[Solo sul mio tavolo] La Top10 dei Giochi in Solitario – 2021

scritto da White Winston (Andrea P.)

Il trend dei nostri amati solitari sembra essere in costante crescita, forte sicuramente del motore propulsore gentilmente offerto dal COVID, ma anche spinto da una diffusione capillare di queste modalità, pensate per momenti di relax, approfondimenti sul regolamento (prima magari dello “spiegone” con gli amici) o sessioni di puro divertimento, al pari di un videogame o di una serie televisiva gustata in solitaria.

Quest’anno, rispetto agli scorsi anni (qui l'edizione 2020), troverete un paio di new entry ai piani alti, e non solo. Domina incontrastato, come al solito, il “team German” anche se, piccolo spoiler, per l’anno prossimo potrebbe esserci anche qualche sorpresina per gli amanti degli american (tutto dipenderà dalla puntualità di alcuni Kickstarter che ho già in saccoccia).

Prima di lasciarvi alla classifica però, l’ormai consueta premessa (per chi arriva per la prima volta a questa classifica): questa è una top10 esclusivamente dedicata ai solitari. Chi segue la mia rubrica “Solo Sul Mio Tavolo” ormai sa che dentro alle mie recensioni, oltre al focus sulle modalità solitario, c’è sempre una panoramica generale sul gioco, che abbraccia aspetti che fanno da contorno a tale modalità e che talvolta fa riferimento anche alla più classica modalità multigiocatore. Al contrario, questa vuole essere una classifica basata esclusivamente sulle modalità solitario; il gioco può anche essere un capolavoro ma se il suo “solo mode” non eccelle, non lo troverete qui menzionato. Il suo target (e il suo scopo) vuole quindi essere il solitarista che cerca una rapida classifica d’opinione, per approcciarsi a questo mondo per la prima volta o per consolidare la propria già nutrita collezione di titoli, lasciandosi incuriosire dai titoli proposti. 

Un’ultima precisazione: questo non è un premio e non c’è nessuna oggettività nella scelta e nel posizionamento dei titoli. Semplicemente, è la mia personale top10! Tenetelo a mente quando scriverete un bel flame sulla mancanza del vostro titolo preferito…

Basta chiacchiere… andiamo a vedere chi occuperà l’ambitissima posizione di:

"TOP SOLO SUL MIO TAVOLO 2021"

- TOC TOC!
- Chi è?
- Sono la scimmia!
- E cosa vuoi?
- I tuoi soldiiiiiii!!!!!!!

10.  Aeon's End, ideato da Kevin Riley (2016). Editore Action Phase Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla lingua).

Quest'anno mi ero imposto di inserire un deck-building (puro) all'interno della classifica, perché è un genere che si presta davvero molto bene per la modalità solitario. La scelta è ricaduta su Aeon's End perché, oltre ad avere l'originale twist del mazzo che non si mescola mai (con le carte che vengono invece messe negli scarti nell'ordine scelto dal giocatore), proprone una sfida tesa, articolata e interessante, anche con la sola scatola base. Se poi vi va di sposare le sue meccaniche e siete disposti a investire di più (in termini di tempo e soldi!), avrete a disposizione fior fior di espansioni, personaggi, nemici, campagne, per una longevità praticamente illimitata. Unico (incomprensibile) "difetto": nessuno si è ancora azzardato a tradurre il gioco in italiano (e forse nessuno mai lo farà). 

"Ma White Winston... e il link a Giochi Sul Mio Tavolo?" Tranquille, care le mie amebe, prima o poi comparirà... ;)

Qui il link a Egyp. 

 

9.  Mage Knight Ultimate Edition, ideato da Vlaada Chvátil (2018). Editore WizKids e localizzazione italiana a cura di Giochi Uniti (1-5 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 120-150 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Riedizione del famosissimo gioco Mage Knight Board Game del 2011, raccoglie al suo interno il gioco base e le tre espansioni uscite negli anni (La Legione Perduta, Krang e Le Ombre di Tezla), oltre ad alcune carte promo (5) appositamente create per questa edizione. Parliamo di uno dei solitari più famosi, discussi, apprezzati e osannati di tutti i tempi, che basa il suo enorme successo su meccaniche di deck-building, esplorazione, crescita del personaggio e combattimenti (molto matematici). Re indiscusso di molte classifiche, è in realtà un german travestito da american estremamente complesso e unico. Capolavoro di genere, è un gioco capace di lasciare il segno per originalità e profondità, dalla longevità praticamente infinita, anche se con un target assolutamente di nicchia. 

Qui una recensione più completa.

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8.  La Festa per Odino, ideato da Uwe Rosenberg (2016). Editore Feuerland Spiele e Z-Man Games Inc. e localizzazione italiana a cura di Cranio Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 90-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco di piazzamento lavoratori, piazzamento tessere e gestione/trasformazione risorse che nasce letteralmente dall’unione di 3 dei migliori giochi mai pubblicati dal celebre Rosenberg: Agricola, Patchwork e Le Havre. L’autore prende il meglio dei tre giochi e lo combina sapientemente con (inaspettato) successo, creando un cinghiale indubbiamente più complesso ma molto strategico, stretto e a tratti punitivo (più di quanto si possa pensare viste le 60+ azioni disponibili). Il solitario è tradizionale (sfida te stesso e fai più punti possibili) ma di grande soddisfazione vista la complessità e la difficoltà nel perseguire in maniera efficace la propria strategia. Il sapore di cinghiale è molto forte… ma se siete dei fan di Uwe qui troverete forse il suo miglior solitario.

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7.  Newton, ideato da Nestore Mangone e Simone Luciani (2018). Editore Cranio Creations (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 45-60 minuti, indipendente dalla lingua).

Newton è un gioco per cervelli da corsa, ovvero, uno splendido rompicapo in un tempo contenuto. Un pizzico di innovazione misto a sapori più classici fanno di questo italianissimo german un gioco solido, bilanciato e squisitamente strategico. La cornice della scienza è gradevole quanto evanescente ma per i fanatici del genere sono sicuro che questo non rappresenterà un grosso problema. Importantissima è la lettura del setup iniziale e la pianificazione, per risultare ottimale, deve essere fatta fin dall’inizio del round su tutti e 5 i turni da svolgere. Solitario rapido sia nel setup che nello svolgimento, con obiettivo il raggiungimento del punteggio più alto (provate a battere il mio 126!); niente di originale quindi ma, data la natura solitaristica del titolo in generale (interazione ai minimi termini), risulta essere forse la modalità migliore per apprezzare il gioco. 

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6.  Kepler-3042, ideato da Simone Cerruti Sola (2016). Editore Placentia Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco italianissimo (autore, editore e disegnatore) di esplorazione, colonizzazione e sfruttamento/gestione risorse. Ambientazione spaziale molto curata, per un 3X (la parte mancante è quella bellica) strettissimo, quasi claustrofobico, dove la famosa coperta corta diventa un fazzoletto. La modalità solitario è forse la migliore mai concepita in un gioco german: 5 campagne a difficoltà crescente, ciascuna costituita da 4 partite/missioni con obiettivi specifici e concatenate tra loro. Scegliere ogni turno l’azione ottimale, gestire il limitato numero di risorse (17, non una di più), decidere quando sacrificarne una per potenziare l’azione, capire quale strategia è la migliore per il raggiungimento dell’obiettivo, tutti elementi che fanno di Kepler-3042 un vero brucia cervelli estremamente sfidante e appagante.

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5.  Terraforming Mars, ideato da Jacob Fryxelius (2016). Editore FryxGames e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, dipendente dalla lingua).

Uno dei migliori titoli usciti nel 2016 (annata d’oro!), gioco card-driven dalle meccaniche classiche, quasi scontate (“gioca carta, produci risorse, gioca carta, fai combo, prendi punti”), che in pochissimo tempo è riuscito a scalare la classifica BGG. Solitario senza automa ma che ripropone perfettamente il flavour del gioco, mantenendo comunque un buon livello di sfida: terraformare il pianeta in 14 turni cercando di ottenere il maggior punteggio possibile. Materiali che sono diventati “l’esempio da non seguire”, grafica discutibile, meccaniche non innovative,… eppure Terraforming Mars si è affermato come uno dei migliori giochi di sempre. Quando è così vuol dire che c’è davvero tanta stoffa. Provare per credere!

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4. Spirit Island, ideato da R. Eric Reuss (2017). Editore Greater Than Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-4 giocatori, età 13+, tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla lingua).

Eurogame collaborativo (senza alpha player!) profondo e complesso, dotato di un’ambientazione particolare ed accattivante, basato su meccaniche di gestione mano e interazione diretta su mappa. Longevità praticamente infinita grazie ad un sistema di difficoltà crescente che lega tipologia degli invasori, scenari e regole aggiuntive. Come ogni buon collaborativo, si presta particolarmente bene al solitario, riuscendo ad offrire un ventaglio di possibilità e modalità di gioco davvero notevole, per un’esperienza impegnativa ma estremamente appagante e varia. In pochi anni è diventato uno dei punti di riferimento dei giochi collaborativi, conquistando il cuore di solitaristi e giocatori euro di tutto il mondo.

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3.  Scythe, ideato da Jamey Stegmaier (2016). Editore Stonemaier Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 90 minuti, dipendente dalla lingua).

Scythe, oltre ad essere un ottimo mix di tante buone idee (alcune originali, altre magari meno), ha una fluidità e una rapidità davvero ineguagliate. Un 4X (esplora-espandi-sfrutta risorse-stermina) che mescola in maniera sapiente tutti i quattro aspetti e li condensa in partite, con o senza automa, di durata media 90 minuti. Il suo solitario è stato uno dei pionieri della modalità automa intesa come AI interattiva e a tutt’oggi è un punto di riferimento del genere (così come i suoi creatori, Automa Factory). L'automa infatti non si limita, come accade nel 99% dei giochi euro, ad accumulare punti, magari intralciando qualche vostra decisione e diventando un semplice traguardo da sorpassare a fine gioco; in un certo senso è adattivo, si muove in conseguenza dei vostri movimenti, si espande, conquista e, soprattutto, è molto aggressivo. Un’esperienza di gioco in solitario complessa, profonda e unica.

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2.  Under Falling Skies, ideato da Tomáš Uhlír (2020). Editore Czech Games Edition e localizzazione italiana a cura di Cranio Creations (1 giocatore, età 12+, tempo a partita in solitario 30 minuti, dipendente dalla lingua).

Solitario puro, nato inizialmente da un progetto P&P, dove materiali, gameplay, campagna, meccaniche, si fondono in maniera pressoché perfetta, per creare un gioco che vi terrà letteralmente incollati al tavolo. Il puzzle tattico proposto dalle meccaniche, oltre ad essere molto aderente all’ambientazione, risulta di non facile risoluzione, garantendo una discreta longevità. Scatola compatta, regolamento abbastanza lineare e prezzo accessibile, rendono questo gioco un vero must-have per qualsiasi solitarista amante dei giochi euro.

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1.  Maracaibo, ideato da Alexander Pfister (2019). Editore Game’s Up e localizzazione italiana a cura di uplay.it Edizioni (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla lingua).

Gioco che di per sé rappresenta una sintesi perfetta della carriera di un autore che, ormai, non ha più bisogno di presentazioni. Forse il suo titolo migliore in assoluto, dove il mix tra varie meccaniche, tipico della sua mano, raggiunge una vetta difficilmente arrivabile, per profondità e fluidità di gioco. Il solitario, poi, è davvero perfetto, privo di difetti. Ad un prezzo computazionale bassissimo, restituisce un livello di sfida molto alto, scandita da una campagna che propone scenari sempre diversi e stimolanti. Ad oggi, rappresenta senza dubbio il miglior solitario euro che io abbia mai intavolato e un nuovo punto di riferimento per il suo genere. Devo aggiungere altro?

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14 commenti:

  1. Maledetto Cavaliere Solitario...hai fatto andare Maracaibo nella mia lista della spesa quando credevo fosse ormai chiusa e blindata!

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    1. Se ti piace Pfister e se ti piacciono anche i solitari, Maracaibo è assolutamente un must-have. ;)

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  2. Amo terraforming Mars dai 3 ai 5 giocatori. L'ho provato due volte in solitario e mi ha lasciato abbastanza deluso: una volta messa in moto la macchina da soldi/calore c'è ben poco da pensare. Abituato anche alla variante con il draft delle carte, in solitario ne vedi passare pochissime in 14 turni: appena una 50ina... Preferisco di molto il solitario a caverna del buon uwe

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    1. Anche a me piacciono i solitari alla Rosenberg (infatti qui sopra trovi Odino)... però devo dire che Terraforming Mars l'ho trovato un ottimo solitario. E' vero che ti passa per le mani un numero limitato di carte, ma è proprio per questo che è piuttosto difficile vincere e ogni scelta deve essere pesata con molta attenzione. Direi che, fatto salvo il draft, nel solitario il flavour del gioco in più giocatori rimane intatto, restituendo un'esperienza molto appagante. Inoltre l'assenza dell'automa limita i tempi morti (e molto spesso è un bene).

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    2. Vorrà dire che mi hai dato la scusa per provarlo un'altra volta... ☺️
      Odino invece non ho mai avuto l'occasione di provarlo

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    3. Se ti piace il gioco, secondo me è davvero un buon solitario che merita. Su Odino, è forse il cinghiale più corposo di Rosenberg, perché contiene al suo interno un po' tutte le (buone) idee che ha avuto nel corso degli anni, con i suoi giochi migliori. Consigliatissimo a chi ama questo autore.

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  3. Nella mia personale classifica ci sarebbe una posizione 0: Arkham Horror LCG. E' il solitario che più mi fa compagnia da anni e mi appaga sempre, anche rigiocando più volte le stesse campagne. L'ultima uscita poi, "Ai Confini della Terra", trovo che sia un vero capolavoro ludico narrativo!

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    1. Io ho un paio di scatole di LotR LCG, perché l'ambientazione mi è più congeniale. Divertente e sfidante (anche se a volte un po' frustrante), l'ho giocato diverse volte... il problema è che per continuare servono vagoni di soldi da spenderci sopra e la cosa mi ha frenato nell'andare avanti. Comunque sì, se piace il genere e se non spaventa l'aspetto economico, un LCG è una buona scelta per giocare in solo.

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  4. Primi due posti meritati anche se secondo me avrei messo primo Under Falling Skies. E nella top 10 (se non top 3) avrei messo Dune Imperium che come gioco e solitario è migliore secondo me di alcuni che hai citato.

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    1. Di quali giochi citati secondo te Dune Imperium è superiore?

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    2. Di Netwon, Aeon's End e personalmente anche di Scythe (che non mi piace) e di Maracaibo (che mi piace ma trovo meno interessante in solitario)

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  5. Bella classifica, ma devo dire che mi ha stupito molto il primo posto.
    Purtroppo riguardo a Maracaibo in solitario non riesco a farmene una ragione: il solitario è piacevole perché il gioco è fantastico, ma non è uno dei miei preferiti.
    Jean non si specializza e ti impone di non specializzati, per questo mi sento limitato in questa modalità.
    La campagna dà variabilità, ma molti scenari limitano ulteriormente le tue possibilità di scelta, se vuoi avanzare nella storia.
    Son curioso di vedere se il solitario Dell espansione uscita ad Essen risolve questi problemi.
    Comunque rimane un solitario della mia personale top10, soprattutto per la facilità di utilizzo.
    Complimenti per il tuo impegno in questa rubrica.
    Ciao

    Bellum

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    1. Anch'io la penso come te Bellum: Maracaibo bello, ma non #1. Consumato invece UFS...

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    2. Il solitario di Maracaibo ha almeno 3 pregi molto rilevanti (oltre ai pregi del gioco in sé):
      1- Jean ha un downtime praticamente nullo per un gioco di peso come questo;
      2- la campagna è davvero ben fatta, con gli scenari che aggiungono ogni volta un pizzico di pepe e danno longevità all'esperienza;
      3- il livello di sfida di Jean (modulabile) è comunque ottimo. Hai ragione, il suo stile ti obbliga a fare un po' di tutto... ma non necessariamente questo lo vedo come un difetto perché ti tiene sul pezzo e ti fa sentire sempre un certo senso di urgenza.

      Detto questo, entriamo poi nel campo della soggettività e lì chiaramente ognuno ha le sue preferenze...

      Grazie per i complimenti! ;)

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