[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Gloomhaven, Architetti del Regno Occidentale e altri 5! (+ indovinello)

scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti

Buona domenica a tutti! A chi sistema i giochi su scaffali nuovi e belli e a chi butta i giochi su scaffali vecchi e brutti.
Questa settimana abbiamo cominciato a giocare in una fattoria che ospitava mostri scappati da un pianeta rosso in guerra. Per riportarli a casa siamo finiti su di un altro pianeta dai bianchi crateri per aver seguito una mappa rivelatasi sbagliata. 
Buona lettura.


[Valeria-MeepleOnTheRoad] My Farm Shop • 2-4 giocatori • 8+ • 30-45' • giocato in 4 • 70' con spiegazione regole
My Farm Shop
Dopo Istanbul, eccomi di nuovo ad apparecchiare un titolo di Rüdiger Dorn. La copertina pucciosa e variopinta strizza l'occhio ai vari FarmVille e simili da giocare su Facebook e altre piattaforme. Non ho saputo resistere e ho voluto provarlo. Al tavolo io, il Riccio, Francesco e sua moglie Huachong. La settenne di casa è presa a disegnare sul tablet e non è interessata, anche se sembra proprio rientrare nel target di questo My Farm Shop. Meccaniche super lineari: plancia centrale che rappresenta il negozio da cui si comprano carte per potenziare una plancia personale e macinare punti prima della fine del gioco, sancita dall'esaurimento del mazzo di carte. Fin qui niente di particolare. Il bello di questo titolo sta nell'uso dei dadi: a ogni turno se ne tirano tre, ma se ne usa uno solo per comprare le carte, mentre gli altri due mettono in moto il motore di tutti in base a quello che hanno costruito sulla propria plancia. Interazione elevata per un titolo family. Spesso mi ritrovo a scegliere un dado solo in base a ciò che non voglio lasciare agli altri, strategia che non pagherà. Huachong si è messa le carte più potenti sotto il 6 e l'8 che, come insegna Catan, sono i numeri più frequenti. Non c'è modo di non farle un favore praticamente a ogni round. Il Riccio si è fatto una bella plancia equilibrata tra carte di produzione e carte di trasformazione merci che danno soldi, cioè punti. Francesco ha pompato la produzione all'inizio riempiendo il suo carretto al massimo, poi ha cominciato a trasformare a manetta. Io disastro. Non so perché, ho piazzato carte di trasformazione sui numeri statisticamente più frequenti, ma senza merci mi sono ritrovata a saltare parecchi turni senza poter fare nulla. A un certo punto Francesco è costretto ad abbandonare la partita e al suo posto subentra la bambina. Temo il peggio, conoscendola. Lei tiene benissimo il passo degli adulti, tanto da scavalcarmi e farmi finire la partita ultima. Huachong e il Riccio arrivano primi a pari merito, poi lei la spunta perché le sono rimaste più merci. Il gioco è davvero carino e le meccaniche sono super-fluide. Grafica pucciosa e gameflow piacevole. Giusta influenza della fortuna e ottima interazione che lo rendono dinamico. Io una partita ogni tanto la farei. Il Riccio lo boccia, accusandolo di ripetitività. Ecco perché non se l'è presa quando ha perso allo spareggio. Va be', sarà per il gioco successivo. Avanti il prossimo!


[Antonio-Figlio di Griffin] Architetti del Regno Occidentale • 1-5 giocatori • 12+ • 60-80' • giocato in 4 • 60' con rilettura delle regole e spiegazione a uno di noi a zero partite
Architetti del Regno Occidentale
Questa è una saga che ha sempre stuzzicato i miei amici al tavolo, tanto da riuscire a riproporlo a chi lo aveva già provato (una sola volta) e a chi, invece, ne aveva solo letto in rete senza mai riuscire a giocarlo. La partita è stata avvincente e divertente (con le catture che fanno sempre la differenza e danno quel sapore di rompi-piani tanto caro a chi – come noi – ama sfidarsi con interazione diretta), anche se abbiamo giocato con una regola sbagliata. In pratica quando si restava con zero omini da piazzare ed era il proprio turno, invece di recuperarne solo uno tra quelli già piazzati sulle aree di gioco, li abbiamo fatti recuperare sempre tutti. Al di là di questa regola (che è stata sbagliata da tutti e quindi democraticamente portata avanti fino alla fine della partita), il gioco è risultato sempre fluido e appagante, andando a premiare chi aveva investito nella costruzione delle carte edificio e non al lavoro nella cattedrale. Consigliato non solo a giocatori scafati, ma anche a giocatori che vogliano cimentarsi in qualcosa di un po' più corposo, amando, però, la meccanica del piazzamento lavoratori e della gestione risorse.


[Simone M.] Gloomhaven • 1-4 giocatori • 14+ • 60-120'• giocato in 2 • 130' (circa) con spiegazione e 2 scenari consecutivi
Gloomhaven
Era da tempo che bramavo di provare quello che molti appassionati definiscono il Re dei Dungeon Crawler in salsa legacy. Uscito nel 2017 e con già 2 campagne KS all'attivo (l'ultima per donargli dei materiali più dignitosi), ha raccolto attorno a sé una comunità molto nutrita di appassionati. Orfani di Giacomino "Traditeuuur" (si unirà prossimamente) io e Marco P. ci sediamo attorno al tavolo per affrontare il primo scenario. Sia io che Marco partiamo con una buona conoscenza del gioco (lettura del regolamento più un'infinità di videotutorial preparatori). Comunque Marco P. (proprietario del gigantesco scatolone) è piuttosto ferrato. Una misteriosa mercante, una pergamena da recuperare da dei ceffi nascosti in un tumulto nella foresta... Basta questa scialba motivazione alla mia Scoundrel (un'assassina specializzata negli attacchi furtivi e nell'avvelenamento) e al suo Cragheart (un guerriero elementale che avanza a suon di sganassoni e pestoni sul terreno che feriscono e paralizzano i cattivoni... e a volte purtroppo anche il mio personaggio) per ficcarci nella tana del nemico. I materiali, pur essendo quelli della seconda campagna KS, mi fanno un po' accapponare la pelle. La grafica delle tile non è contigua, le carte sono leggerine e si piegano, i nemici in cartone, le fustelle non proprio precise. Il primo scenario è composto da poche stanze e i nemici sono un numero adeguato e affrontabile (il gioco scala in base, ovviamente, al numero di PG nel party): abituato ad altri titoli in cui il tragitto che va dall'ingresso sino alla fine del dungeon è disseminato di fiumane di minion, a me sembra una passeggiata ed è qui che Gloomhaven ti "frega". Il cuore del gioco è il sistema di combattimento card-driven. Niente dadi, solo carte. Carte che permettono di essere attivate in più modi e, spesso, in combinazione fra esse che turno dopo turno diventano sempre meno, perché eliminate dopo l'uso o dopo il ripristino della mano (riposo lungo o breve). Una meccanica che fa salire l'adrenalina, che mantiene tesa la partita: un sistema estremamente tattico che assorbe tutto il downtime tra un turno e l'altro, che pone il giocatore a calibrare ogni mossa e stare avanti al nemico pensando sempre a cosa fare già il turno successivo. Ragionata e sensata l'introduzione di elementi legacy (seppur soft), che rendono l'esperienza di gioco ancora più vivida: una nuova posizione nella mappa, eventi da pescare random durante gli spostamenti fra i luoghi e in città e che influiscono, in qualche modo, sulla storia. Il primo scenario va giù liscio come l'olio, tanto da spingerci a continuare e affrontare il secondo (qui mi fermo con gli spoiler). Questo non vuol dire che sia stato particolarmente semplice e che anzi l'Intelligenza Artificiale dei nemici si è rivelata molto efficace nel rendere sia la prima che la seconda partita impegnative. Alla fine iniziamo a ragionare su come spendere l'oro accumulato, si fa la conta delle "spunte" sulla scheda personaggio ottenute compiendo gli obiettivi personali di scenario. Anche questa è una parte che appassiona. Non so se sia il re o no... Ma quand'è che si gioca la prossima che non sto più nella pelle? 


[F/\B!O P.] On Mars • 1-4 giocatori • 14+ • 90-150' • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 180+40' di spiegazione
On Mars
Questa partita è stata concepita nel gruppo Telegram Giochi sul Nostro Podcast, quando ho scoperto che Volmay abita a una ventina di minuti da casa mia. Dopo alcune settimane di gestazione, abbiamo una data e gli altri due giocatori al tavolo sono Kopalecor e Matthew1980: praticamente sono finito nella cabina di regia di Radio Goblin. La scelta del gioco ricade su On Mars e per fortuna Matthew1980 ha già una manciata di partite sotto la cintura: la sua guida attenta e precisa sarà un grosso plus per il godimento dell'esperienza ludica. Sappiamo infatti quanto Vital Lacerda sia un amante delle stratificazioni regolistiche, delle eccezioni e dei sotto-casi. La cosa più particolare di questo piazzamento lavoratori è la divisione tra orbita e pianeta delle azioni principali che si possono svolgere. L'altra cosa interessante è l'albero delle tecnologie sulla propria plancia personale (che ospita anche i lavoratori, la riserva e le azioni secondarie), che determina quanto potenti possono essere certe azioni. Sul tabellone comune c'è la mappa su cui costruire la colonia con alloggi e edifici per la produzione di minerale, energia, acqua, piante e ossigeno: più le relative tecnologie sono avanzate, più ampi possono essere i complessi, maggiore la produzione. Gli spostamenti tra la superficie e lo spazio sono temporizzati da un segnalino razzo, che vola a intervalli sempre più lunghi (dopo 1 round, dopo 2, dopo 3...). La partita termina al raggiungimento di quattro conseguimenti, di cui la maggior parte sono pescati a caso durante la preparazione. Su BGG il peso è dato a 4,65/5: a casa mia la scatola che si avvicina di più è Anachrony con 4,01, pertanto mi aspetto di arrivare ultimo senza ritegno. Mi accontento di capire come si muove la bestia e se vorrò reincontrarla: la risposta è sì, nella versione "non me lo compro, ma se lo proponi ci sto". Devo pur concedere che alla fine è stato meno complicato di quanto mi aspettassi per la fama dell'autore. Ammetto tuttavia di essermi totalmente disinteressato ai progetti degli edifici, temendo di non riuscire a realizzarli e dovermeli subire di conseguenza come malus. Dopo i primi round la vittoria sembra una questione tra Matthew1980 (padrone e conoscitore del gioco) e Kopalecor (alla prima partita, ma evidentemente ha grokkato le regole). Volmay si destreggia nel mezzo, con alcune sinergie azzeccate, però senza spingersi fino agli altri due avversari. Ho come l'impressione che ogniqualvolta tornerò da loro troverò sempre dei cinghialoni ^_^


[Giuls-TheUncle] This War of Mine • 1-4 giocatori • 18+ • 45-120' • giocato in 2 • 6 ore (circa) con spiegazione in due giorni
This War of Mine
Quando il mio migliore amico torna in Italia, una delle sue tappe obbligate è la mia collezione di giochi da tavolo. Ho lasciato a lui la scelta, provando (inutilmente) a indirizzarlo su un titolo più leggero, ma niente: ha voluto immergersi in questo gioco. "Pippo, non viverla come un semplice gioco da tavolo, prova a immedesimarti, falla diventare una esperienza." E così è stato. Gli ho spiegato lo scenario, delle difficoltà nel reperire le risorse e di quanto tutto potesse venir rovinato da un tiro infausto di dadi.
DAY1: Cominciamo quindi il primo giro di reperimento risorse, cercando di liberare quante più stanze possibili e poi giù alla conquista del luogo più vicino con 2 personaggi, lasciandone uno di guardia alla casa. Ve lo dico sinceramente, non ho mai visto in tanti anni una sequenza così di tiri positivi in vita mia, MAI. Da 14 carte esplorazione siamo arrivati ad averne più di 20 con un bottino incredibile, tanto che più della metà di quello che avevamo trovato è stato lasciato per mancanza di spazio negli zaini. La fortuna ci ha accompagnato anche nel primo raid notturno, permettendoci di cominciare un nuovo giorno con relativa calma. Anche il secondo giorno viene vissuto tranquillamente e riusciamo a costruire il letto e a mettere da parte le risorse per il raccoglitore di acqua piovana. Purtroppo la notte non va come la precedente, magrissimo bottino nelle ricerche e un raid notturno molto, molto aggressivo ci dimezza le scorte... La partita continua per altri 2 giorni per un totale di 4 ore totali e decidiamo di salvare e continuarlo il giorno dopo, per provare a finire almeno il primo obiettivo e, soprattutto, per testare il sistema di salvataggio. 
DAY2: Decidiamo, dato il poco tempo a disposizione, di fermarci al primo obiettivo. Avevamo 1 giorno a disposizione per trovare 3 cibi crudi. Con la compagnia un po' stremata decidiamo di esplorare il luogo più vicino e di portarci solo una pala per le macerie. Alla prima carta dobbiamo fare un incontro con i residenti e troviamo un esercito di ribelli armati fino ai denti. Per farci andare via ci portano via la pala, restiamo quindi a secco e proviamo a trovare almeno del cibo, ma niente: 14 carte esplorazione per trovare qualche parte meccanica e una sigaretta. Il raid notturno quasi uccide la guardia e siamo costretti a impiegare tutte le medicine e le bende per salvare i feriti. Il giorno dopo con quel poco che avanza riusciamo a costruirci una stufa e tentiamo la sorte nel luogo più lontano, ma apparentemente più semplice: una villa abbandonata. Evidentemente la fortuna l'abbiamo finita tutta il primo giorno, perché anche questa volta torniamo a casa con qualche verdura e un po' di liquore. Il raid uccide Marin, la guardia, e manco a dirlo con quello che avevamo falliamo miseramente la missione. 
Non c'è nulla da fare, se c'è una certezza nella vita è che This War of Mine è sempre e comunque un "MAI NA GIOIA".


[Sayuiv] Welcome to the Moon • 1-6 giocatori • 10+ • 25-30' • giocato in 4 • circa 30 minuti
Welcome to the Moon
In occasione del ritorno delle Game Night a casa mia, ho deciso di fare un salto al negozio e comprare qualcosa di nuovo per il mio gruppo, e con grande sorpresa ho trovato il nuovissimo Welcome to The Moon. Aprendo la scatola sono rimasto sorpreso da quanta roba è presente. Ci sono 6 scatolette per contenere le varie carte, 24 plance plastificate a doppia faccia per un totale di 8 avventure differenti (in pratica 8 flip and write diversi), 6 pennarelli, modalità in solo, libro delle regole e libro della campagna. Le 8 avventure “raccontano” la storia della civiltà umana che lascia la Terra alla ricerca di un nuovo pianeta dove vivere, iniziando dalla costruzione del razzo, al viaggio interspaziale, alla costruzione della colonia e così via. Di noi 4 solo io e un altro ragazzo avevamo giocato al Welcome To originale. Ci siamo limitati a giocare la prima avventura, la costruzione del razzo che non è altro che una corsa a chi riesce a completare per primo il razzo e partire. Questa prima avventura diciamo che è introduttiva, dove non si utilizzano le azioni delle carte, ma queste ci indicano dove poter scrivere il numero associato. Il razzo è diviso in piani e ognuno di essi in compartimenti: quando un compartimento è completo possiamo prendere i bonus descritti. Dopo una prima partita un po’ titubante da parte delle due ragazze, il gioco è filato via che è una meraviglia. Abbiamo fatto credo 5 partite consecutive, ognuna della durata di circa 15-20 minuti. Non abbiamo messo mano alle altre avventure, che ci siamo promessi di affrontare la prossima volta. Molto interessante è che il gioco ha il libretto della campagna, che come in molti giochi narrativi ha dei capitoletti numerati. Si inizia leggendo dal capitolo 1 e in base alle scelte che facciamo ci porterà a leggere altri capitoli e durante la storia ci dirà quale avventura giocare. La campagna può essere giocata in multigiocatore e alla fine di ogni avventura, in base alle prestazioni, si guadagnano un certo numero di stelle. Alla fine delle 8 avventure chi avrà più stelle sarà il vincitore.


[Sayuiv] Deckscape – Il mistero di Eldorado • 1-6 giocatori • 12+ • 30-90' • giocato in 4 • circa 150 minuti
Deckscape – Il mistero di Eldorado
Prima escape room in scatola per il mio gruppo, ma non per me. L’esperienza è piaciuta molto al mio gruppo, tanto che si sono andati a guardare quali altre avventure sono disponibili nella serie. Per quanto mi riguarda, sono rimasto un po’ deluso da questa avventura. Sorvolando il fatto che ci abbiamo messo una vita, perché pensavamo “troppo” alle scelte da fare. Prima di questa, avevo giocato la Deckscape -  Furto a Venezia, che ho trovato molto avvincente e molto più sfidante a livello di enigmi. Il mistero di El Dorado mi ha deluso proprio sotto questo punto di vista. L’avventura è come se fosse divisa in due parti. La prima parte, quella del viaggio alla scoperta del tempio, non contiene veri e propri enigmi, ma più che altro delle scelte da fare (che poi si possono eseguire tutte). Purtroppo, a volte, le conseguenze delle proprie scelte dipendevano da quali 2 attrezzi dei 4 possibili avevamo scelto di portarci dietro. Un volta arrivati al tempio, ci siamo trovati di fronte a una sequenza di stanze, ognuna contenente un enigma diverso dall’altro, ma nessuno davvero sfidante. Addirittura, alcune soluzioni le ho trovate un po’ “ambigue”. Il mio gruppo lo ha promosso, probabilmente grazie alla novità della cosa, mentre io personalmente mi aspettavo qualcosa di più. E pensare che il motivo per cui l’avevo scelto era proprio l’ambientazione. Sicuramente va benissimo per un gruppo che sta iniziando ora questo genere di giochi.





Questa settimana due redattori per tre disinscatolamenti. Parte nuovamente la figurina del nostro Davide-Simarillon, che ci apre un gioco della Clementoni per giocatori dagli 8 anni in su che vogliano scoprire il mondo della lirica con All'Opera.


Nel secondo video abbiamo F/\B!O, che apre un'altra scatola proveniente da terre orientali, Dadaocheng (Second Edition), un titolo da peso medio con una griglia 5×5 che è stata oggetto "come categoria" di un nostro recente Raccolta e Assegna.


Nell'ultimo video sempre F/\B!O ci apre un'altra espansione "sette-nanica", Dwar7s Spring: Elven Uprising, che inserisce la nuova tribù degli elfi, compatibile sia con la versione Spring che con quella Winter.


Per il Podcast, sempre con Matte e LucaCiglione, questa settimana torna una puntata di "lavorare per gioco" con un ospite di un certo calibro: la simpatica, modesta e competente Barbara Rol di dV Giochi (che si pronuncia "di-vu-gheims"... ascoltare per credere!).


Settimana scorsa PIERFR ha scovato le giuste acque risolvendo l'indovinello con Pandemic Alta Marea, il gioco che vi farà trovare con l'acqua alla gola!

Questa volta ditemi qual è la scatola dietro a "non è un paese per gente onesta".

Alla prossima lettori (del blog), ascoltatori (del podcast) e guardoni (del canale YouTube).
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12 commenti:

  1. Ciarlatani di Quedlinburgo? Bella puntata varia BTW!

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  2. Counterfeiters? Architetti per me è diventato un must. È il mio preferito della trilogia.

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  3. Il Padrino?
    Tullaris

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  4. Nessuno di voi tre (Aitan3, Vinniesse, Tullaris)è riuscito a trovare la soluzione al momento...

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  5. Ringrazio Fabio per la compagnia e mi complimento per il mini-report.
    Sarà ovviamente un piacere ospitarti di nuovo per il prossimo cinghiale. :)

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    1. Con cocktail a tema! Grazie dei complimenti ^_^

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  6. Non sarò fortunato come settimana scorsa...ho alcune idee ma nessuna mi convince a Pieno...Raiders of the north sea per rimanere in tema Shem Phillips?

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  7. Il gioco è per caso.....Bloody Inn?

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    1. Bella risposta anche questa ma non è questo il gioco-soluzione...

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  8. Ci riprovo, anche se sono indeciso tra Cash'n'Guns e Bang!
    Diciamo il primo, va...

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