[Solo sul mio tavolo] Dune: Imperium

scritto da White Winston (Andrea P.)

Avete mai provato a riflettere sullo scorrere del tempo?

Immaginate la vita come una colonna di bolle di sapone dove, all’interno di ciascuna bolla, vi è un insieme di spazi, eventi e persone. Le bolle sono come microcosmi, all’interno dei quali noi viviamo una fase della nostra esistenza, senza renderci sostanzialmente conto che, nel frattempo, qualcosa sta cambiando: la variabile tempo sta macinando, secondo dopo secondo, granelli di presente, portando via con sé sensazioni e attimi di frugalità, a nostra sostanziale insaputa. Ma nel nostro quotidiano così frenetico, non ci accorgiamo quasi mai di questo fattore, vivendo le fasi della nostra vita come se fossero eterne, immobili e immutabili. Persone, luoghi e relazioni, come fossero perpetui e impermeabili al trascorrere del tempo.
Poi qualcosa improvvisamente accade. La nostra bolla di sapone, tanto confortevole quanto fragile e delicata, si rompe improvvisamente. Un evento, indifferentemente bello o brutto, ci trascina alla velocità della luce di fronte alla verità: qualcosa è cambiato e sta cambiando, e noi non possiamo far niente per evitarlo. Ci ritroviamo improvvisamente sospesi per aria, senza più quella sottile pellicola a creare la nostra illusione, e precipitiamo. Fortunatamente il salto nel vuoto dura poco, fin quando non finiamo nella bolla successiva e, dopo attimi di ambientamento, il nostro cervello resetta e comincia a dimenticare, riportando la nostra mente a vivere serenamente sotto l’effetto del nostro calmante naturale.
Ma è proprio in quel momento di passaggio, che realizziamo l’importanza del “timing”, del compiere un’azione in un preciso ottimale momento, che dura poco, a volte un attimo. Perché un secondo dopo, potrebbe essere troppo tardi, perdendo per sempre l’opportunità di fare quel che volevamo. Pensiamo di aver assimilato il concetto, di aver imparato la lezione, eppure, dopo il reset, ci ritroviamo nella bolla successiva, a esitare nuovamente quel secondo di troppo, a perdere per sempre quell’opportunità, accontentandoci di quel che accade, senza intervenire.

DUNE: IMPERIUM
È un gioco competitivo di Paul Dennen (Clank!), per 1-4 giocatori, durata 60-120 minuti, edito nel 2020 da Dire Wolf e localizzato nel 2021 da Asmodee

Il gioco è ambientato nell’universo di Dune, il romanzo di Frank Herbert, più precisamente nell’adattamento cinematografico di Denis Villeneuve, in uscita quest’anno. Il gameplay si basa sulla meccanica di deck-building, abbinata al piazzamento lavoratori, con forti elementi di interazione diretta e indiretta, e combattimenti a suon di maggioranze. Nonostante l’ambientazione non sia delle più sentite, siamo di fronte ad un ibrido, con la componente euro sicuramente più marcata rispetto a quella american, dal peso medio, in grado di rivolgersi ad un pubblico abbastanza ampio. 

Siete per caso degli appassionati di Dune, con alle spalle tutti i romanzi letti e il film omonimo del 1984 visto tre volte? Allora continuate la lettura per capire se il gioco fa al caso vostro…

Siete per caso dei totali ignoranti (“nel senso che ignora” cit.) ma quei vermoni giganteschi vi bastano per calamitare la vostra attenzione? Allora siete sulla barca del sottoscritto, proseguite la lettura per scoprire cosa si cela dietro la famosa “spezia melange”…

GRAFICA E MATERIALI
Produzione abbastanza asciutta, con poche alzate di capo, ma non per questo carente. Ritroviamo i buoni e vecchi cubetti (che ormai sono merce rara!) a rappresentare, con l’opportuna dose di immaginazione, le valenti truppe di ogni casata, unitamente alla presenza di risorse sagomate (tolte le gocce d’acqua, le altre sono in verità dischetti o esagoni) e meeple per gli agenti. Chiudono il comparto legato ai componenti due cospicui mazzi di carte, le plancette personali (molto sottili) con i faccioni dei personaggi della propria casata e un tabellone centrale con le varie zone e fazioni di Dune. 

Sul lato grafica, siamo di fronte ad un prodotto che fa parte del merchandise a contorno del nuovo film di Villeneuve, con un’elegantissima illustrazione sulla scatola, scelte cromatiche molto azzeccate e disegni che riprendono lo stile serioso e a tratti scuro (per me molto affascinante) del film. 

Avrete capito quindi che Dune sul tavolo di presenta bene, ma senza particolari dettagli di rilievo. Devo dire comunque che il tutto deve essere paragonato anche al prezzo tutto sommato contenuto (considerato che il gioco è uscito da pochi mesi) di circa 40€ (io l’ho pagato addirittura 35€ a sconto); mi vengono in mente una decina di altri esempi dove avremmo largamente preferito una produzione asciutta (attenzione: né brutta, né al risparmio!) in cambio di 20€ di sconto sul prezzo finale… 

REGOLAMENTO
Il regolamento, oltre ad essere snello, è anche chiaro e ben scritto, e non lascia spazio a particolari dubbi. Vi riporterò di seguito solo i twist principali del gioco, rimandando, al solito, al regolamento per approfondimenti. 

Ad ogni turno, un giocatore dovrà piazzare uno dei propri agenti, associando al piazzamento una carta giocata dalla propria mano, che presenti però lo stesso simbolo riportato sul luogo da visitare. In questo modo, oltre ad attivare l’effetto del luogo visitato dall’agente, si attiverà anche l’effetto superiore della carta. Considerate che per svolgere buona parte delle azioni (soprattutto le più forti), dovranno essere pagati tributi attraverso le 3 risorse del gioco: solari, spezie e acqua

Al termine della fase degli agenti (dopo averne quindi piazzati 2 o 3), ogni giocatore svolgerà un turno di rivelazione, dove verranno attivati tutti gli effetti inferiori delle carte rimaste in mano, e in questa fase rivelate. 

Ad ogni round, verrà rivelata una carta conflitto che determinerà i premi per chi si aggiudicherà il conflitto, superando gli avversari a colpi di maggioranze. Le truppe schierate (grazie agli effetti di carte e luoghi di piazzamento), unitamente ad eventuali punti combattimento aggiuntivi (sempre derivanti dagli effetti delle carte), concorreranno per determinare la forza della propria fazione per il conflitto in corso. Questa potrà eventualmente essere modificata con un gioco di botta e risposta di carte intrigo, in grado di aumentare o diminuirne il valore.

Per vincere, un giocatore dovrà raggiungere la soglia dei 10 punti vittoria, innescando così il fine partita, con il tipico conteggio finale, che potrà confermare o ribaltare l’esito.

IMPRESSIONI
Quando si approcciano giochi che fanno riferimento a marchi così conosciuti (magari in concomitanza con l’uscita di un film!), il rischio di ritrovarsi tra le mani dei prodotti mediocri, che puntano tutto sulla licenza, è molto alto. Il mio approccio a Dune è quindi stato cauto, guidato dalla voglia si scoprire questo pianeta abitato da vermoni (è un periodo che causa figli leggo poco, altrimenti mi sarei già fumato il libro!) e di capire se dietro al marchio c’è sostanza. 

Dopo la prima partita sono rimasto davvero sorpreso e positivamente impressionato, trovandomi davanti un deck-building strutturato al punto giusto, abbinato al piazzamento lavoratori, con la meccanica del “gioca una carta e piazza l’agente nello spazio corrispondente alla carta” che mi ha ricordato subito Underwater Cities.

Inoltre, l’aspetto che mi ha spiazzato di più è la quantità di interazione presente; quella indiretta, fatta di spazi di piazzamento rubati e carte soffiate al mercato, e soprattutto quella diretta, fatta di scontri a suon di maggioranze e carte intrigo (simili alle carte combattimento di Scythe, ma con effetti più fantasiosi oltre che i classici “aggiungi X punti combattimento”), oltre che piccoli sgambetti offerti dagli effetti di alcune carte impero. Un bel mix, peraltro assolutamente digeribile da (quasi) chiunque, grazie ad un regolamento chiaro e asciutto, e un flusso di gioco piuttosto rapido. 

Un altro elemento per me importante nei giochi con meccanica di deck-building, è la possibilità di sfoltire il mazzo per efficientarlo, eliminando le carte che via via non servono più. Sembra banale come considerazione, ma giochi ad esempio come Clank! (stesso autore di Dune: Imperium) ti lasciano quell’amaro in bocca quando non riesci a far scombare le carte in mano come vorresti per colpa di un mazzo sovrappeso. Ecco, in Dune il buon Paul Dennen sembra aver imparato la lezione, e vi sono diversi modi per mantenere il proprio mazzo in forma e performante al punto giusto (sono arrivato a farlo dimagrire a tal punto da avere il problema contrario delle troppe poche carte!).

“Last but not least”, il solitario. Normalmente, nei giochi con meccanica di maggioranze, questo è un tasto dolente, in quanto simulare l’interazione diretta non è mai banale. Invece, devo dire che in Dune è stato fatto un lavoro davvero ottimo, con una modalità solitario che, non soltanto risulta rapida da gestire grazie ad un mazzetto di carte molto intuitivo, ma anche interessante dal punto di vista del livello di sfida. Infatti, già nel gioco a 2 giocatori, viene introdotto un automa per portare il numero a 3; questo significa che nel gioco in solitario vi troverete a fronteggiare ben 2 automi contemporaneamente (vi garantisco senza tempi morti), e vi posso assicurare che non sarà un compito per niente facile! Per vincere dovrete infatti calibrare molto attentamente le mosse e soprattutto costruire un deck davvero infallibile, perché la partita si vince (semmai) al fotofinish!

E allora perché, dopo una disamina così positiva, non gridare al capolavoro? Per due sostanziali motivi:

  1. Se le carte offrono una buona variabilità per numero e tipologia, modificando ad ogni partita il nostro mazzo e la sua strategia, non si può dire la stessa cosa per gli spazi azione, che risultano non troppo vari ma soprattutto non tutti così utili nelle varie fasi di gioco.
  2. Alla lunga c’è un po’ di ripetitività nel gameplay, data da risorse come i solari che servono praticamente solo in early game (principalmente per acquistare il maestro di scherma e il seggio nel Gran Consiglio) e da un andamento che spesso si ripete, con raccolta risorse ad inizio partita, acquisto carte a seguire, e schieramento truppe alla ricerca dei punti nella parte finale.

“Ma White Winston,  cos’è esattamente questa spezia melange, così preziosa e ricercata?”

Cari i miei delfini curiosi, quando durante il gioco si svolge la fase creatori (uno dei tanti nomi dei vermi delle sabbie) e si creano le spezie nei luoghi non visitati, il dubbio mi era venuto… la spezia melange non è altro che un sottoprodotto del ciclo vitale del verme delle sabbie di Arrakis! Non è esattamente cacca di verme (qui trovate i dettagli), ma ci va molto vicino!!! 

CONCLUSIONI
Dune: Imperium mi ha davvero favorevolmente stupito per il mix così ben realizzato di meccaniche note e interazione, il tutto filtrato attraverso un regolamento chiaro e snello, per un ibrido moderno, dal peso medio, complesso e articolato al punto giusto. L’ambientazione, al di là delle illustrazioni che rimandano al film, non si sente particolarmente, ma il pubblico al quale si rivolge il titolo, dato il suo genere ibrido ma più marcatamente euro, forse non ne sentirà particolare mancanza. Il solitario è una modalità sorprendente per qualità, rapidità di gestione ed efficacia. Il gioco diventa più opaco però quando si parla di variabilità e ripetitività, con poche strategie attuabili e un po’ di rigidità dal punto di vista delle scelte nell’intera partita; aspetti che forse potranno trovare un loro compimento con l’espansione di prossima uscita “Rise of Ix”

Trovate Dune Imperium come sempre su Egyp.

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Rating: 5

3 commenti:

  1. Segnalo che nel frattempo sono uscite ben 2 nuove espansioni scaricabili gratuitamente attraverso la Dire Wolf Gameroom o Dune Imperium Companion: Esploratori di Arrakeen e Blitz!.

    Entrambe prevedono l'uso dell'app durante il gioco e introducono svariati elementi aggiuntivi che aumentano la variabilità del gioco (guarda caso... coff coff...) attraverso setup diversificati, spazi azioni modificati, eventi e meccaniche aggiuntive (alcune anche molto incisive!).

    Un plauso al supporto costante e gratuito che il gioco sta ricevendo; per quanto mi riguarda però tutte queste micro-aggiunte (e talvolta neanche tanto micro) a stretto giro mi lasciano sempre un po' perplesso... preferirei UNA sola epsnasione a pagamento con 2-3 elementi selezionati e distillati, piuttosto che 3 espansioni (a breve arriverà Rise of Ix) in grado di rivoltare l'intero gioco come un calzino (con tutto ciò che ne consegue).

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  2. Libro assolutamente da leggere!!
    Tullaris

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    1. Al momento ho "La zona morta" del Re su comodino; il prossimo sarà sicuramente Dune! ;)

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