni arrecati alle stanze.

CONCLUSIONI

“Ma White Winston, allora queste 120 bombe le possiamo spendere, o è meglio mettere da parte quei soldi per il futuro dei nostri figli?”

Cari i miei portafogli a fisarmonica, quando si tratta si spendere, io sono sempre con voi; i vostri figli possono aspettare. In un mercato pieno zeppo di “gioconi”, che passano da Kickstarter con rendering pazzeschi, lustrini di ogni genere e promesse di gameplay “innovativi”, trovare un titolo che rompa questo schema, quasi sempre deludente sul tavolo, è un’impresa sempre più rara. Black Rose Wars non solo è uno di questi, ma ha anche il pregio di inserirsi con successo in un segmento, quello degli ibridi, di grandi potenzialità, ma di difficilissima interpretazione dal punto di vista del design, sempre in bilico nel trovare la giusta alchimia tra le due anime euro e american. Da una parte un gameplay solido, complesso e che premia comunque le scelte tattiche e la pianificazione a breve termine; dall’altra un’ambientazione ricca di fascino, materiali di alto livello e un dinamismo pirotecnico e ricco di colpi di scena. Sporcano un po’ questo quadretto alcune sbavature, figlie di una produzione non ancora perfetta e di un affinamento non del tutto concluso. Ma alcuni dei difetti evidenziati sopra, sono stati ripresi e corretti nell’edizione 2.0 (Black Rose Wars Rebirth), in uscita proprio in questi giorni su Kickstarter

Quindi che vi devo dire… Black Rose Wars non è un capolavoro, ma ci va davvero molto ma molto vicino! Se poi vi va di scommettere sul seguito, la piattaforma di crowdfunding più famosa del web è lì che aspetta i vostri portafogli. Riuscirà il seguito a centrare in pieno l’obiettivo, o il suo progenitore rimarrà sempre un gradino più in alto? Ai posteri l’ardua sentenza…

Trovate Black Rose Wars come sempre su Egyp (tra l’altro completamente in italiano!)

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Rating: 5

9 commenti:

  1. Mi pare di ricordare che la miniatura de “l’Infamia di Creta” ci fosse nel Kickstarter.

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    1. Non lo so... immagino di sì. (ma la recensione infatti fa riferimento alla copia retail)

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  2. "Ma White Winston, allora queste 120 bombe le possiamo spendere, o è meglio mettere da parte quei soldi per il futuro dei nostri figli?"

    Mi ricorda molto me che dico alla mia compagna "in lista nozze mettiamo la playstation 5, così se resti incinta abbiamo già i giochi per il bambino."

    Grazie della rece Andrea, mi sono avvicinato a LMS con la campagna di Nova Aetas lo scorso anno e questo Black Rose Wars mi aveva sempre incuriosito.

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    1. E' sempre importante pensare ai propri figli, soprattutto quando vogliamo comprare qualcosa "per loro". :D

      BRW è il primo gioco targato LMS che provo. Sono in trepidante attesa di DEI per capire se davvero sono un editore da mettere le lista dei must-have in futuro (portafoglio permettendo...)!

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  3. I maghi asimmetrici ci sono nella Sator

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    1. Come scritto sopra, la mia recensione si riferisce alla copia retail, base. Li avrei comunque visti bene implementati fin da subito... tutto sommato l'assaggio dell'asimmetria che c'è nella scatola base sa molto di "vorrei ma non posso"...

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  4. Gran bella recensione
    L'effettiva asimmetria è stata inserita nella sator,esclusiva inizialmente col Kickstarter, ora disponibile a prezzi da capogiro
    Per me capolavoro assoluto, vedremo se saranno in grado di migliorarlo ulteriormente col rebirth

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    1. Sinceramente non capisco molto queste scelte di tagli netti dal KS al retail; trovo molto più sensato riservare al KS aggiunte cosmetiche ed espansioni (vere, non sottratte al gioco base!).

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